L'attività natatoria nella scuola materna rappresenta un'opportunità preziosa per promuovere uno sviluppo motorio completo e armonico nei bambini, andando oltre la mera acquisizione di abilità tecniche. Questo progetto si propone di integrare l'esperienza ludico-motoria in ambiente acquatico nel percorso educativo generale, ponendo una forte enfasi sul benessere psicofisico, sull'autonomia e sulla sicurezza. In Italia, paese caratterizzato da una ricca conformazione geografica costiera e idrica, l'apprendimento del nuoto fin dalla tenera età assume un'importanza strategica non solo per il tempo libero, ma anche in un'ottica di prevenzione e preparazione alle sfide ambientali.

bambini che giocano in piscina

Obiettivi Fondamentali del Progetto Nuoto

Il cuore di questo progetto risiede in una serie di obiettivi interconnessi, volti a creare un'esperienza formativa completa per i più piccoli. In primis, si mira a promuovere uno sviluppo motorio completo e armonico attraverso l’attività natatoria. Questo significa non solo imparare a muoversi in acqua, ma farlo in modo equilibrato, che coinvolga tutto il corpo e stimoli le diverse capacità coordinative. Parallelamente, si pone l'accento sul favorire l’acquisizione di abilità motorie nel nuoto, che comprendono la coordinazione dei movimenti, la multilateralità (l'uso di diverse parti del corpo), la corretta respirazione e il galleggiamento.

Un aspetto cruciale è il rafforzamento della fiducia in sé stessi e il superamento di eventuali paure legate all’acqua. L'ambiente acquatico può inizialmente generare timore in alcuni bambini; il progetto prevede strategie mirate per trasformare questa emozione in un’esperienza positiva e di conquista. Inoltre, si intende stimolare il benessere fisico e psicologico attraverso un’attività sportiva inclusiva, riconoscendo il nuoto come un potente strumento di benessere generale. Infine, un obiettivo imprescindibile è insegnare regole di sicurezza e comportamento corretto nell’ambiente acquatico, preparando i bambini a una fruizione consapevole e sicura di piscine, mari e laghi.

Strategie e Metodologie di Intervento: Un Approccio Graduale e Divertente

Per raggiungere questi ambiziosi obiettivi, il progetto adotta un insieme di strategie e metodologie ben definite, pensate per adattarsi alle esigenze dei bambini della scuola materna. L'apprendimento progressivo è la pietra angolare: le lezioni sono attentamente calibrate in base al livello iniziale di ogni partecipante, con attività che vengono differenziate per principianti, intermedi e avanzati. Questo approccio garantisce che ogni bambino possa progredire al proprio ritmo, senza sentirsi né sopraffatto né annoiato.

La didattica ludica è un altro pilastro fondamentale. L'utilizzo di giochi e di esercizi proposti in forma ludica è essenziale per mantenere alto il coinvolgimento e il divertimento dei bambini, trasformando l'apprendimento in un'esperienza gioiosa. Questo si lega strettamente al concetto di supporto personalizzato: il monitoraggio continuo da parte degli istruttori qualificati assicura una supervisione individuale e adeguata alle necessità di ciascun bambino. Infine, la collaborazione attiva tra insegnanti di educazione motoria e istruttori di nuoto è vitale per integrare l'attività acquatica nel piano educativo generale, creando un percorso coerente e sinergico.

Il gioco: l'esperienza del bambino - LEZIONE N 25

Pianificazione dell’Intervento: Struttura e Contesto

La struttura del progetto è stata attentamente pianificata per massimizzare l'efficacia e l'esperienza dei partecipanti. La durata prevista è di sei settimane, con una lezione settimanale di circa 45 minuti, integrata nell'orario di educazione motoria. Questa cadenza regolare permette un apprendimento costante senza sovraccaricare il programma scolastico.

La sede individuata è la piscina convenzionata “La nostra Famiglia” di Barbisano, in collaborazione con il Collegio Balbi Valier, una struttura scelta per le sue caratteristiche di sicurezza e modernità, ideali per ospitare attività con bambini piccoli. La suddivisione in gruppi avviene in base all'età e al livello di abilità natatoria, garantendo così un'attenzione ottimale e personalizzata a ogni bambino. Per supportare l'apprendimento e il miglioramento delle abilità motorie in acqua, viene previsto l'utilizzo di ausili come tavolette, tubi galleggianti e anelli. Infine, il coinvolgimento delle famiglie è assicurato attraverso un'informazione preliminare e aggiornamenti costanti sull'andamento delle lezioni tramite comunicazioni scritte, promuovendo una partnership educativa.

