L'Abbazia di Piona, più precisamente il Priorato di Piona, rappresenta un gioiello di rara bellezza dell'architettura romanica lombarda, situato nel comune di Colico, all'estremità della penisola di Olgiasca, sulle rive del Lago di Como. Questo complesso monastico, visitabile tutto l'anno, vanta una storia millenaria che affonda le sue radici già nel VII secolo d.C., quando una comunità monastica vi risiedeva. La sua importanza storica e strategica è legata anche alla vicinanza con un'antica via di comunicazione.
Le Origini e la Fondazione
Le origini del sito sono avvolte in parte nel mistero, ma le evidenze storiche e archeologiche tracciano un percorso affascinante. Si ritiene che già nel VII secolo d.C. esistesse una comunità monastica nell'area. Un elemento cruciale per la storia antica del sito è il "Cippo di Agrippino", una testimonianza legata al vescovo di Como Agrippino, il quale, nel 617, fece erigere un oratorio dedicato a Santa Giustina martire. Questo oratorio potrebbe essere stato il nucleo iniziale su cui si sviluppò il complesso monastico.

Gli storici hanno dibattuto sulle reali intenzioni di Agrippino e sulla destinazione di quello che potrebbe essere stato un asceterio. Le ipotesi spaziano dalla semplice erezione di una chiesa in onore di Santa Giustina, alla creazione di un plesso monastico, forse femminile, o semplicemente di un luogo di ritiro per la preghiera e la meditazione. Tuttavia, tutte queste congetture rimangono prive di risposte definitive.
Un passaggio fondamentale nella cronologia dell'abbazia è segnato da un'iscrizione scoperta casualmente agli inizi del XX secolo all'interno della chiesa. Tale iscrizione attesta che l'edificio, all'epoca consacrato alla Vergine, esisteva già nel 1138. Questo dato porta a dedurre che l'edificio, ora dedicato a San Nicola, fosse già una realtà consolidata in quella data. Rimane oscuro il motivo del passaggio dedicatorio dalla Vergine a San Nicola.
Una teoria suggerisce che il priorato potesse essere il risultato della traslazione di un monastero più antico, quello di San Pietro di Vallate, ma studi specifici hanno smentito questa ipotesi.
Architettura Romanica Lombarda e Influenze Transalpine
L'architettura del complesso abbaziale di Piona si inserisce pienamente nel ricco panorama del romanico lombardo, pur mostrando evidenti influenze transalpine, che testimoniano gli scambi culturali e religiosi dell'epoca. L'edificio attuale è il risultato di un ampliamento, ottenuto tramite un allungamento, di una chiesa preesistente la cui consacrazione risale al 1138. Questa consacrazione fu officiata da Ardizzone I, vescovo di Como.
L'esame delle caratteristiche architettoniche della parte aggiunta suggerisce che la sua costruzione risalga al XII secolo. In particolare, si ipotizza che la chiesa sia stata allungata verso occidente, inglobando e innalzando un atrio che fungeva da ingresso alla facciata dell'edificio originario. L'attuale facciata conserva ancora le tracce di una realizzazione avvenuta in due distinte fasi costruttive, con la parte superiore risalente a un'epoca successiva rispetto a quella inferiore.
La geometria della navata è rettangolare, sebbene leggermente irregolare, con la parte aggiunta non perfettamente allineata all'asse dei muri perimetrali originari. All'interno della navata, l'occhio è attratto da due leoni stilofori in stile tardoromanico, elementi scultorei tipici dell'architettura romanica. Sulla parete sottostante, affreschi raffiguranti gli Apostoli in una postura ieratica di chiara ispirazione bizantineggiante aggiungono un ulteriore livello di interesse artistico e storico. All'esterno, l'edificio presenta un'ornamentazione caratterizzata da leggeri ed eleganti archetti, un tratto distintivo dell'estetica romanica.

Il Chiostro: Un Capolavoro del XIII Secolo
Addossato alla parete sud della chiesa, si erge un magnifico chiostro, la cui costruzione è datata tra il 1252 e il 1257. L'impulso per la sua realizzazione venne dall'abate Bonacorso di Gravedona. Il chiostro presenta una forma quadrangolare irregolare, che gli conferisce un aspetto quasi romboidale.
È delimitato da archi a tutto sesto che poggiano su colonnine e capitelli di straordinaria eleganza. Ogni capitello è un pezzo unico, con particolari architettonici che li rendono estremamente interessanti e diversi l'uno dall'altro. Questa varietà scultorea riflette la maestria degli artigiani dell'epoca e la ricchezza decorativa tipica del periodo.
La parete nord del portico del chiostro è impreziosita da un affresco di particolare rilievo: una sorta di calendario simbolico. Questo affresco straordinario raffigura scene che fanno riferimento ai singoli mesi o alle stagioni dell'anno, rappresentando i lavori agricoli tipici del periodo. È una preziosa testimonianza della vita rurale medievale e delle sue ciclicità.

