Il parto, un evento fisiologico per eccellenza, può talvolta comportare complicanze che incidono sulla salute del neonato, dando origine a quelli che vengono definiti "traumi da parto". Questi si verificano quando il corpo del feto subisce lesioni a causa delle forze meccaniche esercitate durante il travaglio e il passaggio attraverso il canale del parto. Sebbene l'incidenza di tali traumi sia in progressiva diminuzione grazie ai progressi della medicina ostetrica, come l'incrementato ricorso al parto cesareo e l'uso più cauto degli strumenti ostetrici, è fondamentale comprendere le cause, le diverse tipologie di lesioni e le loro potenziali conseguenze.

Ecografia fetale

Fattori di Rischio e Cause dei Traumi da Parto

Le pressioni del travaglio e del parto a volte causano danni fisici al neonato. L'incidenza dei traumi neonatali dovuti a parti difficili o traumatici è in diminuzione per l'incrementato ricorso al parto cesareo, al posto di difficoltosi rivolgimenti o estrazioni con ventosa, e dell'uso del forcipe medio o alto.

Esistono diversi fattori che aumentano il rischio di traumi durante il parto:

  • Macrosomia Fetale: Vi è un aumentato rischio di trauma quando il bambino è grande per l'età gestazionale. Questa condizione è talvolta associata a un diabete materno cronico o a un diabete gestazionale materno. I medici raccomandano il parto cesareo se il peso stimato del bambino supera i 5 chilogrammi (o 4,5 chilogrammi nel caso delle donne diabetiche). Un bambino molto grande è a maggior rischio di lesioni da parto.
  • Presentazioni Anomale: Un aumentato rischio si verifica anche quando c'è una presentazione podalica o un'altra presentazione anomala, specialmente in una primipara. Le presentazioni anomale comprendono viso, fronte, natica (parto podalico) e spalla. La posizione occipite posteriore (il feto è rivolto verso l’osso pubico della gestante) è meno comune rispetto alla posizione occipite anteriore.
  • Parto Operativo: L'uso di strumenti come il forcipe o la ventosa ostetrica, sebbene miri a facilitare il parto, può comportare rischi se non utilizzati in modo appropriato o in assenza di indicazioni specifiche. Il forcipe, in particolare, è stato sempre meno utilizzato a causa dei notevoli rischi che comporta sia per la mamma che per il neonato, tra cui lesioni al volto, paralisi del nervo facciale, emorragie intracraniche e paralisi del plesso brachiale. La ventosa ostetrica, pur trovando un maggiore impiego, non è esente da rischi simili.
  • Parti Precipitosi o Difficili: La velocità eccessiva del travaglio o, al contrario, un travaglio prolungato e difficoltoso possono aumentare lo stress sul neonato.
  • Manovre Ostetriche Inappropriate: Manovre come la manovra di Kristeller (pressione sul fondo uterino) o trazioni eccessive sul funicolo ombelicale durante l'espulsione della placenta possono causare danni significativi.

La maggior parte delle lesioni da parto sono causate dalle forze naturali del travaglio e del parto. Raramente, si verificano lesioni più gravi, come danni ai nervi o una frattura ossea.

Tipologie di Lesioni Fetali

I traumi da parto possono interessare diverse parti del corpo del neonato, dalla testa ai nervi, fino alle ossa.

Lesioni Craniche e della Testa

La testa del neonato è la parte del corpo più esposta alle forze del travaglio, soprattutto nei parti in presentazione cefalica.

  • Deformazioni Craniche: Le deformazioni della testa non costituiscono una lesione, ma sono un normale cambiamento della forma della testa del bambino che deriva dalla pressione esercitata durante il parto. La testa si allunga mentre viene spinta attraverso il canale del parto, consentendo al feto di attraversarlo più facilmente. La deformazione non ha effetti sul cervello e non causa problemi né richiede trattamento, risolvendosi gradualmente nei giorni successivi.
  • Caput Succedaneum (Tumore da Parto): È un edema dei tessuti molli del cuoio capelluto, causato dalla compressione prolungata della testa fetale contro la cervice materna. Si manifesta come gonfiore e piccole ecchimosi sul cuoio capelluto, che in genere si risolvono in pochi giorni.
  • Cefaloematoma: Si tratta di una raccolta ematica che si forma tra il periostio (la membrana che ricopre l'osso) e l'osso del cranio. A differenza del caput succedaneum, resta confinata ai margini di un singolo osso cranico, compare nelle ore successive al parto e può richiedere settimane per riassorbirsi. I cefaloematomi sono morbidi al tatto e scompaiono spontaneamente nel giro di settimane o mesi, non richiedendo quasi mai alcun trattamento, a meno che non diventino rossi o inizino a drenare liquido, nel qual caso necessitano di valutazione pediatrica. Raramente, il sangue calcifica lasciando un nodulo duro.
  • Emorragia Subgaleale: È la forma più grave di lesione extracranica. Il sanguinamento si accumula nello spazio tra il periostio e lo strato più profondo del cuoio capelluto, uno spazio virtuale che può contenere grandi volumi di sangue. Può causare grave perdita di sangue e shock, richiedendo una trasfusione di sangue e un intervento medico immediato.
  • Fratture Craniche: Sono rare e si verificano prevalentemente in caso di parto strumentale. A meno che la frattura non formi una rientranza (frattura depressa), la guarigione è rapida e non richiede trattamento.

