La storia di Kimbo S.p.A. è un viaggio affascinante che parte dalle umili origini di un bar-pasticceria a Napoli per arrivare a essere un protagonista indiscusso del mercato del caffè a livello globale. Fondata negli anni Cinquanta dai fratelli Francesco, Gerardo ed Elio Rubino, l'azienda, inizialmente conosciuta come Café do Brasil, ha saputo trasformare una passione genuina per il caffè in un'attività industriale di successo, guidata da una costante vocazione innovativa e da un profondo rispetto per il prodotto.

Dalle Origini Napoletane alla Conquista del Mercato
La scintilla che ha dato vita a quella che oggi conosciamo come Kimbo S.p.A. si accese a Napoli, nella bottega di famiglia. I tre fratelli Rubino, ereditando l'attività di bar-pasticceria del padre Michele, un mastro pasticciere, ebbero l'intuizione di trasformarla in una piccola torrefazione. Questa trasformazione segnò l'inizio di un percorso imprenditoriale che avrebbe portato il nome Kimbo ben oltre i confini della Campania. La "innata inclinazione alla comunicazione" e la forte passione per il caffè, unite a un "reverenziale" rispetto per la materia prima, furono gli ingredienti fondamentali che permisero al brand di conquistare, nel corso degli anni, sempre più estimatori.
Il successo non tardò ad arrivare. Già negli anni '70, Kimbo raggiunse la leadership nel mercato campano, consolidando la sua reputazione grazie alla qualità dei suoi prodotti e alla sua capacità di essere "vicino" ai consumatori. Ma è negli anni '80 che il brand Kimbo compie il grande salto, conquistando una reputazione a livello nazionale. Ancor prima di poter contare su una distribuzione capillare in tutta Italia, i fratelli Rubino fecero una scommessa coraggiosa e lungimirante: investirono ingenti risorse economiche nella comunicazione. Questo audace investimento permise a Kimbo di entrare nelle case degli italiani attraverso spot pubblicitari intelligenti e divertenti, alcuni dei quali sono ancora oggi impressi nella memoria collettiva. Personaggi amati come Pippo Baudo, Massimo D'Apporto e Gigi Proietti prestarono la loro immagine al prestigio del marchio napoletano, contribuendo a rafforzarne la notorietà e la simpatia.
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L'Espansione Nazionale e l'Internazionalizzazione
Sul finire degli anni Ottanta, la seconda generazione della famiglia Rubino prese le redini dell'azienda, portando avanti la crescita e ampliando gli orizzonti. L'orizzonte non era più solo nazionale: il marchio Kimbo iniziò la sua avventura oltre confine, affacciandosi sui mercati europei. Nel 1991, venne lanciato sul mercato Caffè Kosè, una miscela per la moka pensata per offrire un ottimo rapporto qualità-prezzo. Il packaging, fortemente evocativo dei paesi latinoamericani da cui provenivano i chicchi, contribuì al suo immediato successo, tanto che nel 1994 Kosè divenne un brand a sé stante dell'azienda.
Gli anni '90 segnarono un ulteriore consolidamento per Kimbo. Il caffè Kimbo si posizionò come il secondo player italiano nel mercato retail e continuò la sua espansione sui mercati europei limitrofi. L'avvicinarsi del nuovo millennio vide l'azienda aprirsi a una gestione manageriale, affiancando alla proprietà familiare un team di professionisti esperti. Questa mossa strategica fu fondamentale per affrontare le sfide future, prima fra tutte quella dell'export. Dopo l'Europa, Kimbo puntò verso gli Stati Uniti, il Far East e il resto del mondo. Per sostenere questa crescita esponenziale sui mercati internazionali, divenne cruciale ottimizzare la gestione della materia prima e del prodotto finito. Nel 2009, accanto allo storico stabilimento di Melito, sorse un centro di raccolta e stoccaggio tecnologicamente avanzato all'interporto di Nola, che divenne l'hub logistico centrale per un sistema integrato con la produzione.
Impegno per la Sostenibilità e Crescita Strategica
Parallelamente alla crescita dimensionale, aumentò anche la sensibilità di Kimbo verso le tematiche ambientali. Dai primi anni 2000, l'azienda adottò politiche di risparmio energetico, gestione integrata dei rifiuti e aderì a protocolli per ottenere diverse certificazioni ambientali. La solidità finanziaria permise inoltre a Kimbo di effettuare operazioni strategiche volte a rafforzarne il peso sul mercato nazionale. Nel 2012, l'acquisizione della storica azienda sarda "La Tazza d'oro" rappresentò un passo importante per consolidare la presenza nel canale Ho.Re.Ca. in Sardegna e nel Lazio. Negli anni, partnership produttive e distributive con aziende primarie, come Autogrill, France Boisson, Illy e Algida, aprirono a Kimbo nuovi mercati e a prodotti innovativi.
Nel settembre 2013, riconoscendo la straordinaria notorietà del brand, l'azienda decise di cambiare la sua denominazione da "Cafè do Brasil S.p.A." a "Kimbo S.p.A.". La scritta rossa "Kimbo" divenne così l'identificativo sia del brand che dell'azienda, raccogliendo i valori dei fondatori e proiettando l'impegno della nuova generazione.
