Il Carnevale è una festa che da secoli incanta grandi e piccini, un tripudio di colori, maschere e allegria che trasforma le strade in palcoscenici di gioia sfrenata. In Italia, questo periodo festivo ha trovato un interprete d'eccezione nella figura di Gianni Rodari, scrittore, pedagogista, giornalista e poeta, l'unico autore italiano ad aver ricevuto il prestigioso Premio Hans Christian Andersen nel 1970. Rodari, con la sua inconfondibile capacità di parlare ai bambini in modo semplice, ma profondamente evocativo, ha saputo catturare l'essenza del Carnevale attraverso le sue filastrocche, rendendolo accessibile e amato anche dalle generazioni più giovani.

Bambini con maschere di Carnevale

La Poesia del Carnevale: Un Mondo di Fantasia e Libertà

Le filastrocche di Gianni Rodari sul Carnevale non sono semplici componimenti per intrattenere i più piccoli; sono vere e proprie finestre su un mondo in cui la fantasia regna sovrana e le regole della quotidianità vengono sovvertite con un sorriso. Attraverso rime leggere e immagini vivaci, Rodari dipinge un'atmosfera gioiosa e spensierata, invitando i bambini a immergersi nello spirito giocoso e festoso della ricorrenza. Il Carnevale, nelle sue parole, diventa un momento di libertà creativa, un'occasione per indossare "maschere" che permettono di esplorare identità diverse, di ridere di sé e degli altri in modo bonario, e di rompere, per un breve ma intenso periodo, la monotonia della vita di tutti i giorni.

La filastrocca "Carnevale" ne è un esempio emblematico. Rodari presenta le maschere classiche del Carnevale italiano - Arlecchino, Pulcinella, Pierrot, Pantalone, Gianduia, Meneghino, Gioppino e Stenterello - con tratti distintivi e un po' caricaturali, tipici della Commedia dell'Arte.

Carnevale in filastrocca con la maschera sulla bocca, con la maschera sugli occhi, con le toppe sui ginocchi. Son le toppe di Arlecchino, vestito di carta poverino Pulcinella è magro e bianco e Pierrot fa il saltimbanco Pantalon dei Bisognosi dice: “Colombina, mi sposi?” Gianduia lecca un cioccolato e Meneghino gli sta di lato Gioppino col suo randello, mena botte a Stenterello.

In questi versi, Rodari non si limita a descrivere i personaggi, ma ne evoca le caratteristiche con un linguaggio musicale e immediato, facile da memorizzare e ripetere. Le "toppe sui ginocchi" di Arlecchino, il "vestito di carta poverino", la magrezza di Pulcinella, il saltimbanco Pierrot, le richieste di Pantalone, il cioccolato di Gianduia e le scazzottate tra Gioppino e Stenterello creano un quadro vivido e divertente, che stimola l'immaginazione del bambino.

Disegno di Arlecchino con vestito a toppe

Il Gioco delle Identità e la Critica Sociale Velata

Ma la genialità di Rodari non si ferma alla mera celebrazione del divertimento carnevalesco. Spesso, nelle sue opere, si cela un messaggio più profondo, una sottile critica alle ipocrisie e alle convenzioni sociali. La filastrocca "Il gioco dei sé" introduce questo concetto in modo ancora più esplicito:

Se comandasse Arlecchino sai come lo vuole? A toppe di cento colori cucite con un ruggito di sole. Se Gianduia diventasse ministro dello Stato farebbe le case di zucchero con le porte di cioccolato.

Qui, Rodari immagina un mondo ideale governato dalle maschere, un mondo dove la creatività e la dolcezza prendono il sopravvento. Arlecchino, simbolo di un'allegria sfrenata e colorata, imporrebbe un vestito fatto di "cento colori cucite con un ruggito di sole", un'immagine poetica che evoca un'esplosione di gioia e vitalità. Gianduia, il bonario personaggio torinese, diventando ministro, trasformerebbe lo Stato in un luogo di delizie, con "case di zucchero" e "porte di cioccolato", un'utopia golosa che riflette il desiderio di un mondo più dolce e appagante.