Emorragie Intracraniche

Le emorragie all'interno e attorno al cervello (emorragie intracraniche) sono causate dalla rottura di vasi sanguigni e possono avere origine traumatica, ipossica o mista. La prematurità aumenta significativamente il rischio di emorragia intracranica.

  • Emorragia Subaracnoidea: Si verifica sotto la parte più profonda delle due membrane che rivestono il cervello. È il tipo più comune di emorragia intracranica neonatale e di solito interessa i neonati a termine. Nei neonati con emorragia subaracnoidea possono occasionalmente insorgere apnea, convulsioni o letargia durante i primi 2-3 giorni di vita, ma poi tutto si risolve per il meglio.
  • Emorragia Subdurale: È un sanguinamento fra lo strato esterno ed interno dei tessuti che ricoprono il cervello. Oggi è molto meno comune grazie alle migliori tecniche del parto. Un'emorragia subdurale può incrementare la pressione sulla superficie del cervello. I neonati con emorragie subdurali possono sviluppare problemi come convulsioni.
  • Ematomi Epidurali: Sono sanguinamenti fra lo strato esterno (dura madre) di tessuto che ricopre il cervello (meningi) e il cranio. Un ematoma epidurale può essere causato da una frattura cranica. Se l'ematoma aumenta la pressione cerebrale, le fontanelle tra le ossa craniche possono protrudere. I neonati con un ematoma epidurale possono presentare apnea o convulsioni. La maggior parte degli ematomi epidurali è autolimitante e non richiede trattamento, ma nei casi più gravi può essere necessario un intervento chirurgico.
  • Emorragie Intraventricolari e/o Emorragia Intraparenchimale: Queste sono le forme più gravi di sanguinamento endocranico e solitamente si verificano nei neonati prematuri (< 32 settimane di età gestazionale o < 1500 grammi). Originano generalmente nella matrice germinativa, una zona di cellule embrionali vulnerabile alle emorragie. L'emorragia intraventricolare è classificata in gradi (da 1 a 4) a seconda della gravità e dell'estensione. L'ipossia-ischemia spesso precede queste emorragie, danneggiando i vasi sanguigni cerebrali. La maggior parte di queste emorragie è asintomatica, ma quelle più consistenti possono causare apnea, cianosi, instabilità cardiovascolare o deficit neurologici. Il trattamento è spesso palliativo, ma in caso di idrocefalo in peggioramento può essere necessario un drenaggio del liquido cerebrospinale o uno shunt.

C'è un elefante nella stanza: l'emorragia endocranica nel neonato - Luca Ramenghi - InfoMedica

Lesioni dei Nervi

Le lesioni ai nervi si possono verificare prima o durante il parto e di solito provocano debolezza dei muscoli controllati dal nervo interessato.

