ROMA - Il tumore rappresenta una delle sfide sanitarie più significative in Italia, attestandosi come la seconda causa di morte per le donne. Tra le neoplasie più diffuse, il tumore della mammella occupa il primo posto, con una stima di 52.800 nuovi casi nel 2018, un dato in lieve aumento rispetto ai 51.000 registrati nel 2017, secondo le proiezioni di Aiom. A seguire, il cancro del colon-retto e il tumore del polmone completano il quadro delle principali patologie oncologiche. Questi numeri impongono una riflessione profonda e sollecitano un maggiore impegno nella prevenzione e nella partecipazione ai programmi di screening.

Fortunatamente, i progressi nelle terapie oncologiche consentono oggi a un numero crescente di pazienti di superare la malattia. Tuttavia, per le giovani donne che affrontano questi trattamenti e desiderano preservare la possibilità di una futura maternità, la crioconservazione del tessuto ovarico emerge come una risorsa fondamentale. Ma in cosa consiste esattamente questa procedura e dove viene custodito questo prezioso materiale biologico?

Tessuto ovarico umano al microscopio

La Banca del Tessuto Ovarico: Un Faro di Speranza per la Regione Lazio

La banca del tessuto ovarico, situata presso l'Ospedale Regina, si configura come un punto di riferimento cruciale per la regione Lazio. La sua missione primaria è la conservazione del tessuto ovarico in donne in giovane età che si apprestano a sottoporsi a terapie oncologiche, quali chemioterapia o interventi chirurgici invasivi, che potrebbero compromettere la loro fertilità. Il termine "Banca del tessuto ovarico" evoca immediatamente l'idea di un luogo deputato alla custodia di beni di inestimabile valore. Questo parallelismo è estremamente calzante, poiché all'interno di questo laboratorio viene preservata la capacità riproduttiva delle giovani donne che affrontano percorsi terapeutici oncologici. È tuttavia essenziale approfondire il percorso clinico che si svolge all'interno di questa struttura, poiché va ben oltre la semplice conservazione.

Il Percorso Clinico: Dall'Espianto all'Impianto del Tessuto Ovarico

Tecnica di Espianto del Tessuto Ovarico:La procedura di espianto del tessuto ovarico avviene attraverso la rimozione della porzione più esterna dell'ovaio, nota come corticale ovarica. Questa zona è di fondamentale importanza poiché ospita la riserva di ovociti, conosciuti anche come follicoli primari e primordiali. Durante lo sviluppo follicolare, questi ovociti migrano progressivamente verso l'interno dell'ovaio. Pertanto, il chirurgo asporta esclusivamente la corticale, preservando la midollare, ovvero la parte interna dell'organo. In pratica, si procede a una "decorticazione" dell'ovaio.

Preparazione e Crioconservazione:Successivamente all'espianto, il tessuto ovarico viene preparato in piccoli frammenti. Una volta accuratamente puliti, questi frammenti vengono sottoposti a un processo di congelamento e conservati in contenitori speciali contenenti azoto liquido, mantenuti a una temperatura di -190 gradi centigradi. Questo metodo di conservazione criogenica è fondamentale per preservare l'integrità e la vitalità delle cellule ovariche per lunghi periodi.

Il Processo di Reimpianto (Autotrapianto):Il reimpianto del tessuto ovarico, noto anche come autotrapianto, è preceduto da una fase critica di scongelamento lento dei frammenti crioconservati. Successivamente, attraverso un intervento chirurgico mininvasivo eseguito in laparoscopia, vengono create delle piccole "tasche" o tunnel all'interno del tessuto ovarico residuo del paziente. In queste sedi vengono delicatamente introdotti i frammenti scongelati. L'obiettivo è che questi frammenti si integrino con il tessuto ovarico esistente, ripristinando la funzionalità e la capacità riproduttiva.

