Essere in attesa di un figlio o accogliere un nuovo membro in famiglia è un'esperienza trasformativa, ricca di gioia ma anche di nuove responsabilità e, inevitabilmente, di interrogativi di natura pratica ed economica. Soprattutto per le giovani lavoratrici, la maternità può presentare la sfida di bilanciare carriera e famiglia. In questo contesto, è fondamentale essere informati sui diritti e sulle agevolazioni economiche disponibili, tra cui l'assegno di maternità, una prestazione pensata per offrire un sostegno concreto.
Comprendere l'Assegno di Maternità: Cos'è e a Chi si Rivolge
L'assegno di maternità è un'agevolazione economica erogata dall'INPS, pensata per supportare i genitori che si trovano in determinate condizioni, in particolare quelli privi di un'occupazione o con trattamenti di maternità insufficienti. L'obiettivo primario di questo contributo è garantire un sostegno finanziario durante il periodo cruciale della nascita, adozione o affidamento preadottivo di un bambino.

Questa prestazione non è limitata alle neo-mamme, ma si estende anche a chi riceve un bambino in affido preadottivo o in adozione, a condizione che vengano rispettati i requisiti previsti dalla normativa. L'importo dell'assegno di maternità viene rivalutato annualmente in base agli indici ISTAT per adeguarlo al costo della vita.
Tipologie di Assegno di Maternità: Stato, Comune e Lavori Atipici
È importante distinguere tra le diverse forme di assegno di maternità per comprendere appieno le proprie possibilità.
L'Assegno di Maternità dello Stato (o per Lavori Atipici e Discontinui)
Questa prestazione, gestita direttamente dall'INPS, è pensata per supportare coloro che non hanno un trattamento di maternità o il cui trattamento è inferiore all'importo dell'assegno statale. L'assegno di maternità per lavori atipici e discontinui è una prestazione previdenziale a carico dello Stato, concessa ed erogata dall'INPS, come previsto dall'articolo 75 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151.
Requisiti Generali:
Per poter accedere a questo tipo di assegno, è generalmente necessario possedere la residenza in Italia e la cittadinanza italiana o di uno Stato membro dell'Unione Europea. Per i cittadini extracomunitari, è richiesto il possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.
Requisiti Specifici:
I requisiti specifici variano a seconda della situazione lavorativa al momento della richiesta:
- Lavoratrici Regolari: Devono aver versato almeno 3 mesi di contributi per maternità nel periodo compreso tra i 18 e i 9 mesi precedenti il parto o l'effettivo ingresso del bambino in famiglia in caso di adozione nazionale, affidamento preadottivo, oppure ingresso in Italia in caso di adozione internazionale.
- Disoccupate o in Mobilità/Cassa Integrazione: Devono aver svolto attività lavorativa per almeno 3 mesi e aver perso il diritto a prestazioni previdenziali o assistenziali. È fondamentale che il periodo tra la perdita del lavoro e la data del parto non sia superiore a 9 mesi.
- In caso di Licenziamento (anche volontario): È richiesta almeno 3 mesi di contribuzione nel periodo che va dai 18 ai 9 mesi precedenti il parto.
- Lavoratrici Autonome (Gestione Separata): Devono aver versato almeno 3 mesi di contributi nei 12 mesi precedenti l'inizio del congedo di maternità obbligatorio ordinario (cioè dell'8° mese di gravidanza) o del congedo di maternità anticipata, ad esempio in caso di gravidanza a rischio.
Ruolo del Padre:
In determinate circostanze, la richiesta può essere inoltrata dal padre. Queste includono:
- Abbandono del figlio da parte della madre.
- Affidamento esclusivo del figlio al padre.
- Separazione in caso di affido o adozione.
In questi casi, al padre sono richiesti i medesimi requisiti contributivi previsti per la madre. Inoltre, il padre può fare richiesta dell'assegno di maternità in caso di decesso della madre, a condizione che abbia riconosciuto il neonato o sia coniuge della donna adottante o affidataria preadottiva, e che la madre non abbia già usufruito dell'assegno.
Importo: L'importo dell'assegno di maternità dello Stato viene rivalutato annualmente sulla base della variazione dell'indice ISTAT. Per le nascite, gli affidi o le adozioni avvenute nel 2025, l'importo, se spettante in misura intera, è pari a 2.037,00 euro, erogato in cinque mensilità da 407,40 euro ciascuna. Le madri che beneficiano di un trattamento di maternità parziale, inferiore all'importo di questo contributo, possono richiedere un assegno pari alla differenza tra il beneficio percepito e l'importo dell'assegno statale.
