Ludwig van Beethoven, figura cruciale della musica colta occidentale, è universalmente riconosciuto come l'ultimo rappresentante di rilievo del classicismo viennese. La sua vasta produzione musicale non solo influenzò profondamente il linguaggio musicale del XIX secolo e quelli successivi, ma rappresentò un modello ineludibile per innumerevoli compositori. All'interno del suo catalogo, spiccano per importanza la sua produzione orchestrale, quella pianistica e quella cameristica, testimonianze della sua inesauribile creatività e della sua capacità di innovare.

Le Origini e la Formazione di un Talento Promettente

La famiglia Beethoven, di umili origini, possedeva una tradizione musicale che risaliva ad almeno due generazioni. Il nonno paterno, Ludwig van Beethoven (Malines, 1712 - Bonn, 1773), discendeva da una famiglia originaria del Brabante, nelle Fiandre (Belgio settentrionale), composta da contadini e umili lavoratori. La particella "van", con ogni probabilità, non indicava origini nobiliari, e il cognome "Beethoven" deriva quasi certamente dal villaggio di Bettenhoven, vicino a Waremme, nella provincia di Liegi. Buon musicista, il nonno si trasferì a Bonn nel 1732, diventando Kapellmeister (maestro di cappella) del principe elettore di Colonia e sposando nel 1733 Maria Josepha Pall.

Il figlio di questi, Johann van Beethoven (1740 - 1792), padre del futuro genio, era a sua volta un musicista e tenore presso la corte del principe arcivescovo elettore di Colonia Clemente Augusto di Baviera. La madre, Maria Magdalena van Beethoven, nata Keverich (19 dicembre 1746-1787), era originaria di Ehrenbreitstein, Coblenza, e figlia di un cuoco dell'elettore di Treviri. I suoi antenati provenivano dalla Mosella, molto probabilmente da Köwerich, da cui deriverebbe il cognome. Maria Magdalena era rimasta vedova a soli diciott'anni circa nel 1764, dopo il primo matrimonio con un servo del principe elettore di Treviri. Nel 1767, contrasse un secondo matrimonio con Johann van Beethoven. Il loro primo figlio, Ludwig Maria van Beethoven, battezzato il 2 aprile 1769, morì dopo soli sei giorni. Il terzo figlio, il secondo del loro matrimonio, venne battezzato il 17 dicembre 1770 nella Remigiuskirche (Chiesa di San Remigio) di Bonn con il nome di Ludovicus van Beethoven.

La sua esatta data di nascita non è documentata con certezza, ma è convenzionalmente accettata al 16 dicembre 1770. All'epoca, i bambini venivano solitamente battezzati il giorno dopo la nascita effettiva, ma non esistono prove che ciò sia avvenuto nel caso di Beethoven. Franz Gerhard Wegeler, medico e amico d'infanzia di Beethoven, scrisse nelle sue memorie: «Il nostro Ludwig era nato il 17 dicembre 1770». Il nipote Karl, nei Quaderni di conversazione del 1823, annotò: «Oggi è il 15 dicembre, il tuo giorno di nascita, per quanto ne so; solo non posso essere sicuro se fosse il 15 o il 17, perché non ci si può fidare dell'atto di battesimo». Divenuto adulto, Beethoven stesso credeva di essere nato nel 1772, affermando che quello battezzato nel 1770 era il fratello maggiore, Ludwig Maria. Alcuni biografi ipotizzano che il padre cercasse di farlo apparire più giovane per emulare il modello del bambino prodigio Mozart, tesi tuttavia molto discussa.

Dalla madre Maria Magdalena, Johann van Beethoven ebbe altri cinque figli, dei quali solo due raggiunsero l'età adulta e ebbero un ruolo nella vita di Ludwig: Kaspar Anton Karl (battezzato l'8 aprile 1774 - morto nel 1815) e Nikolaus Johann (battezzato il 2 ottobre 1776 - morto nel 1848). Maria Magdalena è descritta come una donna dal carattere dolce ma incline a frequenti cadute depressive. Johann van Beethoven, al contrario, sembra essere stato un uomo di brutale autorità; si narra che, spesso ubriaco, costringesse il piccolo Ludwig ad alzarsi dal letto a tarda notte per suonare il pianoforte o il violino per intrattenere i suoi amici.

L'educazione musicale del giovane Ludwig fu altrettanto burrascosa. Il padre lo affidò inizialmente a Tobias Pfeiffer, un insegnante incline all'alcool e inadeguato. Fortunatamente, l'amicizia con Franz Gerhard Wegeler, iniziata fin dall'infanzia, aprì a Beethoven le porte della casa della famiglia von Breuning, alla quale rimase legato per tutta la vita. Hélène von Breuning, vedova di un consigliere di corte, cercava un insegnante di pianoforte per i propri figli. Ludwig, descritto da Wegeler come spesso stravagante e scontroso, venne trattato come un membro della famiglia, trovandosi perfettamente a suo agio in questo ambiente intellettuale, fine e cordiale, dove si discuteva di arte e letteratura, permettendo alla sua personalità di svilupparsi pienamente.