Schema dell'espianto e reimpianto del tessuto ovarico

Durata della Conservazione e Limiti di Età

Longevità della Crioconservazione:La crioconservazione del tessuto ovarico offre una notevole flessibilità temporale. Studi scientifici e l'evidenza clinica dimostrano che la qualità del tessuto, una volta congelato a -190 gradi centigradi, si mantiene intatta per decenni. Questo significa che il tessuto può essere conservato per periodi che vanno dai 20 ai 30 anni, garantendo alle pazienti la possibilità di pianificare una gravidanza anche a distanza di molti anni dal trattamento oncologico.

Il Limite di Età per l'Espianto:Il principale limite temporale per l'espianto del tessuto ovarico è rappresentato dall'età della paziente. Le tecniche attuali consentono di prelevare tessuto ovarico da donne al di sotto dei 37-38 anni. Superare questa soglia di età espone a un rischio maggiore di fallimento della procedura, poiché la riserva ovarica in donne più mature tende ad essere significativamente ridotta. Pertanto, una valutazione accurata della riserva ovarica è un passaggio preliminare essenziale.

Accesso alla Crioconservazione: Una Consulenza Fondamentale

Tutte le giovani pazienti che si rivolgono all'Ospedale Regina e che devono sottoporsi a chemioterapia, radioterapia o a specifici trattamenti chirurgici, vengono invitate a una consulenza presso l'ambulatorio dedicato. Questo ambulatorio è attivo tutti i giorni e, qualora la paziente sia ritenuta idonea alla conservazione del tessuto ovarico, viene avviato il percorso per l'espianto. La tempestività è un fattore chiave, e la consulenza precoce permette di pianificare al meglio ogni fase della procedura.

Il Supporto Psicologico: Un Pilastro nel Percorso Oncologico

Affrontare una neoplasia non significa solo combattere la malattia dal punto di vista fisico, ma anche confrontarsi con profonde sfide emotive. La paura di non poter realizzare il desiderio di maternità è una delle preoccupazioni più sentite dalle donne colpite da tumore. Per questo motivo, il team dell'Ospedale Regina è multidisciplinare e include una psico-oncologa esperta, presente in tutte le fasi cruciali del percorso di cura.

Ruolo dello Psico-Oncologo:La presenza di uno psico-oncologo è determinante per diverse ragioni. Una paziente che riceve una diagnosi oncologica, talvolta con aspettative di vita limitate, deve rapidamente elaborare la notizia e confrontarsi con la gestione del proprio futuro. Lo psico-oncologo fornisce un supporto fondamentale per aiutare la paziente a prendere decisioni informate e a gestire le complesse implicazioni emotive della malattia. Inoltre, questo specialista gioca un ruolo cruciale nel mediare le complesse relazioni familiari, specialmente in casi che coinvolgono pazienti prepuberi, dove la decisione riguardo alla conservazione ovarica deve essere presa dai genitori, con il supporto professionale per valutare al meglio le opzioni per la bambina.

Psico-Oncologia: Come Supportare un Bambino Malato di Tumore | Guida per i Caregiver

Approfondimenti Clinici e Servizi Correlati

Il percorso di cura oncologica presso l'Istituto Regina Elena abbraccia una vasta gamma di specializzazioni e servizi volti a garantire un'assistenza completa e integrata al paziente.

Ambulatorio di Neurotossicità e Terapia del Dolore Neuropatico:Questo ambulatorio, in sinergia con il Laboratorio di Neurofisiopatologia, rappresenta un elemento cardine nel percorso clinico-assistenziale del paziente oncologico. Si focalizza sull'identificazione e caratterizzazione dei danni neuropatici, che possono manifestarsi con sintomi quali formicolii, intorpidimento, debolezza muscolare e, soprattutto, dolore neuropatico e misto, spesso di difficile gestione.