  • Lesione del Nervo Facciale: Il nervo facciale è il nervo il più delle volte lesionato. La lesione comporta un'asimmetria facciale, soprattutto durante il pianto. Può essere causata dalla pressione del forcipe, dalla compressione del nervo in utero (dovuta alla posizione fetale) o dalla pressione del nervo contro la pelvi materna durante il parto. La lesione solitamente si verifica distalmente alla sua uscita dal forame stilomastoideo. Un'altra causa di asimmetria facciale è l'asimmetria mandibolare derivata da una pressione intrauterina, in cui l'innervazione muscolare è intatta. Un'anomalia congenita, come l'assenza unilaterale del muscolo depressore dell'angolo della bocca, può anch'essa causare un sorriso asimmetrico, ma è clinicamente insignificante. La lesione del nervo facciale si risolve generalmente nei primi 2-3 mesi.
  • Lesioni del Plesso Brachiale: Il plesso brachiale è un gruppo di grossi nervi situati tra collo e spalla, che arrivano a ciascun braccio. Queste lesioni frequentemente succedono a uno stiramento laterale del collo durante il parto, causato da distocia delle spalle, estrazione podalica o iperabduzione del collo. Le lesioni possono variare da semplice stiramento a lacerazione o avulsione delle radici nervose.
    • Paralisi di Erb-Duchenne (Superiore): È la lesione più frequente del plesso brachiale, coinvolgendo le radici C5-C7. È caratterizzata da adduzione e rotazione interna della spalla, con pronazione dell'avambraccio. A volte il riflesso bicipitale è assente e il riflesso di Moro è asimmetrico. È inoltre frequente la paralisi omolaterale del diaframma dovuta alla lesione del nervo frenico. Il trattamento è di supporto, con terapia fisica e posizionamento protettivo.
    • Paralisi di Klumpke (Inferiore): È rara e coinvolge le radici C8-T1, provocando debolezza o paralisi della mano e del polso. Il riflesso dell'afferramento è solitamente assente, ma è presente il riflesso bicipitale. Spesso sono coinvolte le fibre simpatiche di T1, causando la sindrome di Horner omolaterale (miosi, ptosi, anidrosi facciale). Esercizi di mobilitazione passiva rappresentano in genere l'unico trattamento richiesto.
    • Coinvolgimento dell'Intero Plesso Brachiale: È meno comune e si traduce in un'estremità superiore flaccida con poco o nessun movimento, assenza di riflessi e solitamente perdita del sensorio. La sindrome di Horner omolaterale è presente nei casi più gravi. Segni piramidali omolaterali indicano un trauma del midollo spinale e richiedono una RM.La prognosi per le lesioni del plesso brachiale dipende dal sito e dal tipo di lesione. Se il deficit è grave o persiste, si raccomanda la fisioterapia o la terapia occupazionale. In assenza di miglioramento, è indicata una valutazione specialistica per considerare un possibile intervento chirurgico.
  • Lesioni del Nervo Frenico: La maggior parte delle lesioni del nervo frenico (circa il 75%) è associata a lesioni del plesso brachiale. La lesione è solitamente unilaterale e causata da una lesione di trazione della testa e del collo. I bambini si presentano con distress respiratorio e riduzione dei rumori respiratori sul lato interessato. Il trattamento è palliativo e richiede ventilazione assistita. Circa un terzo dei bambini guarisce spontaneamente entro il primo mese; altri possono richiedere la plicatura diaframmatica chirurgica.
  • Altre Lesioni dei Nervi Periferici: Traumi ad altri nervi periferici (radiale, sciatico, otturatore) sono rari e solitamente non correlati al travaglio e al parto, ma piuttosto a traumi locali (es. iniezioni). Il trattamento consiste nel mettere a riposo i muscoli antagonisti. Raramente si richiede l'esplorazione neuro-chirurgica. Nella maggior parte dei casi la guarigione è completa.

Lesioni del Midollo Spinale

La lesione del midollo spinale è rara e determina una lacerazione di vario grado del midollo, spesso con emorragia. I traumi si verificano di solito nei parti podalici dopo eccessive trazioni longitudinali sulla colonna, o per compressione del midollo dovuta a emorragia epidurale o iperestensione del collo fetale. La lesione è generalmente a carico della regione cervicale più bassa (C5-C7). Lesioni più alte sono solitamente fatali a causa della compromissione respiratoria. Inizialmente si verifica shock spinale con flaccidità sotto il livello della lesione, seguito da spasticità. La respirazione è diaframmatica se il nervo frenico è risparmiato. Se la lesione è completa, si ha paralisi dei muscoli intercostali e addominali, perdita del controllo degli sfinteri, alterazioni della sensibilità e della sudorazione, con conseguente fluttuazione della temperatura corporea. Una RM del midollo spinale cervicale è indicata per la diagnosi e per escludere lesioni trattabili chirurgicamente. Il trattamento mira alla prevenzione di ulcerazioni cutanee, infezioni urinarie e respiratorie, e alla sorveglianza per uropatia ostruttiva.

Lesioni Ossee

Le ossa possono rompersi (fratture) prima o durante il parto, anche in un parto normale.

  • Frattura della Clavicola: È la frattura più comune durante il parto. Talvolta queste fratture sono riconosciute solo qualche giorno dopo la nascita, quando si forma un nodulo di tessuto attorno alla lesione. I neonati possono essere irritabili e muovere poco il braccio sul lato interessato. Per queste fratture non è necessario alcun trattamento, ma se il movimento del braccio causa dolore, i medici possono raccomandare di limitare il movimento con una fasciatura. La guarigione è completa entro poche settimane.
  • Fratture dell'Omero o del Femore: Talvolta si verificano fratture dell'osso della parte superiore del braccio (omero) o della parte superiore della gamba (femore). Nei primi giorni i neonati potrebbero avvertire dolore durante i movimenti. Di solito vengono applicate stecche allentate per limitare il movimento. Queste fratture di solito guariscono bene.
  • Fratture Multiple: Nei neonati con alcune patologie genetiche rare (es. osteogenesi imperfetta) in cui le ossa sono molto fragili, possono verificarsi fratture multiple.