Nel 1782, il giovane Ludwig fu ammesso nella Cappella di Corte, allora diretta da Andrea Lucchesi (o Luchesi), che vi aveva introdotto lo stile italiano. La sua precocità era già evidente: «Caro Beethoven, Ella parte finalmente per Vienna per soddisfare un desiderio a lungo vagheggiato. Il genio di Mozart è ancora in lutto e piange la morte del suo pupillo. Presso il fecondissimo Haydn ha trovato rifugio, ma non occupazione; e per mezzo suo desidererebbe incarnarsi di nuovo in qualcuno.»

Nel 1784, l'arciduca Maximilian Franz d'Asburgo divenne il nuovo Principe elettore. Fratello dell'Imperatore Giuseppe II e Gran Maestro dell'Ordine teutonico, egli si occupò della nomina del nuovo Konzertmeister. Aumentò lo stipendio a Johann van Beethoven, nonostante quest'ultimo avesse perso quasi completamente la voce, e nominò Ludwig secondo organista di corte con uno stipendio annuo di 150 fiorini. Nel 1789, Ludwig si iscrisse all'Università di Bonn, fondata tre anni prima.

Ritratto di giovane Ludwig van Beethoven

Il Viaggio a Vienna e l'Inizio di una Carriera Fulminea

Nel luglio 1792, il conte Waldstein presentò Beethoven a Joseph Haydn, che, reduce da una tournée in Inghilterra, si era stabilito a Bonn. Dopo un concerto tenuto in suo onore, impressionato dalla lettura di una cantata composta da Beethoven (probabilmente quella sulla morte di Giuseppe II WoO 87 o quella sull'arrivo di Leopoldo II), Haydn lo invitò a proseguire gli studi a Vienna sotto la sua direzione. Cosciente di quanto rappresentasse a Vienna l'insegnamento di un musicista della fama di Haydn, Beethoven accettò con entusiasmo.

Nel frattempo, sua madre era morta di tubercolosi il 17 luglio 1787, seguita in settembre dalla sorella di appena un anno. Suo padre, devastato dall'alcolismo, era stato messo in pensione nel 1789 ed era incapace di garantire la sussistenza della famiglia. Beethoven si assunse il compito di capofamiglia, occupandosi dei fratelli Kaspar e Nikolaus. Dalla metà del 1789, per mantenere la famiglia, lavorò come violista nelle orchestre del teatro e della cappella di Bonn, suonando una viola austriaca costruita a Vienna intorno al 1780.

Al suo arrivo a Vienna, a soli ventidue anni, Beethoven aveva già composto un buon numero di opere minori, ma era ancora lontano dalla sua maturità artistica, un tratto che lo distingueva da Mozart, noto per essere il simbolo del genio precoce. L'insegnamento di Haydn, pur prezioso e prestigioso, procedette con qualche difficoltà. Beethoven temeva che il suo maestro potesse essere geloso del suo talento, mentre Haydn si irritava dinanzi all'indisciplina e all'audacia musicale del suo allievo, che forse iniziava a sentire soffocare il suo estro compositivo sotto i rigidi metodi di insegnamento. Nonostante una stima reciproca ricordata dagli storici, Haydn e Beethoven non svilupparono mai una profonda amicizia. Dopo una nuova partenza di Haydn per Londra nel gennaio 1794, Beethoven proseguì studi sporadici fino all'inizio del 1795 con altri professori, tra cui Johann Schenk, Johann Georg Albrechtsberger (che gli fornì preziosi insegnamenti sul contrappunto polifonico) e Antonio Salieri.

Partitura di una composizione giovanile di Beethoven

Le lettere di presentazione di Waldstein e il suo talento di pianista gli aprirono le porte dell'aristocrazia viennese, appassionata di opera lirica. Tra i suoi mecenati e amici figuravano il funzionario di corte barone Nikolaus Zmeskall, il principe Karl Lichnowsky, la contessa Maria Wilhelmina Thun, il conte Andrei Razumovsky, il principe Joseph Franz von Lobkovitz e, più tardi, l'arciduca Rodolfo Giovanni d'Asburgo-Lorena.

Dopo aver pubblicato i suoi primi tre Trii per pianoforte, violino e violoncello (opus 1) e le sue prime sonate per pianoforte, Beethoven tenne il suo primo concerto pubblico il 29 marzo 1795 per l'esecuzione del suo concerto per pianoforte e orchestra n. 2. Quest'ultimo, benché numerato come concerto n. 2, fu in realtà composto negli anni di Bonn, precedentemente al concerto per pianoforte e orchestra n. 1.

