La vaccinazione rappresenta uno dei pilastri fondamentali della sanità pubblica, uno strumento essenziale per la prevenzione di malattie infettive che possono avere conseguenze gravi, sia per l'individuo che per la collettività. In particolare, la pertosse, una malattia altamente contagiosa, richiede un'attenzione specifica, ma il panorama vaccinale in Trentino si estende a molte altre patologie, offrendo una protezione a diverse fasce d'età e per differenti condizioni di salute.
L'Obbligo Vaccinale e la Situazione in Trentino
La normativa italiana, attraverso la Legge n. 119 del 31 luglio 2017, ha introdotto un obbligo vaccinale per i minori di età compresa tra 0 e 16 anni e per tutti i minori stranieri non accompagnati. Questo significa che, se si è in regola con le vaccinazioni previste per questa fascia d'età, non è necessario intraprendere ulteriori azioni.
Nella provincia di Trentino, la popolazione minorile interessata dall'obbligo vaccinale è considerevole. Si stimano circa 86.500 minori tra 0 e 16 anni, suddivisi in 12.000 bambini nella fascia 0-3 anni e 15.600 nella fascia 3-6 anni. Tuttavia, una percentuale di questi non è conforme all'obbligo. Si calcolano circa 4.500 bambini non conformi nella fascia 0-6 anni e circa 14.000 nell'intera fascia 0-16 anni. Questo dato evidenzia la persistenza di una quota di popolazione non adeguatamente protetta, un aspetto cruciale per il mantenimento dell'immunità di gregge.
Il trend di diminuzione delle coperture vaccinali registrato in Trentino è analogo a quello nazionale. A partire dal 2013, le coperture vaccinali per malattie quali poliomielite, difterite, tetano ed epatite B sono scese al di sotto della soglia raccomandata del 95%. Ancora più preoccupanti sono i valori percentuali relativi ai vaccini contro morbillo e rosolia, che si attestano al di sotto del 90%. Questa flessione rappresenta una minaccia concreta per la salute pubblica, poiché abbassa le difese della comunità contro agenti patogeni che possono essere reintrodotti e diffondersi rapidamente.

I Vaccini Obbligatori e Raccomandati
Il calendario vaccinale italiano prevede attualmente nove vaccini obbligatori. A questi si aggiunge il vaccino per la varicella, diventato obbligatorio per i nati a partire dal 2017. I vaccini obbligatori includono la protezione contro:
- Poliomielite
- Difterite
- Tetano
- Epatite B
- Pertosse
- Hib (Haemophilus influenzae tipo B)
- Morbillo
- Rosolia
- Parotite
- Varicella (obbligatoria a partire da aprile 2018 al 15° mese di vita)
Oltre ai vaccini obbligatori, il sistema sanitario provinciale offre una vasta gamma di vaccinazioni raccomandate, mirate a proteggere la popolazione da altre malattie significative o per specifiche fasce d'età e condizioni di rischio.
L'Open Day Vaccinale contro il Papillomavirus Umano (HPV)
Un esempio significativo dell'impegno nella prevenzione è rappresentato dall'open day vaccinale contro il Papillomavirus Umano (HPV), un appuntamento che si rinnova regolarmente. Come da tradizione, ogni secondo sabato del mese, è possibile accedere alla vaccinazione senza prenotazione nei vari centri vaccinali dell'Azienda Sanitaria Universitaria Integrata del Trentino (ASUIT). Per l'occasione, la sede di Cavalese è stata modificata, con l'ambulatorio di igiene pubblica di via Dossi 21 che ha sostituito il Palafiemme.
La vaccinazione contro l'HPV è gratuita per i maschi fino ai 30 anni e per le donne fino ai 40 anni, a condizione che siano iscritti al Servizio sanitario provinciale e non abbiano ancora iniziato o completato il ciclo vaccinale. L'obiettivo è quello di prevenire la diffusione del virus, responsabile di diversi tipi di tumore, tra cui il carcinoma del collo dell'utero, altri tumori del distretto uro-genitale e del cavo orale. In Trentino si registrano circa 50 nuovi casi all'anno di tumori correlati all'HPV, a fronte dei circa 4.400 casi in Italia.