Descrizione Dettagliata del Progetto: Un Percorso di Scoperta Acquatica

Il progetto nuoto si inserisce organicamente nel programma di educazione motoria della scuola primaria, offrendo agli studenti un'esperienza educativa unica in un ambiente stimolante come quello acquatico. Durante le sei settimane di attività, ogni alunno avrà l'opportunità di partecipare a un percorso strutturato volto a sviluppare competenze natatorie, promuovere la sicurezza in acqua e migliorare il proprio benessere psicofisico.

Le lezioni saranno condotte da istruttori qualificati, in stretta collaborazione con gli insegnanti della scuola, e si baseranno su un approccio ludico-didattico. Questo approccio è fondamentale per coinvolgere e motivare anche i bambini più timorosi, trasformando l'acqua da potenziale fonte di ansia a luogo di divertimento e scoperta. Ogni sessione prevede momenti ben definiti: un riscaldamento iniziale per preparare il corpo, l'apprendimento di tecniche base del nuoto come il galleggiamento, la respirazione e l'immersione, seguiti da esercizi ludici che consolidano quanto appreso e, infine, attività finalizzate al consolidamento delle abilità acquisite.

È importante sottolineare che il corso, pur non essendo obbligatorio, è fortemente consigliato. I benefici vanno oltre le competenze natatorie: i bambini imparano a autogestirsi, migliorando la loro autonomia nel cambiarsi e rivestirsi sotto la supervisione degli adulti, e ciò contribuisce a migliorare il clima del gruppo classe, promuovendo interazione e cooperazione.

bambino che impara a galleggiare con tavoletta

Risultati Attesi: Competenze e Benessere

I risultati attesi da questo progetto sono molteplici e abbracciano diverse sfere dello sviluppo infantile. Si auspica l'acquisizione di competenze base del nuoto da parte di tutti i partecipanti, garantendo un livello minimo di sicurezza e dimestichezza in acqua. Parallelamente, si prevede un miglioramento della coordinazione motoria e della capacità di concentrazione, abilità che si riflettono positivamente anche in altre attività scolastiche e quotidiane.

L'incremento dell’autonomia e della fiducia nelle proprie capacità è un altro risultato chiave: il superamento delle sfide in acqua si traduce in una maggiore autostima generale. Infine, si mira a un aumento della sensibilità verso le regole di sicurezza in acqua, promuovendo un approccio responsabile e consapevole all'ambiente acquatico.

L'Importanza della Familiarità e della Superazione della Paura

Il progetto intende coinvolgere i bambini delle scuole materne in un percorso ludico motorio di scoperta dell'ambiente acquatico. L'impostazione in forma giocosa delle attività, lo stabilirsi di un legame affettivo tra bambino e insegnante, e la sicurezza che gradualmente aumenta insieme alla familiarità con l'ambiente, eliminano progressivamente le tensioni emotive legate all'acqua. La paura, essendo un'emozione, non necessita di spiegazioni razionali per essere superata; può essere vinta da emozioni più intense. Il rifiuto di entrare in acqua, dettato dal timore, viene sconfitto dal desiderio di provare sensazioni più forti della stessa paura. Il raggiungimento di una buona acquaticità, per i bambini dai 3 ai 6 anni, si sviluppa quindi attraverso il gioco e attività che permettono di "sentire" l'acqua e di acquisire schemi motori acquatici. I bambini saranno divisi in gruppi omogenei per capacità, sentito anche il parere delle insegnanti, in modo da permettere ad ognuno di essere a proprio agio e poter condividere le esperienze e gli obiettivi del gruppo.

Contesto Storico e Geografico: Il Veneto e la Sicurezza Acquatica

L'A.S.D. Stilelibero s.s.d. srl, dal 2004, gestisce l'impianto natatorio a Preganziol con una filosofia che pone sullo stesso piano l'impegno sociale con quello sportivo agonistico e amatoriale. Nel 2012, il Comitato Regionale Veneto della Federazione Italiana Nuoto ha firmato una convenzione con il Dipartimento Protezione Civile della Regione Veneto, un atto che consolida l'impegno della F.I.N. nella promozione della sicurezza in acqua. Il Progetto intende porre l'attenzione sulla sicurezza acquatica e la prevenzione del rischio in ambiente acquatico, offrendo innanzitutto un tavolo di discussione e formazione aperto non solo agli alunni e ai genitori delle classi interessate, ma a tutta la cittadinanza.

