Fertili Terreni Teatro rappresenta un'iniziativa pionieristica nel panorama teatrale torinese, unendo artisti, operatori e spettatori in un fertile terreno di sperimentazione e confronto. Nato nel 2018 su iniziativa di quattro compagnie teatrali indipendenti - Acti-Teatri Indipendenti, Cubo Teatro, Tedacà e Il Mulino di Amleto - questo partenariato mira a promuovere il teatro contemporaneo nelle sue molteplici espressioni, fungendo da motore per la crescita culturale e sociale della città. L'essenza di Fertili Terreni Teatro risiede nella sua capacità di generare un ambiente creativo, un modello organizzativo e produttivo che va oltre la semplice programmazione di spettacoli, creando un legame profondo e duraturo con il proprio pubblico.

La Nascita di un Partenariato Innovativo
L'idea di unire le forze nacque dalla consapevolezza che, unendo le risorse e le visioni di diverse realtà teatrali, si potesse creare un impatto maggiore sulla scena culturale. "Fertili terreni nasce circa quattro anni fa: siamo tre teatri che corrispondono ad altrettante compagnie di produzione a cui si aggiunge Mulino di Amleto, che non ha un teatro ma si è unito a noi nella progettazione," spiega Beppe Rosso. L'obiettivo primario era quello di creare una stagione teatrale diffusa sul territorio cittadino, sfruttando i tre spazi teatrali esistenti e concentrandosi sulla drammaturgia contemporanea e sui nuovi linguaggi espressivi. Questa unione strategica ha permesso di ottimizzare le risorse, ampliare il raggio d'azione e offrire al pubblico una proposta artistica più ricca e diversificata, capace di intercettare un pubblico più ampio e variegato.
L'Audience Engagement: Strategie per un Pubblico Partecipe
Fertili Terreni Teatro ha posto una forte enfasi sullo sviluppo di strategie innovative per coinvolgere attivamente il pubblico. Queste iniziative spaziano da progetti come "L'Italia dei visionari", che conferisce agli spettatori il potere di selezionare gli spettacoli, al "biglietto sospeso", un gesto di generosità che permette a chiunque di accedere all'arte teatrale, fino a esperienze più intime come la "cena con gli artisti". L'intento è quello di creare un legame empatico e duraturo, trasformando gli spettatori da semplici fruitori a parte integrante del processo creativo e della vita del teatro. La volontà di fidelizzare il pubblico si è manifestata anche attraverso la sperimentazione di format seriali, come la serie teatrale web "Radio International", pensata per mantenere vivo l'interesse e creare attesa tra un appuntamento e l'altro.

Ridefinire la Città Attraverso la Cultura
Una delle visioni più audaci di Fertili Terreni Teatro è quella di ridefinire il concetto stesso di città, immaginandola come un "arcipelago di borghi" in cui la cultura riveste un ruolo centrale. Questa prospettiva implica la decentralizzazione dell'offerta culturale e la creazione di poli artistici in diverse aree della metropoli, con particolare attenzione alle periferie. "Io ritengo che per fare funzionare appieno degli spazi come i nostri in una grande metropoli si debba ridefinire il concetto di città, in cui pensare a un arcipelago di borghi in cui la cultura può avere una funzione centrale," afferma Beppe Rosso. A tal fine, è stato organizzato un convegno intitolato "Il teatro nell'ecosistema urbano", a testimonianza dell'impegno nel promuovere un dialogo costruttivo tra teatro, città e comunità.
"L'Italia dei Visionari": Il Pubblico al Centro della Scelta
Il progetto "L'Italia dei visionari", promosso originariamente dal Kilowatt Festival di San Sepolcro, incarna perfettamente l'approccio partecipativo di Fertili Terreni Teatro. Questo progetto mette in relazione diretta le compagnie teatrali con gli spettatori, delegando a questi ultimi la selezione degli spettacoli da proporre. I "visionari" sono cittadini appassionati di teatro, non operatori del settore, il cui ruolo è quello di portare una prospettiva autentica e genuina nella scelta artistica. Questo modello non solo valorizza il gusto del pubblico, ma stimola anche le compagnie a creare opere che risuonino profondamente con l'esperienza umana, andando oltre le logiche puramente commerciali.