Alessandro BARICCO racconta la musica di Ludwig van Beethoven

Nel 1796, Beethoven intraprese un tour di concerti che lo portò da Vienna a Berlino, toccando Dresda, Lipsia, Norimberga e Praga. Si immerse nella lettura dei classici greci, di Shakespeare e dei fondatori dello Sturm und Drang, Goethe e Schiller. Questi studi influenzarono notevolmente il suo temperamento romantico, già orientato verso gli ideali democratici dell'Illuminismo e della Rivoluzione francese. Nel 1798, Beethoven frequentò assiduamente l'ambasciata francese a Vienna, dove incontrò Bernadotte e il violinista Rodolphe Kreutzer, al quale dedicherà nel 1803 la sua celebre sonata per violino n. 9.

Mentre la sua attività creativa si intensificava (composizione delle sonate per pianoforte n. 5 e n. 7, e delle prime sonate per violino e pianoforte), il compositore partecipò, almeno fino al 1800, a tenzoni musicali molto frequentate dalla buona società viennese, che lo consacrarono come il primo virtuoso di Vienna. A conclusione di questo periodo, emersero i primi capolavori: il concerto per pianoforte e orchestra n. 1 (1798), i primi sei quartetti d'archi (1798-1800), il Settimino per archi e fiati (1799-1800), la sonata per pianoforte n. 8, detta "Patetica" (1798-1799), e la prima sinfonia (1800). Quest'ultima, pur mostrando l'influenza delle ultime sinfonie di Haydn, era già intrisa del carattere beethoveniano, in particolare nel terzo movimento (lo scherzo), e conteneva le premesse per le grandi opere della piena maturità. Il primo concerto e la prima sinfonia vennero presentati con grande successo il 2 aprile 1800, data della prima accademia di Beethoven, un concerto organizzato dallo stesso musicista ed interamente dedicato alle sue opere.

«Sono poco soddisfatto dei miei lavori scritti sino ad oggi.»

La Lotta contro la Sordità e l'Espansione dello Stile "Eroico"

L'anno 1796 segnò una svolta drammatica nella vita del compositore: Ludwig iniziava a prendere coscienza della sordità. Nonostante i tentativi di arginare segretamente il peggioramento con cure mediche, la sordità divenne gradualmente totale prima del 1820. La causa di questa infermità rimane sconosciuta; le ipotesi di una labirintite cronica, di una otospongiosi e della malattia ossea di Paget sono state ampiamente discusse ma mai confermate. In anni recenti, è stata avanzata l'ipotesi di un avvelenamento da piombo cronico.

Consapevole che questa infermità avrebbe distrutto la sua carriera pubblica di pianista virtuoso, dopo aver ammesso di aver meditato il suicidio, Beethoven si dedicò con rinnovato slancio alla composizione. «O voi uomini che mi credete ostile, scontroso, misantropo o che mi fate passare per tale, come siete ingiusti con me! Non sapete la causa segreta di ciò che è soltanto un'apparenza […] pensate solo che da sei anni sono colpito da un male inguaribile, che medici incompetenti hanno peggiorato.»

Nonostante il pessimismo, questo fu un periodo di estremamente fertile attività compositiva. Dopo la sonata per violino n. 5 (1800), popolarmente nota come "La Primavera", e la sonata per pianoforte n. 14 (1801), anch'essa conosciuta per un titolo "puro" come "Al chiaro di luna", Beethoven compose, durante un periodo di crisi spirituale e umana, la gioiosa seconda sinfonia (1801-1802) e il più cupo concerto per pianoforte n. 3.

Ritratto di Beethoven nell'età matura

«In questa sinfonia Beethoven si era proposto come argomento ispiratore Bonaparte, quando quest'ultimo era ancora primo console.» La sinfonia n. 3, intitolata "Eroica", inaugurò una serie di opere caratterizzate da una maggiore durata e da una scrittura che ricercava effetti di grandiosità, elementi distintivi dello stile del secondo periodo di Beethoven, noto come "stile eroico". Il compositore intendeva inizialmente dedicare questa sinfonia al generale Napoleone Bonaparte, nel quale vedeva il paladino degli ideali della Rivoluzione francese. Infine, al capolavoro fu data l'intestazione: "Grande sinfonia Eroica per celebrare il sovvenire di un grande uomo". La genesi della sinfonia si estese dal 1802 al 1804, e la sua presentazione pubblica, avvenuta il 7 aprile 1805, smorzò gli entusiasmi iniziali, con molti critici che la giudicarono troppo lunga.

Anche nella scrittura pianistica del compositore lo stile continuava ad evolversi. Scritta immediatamente dopo la terza sinfonia, negli ultimi mesi del 1803, la sonata per pianoforte n. 21 op. 53, dedicata al conte Waldstein, colpì per il suo virtuosismo, l'energia "eroica" e l'utilizzo sinfonico dello strumento. Di simile impronta fu la sonata per pianoforte n. 23, detta "Appassionata" (1805), alla quale seguì il triplo concerto per pianoforte, violino, violoncello e orchestra (1804). A trentacinque anni, Beethoven era ormai un compositore affermato, la cui influenza si estendeva ben oltre i confini di Vienna.

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