L'Italia, per sua conformazione geografica, è un Paese ricco di coste e di acque meravigliose. Il Veneto è una regione che rispecchia le caratteristiche nazionali, essendo ricco di spiagge, laghi e fiumi, spesso mete turistiche. Si tratta dunque di una regione che offre molte opportunità di svago, ma anche di lavoro in prossimità dell'acqua. Le statistiche dimostrano però che, pur essendo un Paese circondato dall'acqua, i suoi abitanti non sono propriamente dei nuotatori provetti. Il nostro Paese, come il resto del mondo, è in continuo mutamento climatico e ambientale, derivante da un progressivo "maltrattamento" dell'ambiente da parte dell'uomo. Ci ritroviamo così sempre più frequentemente di fronte a calamità naturali, variazioni dei livelli dei corsi d'acqua, e variazioni improvvise delle correnti e del clima che colgono l'uomo impreparato. I Vigili del Fuoco e la Protezione Civile, consapevoli della situazione degli ultimi anni, hanno adottato protocolli ed esercitazioni per preparare e specializzare gli Operatori di Soccorso Marino, Fluviale ed Alluvionale.

mappa del Veneto con evidenziati corsi d'acqua e costa

L'Educazione attraverso lo Sport e i Valori Fondamentali

È fondamentale ricordare che il 2004 è stato l'Anno Europeo dell'educazione attraverso lo sport, durante il quale è stata sottolineata l'importanza comunicativa dello sport e le sue forti valenze educative, capaci di contribuire a formare, in modo sano e divertente, il bambino o il giovane. I valori insiti nello sport sono in grado non solo di abbattere barriere culturali e linguistiche, ma anche di infondere i valori fondamentali che faranno di un bambino un uomo e un cittadino sano, equilibrato e civile. Il compito della scuola è anche quello di formare il futuro cittadino attraverso materie che promuovano la convivenza civile. L'Articolo 32 della Costituzione Italiana, inoltre, ha reso obbligatoria l'organizzazione di attività di prevenzione all'interno non solo delle unità produttive, ma anche degli istituti scolastici. Sono state introdotte le prove di evacuazione, di prevenzione dei rischi quali il terremoto e l'incendio.

"Il Nido del Nuoto": Un Modello Educativo Ispirato alla Scuola dell'Infanzia

Un incontro con le insegnanti e i genitori degli alunni coinvolti è fondamentale per condividere le motivazioni, gli obiettivi e il percorso educativo del Progetto. Questa rubrica è stata intitolata "Il Nido del Nuoto", prendendo come modello la Scuola dell'Infanzia. All'asilo non si insegna ai bambini a leggere, scrivere o fare di conto; però si costruiscono i presupposti che rendono poi più semplici e spediti questi apprendimenti. Nel nostro "Asilo" abbiamo strutturato i corsi in tre sezioni: il Nido (accoglie i neonati e i più piccolini, fino a circa 18 mesi), i gruppi intermedi (che in piscina raggruppano i bambini dai 18 ai 36 mesi) e infine il Pre-nuoto, equivalente alla vera e propria Scuola dell'Infanzia.

Nel primo periodo, specialmente all'inizio, il bambino viene tenuto, manipolato, immerso dalla mamma e si adatta quasi passivamente all'ambiente acquatico. Gradisce comunque l'esperienza e lo manifesta con il sorriso e l'atteggiamento del corpo. Poi partecipa più attivamente: fino a che, verso l'anno, si immerge, si tuffa, risale, si sposta grossolanamente, comincia a giocare con l'insegnante e con gli oggetti. Si prepara così per la fase successiva, nella quale completa un ambientamento di natura implicita: con immersioni complete, spostamenti e prese di oggetti sott'acqua, avanzamento in superficie, a volte anche con il galleggiamento verticale. Qui entra in gioco la bravura dell'insegnante, che dosa con sapienza i giochi (prevalenti) e gli esercizi di tecnica (proposti con parsimonia e mascherati spesso da giochi).

