Nell'odierna società occidentale, la famiglia si trova al centro di un acceso dibattito, divenendo terreno di scontro tra visioni del mondo contrapposte. Le leggi e le tendenze culturali sembrano spesso dettate da un relativismo che mette in discussione principi fondamentali. In questo contesto, le parole dell'Arcivescovo Carlo Caffarra risuonano come un richiamo a una realtà immutabile, ancorata alle "evidenze" che definiscono la famiglia stessa.

Le Fondamenta della Famiglia: Uomo e Donna

Secondo l'Arcivescovo Caffarra, la famiglia si fonda su due pilastri inequivocabili. Il primo è che "il matrimonio avviene fra un uomo con una donna". Questa affermazione non è un'opinione arbitraria, ma una constatazione della realtà biologica e antropologica che distingue l'essere umano in due sessi complementari. La seconda evidenza, strettamente legata alla prima, è che "il bambino ha diritto ad un uomo ed ad una donna che siano suo padre e sua madre". Questo diritto non può essere eluso o sostituito da figure genitoriali che "fanno da" genitori, ma non lo sono nella loro essenza biologica e relazionale. L'idea che due adulti dello stesso sesso possano "sostituire" padre e madre ignora la specificità del legame biologico e affettivo che genera e nutre la vita umana.

Coppia uomo-donna con bambino

La Lotta per la Coscienza: Lobbies e Voce Divina

L'Arcivescovo Caffarra sottolinea come la famiglia sia "il terreno di scontro fra il potere di questo mondo e la voce di Dio". Questo scontro si manifesta primariamente "nel cuore, nella coscienza di ogni uomo e di ogni donna". È nella coscienza individuale che risuona la voce divina, dove è iscritto il progetto di Dio sul matrimonio e la famiglia. Tuttavia, potenti "lobbies", armate di mezzi per plasmare il consenso, cercano attivamente di distogliere le persone dall'ascolto interiore, promuovendo narrazioni che allontanano dalla verità.

La Banalizzazione della Vita: Contraccettivi e Aborto

Un aspetto cruciale di questo scontro culturale è la progressiva "banalizzazione" della contraccezione e dell'aborto. L'Arcivescovo evidenzia come, dal punto di vista "gestuale", l'atto contraccettivo si sia sempre più identificato con l'atto abortivo. La diffusione della pillola abortiva RU 486 ne è una dimostrazione lampante, poiché il suo utilizzo si avvicina alla contraccezione chimica, attenuando la differenza comportamentale tra le due azioni.

Questa confusione è alimentata dalla "privatizzazione" della decisione abortiva. La consapevolezza che la scelta di abortire coinvolgeva, in qualche misura, il bene comune, presente in varie legislazioni occidentali, si è progressivamente oscurata. L'aborto viene ora presentato come una decisione esclusivamente individuale, una "privatizzazione" simboleggiata dall'aborto chimico.

Il percorso culturale verso la contraccezione e l'aborto, iniziato con la giustificazione del "male minore" o del "caso di necessità", ha condotto a una vera e propria "nobilitazione" di queste pratiche. Esse sono state presentate come strumenti di liberazione della sessualità da un presunto "dato di natura" che ne ostacolerebbe la spontaneità. La scienza, in questa narrazione, avrebbe liberato la sessualità, consegnandola all'esercizio della libertà individuale.

Il risultato di questa "nobilitazione" è, paradossalmente, una "banalizzazione" del gesto sessuale. Per banalizzazione si intende la negazione di ogni significato serio all'esercizio della sessualità. L'essere uomo o donna non rientrerebbe più nei "casi seri" della vita, quelli che richiedono un'interpretazione razionale e una risposta libera che coinvolga l'intera persona. La presunta liberazione ha generato un "vuoto di significato" e una "noia" a cui l'industria pornografica tenta di porre rimedio.

la Storia della CONTRACCEZIONE - parte 1 , the History of CONTRACEPTION - part 1 (SUB ENGLISH)

La Dimensione Sociale: Il Diritto alla Vita e la Ragione Strumentale

Passando alla dimensione sociale, l'Arcivescovo Caffarra osserva che, sebbene il criterio della maggioranza sia spesso utile per risolvere i problemi della vita associata, esso non può essere il criterio ultimo e universale. Esistono valori che nessuna maggioranza ha il diritto di abrogare, valori la cui protezione è essenziale per l'esistenza stessa della società civile.

