L'Esordio Impressionista e la Nascita di un Capolavoro

Il 15 aprile 1874 segna una data cruciale nella storia dell'arte: nelle sale dello studio del fotografo Nadar, al numero 35 di boulevard des Capucines, si apre la prima mostra degli Impressionisti, un evento che avrebbe rivoluzionato la pittura moderna. Centosessanta quadri esposti di trenta artisti, un collettivo audace e innovativo che sfidava le convenzioni accademiche del tempo. In questo contesto di fermento artistico, Berthe Morisot emerge come una figura centrale, una delle poche donne a partecipare attivamente a questo nuovo movimento. Fu Edgar Degas a volere la Morisot nel gruppo, consapevole del suo talento e indifferente ai pregiudizi e alla evidente misoginia che permeavano l'ambiente artistico e intellettuale. Degas scrisse alla madre di Berthe per assicurare la sua partecipazione a questo progetto ambizioso e rischioso.

Berthe Morisot nasce a Bourges il 14 gennaio 1841, proveniente da una famiglia della medio-alta borghesia. Suo padre, Edme Tiburce Morisot, era un amministratore statale, mentre sua madre, Marie-Joséphine-Cornélie, nata Thomas, discendeva da una famiglia alto-borghese di funzionari. Sebbene le scuole di belle arti fossero precluse alle donne fino al 1897, la signora Morisot incoraggiò le figlie nello studio artistico. Inizialmente affidate al pittore accademico Geffroy-Alphonse Chocarne, le sorelle Morisot ottennero un cambio di insegnante, trovando in Joseph-Benoit Guichard una guida più stimolante. Sotto la sua direzione, si dedicarono al lavoro di copia, incisione e alla pittura en plein air. Un ulteriore passo fondamentale nella loro formazione avvenne a partire dal 1861, quando Berthe e sua sorella Edna furono affidate all'insegnamento di Camille Corot, un grande paesaggista che rappresentò un elemento di svolta decisivo sia dal punto di vista tecnico che per la formazione giovanile dello stile di Berthe. La creazione di uno studio di pittura nella nuova casa di Passy segnò un altro importante momento di emancipazione professionale artistica per le due sorelle.

Berthe Morisot in studio

La vita sociale di Berthe le permise di stringere conoscenze significative, tra cui quella con la Duchessa di Castiglione Colonna, Adèle d’Affry, scultrice che operava con lo pseudonimo di "Marcello". Fu attraverso questo circolo che conobbe Henri Fantin-Latour e, soprattutto, Edouard Manet, pittore allora sulla cresta dell'onda. La posa di Berthe per Manet segnò l'inizio di una lunga serie di collaborazioni; Manet avrebbe ritratto Berthe in undici occasioni, più di quanti ne avesse dedicati a qualsiasi altro soggetto. Nonostante non fosse mai stata formalmente sua allieva, l'amicizia con Manet si rivelò estremamente stimolante per Morisot, tanto che nel 1874 divenne sua cognata, sposando il fratello Eugène Manet.

"La Culla": Un'Opera Iconica

È in questo fertile terreno di esperienze e influenze che nasce "La Culla" (Le Berceau), forse il dipinto più conosciuto di Berthe Morisot, esposto per la prima volta alla mostra impressionista del 1874. L'opera, realizzata nel 1872, è un olio su tela conservato oggi al Musée d’Orsay di Parigi.

Il dipinto raffigura un momento di intima quotidianità: la sorella di Berthe, Edma, veglia dolcemente sul sonno della sua figlioletta, Blanche. La scena è pervasa da una tenerezza quasi palpabile, percepibile nell'attenta disposizione delle due figure e nella sottile armonia dei colori e delle pennellate. Morisot dimostra una sensibilità straordinaria nel trattare le diverse superfici: il velo trasparente che drappeggia sulla culla e la tenda di raso dietro la donna, che in realtà è la sorella dell'artista. Ogni elemento contribuisce a creare un senso di intimità, evocando un immaginario di vita domestica profondamente reale.