La Missione e la Struttura Aziendale Oggi
La missione di Kimbo è chiara: "Diffondere il caffè italiano nel mondo e rendere disponibile sui mercati nazionale ed esteri un prodotto di qualità, autenticamente made in Italy, realizzato con le più avanzate tecnologie, nel rispetto delle persone e dell’ambiente". L'azienda si impegna a preservare e valorizzare la specificità dell'espresso napoletano, osservando costantemente l'evoluzione dei gusti per offrire un prodotto sempre attuale: "un caffè per tutti ma non da tutti", dedicato a chi apprezza la ricchezza delle sfumature e il rispetto per ogni singolo caffè della giornata.
Oggi, Kimbo S.p.A. conta 200 dipendenti, due stabilimenti tecnologicamente avanzati e certificati ambientalmente a Melito di Napoli e Nola. Il fatturato è così ripartito: 71% dal canale retail, 26% dal Ho.Re.Ca. e 3% dal vending e OCS. L'export, in forte crescita, rappresenta il 19% del fatturato, con una presenza in circa 80 Paesi nel mondo. L'azienda opera con tre brand - Kimbo, Kosè e La Tazza d'oro - con posizionamenti definiti e complementari, in grado di coprire ogni fascia del mercato. L'attenta selezione delle materie prime, il controllo costante in ogni fase produttiva e la tracciabilità dell'intera filiera garantiscono l'eccellenza dei prodotti, supportata da certificazioni internazionali che testimoniano le corrette politiche di gestione e il rispetto per le risorse ambientali.
L'Imperativo della Qualità: Produzione e Formazione
Per Kimbo, un ottimo caffè è il risultato di un eccellente prodotto, di un servizio impeccabile e del rispetto di tutti i fattori che ne consentono la realizzazione: uomini e ambiente. La produzione è un processo meticoloso che inizia con una rigorosa selezione della materia prima proveniente dalle zone equatoriali di Sud America e Asia. Le analisi organolettiche nei luoghi di origine e i severi controlli sui fornitori assicurano il rispetto delle rigide condizioni previste nei capitolati d'acquisto.

La materia prima raccolta viene trasportata allo stabilimento di Melito, dove avvengono la miscelazione, la tostatura e il confezionamento. Questo stabilimento, progettato e realizzato nel pieno rispetto dell'ambiente, grazie a politiche volte al risparmio energetico e alla gestione integrata dei rifiuti, vanta un impatto produttivo estremamente contenuto, come testimoniato dalla Certificazione ambientale ISO 14001:2004. Ogni giorno, entrano nello stabilimento tra le 120 e le 140 tonnellate di materia prima, per poi uscirne come prodotto finito in quantità comprese tra le 100 e le 120 tonnellate.
Un elemento distintivo e fondamentale della produzione Kimbo è il Centro di Controllo Qualità, certificato UNI EN ISO 9001:2000, che si occupa non solo degli approfonditi accertamenti su ogni fase produttiva, ma anche della formazione del personale e dello sviluppo di nuove ricette. Il Kimbo Training Center è deputato alla formazione e all'aggiornamento costante della forza vendita, degli shop manager e dei brand ambassador, per garantire un servizio eccellente. Gli esperti Kimbo condividono la loro esperienza e cultura per formare veri professionisti nell'arte del caffè, intenditori di miscele e maestri nelle tecniche di preparazione. I trainer offrono stage formativi e un'assistenza costante ai baristi e agli operatori del mercato, in Italia e all'estero, affinché un caffè Kimbo sia sempre un ottimo caffè, ovunque nel mondo. La formazione copre la scelta delle miscele più adatte al gusto dei consumatori, la taratura delle macchine, la preparazione dei vari tipi di caffè e la latte art.
Il Mercato Italiano: Presenza e Strategie
Kimbo detiene quote di mercato significative in tutti i canali distributivi italiani. Nel canale retail, si posiziona come secondo player nazionale con una quota del 12,3% (dati dicembre 2016, a volume Iper + Super). L'azienda offre oltre 20 miscele a marchio Kimbo, pensate per soddisfare gusti diversi, dai più intensi e forti ai più morbidi e rotondi. Le preferenze locali giocano un ruolo importante: al Sud si prediligono miscele più corpose, mentre al Nord quelle più delicate. Kimbo è inoltre leader indiscusso nel mercato delle cialde in carta, con una quota pari al 20% (dati dicembre 2016, a volume Iper+Super).

Nel canale Ho.Re.Ca. (Hotel, Restaurant, Catering), Kimbo registra una costante ascesa, incrementando il proprio fatturato in controtendenza rispetto al mercato che vede una contrazione dei consumi fuori casa. La rete distributiva è capillare, con un distributore esclusivo in Sardegna ("La Tazza d'oro") e 30 agenti diretti da 6 capi area. Dal 2013, l'acquisizione di oltre 1350 punti vendita Autogrill ha ampliato ulteriormente la presenza del brand. Le aree di maggior penetrazione, dopo la Campania dove Kimbo detiene una leadership storica, sono Lazio, Lombardia e Toscana. Dal 2013, Kimbo ha arricchito la propria offerta con prodotti complementari, come la linea Gran Scelta (orzo, ginseng, crema caffè) e, dal 2014, i tè di Ridgways of London. Il 28 ottobre 2013, a Napoli, è stata inaugurata la prima "ambasciata del caffè" presso La Caffettiera di piazza Dei Martiri, un luogo dedicato alla cultura del caffè napoletano.