Inoltre, con l'obiettivo di prevenire possibili recidive, il vaccino è fortemente raccomandato e gratuito anche per le donne sopra i 40 anni che sono state trattate per lesioni HPV-correlate, fino a un massimo di tre anni dal trattamento. L'open day offre anche un'importante opportunità per confrontarsi con il personale sanitario, valutare il proprio stato vaccinale e l'opportunità di immunizzazione.
Il vaccino HPV funziona
Vaccinazioni Offerte Durante gli Open Day e Non Solo
Gli open day non si limitano alla vaccinazione contro l'HPV. Durante questi eventi, vengono somministrati anche i vaccini per:
- TBE (Encefalite trasmessa da zecca)
- COVID-19
- Pneumococco
- Herpes zoster (fuoco di Sant'Antonio)
- Vaccini quadri-trivalenti contro morbillo-parotite-rosolia-varicella (MPRV)
- Vaccini trivalenti contro difterite-tetano-pertosse (DTP)
La campagna vaccinale contro l'HPV, attiva fino al 2027, mira ad aumentare le coperture e ridurre la diffusione del virus. La vaccinazione è uno strumento fondamentale di prevenzione del cancro sia per uomini che per donne. È raccomandata sia alle ragazze che ai ragazzi, soprattutto prima dell'inizio dei rapporti sessuali, quando la risposta immunitaria è più efficace. Tuttavia, gli studi clinici dimostrano che il vaccino è efficace anche in età adulta e dopo un'esposizione al virus. È consigliato anche alle donne trattate per lesioni precancerose per ridurre il rischio di recidive. È fondamentale sottolineare che la vaccinazione non sostituisce gli screening periodici come il Pap test e l'HPV test.
Attualmente, viene somministrato il vaccino 9-valente, che protegge contro nove ceppi del virus HPV, inclusi quelli maggiormente responsabili dell'insorgenza dei tumori. Il ciclo vaccinale prevede due dosi (a distanza di 6-12 mesi) fino ai 14 anni e tre dosi dai 15 anni in su (con la prima e la seconda dose a 1-2 mesi di distanza e la terza dopo sei mesi dalla prima). L'ideale è completare il ciclo entro un anno, ma in caso di interruzione non è necessario ricominciare: si riprende semplicemente da dove ci si era interrotti. Il vaccino ha dimostrato un'eccellente durata di protezione e ad oggi non esistono evidenze scientifiche che ne giustifichino la necessità di un richiamo. Gli effetti collaterali del vaccino sono generalmente lievi e temporanei, come dolore nel sito di iniezione o febbre lieve.
È sempre possibile vaccinarsi anche durante le sedute vaccinali settimanali, prenotando il vaccino tramite la piattaforma TreC+ o chiamando il CUP telefonico (0461 379400). Le fasce d'età più giovani e alcune coorti di nascita continuano a ricevere l'invito alla vaccinazione direttamente a casa, tramite lettera. Per maggiori informazioni sulla campagna vaccinale e sul virus HPV, è disponibile una sezione dedicata sul sito di ASUIT.

Vaccinazioni per gli Adulti: Richiami e Protezione
L'immunità conferita da alcuni vaccini tende a diminuire nel tempo, rendendo necessari richiami periodici per mantenere un'adeguata protezione.
- Difterite, Tetano, Pertosse (dTPa): Tutti gli adulti necessitano di un richiamo di questa vaccinazione ogni 10 anni, poiché l'immunità contro queste malattie si riduce nel tempo.
- Vaccinazione in Gravidanza: La stessa vaccinazione dTPa è raccomandata alla donna in gravidanza, durante il terzo trimestre (dalla 27° alla 36° settimana di gestazione). Questo permette alla futura mamma di produrre anticorpi sufficienti che vengono poi trasferiti al nascituro attraverso la placenta, conferendo una protezione immediata al neonato nei primi mesi di vita, periodo in cui non può ancora essere vaccinato. Il vaccino è considerato sicuro sia per la donna in gravidanza che per il feto.
È molto importante anche verificare lo stato di suscettibilità degli adulti per morbillo, rosolia, parotite e varicella. In caso di suscettibilità, viene offerta attivamente la somministrazione di due dosi di vaccino MPRV (anche ai soggetti suscettibili a una sola malattia), a distanza di almeno un mese. Nei soggetti che in passato hanno ricevuto una singola dose della vaccinazione, viene completato il ciclo vaccinale con la seconda dose.