L'Acquaticità Neonatale: Un Ritorno alle Origini e un Ponte verso il Benessere

Dopo aver trascorso nove mesi nel liquido amniotico, nuotare è un'attività naturale per bambini e bambine. In acqua assistiamo a una sorta di magia: i neonati si muovono con naturalezza, si immergono ad occhi aperti, si sentono a loro agio. Guardarli desta stupore e ammirazione. In acqua la percezione delle emozioni è più forte, il movimento è rallentato, l'ambiente è sicuro. L'acquaticità neonatale è un'opportunità per conoscere meglio i nostri bambini e bambine e sviluppare con loro un legame di fiducia duraturo, saldo e speciale.

Il nuoto per neonati, oltre a essere un'attività che favorisce il movimento, ha una valenza psicopedagogica elevata e fonda le sue basi sui pilastri della relazione e dell'educazione. Per favorire le dinamiche relazionali, gli operatori del settore hanno bisogno di seguire una formazione specifica che vada oltre a quella connessa alla disciplina sportiva e comprenda il mondo dei contesti 0-6 nella sua globalità. Ci rivolgiamo quindi sia ai genitori che vorrebbero informazioni sui benefici di un corso di nuoto per neonati, sia agli educatori, educatrici e agli operatori del settore nuoto.

Domande Frequenti sull'Acquaticità Neonatale

Quando è possibile iniziare un corso di acquaticità neonatale?Dai 3 mesi di vita, dopo aver terminato il primo ciclo di vaccinazioni e aver ricevuto l'approvazione dal pediatra.

Con quale frequenza è opportuno portare i bambini in piscina?Nei primi mesi di vita è sufficiente un ciclo mono-settimanale di lezioni, che può diventare bisettimanale dai tre anni in poi.

Per quanto tempo un neonato può rimanere in acqua?Gli incontri di acquaticità durano in genere 40 minuti.

Qual è la temperatura ideale dell’acqua per i neonati?L'acqua deve essere calda, circa 32°.

Cosa serve per fare un corso di acquaticità neonatale?Un costume contenitivo da indossare sopra al pannolino.

I Benefici dell'Acquaticità Neonatale: Un Impatto Profondo sullo Sviluppo

Pensiamo all'effetto antalgico provocato dal calore del liquido nel quale ci muoviamo che, quando raggiunge una temperatura di circa 33-35°, allevia il dolore perché alza la soglia della sensibilità. Pensiamo alla facilità nell’esecuzione dei movimenti e alla possibilità di controllare il proprio corpo in un ambiente protetto e sicuro, dove diminuisce anche il rischio di farsi male perché la tensione sulle articolazioni è ridotta (l'acqua sostiene circa i 9/10 del peso corporeo). L'acqua è un elemento in grado di donare un'intensa sensazione di benessere fisico e mentale che perdura anche dopo l'attività e permette alle persone di stare bene, nel senso letterale dell'espressione.

Il movimento in acqua, oltre ad essere vantaggioso per gli adulti, è fonte di beneficio anche per bambini e bambine, e il nuoto neonatale è un'opportunità per favorire lo sviluppo e la crescita già dai primi mesi di vita in un ambiente dove tutto è più semplice, ovattato e soffice.

1. Rafforza il Rapporto Genitore-Bambino

La dimensione relazionale è uno degli aspetti più importanti del nuoto per bambini: durante un corso in acqua per neonati si crea un rapporto di cooperazione tra la mamma o il papà e il bambino o bambina, che collaborano insieme per raggiungere uno scopo. In acqua, il contatto pelle a pelle è più forte e permette ai neonati di percepire meglio le sensazioni del genitore: l'abbraccio della mamma, del papà è fondamentale per valorizzare la relazione affettiva e conoscersi meglio. Per questo motivo, gli operatori del settore suggeriscono di far accompagnare il neonato dal genitore che ha una maggiore dimestichezza con l’acqua e si sente sicuro/a nell’ambiente, in modo da trasmettere il senso di protezione e sicurezza anche ai bambini/e.

2. Migliora la Fiducia in Sé Stessi e l'Autostima

Quando bambini e bambine giocano in acqua, prendono dimestichezza con l’ambiente circostante e, poco alla volta, si rendono conto di riuscire a raggiungere dei piccoli traguardi: afferrare un gioco, eseguire un’immersione, scivolare sull’acqua. L’incoraggiamento da parte del genitore e dell’operatore permette ai bambini/e di capire quando ottengono il risultato voluto: la dinamica favorisce la fiducia e la sicurezza, presupposto importante per la crescita. Attraverso il gioco in acqua bambine e bambini acquisiscono una maggiore consapevolezza dello spazio in cui si trovano e della percezione del corpo in questo spazio (capacità cinestesica).