Oggi, un diritto fondamentale è controverso: il diritto alla vita di ogni essere umano, l'inviolabilità della vita umana in tutte le sue fasi. La "privatizzazione" della pratica abortiva contribuisce a questa situazione politica precaria nella difesa del diritto alla vita. La vita associata viene concepita come una coesistenza regolata di interessi individuali, dove "il più forte ha ragione".

Bene Sensibile e Bene Intelligibile: La Chiave Interpretativa

Per comprendere questa situazione, l'Arcivescovo propone una riflessione di antropologia generale, basata sulla distinzione tra "bene sensibile" e "bene intelligibile". Le ragioni che guidano le nostre scelte si dividono in due classi: quelle la cui violazione non può essere giustificata dall'interesse personale (ragioni del primo tipo, legate al "bene intelligibile") e quelle che perseguono un interesse personale (ragioni del secondo tipo, legate al "bene sensibile").

Il "bene intelligibile" è il bene della persona umana come tale, mentre il "bene sensibile" è il bene della persona in quanto individuo senziente. Quando si agisce per ragioni del primo tipo, si è mossi da un bene intelligibile; quando si agisce per ragioni del secondo tipo, si persegue un bene sensibile, che è sempre e solo soggettivo.

Nella cultura occidentale contemporanea, si è progressivamente affermata una visione dell'uomo secondo cui egli non può avere ragioni del primo tipo per le sue scelte, ma solo del secondo. Due concezioni hanno contribuito a questa visione: quella dell'uomo ridotto a soggetto mosso dalle proprie passioni, e quella della libertà come pura indifferenza, priva di tendenze preesistenti.

La Perdita di Significato nella Sessualità e nella Procreazione

La sessualità umana e il suo esercizio subiscono una "paurosa perdita di significato" a causa della riduzione della sua verità e della progressiva separazione del corpo dalla persona. L'esercizio della sessualità non ha più una bontà oggettiva, ma solo soggettiva. La sessualità e il suo esercizio sono visti come fatti privi di verità intrinseca, soggetti a diverse interpretazioni, tutte ugualmente valide. L'esercizio eterosessuale e quello omosessuale della sessualità vengono equiparati, perdendo ogni significato o valore intrinseco, dipendendo esclusivamente da chi li vive.

Questa cornice antropologica influenza anche la dimensione procreativa della sessualità. Il concepimento non ha un valore in sé, ma lo acquista in dipendenza dai desideri dei soggetti. Se il concepimento è in contrasto con tali desideri, la contraccezione diventa un bene, uno strumento della ragione al servizio dei desideri individuali. Se invece il concepimento è in accordo con i desideri, si ricorre alle tecniche di procreazione artificiale per ottenere un figlio "ad ogni costo".

La Sconfitta della Ragione e il Vuoto di Verità

L'Arcivescovo lamenta la "banalizzazione" della contraccezione, intesa come ciò che serve a un esercizio della sessualità vuoto di senso, e la "privatizzazione" del problema aborto, che riguarda esclusivamente l'individuo. La legge dovrebbe limitarsi a regolamentare la coesistenza di individui, consentendo la libera contrattazione dell'uso del proprio corpo, proibendo solo la violenza carnale e la pedofilia.

La grande eredità greca e latina, purificata ed elevata dal cristianesimo - l'idea di un "logos/ratio" capace di regolare i desideri umani e l'ideale di una vita retta - è andata in gran parte dispersa. È stata sostituita dall'ideale di una vita felice, scollegata dal bene morale, ridotta a tranquillità e disponibilità di beni strumentali.