Questo "gioco dei sé" può essere interpretato come un invito a riflettere sulle maschere che ognuno di noi indossa nella vita di tutti i giorni. Rodari, con la sua consueta abilità, suggerisce che le maschere carnevalesche, nella loro apparente semplicità, possono rappresentare le "maschere sociali" che le persone adottano per convenienza, per nascondere le proprie insicurezze, o per conformarsi alle aspettative altrui. Le sue filastrocche, quindi, invitano a un gioco di specchi, dove il divertimento del travestimento si trasforma in un'occasione per osservare criticamente il mondo e le sue dinamiche.

Personaggi Iconici e le Loro Avventure in Versi

Oltre ad Arlecchino e Gianduia, Rodari ha dato voce a molti altri personaggi del teatro popolare italiano, rendendoli protagonisti di filastrocche vivaci e piene di fantasia. In "Il vestito dell'Arlecchino", ad esempio, la creazione dell'iconico costume diventa un'epopea corale:

Per fare un vestito ad Arlecchino ci mise una toppa Meneghino, ne mise un’altra Pulcinella, una Gianduia, una Brighella. Pantalone, vecchio pidocchio, ci mise uno strappo sul ginocchio, e Stenterello, largo di mano, qualche macchia di vino toscano. Colombina che lo cucì fece un vestito stretto così. Arlecchino lo mise lo stesso ma ci stava un tantino perplesso.

Ancora una volta, Rodari utilizza un linguaggio semplice e un ritmo incalzante per descrivere un processo creativo che coinvolge l'intero pantheon delle maschere. Ogni personaggio contribuisce con un elemento distintivo, creando un mosaico di colori e forme che riflette la natura frammentata ma armoniosa del Carnevale. La nota finale, che Arlecchino si ritrova con un vestito "stretto così" ma lo indossa "lo stesso", aggiunge un tocco di umorismo e realismo, ricordando che anche nel caos festoso del Carnevale, le imperfezioni possono portare a situazioni comiche.

La filastrocca "L'invenzione di Pulcinella" offre un'altra prospettiva sul celebre personaggio, attribuendogli un ruolo di inventore di delizie culinarie:

Signori e signori, fatevi avanti più gente entra, più siete in tanti! Correte a vedere la grande attrazione, la formidabile invenzione. Non sono venuto su questo mercato per vendere il fumo affumicato. Non sono venuto a questa fiera per vendere i buchi del gruviera. Il mio nome è Pulcinella ed ho inventato la moz - za - rel - la! Da questa parte, signori e signore son Pulcinella il grande inventore! Per consolare i poveretti ho inventato gli spaghetti. Per rallegrare a tutti la vita creai la pizza Margherita! Olio, farina, pomodoro nulla vale questo tesoro. Ad ascoltarlo corre la gente, si diverte…

Illustrazione di Pulcinella che inventa la mozzarella

In questa filastrocca, Pulcinella diventa un simbolo di ingegno e generosità, un personaggio che porta gioia e conforto attraverso le sue "invenzioni". La mozzarella, gli spaghetti e la pizza Margherita sono presentati come tesori culinari che migliorano la vita, un'ode alla semplicità e alla bontà del cibo italiano, e un modo per i bambini di associare questi piatti a un personaggio amato e divertente.

L'Importanza della Creatività e dell'Amicizia

Le filastrocche di Rodari sul Carnevale non mancano di sottolineare l'importanza della creatività e dell'amicizia. In "Il vestito dell'amicizia", l'idea di un vestito comune nasce dalla collaborazione e dalla condivisione:

Arlecchino, poverino non aveva vestitino. Ogni bimbo gli ha portato un pezzetto colorato e la mamma gli ha cucito un bellissimo vestito.

