Fin dalla prima infanzia, che io possa ricordare attorno ai 3 anni, mia madre sostiene invece prima, ogni qualvolta ne ho la possibilità, sento l'irrefrenabile bisogno di tamburellare con le dita su una superficie leggermente rigida ma che si sposti al mio tocco, meglio se ruvido o con qualche protuberanza (ad esempio l'angolo della federa del cuscino, angoli di tovaglie o tovaglioli quando c'è un orlo spesso, nodi al fondo del cordino delle felpe e, quando proprio non posso farne a meno, mi 'creo' con lo scotch una superficie su cui farlo, ripiegando il nastro su se stesso finché non raggiunge lo spessore adatto per poi chiuderlo con una pieghetta più sottile che mi permetta di tenerlo e gli permetta di oscillare al mio tocco). Questo comportamento, descritto da una persona di 23 anni, solleva interrogativi sulla natura dei bisogni sviluppati durante l'infanzia e sulla loro persistenza nell'età adulta. L'impulso a "tamburellare" o a cercare superfici vibranti può essere interpretato come una forma di auto-consolazione o come un'eco di bisogni infantili non completamente soddisfatti.

Le Radici del Bisogno di Suzione e il Ruolo del Ciuccio
Il ciuccio, o succhietto, è uno degli oggetti più iconici e discussi dell’infanzia. Spesso visto con sospetto, in realtà è uno strumento prezioso che, se scelto e utilizzato correttamente, può migliorare significativamente il benessere del bambino e, di riflesso, quello dei genitori. Il ciuccio è progettato per soddisfare il riflesso di suzione non nutritiva, un istinto innato presente nel feto già a partire dal terzo trimestre di gravidanza. Questo gesto non è legato alla fame, ma ha funzioni fondamentali per lo sviluppo neuro-vegetativo del neonato, dandogli sicurezza e consolazione. La suzione non nutritiva è un comportamento istintivo che i neonati iniziano a mostrare anche prima della nascita. Si tratta dell'azione di succhiare senza l'obiettivo di alimentarsi, ma piuttosto per ottenere calma e conforto. Serve a trovare tranquillità e a calmarsi. La suzione non nutritiva può iniziare già durante la gravidanza, attorno alla 16ª-18ª settimana di gestazione. Molti bambini infatti succhiano il pollice già nell'utero.
I benefici di questo comportamento sono numerosi e ben documentati, sia a livello emotivo che fisico. Quando il bambino succhia, il cervello rilascia endorfine che producono una sensazione di piacere e tranquillità. Molti bambini riescono ad addormentarsi più facilmente mentre succhiano. La suzione non nutritiva abbassa il livello di attivazione del sistema nervoso e accompagna delicatamente il piccolo verso il sonno. Studi scientifici hanno osservato che la suzione non nutritiva contribuisce a stabilizzare il battito cardiaco e a rendere più regolare la respirazione. Il movimento della bocca durante la suzione stimola muscoli e articolazioni coinvolti nella futura articolazione del linguaggio e nella deglutizione.
Il bambino può manifestare questo tipo di suzione in diversi modi. Succhiare il pollice o un dito è molto comune. Il ciuccio è pensato proprio per questo scopo: soddisfare il bisogno di suzione senza rischi legati ai denti. Alcuni bambini trovano conforto succhiando lembi di coperta, pupazzetti, vestiti o persino il bordo del passeggino.
Suzione nutritiva e non nutritiva dei piccoli
Dalla Dipendenza Infantile ai Comportamenti Adulti: L'Evoluzione del Bisogno
Mia madre sostiene che il mio comportamento sia dovuto al fatto che mi ha tolto il ciuccio troppo presto ed effettivamente, osservando i bimbi con cui ho a che fare e si ciucciano il dito, i quali con la mano che non è un bocca 'giocherellano' con le dita, grattandosi la faccia, il lobo dell'orecchio o le unghie, ho trovato somiglianze con il mio movimento. A mia madre avevano detto che avrei smesso una volta cresciuta, ma ho 23 anni e continuo a farlo e se mi trovo a dormire con qualcuno, per cui non posso fare rumore o non ho una federa adatta, ho difficoltà ad addormentarmi. Questo scenario evidenzia come un bisogno infantile, se non gestito o affrontato con strategie adeguate, possa persistere e manifestarsi in forme diverse nell'età adulta, influenzando persino la qualità del sonno.