I giovani si muovono in un "vuoto di verità", dove "sembra tutto uguale, cioè lecito". La vera disgrazia dell'uomo contemporaneo è aver smarrito la propria ragione, degradandola a mera "ragione calcolatrice e strumentale". Non si ha a che fare con un uomo incredulo, ma, peggio, "irragionevole".

Bussola che indica

L'Annuncio della Verità: La Chiesa e la Ricerca di Senso

Di fronte a questo smarrimento, la Chiesa deve annunciare primariamente la verità, facendo appello alla ricerca di senso assoluto e definitivo che, si spera, non sia estinta nel cuore umano. La dimensione educativa del messaggio cristiano deve essere rimessa al centro della nuova evangelizzazione, per evitare che la Chiesa si auto-legittimi come "agenzia di servizi".

La vera auto-legittimazione della Chiesa risiede nel suo essere "presenza di Cristo", nel cui mistero "trova vera luce il mistero dell'uomo". La Chiesa deve dire la verità sull'uomo, e uno dei nodi nevralgici di questa verità è la relazione uomo-donna, la sessualità e il matrimonio.

Il Magistero di Giovanni Paolo II ha cercato di ricostruire la verità di questa relazione ripartendo dal "principio" della creazione e della redenzione. La missione educativa odierna consiste nel ridare alla persona la grandezza della scelta libera, in cui si manifesta l'immagine di Dio.

Il Vangelo della Vita: La Dignità Incondizionata della Persona

Il "Vangelo del dono della vita" è centrale nella riflessione. La porta d'ingresso a questo Vangelo è la percezione della dignità di ogni singola persona. Esiste un modo di vedere l'uomo che impedisce di coglierne la dignità: considerarlo come un numero in una serie, una parte di un tutto. In questo modo, l'individuo appare di scarso valore, quasi nullo di fronte a un tutto immenso.

La persona umana, invece, non fa parte di nessun tutto; ciascuna è unica, irripetibile, insostituibile. Non è una ripetizione di un modello, ma un'entità in sé. L'amore ci fa comprendere questa unicità: una persona amata ha un valore assoluto e incondizionato.

Dio stesso guarda ogni persona con uno sguardo d'amore, un atto creativo e redentivo che racchiude la sua incomparabile dignità. Il Salmo 8 riflette questa dualità: l'uomo, confrontato con l'universo, appare insignificante; ma è anche oggetto della memoria e della cura di Dio, il che lo rende unico e stupendo.

San Tommaso d'Aquino, citato dal Concilio Vaticano II e dal Santo Padre, afferma che l'uomo "in terra è la sola creatura che Dio ha voluto per se stessa". Mentre ogni altra creatura è voluta in funzione di un tutto, la persona umana è voluta per sé, è amata. L'amore di Dio è onnipotente e non acconsente alla morte. San Paolo, nella Lettera ai Galati, testimonia questo amore redentivo di Cristo, che non è generico, ma rivolto a ciascuno.

La Paternità-Maternità come Collaborazione Divina

Nella luce della dignità personale, si comprende il mistero del dono della vita nel matrimonio. Ogni paternità e maternità "prende nome dalla stessa paternità divina". I coniugi, come genitori, sono "collaboratori di Dio Creatore nel concepimento e nella generazione di un nuovo essere umano".

Quando i coniugi desiderano un figlio, non possono decidere chi sarà quel bambino. Vogliono un bambino, ma la decisione di chi verrà all'esistenza, tra le infinite possibilità, non è loro. Non è nemmeno casualità biologica, che spiega solo il fatto che un individuo sia venuto all'esistenza, ma non la sua specificità.