Questa filastrocca è un inno alla solidarietà. Arlecchino, inizialmente senza vestito, riceve aiuto da ogni bambino che gli dona un pezzetto colorato. L'unione di questi frammenti, cuciti insieme dalla mamma, crea un "bellissimo vestito", simbolo di come la generosità e la collaborazione possano portare a risultati meravigliosi. È un messaggio potente che lega il divertimento del Carnevale alla costruzione di legami di amicizia e al valore della condivisione.

La storia di Arlecchino e il suo vestito colorato

Un Carnevale per Tutti: Dalla Scuola dell'Infanzia alla Vita

Le filastrocche di Gianni Rodari sul Carnevale sono pensate per un pubblico ampio, adattandosi perfettamente alle esigenze didattiche della Scuola dell'Infanzia, Primaria e Secondaria. La loro semplicità linguistica, il ritmo incalzante e le immagini evocative le rendono accessibili ai più piccoli, stimolando la loro creatività e il loro amore per la lettura. Allo stesso tempo, la profondità dei temi trattati - la libertà, la critica sociale, l'importanza dell'amicizia - offre spunti di riflessione anche per i lettori più grandi.

Autori come L. Maraldi, M.H. Giraldo, Mario Lodi, K. Jackson, A. Sforna, Roberto Piumini, D. Volpi, F. Cardenti, V. Cohen, Ugo Betti, R. Rompato, G. Pisani, Corinne Albaut, Solas Boncompagni, e altri ancora, hanno contribuito con le loro poesie a creare un corpus variegato di testi sul Carnevale, ma è innegabile la forza e l'universalità del contributo di Gianni Rodari. Le sue filastrocche non sono solo intrattenimento, ma veri e propri strumenti pedagogici che insegnano a guardare il mondo con occhi diversi, con la leggerezza di una maschera e la profondità di un pensiero critico e compassionevole.

L'Eredità di Rodari nel Carnevale Italiano

L'opera di Gianni Rodari continua a ispirare generazioni di bambini e adulti, e le sue filastrocche sul Carnevale rimangono un punto di riferimento per celebrare questa festa in modo gioioso, creativo e significativo. Attraverso i suoi versi, il Carnevale si trasforma in un'occasione per esplorare il potenziale della fantasia, per riflettere sulle dinamiche sociali e per riscoprire il valore dell'amicizia e della condivisione. Le maschere che Rodari ci presenta non sono solo costumi, ma metafore della vita stessa, inviti a giocare, a ridere e a pensare, rendendo ogni Carnevale un'avventura indimenticabile nel mondo incantato delle parole.

La filastrocca "Filastrocca viva viva il Carnevale" riassume perfettamente questo spirito:

Viva viva il carnevale, con il pepe e con il sale la tristezza manda via e ci porta l'allegria! Fischi canti suoni e balli la vecchietta vuol ballare ed il nonnetto vuol cantare. Ad un tratto vedo il babbo travestito da indiano. Chi si veste da Arlecchino chi da Zorro o da Pinocchio chi da gatto o da fatina da pagliaccio o da soldato! Com'è bello Carnevale che schiamazza per le strade fa scordare ogni male.

Questo componimento cattura l'essenza della festa: l'allegria contagiosa, la musica, il ballo, il travestimento di ogni membro della famiglia, e la capacità del Carnevale di far dimenticare i dispiaceri, creando un'atmosfera di pura felicità e spensieratezza. È un invito a partecipare attivamente, a lasciarsi trasportare dalla corrente festosa e a riscoprire la gioia di essere insieme.

Le filastrocche di Rodari, con la loro capacità di unire il gioco alla riflessione, il divertimento alla crescita, continuano a essere un tesoro inestimabile per l'infanzia italiana e non solo, trasformando ogni lettura in un piccolo, grande Carnevale di parole e di idee.

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