La gravidanza gemellare, un evento che si verifica per ovulazione multipla o per divisione di uno zigote, porta con sé una complessità intrinseca che richiede un'attenzione particolare. Tra le diverse tipologie di gravidanze multiple, quella monocoriale biamniotica (MCMA) rappresenta una condizione specifica, caratterizzata dalla condivisione della placenta da parte di due feti geneticamente identici, ma racchiusi in sacchi amniotici separati. Sebbene la gemellarità monozigotica, da cui origina la gravidanza MCMA, sia un evento del tutto casuale e non legato a familiarità, essa comporta una serie di rischi specifici che necessitano di una gestione attenta e mirata. La comprensione approfondita di queste dinamiche è fondamentale per garantire il benessere materno e fetale.

Comprendere la Gemellarità: Zigosità, Corionicità e Amnionicità

Per affrontare adeguatamente i rischi associati a una gravidanza gemellare, è essenziale definire i termini medici chiave che la descrivono: zigosità, corionicità e amnionicità. La zigosità si riferisce all'origine dei gemelli: dizigoti (o eterozigoti) se derivano dalla fecondazione di due distinti ovociti da parte di due spermatozoi, risultando geneticamente diversi; monozigoti (o omozigoti) se originano dalla divisione di un singolo zigote, risultando geneticamente identici.

La corionicità indica il numero di placente: bicoriale quando ci sono due placente separate, monocoriale quando i gemelli condividono un'unica placenta. L'amnionicità, invece, si riferisce al numero di sacchi amniotici: biamniotica con due sacchi separati, monoamniotica con un unico sacco.

Schema che illustra le diverse combinazioni di corionicità e amnionicità nelle gravidanze gemellari

La gravidanza gemellare monocoriale biamniotica (MCMA) si verifica quando la divisione dello zigote avviene tra il quarto e l'ottavo giorno di sviluppo. In questo scenario, i gemelli condividono la placenta (monocoriali) ma possiedono sacchi amniotici distinti (biamniotici). Questa configurazione, pur essendo meno frequente della bicoriale, presenta un profilo di rischio differente.

Rischi Materni nella Gravidanza Gemellare

Le gravidanze gemellari, in generale, espongono la madre a un aumentato rischio di complicanze rispetto a una gravidanza singola. I rischi materni principali riguardano lo sviluppo di diabete gestazionale, di disturbi ipertensivi e rischi parto correlati, come una maggiore probabilità di emorragia post partum. L'utero sovradisteso, caratteristico delle gravidanze multiple, può scatenare attività contrattile, aumentando il rischio di parto pretermine. Per questo, all'ecografia tra la 20ª e la 24ª settimana si associa sempre la misurazione della cervice uterina, che deve essere superiore a 25 mm.

Rischi Specifici per i Feti nella Gravidanza Gemellare Monocoriale

Per quanto riguarda i feti, la gravidanza gemellare si associa a un aumentato rischio di mortalità e morbidità perinatali. Ci sono poi rischi specifici legati alla placentazione, infatti, i gemelli monocoriali hanno un rischio maggiore di andare incontro a ritardo di crescita, parto pretermine, malformazioni, trasfusione feto fetale (TTTS) e disturbi neurologici.

La gravidanza monocoriale biamniotica (MCMA), in particolare, presenta una frequenza di circa 1 su 400 parti. I due feti, geneticamente identici, condividono la placenta, ma si trovano in sacchi amniotici separati. Questo comporta un maggior rischio di malformazioni, soprattutto cardiache.

Sindrome da Trasfusione Feto-Fetale (TTTS)

La sindrome da trasfusione feto-fetale (TTTS, dall'inglese twin to twin transfusion syndrome) è un evento raro (15% dei casi di gravidanze monocoriali), ma potenzialmente letale. Sappiamo che i gemelli monocoriali condividono la circolazione placentare attraverso vasi placentari, detti anastomosi. Normalmente questo scambio di sangue è bilanciato, ma in alcuni casi il sangue va in misura maggiore da un gemello all'altro.

Il gemello che riceve più sangue (detto "ricevente") ha un sovraccarico di liquidi e produce più urina, causando un aumento del liquido amniotico nel suo sacco ("polidramnios"). Il gemello donatore, che produce meno urina, vede il suo sacco amniotico diventare più piccolo ("oligoidramnios").

L'aumento eccessivo del liquido amniotico determina una sovradistensione uterina, che può provocare attività contrattile e quindi rischio di parto pretermine. Il ricevente si trova a far fronte all'aumento del volume sanguigno, con possibile affaticamento cardiaco, specialmente nei casi cronici. La crescita del donatore, che si trova con una quantità di sangue inferiore alla norma, può rallentare. La trasfusione feto-fetale rappresenta quindi una condizione clinica molto delicata, che deve essere gestita da strutture ultraspecialistiche con particolare esperienza in questo campo. La diagnosi precoce è di fondamentale importanza, effettuata mediante controlli ecografici più frequenti rispetto a quelli richiesti per una gravidanza gemellare bicoriale, per identificare i casi a maggior rischio e definire la prognosi.

Diagramma che illustra lo squilibrio del flusso sanguigno nella sindrome da trasfusione feto-fetale (TTTS)

Il trattamento della TTTS può includere la coagulazione laser endoscopica delle anastomosi placentari, una tecnica mini-invasiva che mira a ristabilire un'adeguata distribuzione del sangue tra i gemelli. Grazie a questa tecnica, la sopravvivenza dei neonati può migliorare significativamente.