La decisione che sia "lui, non un altro" è un atto creativo di Dio. L'uomo è scelto, guardato con amore e voluto da Dio stesso. L'atto del concepimento coincide con l'atto della creazione. I coniugi, donando la vita, si trovano radicati in un "grande mistero" in cui Dio è presente in modo unico. Il corpo della donna diventa il "tempio santo" in cui Dio celebra la liturgia del suo amore creatore.

Dio non ha voluto compiere il suo atto creatore se non nella forma del concepimento umano, volendo la collaborazione degli sposi. Creazione e concepimento, amore creativo di Dio e amore coniugale degli sposi cooperano all'ingresso nell'esistenza di una nuova persona umana, destinata all'eternità. Dio desidera per ogni nuova persona una "nascita dallo Spirito Santo", una generazione divina che si realizza nella Chiesa.

Il Vangelo della Morte e la Strategia della Menzogna

Il Vangelo del dono della vita si contrappone al "vangelo della morte". Questo scontro è presente fin dai racconti dell'infanzia di Gesù, minacciato di morte. Queste pagine sono profezia del fondo oscuro della storia, uno scontro violento tra il vangelo della vita e il vangelo della morte, tra Dio e il "serpente antico".

L'anti-vangelo della vita è espresso nel modo in cui Satana induce l'uomo alla morte sotto l'apparenza della vita. Le parole del tentatore si costruiscono su un "non è vero che…". L'anti-vangelo inizia con la menzogna, per impedire all'uomo di vedere il valore unico della persona umana dovuto all'amore di Dio. La menzogna centrale è: "non è vero che Dio ti ama; al contrario, Dio è invidioso del vostro bene".

Credere a questa menzogna scardina l'essere umano, privandolo di un solido fondamento. Essa genera disprezzo della vita: quale valore ha un "ammasso di cellule", un uomo con gravi handicap o malato? Perché non eliminarlo?

La Verità della Coniugalità e la Distruzione delle Colonne della Creazione

La Divina Rivelazione delinea la struttura permanente del matrimonio come unione legittima tra uomo e donna, fonte di vita. Esso si basa sulla dualità di femminilità e mascolinità, non come poli opposti, ma complementari. L'unione tra uomo e donna che diventano "una sola carne" è cooperazione umana all'atto creativo di Dio.

Due sono le colonne della creazione: la persona umana nella sua irriducibilità e l'unione coniugale tra uomo e donna, luogo in cui Dio crea nuove persone.

L'elevazione dell'aborto a "diritto soggettivo" è la demolizione della prima colonna. La nobilitazione del rapporto omosessuale è la distruzione della seconda. Satana, alla radice di tutto ciò, vuole costruire una vera e propria "anti-creazione", una strategia della menzogna costruita su un profondo disprezzo dell'uomo. L'uomo, secondo questa visione satanica, non è capace di elevarsi al Vero, di vivere il paradosso della felicità, di donarsi.

Due colonne stilizzate con simboli di uomo e donna

La Testimonianza come Risposta allo Scontro

Di fronte a questo scontro tra creazione e anti-creazione, siamo chiamati alla "testimonianza". Testimoniare significa dire, parlare, annunciare apertamente e pubblicamente la divina Rivelazione, il Vangelo della Vita e del Matrimonio. Chi tace è simile a un soldato che fugge dalla battaglia.

L'annuncio avviene in un contesto di ostilità, contestazione e incredulità. L'irenismo e il concordismo vanno esclusi. Come scrive Sant'Agostino: "Ama l'errante, ma persegui l'errore".

La storia umana è uno scontro tra la forza di attrazione del Cuore trafitto di Cristo e il potere di Satana. Il campo di battaglia è il cuore umano, la libertà umana. Gesù attira a Sé mediante la verità; Satana opera mediante la menzogna.

La Verità del Matrimonio: Un "Zoccolo Duro" Indisponibile

Sullo sfondo di questa riflessione, rimane la domanda se il matrimonio sia una realtà a totale disposizione degli uomini o se abbia in sé uno "zoccolo duro" indisponibile. La definizione del matrimonio, la sua intima natura, non è esclusivamente frutto del consenso sociale.