Il Contesto Monastico Cluniacense e la Rete Europea
Il Priorato di Piona non era un'entità isolata, ma si inseriva in quella vasta e influente rete monastica che, a partire da Cluny, si era irradiata in tutta la cristianità. Questo movimento monastico rispondeva a un duplice bisogno: una nuova spinta evangelizzatrice e una riforma della Chiesa, percepita da molti come corrotta e troppo legata agli interessi temporali.
Il movimento cluniacense conobbe un enorme successo religioso, accompagnato da un grandioso sviluppo economico e politico, spesso favorito dall'appoggio di potenti patroni politico-militari. Il successo dei cluniacensi era strettamente correlato al favore di queste figure di potere.
L'Istituzione della Commenda e la Rinascita
Un aspetto significativo nella storia del priorato è l'istituzione della commenda. L'istituzione di questa forma di gestione venne decretata sul finire del XV secolo da papa Sisto IV. Questo cambiamento amministrativo segnò una tappa importante nell'evoluzione del priorato.
La vera rinascita del monastero, tuttavia, si deve alla munificenza della famiglia Rocca, proprietaria del complesso dal 1935. Attraverso una generosa donazione alla congregazione cistercense di Casamari, la famiglia Rocca permise al monastero di rivivere. Questa donazione fu fatta in memoria di Cesare Rocca e di sua moglie Lidia, tragicamente uccisi nell'Eccidio del cantiere Gondrand durante la Guerra d'Etiopia, un evento di cronaca nera che segnò un capitolo doloroso della storia locale.
La Tradizione degli Elisir e dei Prodotti Monastici
Da secoli, i monaci cistercensi della comunità di Piona si dedicano alla produzione di vari elisir a base di alcol ed erbe. Questa tradizione monastica, che unisce la saggezza erboristica alla spiritualità, ha dato vita a prodotti rinomati per le loro proprietà e il loro gusto. Tra questi spiccano:
- Le Gocce Imperiali (90°): un liquore di erbe ad alta gradazione alcolica, noto per la sua intensità.
- L'Alpestre: un elisir a base di erbe alpine, che cattura gli aromi e i profumi della montagna.
- L'Elisir San Bernardo: un amaro con proprietà digestive, apprezzato per il suo equilibrio di sapori.
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Questi prodotti non sono solo un esempio dell'attività laboriosa dei monaci, ma rappresentano anche un legame tangibile con la tradizione e la conoscenza erboristica tramandata di generazione in generazione.
La Comunità Cistercense Oggi
Dal 13 febbraio 1938, il priorato appartiene a una comunità di monaci cistercensi che segue l'antica e millenaria saggezza di San Benedetto, incentrata sul principio equilibrato di "ora et labora" (prega e lavora). Questa regola, fondamento della vita monastica benedettina, promuove un armonioso connubio tra la vita spirituale e l'attività lavorativa.
La vita della comunità cistercense a Piona è caratterizzata da un profondo impegno nella cultura, nel lavoro e nell'ospitalità spirituale. La presenza di questi monaci è considerata necessaria per mantenere viva l'atmosfera spirituale del luogo e per offrire un rifugio di pace e riflessione a chi visita l'abbazia.
Tra i membri della comunità, figure come padre Andrea, il priore, si distinguono per il loro impegno nel promuovere la cultura e l'ospitalità. Anche altri monaci, come padre Giacinto, dedito alla ripresa paesaggistica, e Fra Pier, con la sua vena creativa per la pittura, contribuiscono all'unicità della comunità. La loro vocazione, talvolta scoperta in età matura, arricchisce ulteriormente il tessuto spirituale e umano del monastero.
L'abbazia di Piona, con la sua chiesa di San Nicola e il suo splendido chiostro, continua a essere un luogo di profonda spiritualità, bellezza artistica e serena contemplazione, testimone silenzioso di secoli di storia e fede.
Accessibilità
L'Abbazia di Piona è facilmente raggiungibile in diversi modi:
- In auto: è disponibile un parcheggio gratuito nelle vicinanze.
- A piedi: è possibile raggiungerla da Colico attraverso un percorso pedonale.
- Via battello: durante la stagione turistica, è possibile usufruire del servizio di navigazione sul lago.
L'Abbazia di Piona offre un'esperienza unica, dove la bellezza naturale del Lago di Como si fonde con la ricchezza storica e spirituale di un luogo che ha saputo conservare la sua anima nel corso dei secoli.