- Rosolia e Fertilità: La vaccinazione MPR è raccomandata in particolare alle donne in età fertile suscettibili alla rosolia. La rosolia contratta nei primi mesi di gravidanza può causare danni gravi al nascituro, portando alla Sindrome da rosolia congenita, con malformazioni cardiache, cecità e/o perdita dell'udito.
Vaccinazioni Raccomandate per Fasce d'Età Avanzata
Con l'avanzare dell'età, aumentano le raccomandazioni vaccinali per proteggere da patologie che possono avere un impatto maggiore sulla salute.
- Vaccinazione Antinfluenzale: A partire dal compimento dei 60 anni, è raccomandata la vaccinazione antinfluenzale, da somministrare ogni stagione autunnale. L'influenza, sebbene spesso sottovalutata, può causare complicanze significative negli anziani.
- Vaccinazioni Anti-Pneumococcica e Anti-Herpes Zoster: A partire dall'età di 65 anni, sono consigliate le vaccinazioni anti-pneumococcica e anti-herpes zoster.
- Il vaccino antipneumococcico protegge contro i venti tipi di Pneumococco più frequentemente coinvolti in casi di malattia invasiva (come meningite e infezioni del sangue) e polmonite. È un vaccino sicuro che prevede la somministrazione di una sola dose.
- Il vaccino anti-Herpes zoster riduce significativamente la probabilità di manifestare la malattia (herpes zoster, comunemente noto come fuoco di Sant'Antonio) e, soprattutto, l'insorgenza della nevralgia post-erpetica, una sindrome dolorosa cronica che può persistere per mesi o anni. Il vaccino è sicuro e prevede la somministrazione di due dosi a distanza di due a sei mesi l'una dall'altra.
Vaccinazione TBE: Protezione contro le Malattie Trasmesse dalle Zecche
Inoltre, a tutti i cittadini residenti nel territorio della Provincia Autonoma di Trento è offerta gratuitamente la vaccinazione TBE (Encefalite trasmessa da zecca). Questa vaccinazione è fondamentale per combattere il rischio di contrarre questa malattia potenzialmente grave, trasmessa dalle punture di zecche infette, soprattutto nelle aree boschive e montane.

La Logica Dietro la Vaccinazione: Protezione Individuale e Collettiva
Non esistono vaccini intrinsecamente "più importanti" di altri. Esistono invece malattie che presentano diverse gravità o un'importanza sociale maggiore a causa della loro rapida diffusione nella popolazione o dell'assenza di cure mediche efficaci. Oggi, i bambini ricevono più vaccinazioni rispetto al passato perché la ricerca medica ha permesso di sviluppare vaccini in grado di proteggerli da un numero maggiore di malattie gravi o a rischio di gravi complicanze.
La scelta di non vaccinare un bambino o di rinviare la vaccinazione significa esporlo direttamente al rischio di contrarre queste malattie. È fondamentale comprendere che le vaccinazioni, quando eseguite dalla stragrande maggioranza della popolazione, non solo proteggono i bambini vaccinati, ma anche l'intera comunità. Questo fenomeno, noto come "immunità di gregge" o "immunità di comunità", è essenziale per proteggere coloro che, per particolari problemi immunitari, non possono essere vaccinati (ad esempio, neonati troppo piccoli, persone con immunodeficienze o sottoposte a terapie immunosoppressive).
L'immunità di gregge si realizza perché la presenza di un elevato numero di individui vaccinati interrompe la catena di trasmissione dell'infezione. Questo riduce drasticamente le possibilità che i soggetti non immuni vengano in contatto con i patogeni responsabili delle malattie. Per mantenere sotto controllo malattie infettive gravi come difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite, encefalite da morbillo, malformazioni congenite da rosolia, meningite e altre patologie altrettanto pericolose, è cruciale che a livello locale e nazionale la percentuale di bambini vaccinati sia almeno del 95%.
I vaccini attualmente disponibili sono il risultato di continui progressi nella ricerca medica e sono sottoposti a rigorosi controlli di qualità. Come qualsiasi farmaco, anche i vaccini possono determinare effetti collaterali, ma questi sono generalmente transitori e di lieve o modesta entità. La sicurezza e l'efficacia dei vaccini sono costantemente monitorate per garantire la massima protezione con il minimo rischio.
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