Il diritto di famiglia, in particolare nelle sue intersezioni con le questioni di adozione e maternità surrogata, presenta un panorama giuridico in continua evoluzione, caratterizzato da complessità che richiedono una profonda competenza e una sensibilità specifica. L'obiettivo primario di ogni procedura legale in questo ambito è la tutela del minore, garantendogli il diritto inalienabile a crescere in un ambiente familiare stabile e amorevole. La legge italiana, pur riconoscendo l'importanza di questo principio, affronta queste tematiche con approcci distinti, talvolta generando dibattiti accesi e sfide interpretative.
L'Adozione: Un Percorso Verso la Famiglia
L'adozione rappresenta l'istituto giuridico che assicura al bambino, in stato di abbandono, il diritto fondamentale a vivere serenamente all'interno di una famiglia. Questa famiglia provvederà a tutti i suoi bisogni, sia economici che affettivi. Ogni pratica di adozione è intrinsecamente unica: dietro ogni domanda si celano speranze, paure, desideri di accoglienza e storie di vita profondamente diverse.

La competenza legale in materia di adozione spazia dall'adozione nazionale a quella internazionale, abbracciando le complessità legali che ogni percorso comporta. La mia competenza abbraccia le complessità legali delle adozioni di maggiorenni stranieri, garantendo un processo fluido e conforme alle normative internazionali. Nel delicato mondo delle adozioni internazionali, si offre un servizio legale esperto per assistere le famiglie nella realizzazione del loro sogno di accoglienza. La tutela dei soggetti più deboli, ovverosia i minori, i cui diritti - pur sulla carta indiscutibilmente riconosciuti a livello nazionale e internazionale - vengono spesso messi in secondo piano nelle vicende patologiche del rapporto coniugale, è una priorità assoluta.
Perché si possa dar luogo all’adozione, è necessaria la dichiarazione dello stato di abbandono di un minore e l’idoneità dei coniugi ad adottare. L'adozione vera e propria è preceduta dall'affidamento preadottivo. L'adozione è un percorso straordinario ma complesso, che richiede competenza legale, sensibilità e una guida sicura. Si gestisce con cura ogni aspetto legale e burocratico, assicurando che il processo si svolga nel pieno rispetto dei diritti del minore e con la massima tutela per i futuri genitori adottivi.
Lo Studio Legale Lamanna Di Salvo & Partners, ad esempio, si occupa da anni di problematiche di diritto di famiglia inerenti separazione, divorzio, adozione e affidamento di minori. La trentennale esperienza nell'ambito dei procedimenti di adozione di minorenni, adozione in casi speciali, adozione di maggiorenni, esaminando tutti i profili giuridici e giudiziari e relative conseguenze, fornisce un quadro esaustivo delle sfide e delle opportunità.
Adozione in Casi Particolari e Nuove Configurazioni Familiari
Con l'evoluzione sociale e l'emergere di nuove configurazioni familiari, definite "allargate", la disciplina normativa ha ampliato le ipotesi di "adozione", riconoscendo anche al genitore sociale la possibilità di adottare il figlio del proprio partner. Questo rappresenta un passo significativo verso il riconoscimento delle diverse realtà familiari.
L'adozione in casi particolari, disciplinata dall'art. 44, comma 1, lettera d), della legge n. 184/1983, assume un ruolo cruciale in queste situazioni. In questo contesto, l'effetto ostativo del dissenso del genitore biologico all'adozione da parte del genitore sociale deve essere valutato esclusivamente sotto il profilo dell'interesse del minore. Pertanto, il genitore biologico può validamente negare l'assenso all'adozione del partner solo nell'ipotesi in cui quest'ultimo non abbia intrattenuto alcun rapporto di affetto e di cura nei confronti del nato, oppure, pur avendo partecipato al progetto di procreazione, abbia poi abbandonato partner e minore.