I genitori, nel tentativo di interrompere questo comportamento, hanno spesso adottato metodi che si sono rivelati controproducenti. I miei genitori per tutta la mia infanzia e adolescenza hanno cercato di farmi smettere sgridandomi e arrabbiandosi, talvolta prendendomi anche in giro, ogni volta che mi vedevano, coinvolgendo anche i miei fratelli maggiori i quali, anch'essi bambini e di poco più grandi di me, mi deridevano. L'unico effetto che ha sortito questo metodo è stato il fatto che mi sono specializzata nel farlo di nascosto, nascondendo le mani, smettendo appena qualcuno mi guarda per poi ricominciare appena si gira. Questo approccio punitivo e umiliante ha probabilmente interiorizzato nel soggetto un senso di vergogna associato al comportamento, portando a una sua repressione piuttosto che a una sua risoluzione.
La Scelta del Ciuccio: Materiali, Forme e Considerazioni per i Neogenitori
Il ciuccio costituisce una delle preoccupazioni maggiori per i neogenitori, in particolare riguardo la possibile “confusione seno-ciuccio” e la possibilità di dipendenza verso l’oggetto. Per questo, la scelta di un ciuccio per neonati allattati al seno deve essere ponderata e spesso orientata verso modelli specifici. Il mercato dei ciucci offre una grande varietà di forme e materiali, e spesso crea molta confusione. Le differenze principali, però, si riducono a due aspetti: il materiale e la forma della tettarella.
Per quanto riguarda il materiale, il più diffuso è sicuramente il silicone, un materiale sintetico, trasparente, inodore e insapore. È molto igienico perché facile da sterilizzare, e molto resistente. È spesso consigliato nei primi mesi, prima della dentizione, poiché è meno soggetto a deformarsi. Si trova poi il lattice, un derivato dalla gomma naturale, più morbido ed elastico del silicone. Questa morbidezza lo rende preferibile quando spuntano i primi dentini (dopo i 6 mesi), ma ha il difetto di assorbire odori e sapori e di usurarsi più rapidamente, richiedendo sostituzioni più frequenti.
La forma a ciliegia/rotonda, è la più classica. È simmetrica e tondeggiante, e ricorda maggiormente il capezzolo materno. Il suo uso è sconsigliato in età avanzata, perché favorisce il “morso aperto”. La forma anatomica/ortodontica è invece la più moderna, ha una base più sottile e una tettarella più schiacciata che meglio si adatta al palato, riducendo il rischio di malocclusioni e problemi dentali.
La Nuova Tendenza Social: Il "Ciuccio per Adulti" e le Sue Implicazioni
Dalla Cina agli Stati Uniti, fino alla Russia, una nuova tendenza social sta spopolando ma sta anche facendo discutere: il ritorno del ciuccio, ma in versione per adulti. La cosiddetta moda dell’“adult pacifier” è diventata virale soprattutto tra i giovani della Generazione Z, che lo utilizzano per i suoi effetti sul sistema nervoso. Il trend del ciuccio per adulti tutto sarebbe iniziato in Cina, dove i video di adulti che utilizzano ciucci decorati e colorati hanno iniziato a circolare sulle piattaforme social. Si tratta di versioni più grandi dei classici ciucci per bambini, venduti a prezzi compresi tra 14 e 70 dollari.
Alcuni utenti affermano che li aiuti a concentrarsi e a lavorare meglio quando soffrono di ADHD (disturbo dell'attenzione): “Mi fa sentire al sicuro, come quando ero bambina”, racconta una ragazza americana in un video, mentre un altro utente spiega che il ciuccio “riduce la pressione sul lavoro e aiuta a respirare più lentamente”. Dalla Cina alla Russia: la tendenza si espande. Dopo aver conquistato i social occidentali, l’adult pacifier è approdato anche in Russia, dove numerosi video mostrano ventenni con il ciuccio in bocca, a casa, in macchina o perfino in ufficio. Per molti giovani russi della Gen Z, si tratta di un modo per ritrovare un senso di sicurezza in un periodo segnato da stress, incertezza e ansia diffusa.
For self soothing or oral fixations :) 🎀✨ not meant for kids or babies obviously due to the larger size and choking hazards.