3. Sviluppa le Competenze Motorie

Il nuoto per neonati stimola, attraverso il gioco, le capacità percettive, senso-motorie e la conoscenza del corpo. L’acquaticità neonatale sviluppa, sin dai primi mesi di vita, le capacità motorie dei neonati (per questo viene anche definita acquamotricità neonatale) e favorisce il movimento fluido e dinamico. Immersi nell’acqua e solleticati con attività ludiche calibrate in base all’età, bambini e bambine migliorano il coordinamento muscolare, l’equilibrio, il controllo del proprio corpo, la velocità dei movimenti. Gli operatori suggeriscono di portare in piscina bambini e bambine per ottimizzare lo sviluppo psicomotorio e l’apprendimento. Il nuoto rinforza l’apparato muscolo-scheletrico, l’elasticità e la forza: i bambini traggono giovamento a livello posturale e imparano a tenere la schiena dritta con maggiore facilità. Il nuoto neonatale è un’attività utile per imparare a controllare la respirazione e favorire lo sviluppo sano del sistema cardiocircolatorio.

4. Dona una Sensazione di Rilassamento

Dopo la fase di gioco, durante la quale bambini e bambine sentono il bisogno di scoprire, esplorare, muoversi e giocare (fase in cui tendono a mettere in bocca qualsiasi oggetto gommoso che passa sotto mano, è normale), percepiscono la sensazione di rilassamento favorita dal calore dell’acqua. Di solito, durante gli ultimi minuti di una lezione di acquaticità neonatale, gli operatori promuovono esercizi che permettono a bambini/e e genitori di distendere corpo e mente, abbassare il battito e ritrovarsi in un caldo abbraccio. Il nuoto neonatale diventa così un toccasana per regolarizzare il sonno dei bambini (spesso i neonati si addormentano in acqua al termine del corso) e stimolare l’appetito: preparatevi per una poppata post corso.

5. Promuove la Socialità

Inserire i bambini e le bambine in un corso in acqua per neonati significa farli entrare subito in una dimensione sociale altra da quella della casa - un po’ come avviene al Nido e alla Scuola dell’Infanzia - e incontrare nuovi compagni di gioco. Dal settimo mese in poi, bambini e bambine iniziano a interagire non solo con il genitore, ma anche con l’operatore e, soprattutto, con gli altri bambini/e. Il baby nuoto è un’attività sociale che migliora la capacità di gestire i rapporti interpersonali e permette ai bambini/e di entrare in sintonia con i pari attraverso il gioco, lo scambio, il tatto. L’acquaticità neonatale, oltre a essere un’esperienza educativa e formativa, è un momento di svago e divertimento durante il quale i bambini e le bambine (così come i genitori) dovrebbero divertirsi, stare bene, ridere e recuperare le energie.

Le Tappe del Percorso di Acquaticità Neonatale

L'idrochinesiologia per neonati prende il nome di "percorso nascita" perché i bambini e le bambine intraprendono - prima insieme ai genitori e poi, gradualmente, in autonomia - un viaggio educativo alla scoperta del proprio corpo, delle relazioni e del movimento. Di solito, i corsi di acquaticità neonatale e baby comprendono sei step evolutivi:

  • Da 3 a 6 mesi: Nella prima fase, i neonati sono sempre accompagnati dall’abbraccio e dal sostegno del genitore: è il momento in cui si solidifica la relazione e il legame di fiducia. In acqua si effettuano le prime prese (supina e prona), le immersioni e le manipolazioni.
  • Da 7 a 14 mesi: Siamo nella fase della conoscenza e della socialità, durante la quale bambini e bambine iniziano ad aprirsi alla conoscenza dell’altro e dell’ambiente: usano le mani per afferrare oggetti, restano in posizione seduta, muovono gambe e braccia per sentire l’acqua e incontrano i compagni/e.
  • Da 15 a 23 mesi: È meraviglioso osservare bambini e bambine in questa fase perché è quella in cui sviluppano meglio le capacità motorie, percepiscono il corpo e sentono l’esigenza di sperimentare e muoversi nello spazio. Gli operatori iniziano a proporre i primi esercizi volti a definire i movimenti in acqua.
  • Dai 24 ai 36 mesi: Il passaggio all’autonomia è delicato e va gestito con cura: il genitore è ancora in acqua ma lascia il bambino/a da solo/a con l’operatore e gli amici per sperimentare una nuova dimensione. In questa fase i piccoli/e acquisiscono maggiore sicurezza.
  • Dai 3 ai 4 anni: Il genitore non entra più in acqua: accompagna il bambino/a dall’operatore, lo/la saluta con un abbraccio forte e una frase di incoraggiamento, assicurando di essere “lì sugli spalti a guardarti mentre nuoti”. In questa fase non si parla più di acquaticità generica ma di esercizi di nuoto, e l’operatore pone le basi per l’insegnamento della disciplina, pur mantenendo sempre l’aspetto ludico-educativo.
  • Dai 4 ai 5 anni: Bambini e bambine sono ormai indipendenti in acqua e pronti ad acquisire le nozioni sulla tecnica del nuoto: questo è il momento della concentrazione, dell’apprendimento, della formazione, fondamentale per trasmettere valori come l’importanza dell’ascolto, la cooperazione tra compagni e l’educazione.