Domanda: La domanda deve essere presentata entro 6 mesi (termine perentorio) dalla nascita del bambino o dall'effettivo ingresso del minore in famiglia nel caso di adozione o affidamento. La presentazione può avvenire in via telematica tramite il portale INPS (con SPID), il Contact Center integrato o tramite i Patronati.
L'Assegno di Maternità dei Comuni
Questa prestazione è gestita dai Comuni e concessa alle madri (anche adottanti o affidatarie) cittadine italiane, comunitarie ed extracomunitarie in possesso di un titolo di soggiorno valido.

Requisiti:
- Residenza: La richiedente deve essere residente nel Comune dove presenta la domanda.
- Residenza Precedente: È necessario aver risieduto nel territorio dello Stato Italiano al momento del parto o dell'ingresso nella famiglia del minore per affidamento pre-adottivo o adozione.
- Nessuna Copertura Previdenziale o Inferiore: I richiedenti non devono avere alcuna copertura previdenziale o, se presente, questa deve essere entro un determinato importo fissato annualmente. Inoltre, non si deve essere già beneficiari di altro assegno di maternità INPS ai sensi della legge 23 dicembre 1999, n. 488.
- ISEE: È necessario essere in possesso di una Certificazione ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) in corso di validità che attesti una situazione economica-patrimoniale medio-bassa. Per i nati nel 2025, il valore ISEE non deve essere superiore a 20.382,90 euro.
- Cittadinanza/Permesso di Soggiorno: Possono accedere cittadine italiane, comunitarie, ed extracomunitarie in possesso di un titolo di soggiorno valido. Per le cittadine extracomunitarie, le condizioni specifiche per il permesso di soggiorno possono includere:
- Titolare del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.
- Familiare di cittadini italiani, dell’Unione o di cittadini soggiornanti di lungo periodo non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che sia titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente.
- Rifugiata politica (oppure un suo familiare o superstite).
- Titolare della protezione sussidiaria.
- Cittadina/lavoratrice del Marocco, Tunisia, Algeria e Turchia.
- Titolare del permesso unico per lavoro o con autorizzazione al lavoro, ad eccezione delle categorie espressamente escluse dal D.lgs. 40/2014.
- Che abbia soggiornato legalmente in almeno 2 stati membri.
- Apolide.
Importo: L'importo dell'assegno è pari a 407,40 euro per cinque mensilità, per un totale di 2.037 euro complessivi (per nascite, affidi, adozioni nel 2025). Il valore dell'assegno e il limite ISEE vengono aggiornati annualmente in base agli indici ISTAT.
Domanda: La domanda va presentata al Comune di residenza entro sei mesi dalla nascita, dall'adozione o dall'affidamento preadottivo. Il Comune verificherà i requisiti e trasmetterà la domanda all'INPS, che predisporrà il pagamento entro 45 giorni dalla richiesta del Comune.
Maternità Obbligatoria e Altre Forme di Congedo
Oltre agli assegni di maternità, esistono altre forme di tutela per le lavoratrici durante la gravidanza e il periodo post-parto.
Congedo di Maternità Obbligatoria
Le lavoratrici, sia italiane che straniere con regolare permesso di soggiorno, hanno diritto a un congedo di maternità obbligatoria della durata di cinque mesi. Questo periodo può essere ripartito in diverse modalità:
- Due mesi prima del parto e tre mesi di puerperio.
- Un mese prima del parto e quattro mesi di puerperio.
- Cinque mesi di puerperio.
Durante questo periodo, la lavoratrice riceve un contributo pari all'80% della retribuzione media precedente l'inizio del congedo. Questo importo viene anticipato dall'azienda, che verrà poi rimborsata dall'INPS tramite sgravi contributivi.
Per alcune categorie di lavoratrici, come stagionali, agricole, dello spettacolo, addette ai servizi domestici e familiari, o lavoratrici disoccupate o sospese, l'INPS garantisce un rimborso diretto.
Congedo di Maternità Anticipata
La maternità anticipata può essere disposta dal medico o dall'Ispettorato Territoriale del Lavoro in caso di gravidanza a rischio. Questo tipo di congedo non ha limiti temporali per l'inizio dell'esonero dal lavoro e viene retribuito con le stesse modalità della gravidanza obbligatoria.
Congedo di Maternità Facoltativa (Congedo Parentale)
Conosciuto anche come congedo parentale, questo diritto prevede fino a 180 giorni di assenza dal lavoro, che possono essere richiesti (o meno) dal genitore fino al compimento del dodicesimo anno di età del figlio. Il congedo parentale può essere fruito in modo continuativo, frazionato per mesi, o anche usufruendo di singoli giorni o ore.