I Dubbi degli Esperti: Tra Benefici Psicologici e Rischi Dentali
Ma, se molti utenti sostengono i benefici psicologici del ciuccio, i medici non condividono lo stesso entusiasmo. Alcuni odontoiatri avvertono che l’uso prolungato del ciuccio in età adulta può provocare problemi ai denti e alterarne la posizione. Altri professionisti sottolineano che affidarsi a un oggetto del genere per alleviare lo stress rischia di diventare una strategia di compensazione superficiale, invece di spingere ad affrontare le cause del disagio con un percorso terapeutico mirato. Come ha osservato un esperto intervistato da 'TheCover', “il ciuccio può dare un sollievo momentaneo, ma non risolve le radici dell’ansia”. Un gesto semplice, quasi infantile, perfettamente coerente con altre tendenze da "Kidults", come i Labubu o i peluche JellyCat.
Affrontare il Problema: Strategie per una Risoluzione Efficace
Come potrei risolvere questo problema? La chiave per affrontare un comportamento persistente come il tamburellare delle dita, che sembra avere le sue radici in un bisogno infantile di auto-consolazione, risiede nell'identificare le cause sottostanti e nello sviluppare strategie di coping più mature e funzionali.
Innanzitutto, è fondamentale comprendere che questo comportamento non è un difetto di carattere, ma piuttosto una manifestazione di un bisogno emotivo. La madre, pur avendo buone intenzioni, ha agito con metodi che non hanno risolto la causa principale. Sgridare e deridere un bambino per un comportamento che gli procura conforto, anche se considerato inappropriato in età adulta, tende a creare vergogna e a rafforzare la tendenza a nasconderlo, come è accaduto nel caso descritto.
La difficoltà ad addormentarsi in assenza di superfici adatte o quando si dorme con qualcun altro suggerisce che il comportamento è strettamente legato a un meccanismo di rilassamento e di preparazione al sonno. In questo senso, il gesto del tamburellare o la ricerca di una vibrazione superficiale agisce come un rituale che aiuta a placare il sistema nervoso e a indurre uno stato di quiete necessario per addormentarsi.
Per superare questa abitudine, si possono esplorare diverse vie:
Consapevolezza e Accettazione: Il primo passo è riconoscere il comportamento senza giudizio. Comprendere che è un modo per auto-calmarsi è essenziale. Invece di combatterlo, si può cercare di reindirizzarlo.
Identificazione dei Trigger: Prestare attenzione a quando e in quali situazioni si manifesta maggiormente questo bisogno. È legato a momenti di stress, ansia, noia o stanchezza? Conoscere i trigger permette di anticipare e gestire meglio la reazione.
Sostituzione Graduale: Invece di eliminare bruscamente il comportamento, si può provare a sostituirlo con alternative più socialmente accettabili o meno intrusive. Ad esempio:
- Oggetti Tattili Alternativi: Tenere in tasca o sulla scrivania piccoli oggetti con texture interessanti (una pallina antistress, un pezzo di stoffa particolare, un anello da fidget) da manipolare discretamente.
- Esercizi di Rilassamento: Praticare tecniche di respirazione profonda, meditazione guidata, o esercizi di rilassamento muscolare progressivo prima di dormire. Questi metodi attivano il sistema nervoso parasimpatico, promuovendo uno stato di calma simile a quello indotto dalla suzione o dal tamburellare.
- Attività Manuali Rilassanti: Impegnarsi in attività che richiedono un movimento ripetitivo delle mani ma che sono meno "nervose", come lavorare a maglia, fare origami, o persino disegnare in modo astratto.
Gestione del Sonno: Se la difficoltà ad addormentarsi è significativa, è utile rivedere le proprie routine serali. Assicurarsi un ambiente di sonno confortevole, privo di stimoli eccessivi, e stabilire orari regolari per andare a letto e svegliarsi può migliorare la qualità del riposo. Se il problema persiste, una consulenza con uno specialista del sonno potrebbe essere utile.
Affrontare l'Ansia di Base: Se il comportamento è una risposta a livelli elevati di stress o ansia, esplorare strategie per gestire queste emozioni è fondamentale. Questo potrebbe includere la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), che aiuta a identificare e modificare pensieri e comportamenti disfunzionali, o altre forme di supporto psicologico. La tendenza all'"adult pacifier" evidenzia come molte persone cerchino meccanismi di auto-consolazione in età adulta, ma affidarsi a un oggetto esterno per gestire lo stress può essere una soluzione temporanea.
Nel caso specifico, poiché il comportamento è radicato in un bisogno infantile di consolazione e sicurezza, un approccio empatico e graduale è più probabile che porti a un cambiamento duraturo rispetto ai metodi punitivi. L'obiettivo non è reprimere il bisogno, ma imparare a soddisfarlo in modi più maturi e funzionali per il benessere generale.

