La scena musicale italiana è in costante fermento, e tra gli artisti che più hanno saputo innovare e sorprendere negli ultimi anni spicca Achille Lauro. Al centro di molte delle sue evoluzioni sonore e visive, troviamo la figura di Edoardo Manozzi, meglio conosciuto come Boss Doms. Originariamente la sua identità artistica era indissolubilmente legata a quella di Achille Lauro, formando un duo che ha segnato un'epoca. Tuttavia, le traiettorie artistiche tendono a evolversi, e il percorso di entrambi ha visto una progressiva, seppur collaborativa, divergenza.
La Nascita di un Duo Indistinguibile
La collaborazione tra Achille Lauro e Boss Doms non è nata per caso, ma affonda le radici in un'amicizia che risale all'infanzia. Achille Lauro stesso ha raccontato di come, crescendo, Edoardo Manozzi si sia dedicato alla musica elettronica mentre lui si concentrava sulla scrittura. I primi brani sono nati tra le mura domestiche, con Boss Doms che portava il suo computer fisso, la "torre", poiché non disponeva di un portatile. Queste prime creazioni, spesso definite "piccole perle degli inizi", hanno gettato le basi per quello che sarebbe diventato un sodalizio artistico di successo.
Boss Doms, pseudonimo di Edoardo Manozzi, è il produttore di alcuni dei più grandi successi di Lauro, tra cui brani iconici come "Rolls Royce", "1969" e "Dio c'è". Il suo contributo è stato fondamentale nel plasmare il suono e l'immaginario di Achille Lauro, permettendogli di trovare la "cornice adatta ad arricchire i suoi testi dadaisti", come citato da Morgan. L'approccio di Boss Doms alla produzione è caratterizzato da una dedizione quasi "militare" alla musica, un'etica del lavoro da "stacanovista" che si rifletteva nella cura meticolosa di ogni dettaglio.

L'Architetto del Suono: Lo Stile di Boss Doms
Edoardo Manozzi, romano classe 1988, è un chitarrista, produttore e DJ che si è distinto per la sua capacità di fondere generi musicali diversi. Iniziato come autodidatta alla chitarra a soli dieci anni, il suo percorso lo ha portato a esplorare la musica elettronica, realizzando le prime produzioni e sperimentando con l'hip hop. La sua versatilità è tale che il suo manager, Angelo Calculli, lo ha descritto come un artista che "è glam, è fashion, è punk, è tecno, è pop, è dance, sarebbe possibile declinarlo in ogni genere. In sostanza è un genio assoluto".
La sua unicità risiede nella "continua ricerca e innovazione produttiva", evitando schemi rigidi e rimanendo fedele a un "mood musicale" in costante evoluzione. Questo approccio eclettico gli ha permesso di spaziare dall'electro house al glitch hop, dalla trap alla techno, con l'obiettivo di "far diventare pop ciò che oggi è normalmente considerato underground". Le sue produzioni sono spesso caratterizzate da un'architettura sonora complessa, che unisce influenze diverse per creare un risultato inedito e stimolante.
L'Esperienza con l'Orchestra Sinfonica: La Sfida di Riccardo Castelli
L'ingresso di Riccardo Castelli nella band di Achille Lauro ha segnato un momento di particolare interesse, soprattutto per la sua esperienza in un live con un'orchestra sinfonica. Castelli, diplomato CCR® alla RGA con Andrea Filippone, ha descritto questa esperienza come "bellissima, veramente emozionante". La sfida principale è derivata dalla necessità di suonare parti musicali scritte, piuttosto che le consuete tablature, con arrangiamenti orchestrali inediti.
"Mi sono arrivate partiture e chart con 'musica scritta' e non tab e alcune le ho avute solo il giorno prima delle prove ufficiali", ha raccontato Castelli. La vera difficoltà è stata quella di "suonare le parti proprio come erano scritte e avere il suono giusto, timing e una buona interpretazione". L'impossibilità di imparare i brani a memoria, aggravata dal fatto che i file di studio erano privi della voce, ha reso necessario un intenso studio. In questo frangente, Castelli ha ritrovato nel manuale "Reading for Guitar" di Roberto Fazari e Donato Begotti uno strumento prezioso, sottolineando come "noi chitarristi non amiamo la lettura e negli ultimi tempi, ahimè, l’avevo un po’ trascurata".

La Separazione Artistica: Boss Doms e il Percorso Solista
Nonostante il forte legame, è arrivato un momento in cui Boss Doms ha sentito la necessità di intraprendere un percorso solista. "Da troppo tempo avevo lasciato da parte le mie ispirazioni", ha spiegato Edoardo Manozzi. Questo desiderio di esplorare le proprie idee artistiche è emerso dopo anni di dedizione ai progetti altrui, in particolare quello di Achille Lauro, che richiedeva un impegno "al 100%".
La sua prima uscita da solista, il singolo "I Want More", pubblicato il 3 luglio 2020, ha rappresentato l'inizio di una nuova fase. Il brano unisce la techno alla pop music, con un'architettura underground e dark, mirata a rendere la musica techno più radiofonica. "Sono eclettico, non mi piace etichettarmi da solo. Continuerò a spaziare", ha dichiarato Boss Doms, confermando la sua volontà di non farsi racchiudere in un unico genere.