L’obiettivo dei percorsi di acquaticità neonatale è trasmettere ai bambini e alle bambine l’amore per l’acqua, che diventa un elemento amico, un ambiente in cui stare bene, un luogo di relazione. Nonostante il nuoto sia uno degli sport più completi perché permette di allenare un numero elevato di distretti muscolari, sarà il bambino/a a scegliere se farlo diventare la disciplina della vita oppure no. A prescindere dalla decisione, se i nostri bambini e bambine sanno nuotare, ci sentiamo più sicuri e sicure quando siamo al mare, al lago o durante le feste di compleanno in piscina. L’acquaticità neonatale è un’attività che valorizza e fortifica la relazione tra genitore e bambino/a, migliora la percezione delle emozioni, favorisce lo sviluppo sensomotorio: la presenza di un operatore preparato e formato è indispensabile per facilitare le dinamiche relazionali e di movimento. Per questo si suggerisce a chi si occupa di idrochinesiologia per neonati di seguire percorsi formativi specifici per i contesti 0-6 e affinare le competenze necessarie a far crescere bambini e bambine e a favorire il loro benessere.

Il Nuoto dalla Prima Infanzia all'Autonomia in Acqua

Quando iniziano, i bambini sanno già come muoversi. Già nel ventre materno imparano a "nuotare" nel liquido amniotico. Eppure, quando arriva il momento di mettere i bambini in acqua, ogni genitore sembra dimenticare che il nuoto è fatto di gesti a cui il bimbo è già abituato e si preoccupa, pensando che sia sempre troppo presto. I benefici del nuoto non riescono così a far passare in secondo piano i rischi che papà o mamma intravedono in questa attività.

Non esiste un'età specifica per cominciare a nuotare. Sia pure sotto forma di gioco, il bambino può entrare già nei primi mesi di vita in confidenza con l’acqua, perché è un elemento a cui è abituato. Comunque è sempre bene procedere per livelli e ricordare che, nella fascia pediatrica della prima infanzia, ad ogni età corrisponde una fase. Un bambino impara a tuffarsi, attraversare un tratto di vasca di 5-6 metri e uscire dall’acqua con i propri mezzi tra i due anni e mezzo e i cinque anni, tutto dipende dalla predisposizione del piccolo.

Il Nuoto Ad Ogni Età

  • Durante il primo anno di vita: È importante che il bimbo prenda confidenza con l’acqua. In questo senso è fondamentale che non abbia paura e la presenza di almeno un genitore lo aiuterà ad avere un approccio tranquillo.
  • Nella fase 1-2 anni: Acquisisce la consapevolezza e percepisce il suo corpo che si muove nell’acqua, e il bagno in piscina o nella vasca diventa divertimento. Inoltre, se il bambino lo accetta, l’istruttore può sostituire il genitore oppure, in alternativa, mamma o papà possono improvvisarsi insegnanti. Sono sempre utili strumenti di supporto, come tavolette da piscina e braccioli.
  • A 2-3 anni: Iniziano i movimenti controllati: possono mettere la testa sott’acqua, battono le gambe, mentre la tavoletta resta un accessorio fondamentale.
  • La fase 3-4 anni: È quella ideale per un corso in piscina; il genitore può lasciare il piccolo all’istruttore che gli insegnerà a muovere bene braccia e gambe, anche senza supporti che lo aiutino a galleggiare.

Questo approccio graduale e ludico, integrato nel percorso educativo scolastico, mira a costruire una base solida di competenze acquatiche e di sicurezza, trasformando l'acqua in un elemento amico e fonte di benessere per tutta la vita.

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