La Stagione Diffusa: Cultura nelle Periferie Torinesi
La collocazione strategica dei teatri di Fertili Terreni è un elemento chiave della loro missione. "I tre spazi teatrali sono collocati in tre periferie, diverse e distanti," precisa Simone Schinocca. Questo posizionamento risponde a un'idea di "stagione diffusa" in una città policentrica, portando l'offerta culturale in aree che tradizionalmente ne sono state meno servite. Bellarte, lo spazio di Tedacà, è un esempio emblematico: situato in un ex quartiere dormitorio, è stato trasformato in uno spazio polivalente che funge da vero e proprio punto di riferimento culturale per il territorio. "La grande scommessa, e forse la grande vittoria, dei nostri tre teatri sta nel fatto di aver creato una domanda dove quel bisogno non era nemmeno percepito," sottolinea Schinocca, evidenziando la capacità del teatro di generare un impatto sociale e culturale significativo anche in contesti inaspettati.
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Oltre lo Spettacolo: Laboratori, Progetti e Solidarietà
L'attività di Fertili Terreni Teatro va ben oltre la semplice messa in scena di spettacoli. Un'ampia gamma di attività laboratoriali, progetti educativi con le scuole e collaborazioni con associazioni che operano nel campo del benessere arricchiscono l'offerta, rendendo il teatro uno spazio vivo e dinamico. Il "biglietto sospeso" è un'altra iniziativa di grande valore sociale: "pensato per donare un biglietto a persone che non avrebbero mai messo piede in un teatro perché magari impegnate ad affrontare altre urgenze," spiega Schinocca. Questo gesto, ispirato a pratiche virtuose diffuse in altre città, permette di condividere la gioia e l'emozione del teatro con chi ne sarebbe altrimenti escluso, rafforzando il concetto di teatro come luogo di inclusione e condivisione. "Il teatro è un luogo dove sorridere ed emozionarsi, dove guardare storie vicine e lontane che possono offrire stimoli e riflessioni su se stessi e sul mondo che ci circonda. Quell'atmosfera è unica e poterla condividere per noi è fondamentale," aggiunge.
Un Legame Intimo con il Pubblico
La relazione tra Fertili Terreni Teatro e il suo pubblico è caratterizzata da un profondo senso di intimità e familiarità. "Spesso conosciamo i nostri spettatori per nome, quando guardiamo la mappa dei posti preassegnati, possiamo associare il cognome a un volto," rivela Schinocca. Questo legame personale è il risultato di un impegno costante nel creare un ambiente accogliente e inclusivo, dove ogni spettatore si sente parte di una comunità.
Resilienza e Adattamento: Il Teatro ai Tempi della Pandemia
Anche durante il periodo pandemico, Fertili Terreni Teatro ha dimostrato una notevole capacità di resilienza e adattamento. "Abbiamo provato ad approfondire il processo creativo per tenere vivo il legame con gli spettatori, un rapporto costruito negli anni, e per raccontare le azioni di resistenza che abbiamo portato avanti come compagnie," afferma Schinocca. È stato avviato il format virtuale "Apriamo le stanze", un ciclo di appuntamenti online gratuiti che ha permesso al pubblico di interagire con gli artisti e di mantenere vivo il legame anche a distanza.
Girolamo Lucanìa riflette sulla ripartenza e sul futuro, riconoscendo la fragilità preesistente del sistema teatrale, accelerata dalla pandemia: "Non è facile parlare di futuro. Durante questo anno pandemico, anche grazie alla relazione con la nostra comunità di riferimento, abbiamo avuto conferma di una realtà già nota, ovvero che la fragilità del sistema precede la pandemia, quest'ultima ha solo accelerato il processo e ora bisogna avere una prospettiva nuova."
Un Modello Organizzativo Poliedrico
Fertili Terreni Teatro si configura come un modello organizzativo e produttivo estremamente poliedrico. "Proseguiremo con il nostro lavoro di rete. Uno dei motivi che ci ha spinto a unirci è proprio quello di avere più forza e creare il terreno fertile, che dà il nome al progetto, per poter contagiare anche gli altri," dichiara Lucanìa. L'obiettivo è quello di rafforzare la collaborazione con le comunità locali e le compagnie del territorio, promuovendone la produzione e offrendo loro un palcoscenico. La forza di Fertili Terreni risiede nella sua capacità di integrare diverse funzioni: "Noi facciamo tutto, abbiamo un rapporto con la comunità, lavoriamo con le compagnie, facciamo scouting, cerchiamo di dare valore agli artisti del territorio, cerchiamo di intercettare le migliori esperienze nazionali del teatro indipendente e, al tempo stesso, produciamo, sulla base di una poetica che ognuno di noi ha individualmente." Questo approccio olistico mira a creare un sistema organico e interconnesso, che vada oltre il solo ambito teatrale per integrarsi con le altre realtà cittadine.