Radiografia di una frattura di clavicola neonatale

Diagnosi e Gestione

La diagnosi di trauma da parto si basa sull'esame clinico del neonato e, in molti casi, su indagini strumentali.

  • Esame Clinico: L'osservazione attenta del neonato, la valutazione della mobilità degli arti, la ricerca di asimmetrie facciali, la palpazione delle ossa e la valutazione dei riflessi sono fondamentali.
  • Imaging:
    • Ecografia Cerebrale: Priva di rischi, non richiede sedazione e può identificare rapidamente la presenza di sangue nei ventricoli o nella sostanza cerebrale, particolarmente utile per le emorragie intraventricolari.
    • Tomografia Computerizzata (TC): Più sensibile dell'ecografia nel riconoscere falde sottili di sangue negli spazi subaracnoidei o subdurali e per le lesioni ossee, ma espone il neonato alle radiazioni ionizzanti. Viene eseguita per identificare rapidamente l'emorragia intracranica.
    • Risonanza Magnetica (RM): Più sensibile e specifica della TC o dell'ecografia per il riconoscimento di sangue intracranico e per le lesioni cerebrali, ma richiede più tempo e può necessitare di sedazione. È indicata per lesioni del midollo spinale.
    • Radiografia: Utile per diagnosticare fratture ossee.

Il trattamento dell'emorragia endocranica dipende dalla localizzazione e dalla gravità, ma di solito è di supporto, includendo la vitamina K e la gestione di eventuali anomalie della coagulazione. Nei casi di emorragia importante, è necessaria una consulenza neurochirurgica. Per le lesioni nervose, il trattamento è spesso conservativo, con fisioterapia e terapia occupazionale, ma in casi selezionati può essere presa in considerazione la chirurgia. Le lesioni ossee guariscono generalmente spontaneamente, ma possono richiedere immobilizzazione o, raramente, intervento chirurgico.

Errori Medici e Risarcimento Danni

Sebbene molti traumi da parto siano inevitabili, una percentuale significativa è causata da negligenza medica. La gestione non ottimale del travaglio e del parto, un uso scorretto degli strumenti ostetrici, il mancato riconoscimento di fattori di rischio (come la macrosomia fetale o le presentazioni anomale) o un ritardo nel ricorso al parto cesareo possono configurare un caso di malasanità.

Il consenso informato firmato dalla partoriente, pur menzionando i rischi generici del parto, non esonera i sanitari dalla responsabilità quando il trauma deriva da una condotta non conforme agli standard di cura. La valutazione della correttezza della condotta medica si basa sulle linee guida delle società scientifiche accreditate.

In caso di lesioni neonatali, i genitori hanno diritto al risarcimento del danno biologico del neonato (pregiudizio all'integrità psicofisica) e del danno non patrimoniale (sofferenza derivante dalla lesione evitabile del figlio). La decorrenza della prescrizione può essere complessa, in quanto il termine non parte necessariamente dalla data del parto, ma dal momento in cui la famiglia acquisisce consapevolezza del danno e della sua possibile origine colposa (danni lungolatenti).

Trauma Psicologico Post-Partum

Non va sottovalutato l'impatto psicologico che l'esperienza del parto, soprattutto se complicata da traumi, può avere sulla madre. Il Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD) correlato al parto può manifestarsi nei giorni o nelle settimane successive, caratterizzato da emozioni angoscianti e reazioni travolgenti. Fattori come una minaccia seria per l'integrità e la vita della madre e/o del bambino, o gravi lesioni fisiche, possono contribuire al suo sviluppo. Un adeguato supporto emotivo, informazioni precise sulle condizioni cliniche e il coinvolgimento nelle decisioni assistenziali durante il travaglio e il parto possono proteggere dallo sviluppo di questo disturbo.

In conclusione, i traumi da parto, sebbene in diminuzione, rappresentano una realtà clinica che richiede un'attenta valutazione dei fattori di rischio, una gestione ostetrica scrupolosa e una tempestiva diagnosi e trattamento delle lesioni fetali. La consapevolezza delle potenziali complicanze e l'aderenza alle migliori pratiche mediche sono fondamentali per garantire la salute e il benessere del neonato.

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