Altre Agevolazioni per la Nascita e la Crescita dei Figli
Oltre agli assegni di maternità, esistono altre forme di sostegno economico per le famiglie con figli:
Bonus Mamme Disoccupate
Per le donne disoccupate o che lavorano come casalinghe, entro sei mesi dal parto è possibile richiedere il "bonus mamme disoccupate" al proprio Comune di residenza. L'INPS eroga un assegno di valore variabile, condizionato al possesso di un ISEE inferiore a una determinata soglia (ad esempio, 17.000 euro) e al non utilizzo di altre forme di corrispettivi per la maternità.
Bonus Bebè (Assegno di Natalità)
Questo bonus, richiesto all'INPS entro 90 giorni dalla nascita, prevede un assegno mensile per 12 mesi. L'importo varia in base all'ISEE del nucleo familiare: per redditi inferiori a 7.000 euro si aggira intorno ai 1.900 euro annui, mentre per redditi superiori a 40.000 euro l'importo totale è di circa 960 euro annui.
Bonus Nido
Per coprire le spese relative all'iscrizione dei figli all'asilo nido, è possibile richiedere all'INPS il bonus nido. L'importo massimo annuale può variare a seconda dell'ISEE: fino a 3.000 euro per ISEE non superiori a 25.000 euro, e fino a 1.500 euro annui per ISEE superiori a 40.000 euro.
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Integrazioni al Reddito e Incentivi per l'Occupazione
Il quadro delle agevolazioni si completa con misure volte a incentivare l'occupazione e integrare il reddito, specialmente in regioni meno sviluppate o per categorie specifiche di lavoratori.
Incentivi per l'Assunzione in Regioni "Meno Sviluppate" o "in Transizione"
Esistono incentivi per l'assunzione di persone disoccupate che si svolgano in specifiche regioni italiane (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia per le "meno sviluppate"; Abruzzo, Molise e Sardegna per le "in transizione"). L'incentivo spetta a condizione che la prestazione lavorativa si svolga in queste aree, indipendentemente dalla residenza del lavoratore o dalla sede legale del datore di lavoro. I beneficiari devono essere privi di impiego e dichiarare la propria disponibilità al lavoro e alla partecipazione a misure di politica attiva.
L'esonero può essere riconosciuto per assunzioni effettuate tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2017, anche in caso di rapporto a tempo parziale. Sono incentivabili le assunzioni e trasformazioni a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione, i rapporti di apprendistato professionalizzante, e i rapporti di lavoro subordinato instaurati in attuazione del vincolo associativo con una cooperativa di lavoro.
In caso di trasformazione di un rapporto a tempo determinato in uno indeterminato, non è richiesto il possesso del requisito di disoccupazione né il rispetto dell'assenza di rapporti di lavoro negli ultimi sei mesi con lo stesso datore di lavoro.
È importante notare che l'incentivo può essere riconosciuto per un solo rapporto lavorativo per lo stesso lavoratore; dopo una prima concessione, non è possibile rilasciare nuove autorizzazioni per nuove assunzioni dello stesso o di altro datore di lavoro.
Integrazione al Reddito per Lavoratrici Madri di 2 o Più Figli
Per il 2025, è prevista un'integrazione al reddito per le lavoratrici madri di 2 o più figli. Nello specifico, l'articolo 6 del decreto legge 30 giugno 2025 n. 95 introduce una somma pari a 40 euro al mese per ogni mese o frazione di rapporto di lavoro o attività autonoma. Questa misura è a favore di lavoratrici con contratto di lavoro dipendente o autonomo che abbiano un reddito inferiore ai 40mila euro l'anno e siano madri di 2 o più figli, fino al compimento dei 10 anni del figlio più piccolo.
Per le lavoratrici madri di 3 o più figli titolari di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, per il 2025 rimane in vigore la previsione della Manovra di bilancio per il 2024 (art.1, comma 180, legge n. 213/2023). Dal 2026, entreranno in vigore stabilmente le previsioni di cui alla legge di bilancio per il 2025 (articolo 1, comma 219, legge n. 213/2023).
Considerazioni Finali per le Future Madri
Essere incinta e prepararsi all'arrivo di un figlio è un momento di grande cambiamento e consapevolezza. È un percorso che richiede non solo preparazione emotiva e fisica, ma anche una chiara comprensione dei propri diritti e delle agevolazioni economiche disponibili. Dalla maternità obbligatoria agli assegni statali e comunali, passando per bonus specifici come quello bebè e nido, il sistema di supporto è articolato per venire incontro alle diverse esigenze.

È fondamentale informarsi adeguatamente, consultare i siti ufficiali dell'INPS e dei Comuni di residenza, e avvalersi, se necessario, del supporto di professionisti qualificati o dei Patronati. Ricordate, giovane mamma, di godervi questa immensa esperienza della vita, facendo valere i vostri diritti e ottenendo i sostegni che vi spettano per affrontare al meglio questa nuova fase della vostra vita.