L'addio alla collaborazione esclusiva con Achille Lauro non ha però significato una rottura definitiva. "Ci siamo visti, abbiamo fatto riunioni, gli ho dato consigli", ha ammesso Boss Doms, indicando che il loro rapporto di amicizia e stima reciproca rimane intatto. "Quando un giorno torneremo insieme lo annunceremo su Instagram e la gente si metterà a piagne", ha scherzato, sottolineando che tra loro c'è "agonismo sportivo, chi arriva secondo stringe la mano al primo".
La Libertà di Espressione e l'Impegno Sociale
Achille Lauro, con il suo stile provocatorio e la sua costante ricerca di rompere gli schemi, ha sempre posto l'accento sulla libertà di espressione. Il gesto del bacio a un altro ragazzo sul palco di Sanremo, ad esempio, non era inteso come una dichiarazione di fluidità sessuale, ma come un messaggio più ampio: "la libertà di espressione. Io che non sono omosessuale posso dare tranquillamente un bacio sulla bocca a un altro ragazzo sul palco di Sanremo per far vedere che siamo liberi". Il suo intento era quello di comunicare che "bisogna sentirsi sempre bene con sé stessi, che non c’è da vergognarsi mai di quello che si è, perché non ci sono sessi, razze e colori che tengano".
Entrambi gli artisti hanno dimostrato un forte impegno sociale, soprattutto durante il periodo della pandemia di coronavirus. Riconoscendo l'impatto devastante del lockdown sul settore dello spettacolo, che va oltre gli artisti e coinvolge "migliaia di famiglie", hanno partecipato alla realizzazione del brano "Una canzone come gli 883" con Max Pezzali, Lodo Guenzi e Jake La Furia. I ricavati del brano sono stati devoluti a chi era in difficoltà, un gesto che ha voluto sottolineare l'importanza di supportare "tutti quelli che non lavorano, dai tecnici luci alla produzione, dalla manovalanza ai fonici e ai direttori artistici".
Tutte le evoluzioni di Achille Lauro: da Barabba Mixtape a 1969
L'Evoluzione Artistica e le Sfide Future
Il percorso di Achille Lauro è stato caratterizzato da una continua trasformazione, passando da un'immagine più legata al rap a un'estetica "bohémien" che affascina "gli artisti e i pittori di strada". Nelle sue canzoni si percepisce un "senso di disillusione", ma anche una forte volontà di "portare il disordine dove c’era ordine per ristabilire un nuovo ordine". Questo desiderio di "riscrivere le regole di cosa è il pop" lo accomuna ad artisti di rottura come Marilyn Manson e i Daft Punk.
Boss Doms, dal canto suo, continua a perseguire la sua visione di contaminazione musicale, aspirando a far risuonare i suoi brani "altrove, all’estero". Il suo progetto solista è ambizioso, e mira a esplorare nuove frontiere sonore, mantenendo sempre un legame con la sua identità artistica eclettica. Nonostante le sfide, come i "dieci attacchi di depressione nelle 24 ore" che ammette di affrontare, la sua passione per la musica e la sua determinazione nel "credere alle proprie idee" lo spingono ad andare avanti.
La parabola artistica di Achille Lauro e Boss Doms, pur avendo preso direzioni diverse, rimane un esempio di come l'amicizia, la dedizione e la continua ricerca artistica possano portare a risultati straordinari, influenzando e ridefinendo il panorama musicale italiano.
La Vita Personale e le Relazioni
La sfera privata di Boss Doms è stata anch'essa oggetto di interesse pubblico. La sua relazione con Valentina Pegorer è stata resa nota anche attraverso la partecipazione a programmi televisivi come "Pechino Express". Nonostante i momenti difficili, come quelli vissuti durante il lockdown, la coppia ha superato le sfide, rafforzando il loro legame. La nascita della loro figlia, Mina, nel gennaio 2019, ha rappresentato un momento cruciale, influenzando anche la sua espressione artistica, come dimostrato dall'esibizione sul palco con un ciuccio.
Achille Lauro, dal canto suo, ha sempre mantenuto un certo riserbo sulla sua vita privata, concentrandosi sulla sua evoluzione artistica e sulla sua capacità di sorprendere il pubblico. La sua figura è diventata un simbolo di libertà espressiva e di rottura delle convenzioni, ispirando molti giovani artisti.
L'Influenza Culturale e l'Innovazione
L'impatto di Achille Lauro e Boss Doms va oltre la musica, toccando sfere culturali come la moda e l'arte. La loro presenza alle sfilate di Gucci, ad esempio, testimonia la loro influenza nel mondo del fashion. La loro capacità di mescolare generi, estetiche e messaggi ha creato un fenomeno culturale che ha saputo attrarre un pubblico vasto e variegato.
Boss Doms, in particolare, è considerato uno dei produttori musicali più innovativi in Italia, capace di sperimentare e creare sonorità inedite. La sua visione di rendere la musica elettronica più accessibile e di contaminarla con elementi pop dimostra una profonda comprensione delle dinamiche musicali contemporanee.
La continua ricerca di Achille Lauro di "portare il disordine dove c’era ordine per ristabilire un nuovo ordine" e l'eclettismo di Boss Doms nel "spaziare" tra i generi musicali, sono elementi chiave che definiscono la loro eredità artistica. La loro capacità di reinventarsi e di sfidare le aspettative li rende figure centrali nel panorama musicale e culturale odierno.
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