Ritardo di Crescita Intrauterina Selettivo

Un'altra complicanza frequente nelle gravidanze monocoriali è la discordanza di crescita tra i feti, che complica circa il 15% di queste gravidanze. Questo significa che un gemello cresce più lentamente dell'altro, potendo essere indice di una distribuzione non ottimale delle risorse placentari. Il monitoraggio ecografico seriale, con misurazione accurata della crescita fetale, è cruciale per identificare precocemente questa condizione e intervenire tempestivamente, se necessario, con strategie terapeutiche mirate.

Malformazioni Congenite

Le gravidanze monocoriali presentano un rischio aumentato di malformazioni congenite, in particolare a carico dell'apparato cardiovascolare. La condivisione della placenta e le complesse interazioni vascolari tra i feti possono influenzare lo sviluppo degli organi. Per questo motivo, un'accurata valutazione ecografica morfologica è essenziale per identificare precocemente eventuali anomalie.

Gestione del Parto nella Gravidanza Gemellare Monocoriale Biamniotica

La gravidanza gemellare monocoriale di per sé non è un'indicazione assoluta all'espletamento del parto mediante taglio cesareo. Tuttavia, esiste un rischio, seppur basso (circa 1:350), di trasfusione feto-fetale in travaglio con morte improvvisa dei due feti. È quindi più prudente, in molti casi, espletare il parto mediante taglio cesareo, anche se non esiste un'indicazione assoluta.

La modalità del parto, in particolare la possibilità di un parto vaginale, è strettamente legata alla presentazione dei feti. Nel caso in cui il secondo feto non sia cefalico (cioè non sia posizionato con la testa in basso), la modalità migliore del parto è controversa. La possibilità di un parto vaginale è subordinata alla capacità dell'operatore presente al parto di effettuare il rivolgimento interno o l'estrazione podalica del secondo feto e alla presenza di una stima di peso maggiore di 1500 grammi.

COSA SUCCEDE DURANTE IL PARTO

È di fondamentale importanza ricordare che il parto gemellare deve essere offerto in una struttura ospedaliera che possa garantire un'expertise ostetrico-ginecologica e neonatologica appropriata. La presenza di un team multidisciplinare esperto è cruciale per gestire le potenziali complicanze che possono insorgere durante il travaglio e il parto.

Il Ruolo del Cordone Ombelicale e Complicanze Rare

Il cordone ombelicale svolge un ruolo vitale nel garantire lo scambio di nutrienti e ossigeno tra la madre e i feti. In una gravidanza gemellare monocoriale biamniotica, i due cordoni ombelicali, pur originando da un'unica placenta, sono distinti. Tuttavia, la vicinanza dei due feti nello stesso sacco amniotico (nel caso di gravidanze monocoriali monoamniotiche, che sono rarissime) può portare alla formazione di nodi tra i funicoli, con un elevato rischio di mortalità intrauterina attribuito all'improvviso stringimento del nodo. Questo evento, non prevedibile né prevenibile, rende il monitoraggio ecografico intensivo e un parto elettivo a 32 settimane di gestazione strategie fondamentali per migliorare gli esiti in queste gravidanze ad altissimo rischio.

La TRAP sequence (gemello acardio acefalo) è un'altra rara complicanza che può verificarsi nelle gravidanze monocoriali. Si verifica quando uno dei gemelli, a causa di particolari anastomosi placentari, non si sviluppa correttamente, apparendo privo di cuore e testa. Nonostante la sua incapacità di vita autonoma, il gemello acardio continua a crescere grazie alla condivisione della placenta con l'altro gemello, il "gemello pompa", che può presentare segni di idrope. La diagnosi precoce di acardia è possibile fin dalla 11ª-12ª settimana di gestazione tramite ecografia transvaginale.

Diagnosi Prenatale e Monitoraggio

La diagnosi prenatale in caso di gravidanza gemellare richiede un approccio attento e personalizzato. Nelle gravidanze bicoriali, è possibile effettuare sia la villocentesi che l'amniocentesi, con prelievi distinti per ciascun feto. Il rischio di aborto associato a queste procedure è leggermente superiore rispetto a una gravidanza singola (tra l'1% e il 2%).

Nelle gravidanze monocoriali, sebbene teoricamente si potrebbe pensare a un solo prelievo data l'identità genetica, si consiglia di effettuare l'amniocentesi con prelievo da entrambi i sacchi amniotici. Questo è dovuto alla rara possibilità di mosaicismo cellulare, in cui uno stesso feto presenta sia cellule normali che cellule anomale.

Il monitoraggio ecografico è di importanza capitale. La gravidanza gemellare monocoriale, in considerazione del rischio elevato di complicanze, deve essere attentamente monitorata mediante controlli ecografici frequenti, almeno ogni 2 settimane, a partire dalla 15ª settimana di gravidanza. Questo permette di identificare precocemente segni di TTTS, ritardo di crescita o altre anomalie, consentendo un intervento tempestivo.

Considerazioni sulla Clinica Mangiagalli

La Clinica Mangiagalli del Policlinico di Milano rappresenta un centro di riferimento per la gestione delle gravidanze gemellari in Italia. Oltre ai servizi standard, dispone di ambulatori specifici dedicati al monitoraggio clinico ed ecografico delle gravidanze gemellari e delle loro complicanze. La collaborazione tra specialisti di Ginecologia e Ostetricia e professionisti della Chirurgia Fetale permette di affrontare patologie complesse, inclusi interventi in utero direttamente sul feto per condizioni come ernia diaframmatica, patologie cardiache e spina bifida. La gestione delle complicanze specifiche delle gravidanze gemellari, come la trasfusione feto-fetale o il ritardo selettivo della crescita, viene effettuata con le tecniche più avanzate, inclusa la coagulazione laser endoscopica per la TTTS.

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