La Civetta di Torino e la Valorizzazione di Luoghi Storici
Un esempio concreto dell'integrazione tra teatro, territorio e valorizzazione di siti storici è rappresentato dal progetto Fertili Terreni Art, creato da ACTI Teatri Indipendenti nel 2016. La Civetta di Torino, attraverso la cura di visite guidate all'ex cimitero di San Pietro in Vincoli, contribuisce a rendere questo luogo ricco di storia e fascino un'esperienza culturale completa, che precede gli spettacoli della stagione teatrale di ACTI. Questo connubio tra narrazione storica e performance teatrale crea un'atmosfera unica, arricchendo la fruizione dello spazio e la comprensione del suo passato.

La Piccola Compagnia della Magnolia: Ricerca sull'Attore
Le pratiche di lavoro sull'attore sviluppate in vent'anni di attività da Giorgia Cerruti e Davide Giglio, anime fondatrici della Piccola Compagnia della Magnolia, rappresentano un pilastro fondamentale dell'offerta formativa e artistica legata a Fertili Terreni. Il loro workshop si concentra sulla definizione di un'autorialità consapevole della propria presenza scenica e dei segni che essa lascia. L'obiettivo è quello di esplorare l'interiorità dell'attore, superando l'involucro corporeo e vocale per trovare una via di rinnovamento e autenticità.
Citando Artaud, si ricerca la capacità di "annullare la resistenza, l'opacità, allo spettacolo dell’anima", ricreando la realtà con trasparenza attraverso l'affinamento dell'agire scenico. Le domande poste - "cosa togliere per arrivare a questo? E cosa tenere? Come affinare la lama bianca della propria presenza?" - sottolineano la natura profondamente personale e unica del percorso attoriale. Ogni attore possiede un bagaglio di esperienze, emozioni e aspirazioni che si innestano nel percorso tecnico, creando una partitura originale.
L'attore viene paragonato a un "subacqueo" che scende nei livelli della propria interiorità per restituire uno "sguardo condivisibile", una "creatura matematica" capace di innescare processi profondi. L'allenamento continuo mira a ridurre la distanza tra sensazione e impulso, affinando la reazione e la presenza scenica.
La Compagnia come Troupe Permanente e Indagine Artistica
La Piccola Compagnia della Magnolia si è sempre caratterizzata come un gruppo di lavoro permanente, convinta che il teatro possa realizzarsi appieno nell'ambito di una "Troupe". Il lavoro di Cerruti e Giglio è una "rigorosa e appassionata indagine a cavallo tra codici teatrali e ricerca", affrontando la materia teatrale con uno sguardo contemporaneo. La compagnia esplora sia la rilettura dei classici sia la sperimentazione di scritture originali e drammaturgie contemporanee, ricercando una sintesi tra ricerca formale e densità emotiva. Al centro del loro lavoro vi è un "tempo sacro" dedicato alla composizione dell'immagine, supportato da una lunga ricerca vocale e abitato da figure poetiche.

Plurilinguismo Artistico e Drammaturgie Contemporanee
La ricerca della compagnia si fonda sull'attore e sulla cura del suo bagaglio tecnico, attingendo alle conoscenze del teatro orientale e della biomeccanica. La Piccola Compagnia della Magnolia è da sempre interessata a un teatro che dialoga con le altre arti, integrando suggestioni video, visioni cinematografiche e pittoriche, e partiture sonore audaci. L'obiettivo di questa "addizione di segni e linguaggi" è creare narrazioni parallele che amplifichino l'oggetto narrato su un piano simbolico, in un "creativo plurilinguismo".
In termini di scelte drammaturgiche, la compagnia ha esplorato per anni la rielaborazione dei classici (Eschilo, Shakespeare, Molière), attraversando drammaturgie novecentesche di spicco come quelle di Jean Genet, Heiner Muller e Federico Garcia Lorca. Più recentemente, ha sperimentato con successo scritture di scena originali e ha accolto autori della drammaturgia contemporanea, tra cui Massimo Sgorbani e Fabrizio Sinisi. Le rielaborazioni operate dalla compagnia utilizzano il testo come pretesto, concecendo il teatro non solo come scrittura, ma soprattutto come indagine e liberazione della scrittura attraverso l'attore e la prospettiva registica.
Artlab: “ Il ruolo della cultura nelle politiche urbane e territoriali”
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