La mia esperienza si estende anche ai procedimenti in materia di adozione in qualità di curatore speciale dei minori, un ruolo fondamentale per garantire la rappresentanza e la tutela degli interessi dei minori nei procedimenti giudiziari. Si è avuta esperienza relativamente a procedure di adottabilità nella qualità di curatore del minore o avvocato del genitore, seguendo presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, richieste di tutela del minore straniero che si trova in Italia affidato informalmente ad un membro della propria famiglia di origine.
Inoltre, si è avuto il punto di forza di essersi occupati dell'adozione in casi particolari in favore di coppie omosessuali che hanno intrapreso il percorso della maternità surrogata o della procreazione medicalmente assistita. Questo ha richiesto una profonda conoscenza dei confini tra adozione e affidamento familiare, con numerose pubblicazioni e ricerche in merito. La presentazione di istanze per il riconoscimento di sentenze straniere di adozione e ricorsi per adozioni in casi particolari ex art. 44 L. 184/83, unitamente alla cura dei contatti con gli assistenti sociali del territorio, accompagna il cliente ad ogni incontro programmato dal servizio.
Maternità Surrogata: Un Divieto e le Sue Complessità
La maternità surrogata, spesso definita impropriamente "utero in affitto", rappresenta una pratica che in Italia è soggetta a un netto divieto e a sanzioni penali severe. Il significato della maternità surrogata consiste nella gravidanza portata avanti da una donna per conto di altri, con l'impegno di condurre la gravidanza e, alla nascita, di non rivendicare lo status genitoriale, che viene attribuito ai committenti.
In Italia, la pratica è vietata dall'art. 12, comma 6, della legge 19 febbraio 2004, n. 40, che punisce chiunque realizzi, organizzi o pubblicizzi tale pratica con la reclusione da tre mesi a due anni e con una multa elevata. Negli ultimi anni, il legislatore ha esteso la punibilità anche a fatti commessi all'estero da cittadini italiani, attraverso la legge 4 novembre 2024, n. 169. Questo significa che il cittadino italiano resta soggetto alla disciplina penale interna, indipendentemente dalla liceità della pratica nel Paese straniero in cui è stata realizzata.
Perché la nuova legge italiana sulla maternità surrogata è destinata a fallire (2024)
Sul piano medico, la surrogazione può avvenire con diverse modalità. Nella forma più discussa, la gestante non ha un legame genetico con il bambino: l'embrione viene formato mediante fecondazione in vitro con i gameti dei committenti o di donatori e poi trasferito nell'utero della gestante. Esiste anche una modalità "tradizionale", in cui la gestante fornisce l'ovocita, avendo così anche un legame genetico con il nato, il che può rendere più delicata la gestione dei conflitti e delle tutele.
La questione centrale che emerge quando un bambino nasce fuori dall'Italia a seguito di un percorso di surrogazione riguarda il riconoscimento del suo status giuridico nel nostro ordinamento. La giurisprudenza ha progressivamente distinto le posizioni. In presenza di un legame genetico con uno dei genitori intenzionali, si è affermata una maggiore apertura al riconoscimento del rapporto, anche alla luce della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sull’art. 8 CEDU e sul diritto all’identità personale del minore.
Tuttavia, il divieto di surrogazione di maternità è considerato un principio di ordine pubblico, posto a tutela di valori fondamentali quali la dignità della gestante e l'istituto dell'adozione. La Corte di Cassazione, anche a Sezioni Unite (sentenza n. 12193/2019), ha affermato che questo divieto integra un principio di ordine pubblico, con la conseguenza che non può essere automaticamente riconosciuto in Italia un provvedimento straniero che attribuisca lo status genitoriale al soggetto privo di legame biologico.
Nonostante il divieto, la Corte costituzionale, con la sentenza n. 33/2021, ha dichiarato inammissibili alcune questioni di legittimità costituzionale, invitando però il legislatore a intervenire per colmare l'attuale insufficienza di tutela del minore. Questo assetto, fondato su un equilibrio non sempre semplice, impone di leggere le decisioni non come chiusure assolute, ma come tentativi di coordinare principi diversi: dignità della donna, funzione dell’adozione, tutela dell’identità del minore e rispetto degli obblighi internazionali.
La Tutela del Minore in Situazioni di Disagio Familiare
La tutela del minore è prioritaria in un meccanismo di conflitto, inadeguatezza e incapacità genitoriale. È essenziale distinguere i casi di recupero delle capacità genitoriali dai casi in cui sussista un'obiettiva impossibilità. Certamente l'obiettivo del legislatore è quello di garantire la crescita e l'educazione del minore all'interno della famiglia di origine. Da qui l'importanza di individuare i casi estremi e residuali in cui tale obiettivo non può essere raggiunto, considerando che, con l'adozione, lo strappo del minore dalle sue radici è radicale ed irreversibile.

In queste situazioni, il ruolo del curatore speciale del minore diventa fondamentale. Questa materia è particolarmente cara a molti professionisti, anche perché alcune esperienze personali permettono di avere una maggiore sensibilità e comprendere appieno il suo valore.
Nuove Frontiere Familiari e Riconoscimento Giuridico
L'evoluzione sociale ha portato a una maggiore apertura verso il riconoscimento delle diverse forme familiari. La sentenza della Corte Costituzionale n. 68 del 10-III / 28 V 2025 ha ad oggetto la questione relativa alla legittimità del fenomeno dei bambini con due madri, che si verifica quando una coppia omoaffettiva femminile decide di condividere la responsabilità genitoriale su di un bambino che viene messo al mondo con le moderne tecniche di procreazione (o fecondazione) assistita (PMA).
Tuttavia, la Corte costituzionale, con la sentenza n. 221 depositata il 23.10.2019, ha ritenuto costituzionalmente legittime le disposizioni della l. n. 40/2004 che vietano l’accesso alla procreazione medicalmente assistita alle coppie omosessuali, seppur formate da due donne. Questo crea una discrasia tra il riconoscimento della genitorialità in alcuni contesti e il divieto di accesso a determinate tecniche procreative per le coppie omosessuali.
Perché la nuova legge italiana sulla maternità surrogata è destinata a fallire (2024)
La complessità di queste tematiche richiede un'assistenza legale qualificata e una profonda conoscenza del diritto di famiglia, minorile e internazionale privato. Ogni situazione è unica e richiede un approccio personalizzato, volto a garantire la migliore tutela possibile per i minori e a supportare le famiglie nel loro percorso. La consulenza preventiva è spesso la scelta più prudente per navigare con successo in questo complesso scenario giuridico.
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