Dettaglio del velo nella Culla di Berthe Morisot

Lo sguardo attento di Edma, che si perde in pensieri profondi, racchiude una sottile malinconia e un'apprensione per ciò che il futuro riserva alla figlia, pur rimanendo nel contesto della pace e della serenità della culla. La giovane donna ammira la neonata come incantata, tanto da assumere inconsciamente la stessa posa: mano sinistra sotto il mento, braccio destro appoggiato sopra la culla. Questo gesto, unito all'inclinazione del corpo di Edma, crea una diagonale ideale che unisce l'angolo in alto a sinistra della tela a quello opposto, allineando lo sguardo pensoso della madre con gli occhi chiusi della piccola Blanche, accentuando così il legame tra madre e figlia. La culla, che occupa la metà destra della tela, accoglie la bambina dormiente, la cui sagoma, pur nella sua impalpabilità, descrive una solida struttura piramidale.

Il velo che ricopre la culla della piccola Blanche è reso da Morisot con leggeri strati di grigio e bianco, con punteggiature di rosa per gli orli. La figura della neonata appare, di conseguenza, meno definita rispetto a quella della madre, ritratta nei minimi particolari. "La Culla" rappresenta uno dei temi più amati dalla pittrice: quello dello sguardo e della maternità, protagonisti delle sue tele per tutta la sua produzione artistica.

La Tecnica Impressionista e la Visione Femminile

Lo stile di Berthe Morisot è inconfondibilmente impressionista. I suoi dipinti sono carichi di cromie e luminosità, e lei padroneggiava perfettamente la tecnica di sfumare ombre e tonalità. Il suo tratto è sciolto, immediato e spontaneo. Morisot applicava accuratamente la luce naturale, utilizzando una vasta gamma di colori sulla tela con piccole pennellate gestuali. Sebbene da vicino i suoi dipinti possano apparire indistinti, da lontano le opere si fondono in un insieme armonioso di colori che si amalgamano tra loro. Le linee decise sono ammorbidite dalla mancanza di toni contrastanti.

Dettaglio delle pennellate in un'opera di Berthe Morisot

Ciò che distingue Morisot è la sua prospettiva intrinsecamente femminile sull'arte e sulla vita. Mentre artisti come Manet e Renoir tendevano a sensualizzare le figure femminili, Morisot catturava l'autoreferenzialità delle donne che si preparavano con naturalezza per uscire, o che vivevano momenti intimi e privati. Le sue immagini sono semplici e rivelano donne consapevoli di sé stesse, lontane da stereotipi imposti. La sua arte non trattava grandi soggetti storici, ma il "qui e ora", spesso focalizzandosi sulla vita delle donne, dei bambini e dei giardini.

"La Culla" è un esempio lampante di questa visione. Morisot ribalta la narrazione convenzionale della maternità, idealizzata all'epoca, offrendo uno sguardo più personale e onesto. Utilizza la luce e la texture in modo rivoluzionario per il suo tempo, creando un'atmosfera di calore e sicurezza attraverso bianchi morbidi, grigi attenuati e pastelli delicati.

La Vita Artistica e le Sfide di una Donna Pittrice

Il matrimonio di Berthe con Eugène Manet, fratello di Édouard, fu eccezionalmente fortunato. Eugène si rivelò un marito solidale e tollerante, orgoglioso sostenitore delle esigenze artistiche della moglie. È significativo che Berthe non abbia acquisito il cognome del marito, ma abbia continuato a firmarsi Berthe Morisot, un fatto raro per l'epoca, testimonianza del grande rispetto di Eugène per la sua professionalità. Spalleggiata dal marito, Berthe investì tempo e denaro nella partecipazione alle attività del movimento impressionista.