Innovazione e Nuove Frontiere: Bio, Fairtrade, OCS e E-commerce
Nel 2015, Kimbo ha lanciato Kimbo Bio Organic, una miscela interamente sostenibile con doppia certificazione Bio e Fairtrade, dedicata a caffetterie, locali di tendenza e ristoranti gourmet. Questo prodotto sottolinea l'impegno dell'azienda verso scelte etiche e sostenibili.
Il canale Office Coffee Service (OCS) e Vending rappresenta per Kimbo un'opportunità per essere ancora più vicino ai consumatori, portando il gusto dell'espresso eccellente anche negli uffici e nei luoghi pubblici. Questo segmento, ad alto tasso di innovazione, è una delle scommesse più recenti dell'azienda, che ne apprezza il dinamismo e la creatività. Kimbo collabora con i principali gestori del mercato, come IVS, il più grande gruppo italiano nel settore della ristorazione automatica, che ha lanciato il primo distributore automatico in grado di conservare il caffè Kimbo in grani sottovuoto, mantenendone la freschezza.
L'e-commerce è un altro canale in forte sviluppo. Kimbo offre ai suoi consumatori la possibilità di acquistare online i propri prodotti attraverso il Kimbo Shop, dove i "best seller" sono i prodotti monoporzionati, in particolare le cialde Kimbo Espresso Italiano.
L'Export: Kimbo Espresso Italiano nel Mondo
L'export è un fattore strategico imprescindibile per lo sviluppo di Kimbo, con un fatturato di circa 32 milioni di euro. Attraverso il brand dedicato "Kimbo Espresso Italiano", l'azienda esporta i suoi prodotti in circa 80 Paesi, raggiungendo luoghi di prestigio come il Chelsea Club e l'Euphorium Bakery di Londra, e il Buddha Bar di Parigi.
In Francia, un accordo con France Boisson (gruppo Heineken) rende Kimbo il caffè di oltre 11.000 bar e caffè. Nel Regno Unito, Kimbo opera tramite la consociata Kimbo UK e, grazie a un accordo con Star Pubs & Bars (controllata Heineken), è significativamente presente nei locali di Londra e dintorni. In Germania, Austria e Svizzera, Kimbo opera attraverso una rete di distributori, vantando una buona brand awareness e un crescente ingresso nelle principali catene della distribuzione.
Kimbo Antica Miscela 1963 e Sapiente: Ritorno alle Origini e Innovazione Specialty
Recentemente, Kimbo ha compiuto un'operazione di recupero storico con il lancio della "Kimbo Antica Miscela 1963". Questa miscela originale, messa a punto dai fondatori Elio, Francesco e Gerardo Rubino nel tardo dopoguerra, quando lavoravano con il padre Michele nel bar di famiglia nel Rione Sanità, torna oggi in una versione autentica e senza tempo. L'ispirazione per la miscela nacque dall'ascolto dei gusti della clientela, tra cui la leggenda narra ci fosse anche il Principe Antonio de Curtis, in arte Totò. La Kimbo Antica Miscela 1963, 100% Arabica, tostato scuro e intenso, si distingue come primo prodotto macinato per il canale retail che offre indicazioni precise sulla preparazione in moka per ottenere la massima espressione aromatica.
Questa iniziativa segna una strategia aziendale di Kimbo che riparte dal passato per stimolare il mercato del caffè presente e futuro. In questa direzione si inserisce anche "Sapiente", il nuovo brand con cui Kimbo entra nel mondo degli specialty coffee. Tre miscele - Incanto (100% Specialty Arabica), Mistero (50% Specialty Arabica e 50% Fine Robusta) e Stupore (100% Fine Robusta) - sono state presentate a Napoli. Pur rivolgendosi a un consumatore contemporaneo, il caffè specialty di Sapiente mantiene un legame con l'artigianalità che ha caratterizzato le origini di Kimbo. La scelta di puntare sulla Robusta, anche in versione specialty, rispecchia la preferenza per questo tipo di caffè tipica dello stile napoletano. Il coffee expert Andrej Godina, co-progettista di Sapiente, ha lavorato per tradurre lo specialty nel metodo di estrazione italiano per eccellenza, l'espresso, ottenendo un'acidità controllata ed elegante, comprensibile per il consumatore italiano. La tostatura, più scura rispetto a quella consueta per lo specialty ma meno di quella tradizionale napoletana, cerca un equilibrio che rispetti sia i criteri degli specialty coffee che il palato locale. Il packaging di Sapiente, con il nero di sfondo e un'illustrazione surrealista raffigurante la sirena Partenope la cui coda si trasforma in una pianta di caffè, evoca il profondo legame tra le origini dell'azienda e i suoi prodotti.