Laboratorio di Neurofisiopatologia:La Neurofisiologia è un settore fondamentale dell'Istituto, specializzato nella diagnosi e nel monitoraggio delle patologie neurologiche attraverso lo studio dell'attività elettrica del sistema nervoso centrale e periferico. L'attività neurofisiologica si integra strettamente con il percorso diagnostico-terapeutico, supportando la definizione della diagnosi clinica e orientando le scelte terapeutiche, sia nel contesto oncologico sia in patologie neurologiche più ampie. Tra gli esami effettuati figurano i Potenziali Evocati Sensitivi e i Potenziali Evocati Trigeminio/Facciali, oltre ai Potenziali Evocati Visivi.

Neuropsicologia Oncologica:La Neuropsicologia costituisce una componente essenziale del percorso multidisciplinare dell'Istituto, dedicata alla valutazione, diagnosi e trattamento dei disturbi cognitivi e comportamentali associati a patologie oncologiche e neuro-oncologiche. Attraverso test neuropsicologici standardizzati, il neuropsicologo valuta funzioni quali memoria, attenzione, linguaggio, funzioni esecutive e abilità visuo-spaziali. Questa valutazione dettagliata permette di identificare con precisione le aree di compromissione e di definire un profilo cognitivo individualizzato, fondamentale per orientare la pianificazione riabilitativa. L'intervento neuropsicologico si estende alla progettazione e conduzione di programmi di riabilitazione cognitiva mirati, volti a migliorare le capacità residue, compensare i deficit e supportare il recupero funzionale.

Riabilitazione Oncologica Motoria:Gli interventi riabilitativi si inseriscono in un progetto globale che affronta le problematiche oncologiche. La struttura di Neuroriabilitazione è equipaggiata con ambienti dedicati (due palestre attrezzate, box e stanze per trattamenti individuali) e tecnologie avanzate per l'erogazione di tutti i trattamenti previsti dal Servizio Sanitario Nazionale.

Per ulteriori informazioni sui tumori rari del sistema nervoso centrale, è possibile consultare la pagina di approfondimento dedicata.

Prenotazione Esami Strumentali e Ritiro Referti:Gli esami strumentali come l'EEG si prenotano tramite il sistema CUP. In caso di ritiro dei referti da parte di terzi, è necessaria una delega firmata e una copia del documento d'identità dell'interessato.

Associazione IRENE Onlus:IRENE Onlus è un'associazione di pazienti affetti da tumore cerebrale e dei loro familiari. In collaborazione con l'Associazione, vengono organizzati annualmente incontri informativi per pazienti e famiglie su aspetti legati alla malattia, inclusi stili alimentari e integrazione delle terapie complementari. Questi incontri mirano a fornire un'informazione completa per un adeguato utilizzo di tutte le risorse disponibili per il paziente oncologico.

Ricerca Clinica e Pubblicazioni:La ricerca clinica è un pilastro fondamentale dell'attività dell'Istituto. Per quanto concerne studi specifici, come ad esempio "Regorafenib for recurrent grade 2 and 3 meningioma", le pubblicazioni scientifiche sono consultabili su PubMed inserendo i nomi dei singoli specialisti. È inoltre possibile cercare studi clinici attivi tramite apposite piattaforme dedicate.

Iniziative Europee e Telemedicina:L'Istituto Regina Elena è leader in una importante iniziativa europea volta all'implementazione della telemedicina nella cura e prevenzione del cancro, dimostrando un impegno costante nell'adozione di tecnologie innovative per migliorare l'assistenza sanitaria.

Procreazione Medicalmente Assistita (PMA):Le tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) comprendono tutti i procedimenti che implicano il trattamento di ovociti umani, spermatozoi o embrioni nell'ambito di un progetto finalizzato al concepimento. Queste procedure presentano un diverso grado di invasività, sia tecnica che psicologica, sulla coppia. L'articolo menziona diverse strutture sanitarie e responsabili di centri di PMA, tra cui l'AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, l'ASL Città di Torino, e strutture a Fossano e nell'ASL AT, evidenziando la capillarità dei servizi dedicati alla fertilità.

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