Il riconoscimento della "coniugalità omosessuale" in molti ordinamenti statuali rende il termine ambiguo, sconnettendo totalmente la coniugalità dall'origine della persona umana. La coniugalità omosessuale è incapace di porre le condizioni per il sorgere di una nuova vita.

Questa sconnessione è evidente anche nel diritto all'adozione o al ricorso alla procreazione artificiale per le coppie omosessuali. Ciò suggerisce una percezione indistruttibile del legame procreazione-coniugalità, oppure una visione eticamente neutra riguardo al modo in cui una nuova persona viene introdotta nella vita.

La Sisma nella Genealogia della Persona

L'ambiguità del termine "coniugalità" e la sconnessione dall'origine della vita umana rappresentano un vero e proprio "sisma nelle categorie della genealogia della persona". Scompare la categoria della paternità-maternità, sostituita dalla generica "genitorialità". La dimensione biologica viene sminuita, mentre la genealogia è inscritta nella biologia. Il concepimento, evento che costituisce la relazione ontologica con padre e madre, può diventare un fatto puramente artificiale.

La Persona è Corpo: Mascolinità e Femminilità come Forme dell'Essere

La mascolinità e la femminilità non sono meri dati biologici, ma configurano il volto della persona, ne sono la "forma". Esistono due "forme" di umanità perché ciascuno dei due sessi possa uscire dalla propria "solitudine originaria" e realizzarsi nella comunione con l'altro.

Questa capacità di dono di sé, tipica della persona, ha una dimensione spirituale e corporea. È anche attraverso il corpo che uomo e donna sono predisposti a formare quella comunione di persone che costituisce la coniugalità. In essa è inscritta la paternità e la maternità. Solo nel contesto della coniugalità la nuova persona umana può essere introdotta nell'essere in modo adeguato alla sua dignità: non prodotta, ma generata.

Conclusioni sulle Colonne della Creazione

  1. Solo una visione della coniugalità che rispetta la realtà dell'umanità introduce a una vera antropologia adeguata, non riducendo il corpo a una realtà priva di senso.
  2. Tale visione afferma la più alta autonomia dell'Io nel dono di sé e l'intrinseca relazione al "diverso", radicando la socialità umana nella natura stessa della persona.
  3. La prima società, in senso ontologico ed assiologico, è il coniugio.

Il Valore della Coniugalità: Una Comunione di Persone

Il valore proprio e specifico della coniugalità è una "communio personarum". La sua bontà è comunionale:a. Può darsi solo tra persone, basata sulla percezione della preziosità della persona.b. Non è basata su emozioni o mera attrazione psico-fisica, legami di cui sono capaci anche gli animali. Solo le persone sono capaci di promesse come la fedeltà.c. Solo la persona, capace di autodonazione in forza della sua libertà, può donare se stessa e accogliere il dono.d. La communio personarum coniugale scende all'intimità del proprio Io. È la persona come tale che viene donata e accolta.

Il rapporto sessuale uomo-donna, indicato con il verbo "conoscere", può introdurre una pigrizia spirituale che impedisce di compiere l'atto dal centro spirituale e libero. La possibilità di dare inizio alla vita di una nuova persona è inscritta nella natura della coniugalità, rappresentando la più alta capacità e responsabilità dell'uomo e della donna, un punto in cui l'azione creatrice di Dio entra nel nostro universo.

La Verità dell'Amore e la Testimonianza

L'Arcivescovo si è astenuto dall'usare la parola "amore" per evitare il rischio di svuotarla di significato. L'amore cristiano, privo di verità, scivola nel sentimentalismo, diventando un guscio vuoto. La verità dell'amore è oggi difficilmente condivisibile.

I testimoni della verità della coniugalità avranno vita difficile, ma la loro testimonianza è essenziale per contrastare la cultura della menzogna e riaffermare la verità sulla persona umana e sulla famiglia.

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