Tuttavia, la carriera di una donna artista nel XIX secolo non fu priva di ostacoli. Il critico del "Figaro", Albert Wolff, scrisse in occasione della seconda mostra degli Impressionisti, il 30 aprile 1876: "C’è anche una donna nel gruppo, come nel caso di tutte le gang famose. Il suo nome è Berthe Morisot ed è interessante da osservare." Questa osservazione, seppur riconoscente, sottolinea la marginalità ancora percepita delle donne nel mondo dell'arte.

Berthe Morisot | La culla

Nonostante il riconoscimento ottenuto tra i colleghi, "La Culla", esposta nel 1874, ricevette inizialmente critiche miste. Molti critici la notarono a malapena, sebbene alcuni ne apprezzassero la grazia e l'eleganza. Altri, tuttavia, reagirono con indignazione. La madre di Berthe, preoccupata per l'impatto emotivo sulla figlia, chiese un parere al vecchio maestro Guichard, che espresse sdegno: "Quando entrai fui angosciato a vedere le opere di sua figlia in quell'ambiente deleterio." Berthe, tuttavia, affrontò le critiche con dignità e spirito combattivo, continuando a dipingere nel solco dell'Impressionismo, condividendone entusiasmi e insuccessi. "La Culla" non riuscì a essere venduta all'epoca e rimase nella famiglia dell'artista fino all'acquisizione da parte del Musée du Louvre nel 1930.

Berthe Morisot visse anche momenti di profonda tristezza, come una lunga depressione post-partum aggravata dalla morte dell'amica Marcello, la Duchessa di Castiglione Colonna, un riferimento importante nella sua vocazione artistica e nella sua tenacia a perseguire la carriera contro pregiudizi e convenzioni. Negli ultimi anni, i soggetti prediletti di Morisot furono giovani donne colte in atteggiamenti intimi, ritraendo la vita quotidiana e familiare con una sensibilità unica. Come scrisse lei stessa: "La mia vita si limita a voler fissare qualcosa di ciò che accade, oh, qualcosa! La più infima delle cose, sì bene, questa ambizione è ancora smisurata."

Durand-Ruel organizzò per lei la sua prima e unica mostra personale, aperta il 25 maggio 1892, una vera e propria antologica che riunì circa quaranta opere di tecniche e periodi diversi. Nel gennaio 1895, la figlia Julie si ammalò gravemente, e Berthe contrasse la stessa infezione. A fine febbraio, mentre Julie migliorava, la polmonite di Berthe peggiorò. Berthe Morisot morì il 2 marzo 1895, lasciando un catalogo di 860 opere, di cui 417 oli.

La sua eredità è immensa: una delle pochissime donne ad aver contribuito all'invenzione di un nuovo linguaggio pittorico e alla sua valorizzazione. La sua opera, e in particolare "La Culla", continua a incantare gli amanti dell'arte, invitandoci a riflettere sui momenti personali e fugaci che spesso sfuggono nella frenesia della vita moderna, celebrando la bellezza della maternità e la profonda connessione umana con una delicatezza e una maestria senza tempo. L'anno dopo la sua morte, Degas contribuì all'organizzazione di una grande retrospettiva in suo onore, con 174 dipinti, 54 pastelli, 61 disegni, 68 acquarelli e 3 sculture, a testimonianza della stima e del rispetto che Morisot godeva tra i suoi colleghi uomini, un riconoscimento raro per l'epoca.

Sebbene da vicino i suoi dipinti diventino indistinti, da lontano le opere si uniscono in colori che si fondono tra loro. Le linee decise sono ammorbidite dalla mancanza di toni contrastanti. Lo stile originale è apparentemente non pianificato: i suoi modelli sono en plein air e sembrano essere “catturati” mentre svolgono le loro vite quotidiane. L’artista sembra inoltre fotografare quasi ogni momento della crescita di sua figlia nei suoi dipinti. La pittura resta anche l’unico interludio alla tristezza e alla malinconia che hanno sempre costituito un tratto molto evidente del suo carattere. La sua arte, pur concentrandosi su scene intime e domestiche, è parte di una conversazione artistica più ampia, e il suo contributo all'Impressionismo rimane fondamentale.

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