Il percorso verso la genitorialità attraverso la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) è costellato di termini tecnici, classificazioni e, inevitabilmente, speranze e delusioni. Tra questi elementi, la valutazione della qualità degli embrioni, e in particolare la classificazione degli ovociti a 8 cellule, riveste un'importanza cruciale. Tuttavia, l'esperienza vissuta da molte donne che affrontano la fecondazione in vitro (FIV) o l'iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI) suggerisce che la realtà sul campo possa essere più sfumata rispetto alle categorizzazioni standardizzate.
La Classificazione Standard degli Embrioni: Un Quadro Teorico
Per comprendere appieno le dinamiche in gioco, è fondamentale partire dai criteri con cui gli embrioni vengono valutati in laboratorio. L'obiettivo primario della classificazione è quello di identificare gli embrioni con le maggiori probabilità di impianto e di sviluppo in una gravidanza sana, ottimizzando così le possibilità di successo del trattamento e riducendo il tempo necessario per ottenerlo.

L'Istituto Bernabeu, ad esempio, classifica gli embrioni seguendo i criteri stabiliti dall'Associazione per lo Studio della Biologia Riproduttiva (ASEBIR), aggiornati nel 2015. Questa classificazione, decisa il giorno stesso del trasferimento, utilizza quattro categorie, dalla A alla D, dove la A rappresenta la migliore qualità morfologica.
Il processo di valutazione inizia fin dal primo giorno dopo la fecondazione (D1), quando si analizza la presenza di due pronuclei o due corpuscoli polari, indicatori di una fecondazione avvenuta con successo. Nei giorni successivi (D2 e D3), l'attenzione si sposta su parametri come il numero di cellule (blastomeri), la loro simmetria, la presenza di nuclei multipli in una singola cellula, il grado di frammentazione (porzioni di citoplasma che si staccano dalla cellula principale), la presenza di vacuoli e l'aspetto della zona pellucida, un involucro esterno all'ovocita.
- Giorno 1 (D1): Zigote: Osservazione della formazione dello zigote, che avviene tra le 16 e le 20 ore successive alla fecondazione. Sebbene le caratteristiche morfologiche in questa fase non predicano direttamente lo sviluppo futuro, sono importanti per valutare la qualità dell'ovocita e dello spermatozoo.
- Giorno 2 e 3 (D2/D3): Embrione Precoce: L'embrione inizia a dividersi. La valutazione si concentra sul numero di cellule, la loro simmetria, la multinucleazione, la presenza di vacuoli e il grado di frammentazione. Un embrione sano in terza giornata (circa 72 ore post-fecondazione) presenta tipicamente 7-10 cellule, con un ideale di 8 blastomeri. Tuttavia, una lieve variabilità è considerata fisiologica.
- Giorno 4 (D4): Morula: Le cellule iniziano a compattarsi, formando una massa uniforme. Questa fase segna il passaggio da uno stadio cellulare a una struttura più complessa.
- Giorno 5 e 6 (D5/D6): Blastocisti: L'embrione raggiunge uno stadio di sviluppo avanzato, caratterizzato da una massa cellulare interna (che darà origine al feto) e un trofoectoderma (che formerà la placenta). Raggiungere lo stadio di blastocisti è generalmente considerato un buon segno prognostico.
La classificazione morfologica, come quella dell'ASEBIR (A, B, C, D) o di Gardner, si basa su questi parametri. Tuttavia, è fondamentale sottolineare che "un embrione di tipo A non garantisce il successo e un embrione di tipo D non assicura l’insuccesso del trattamento".
La Selezione Embrionale: Oltre la Sola Morfologia
La selezione embrionale è un processo complesso che va oltre la semplice valutazione morfologica. Diverse tecniche vengono impiegate per identificare gli embrioni con le migliori possibilità di impianto:
- Morfologia: Come descritto, è la tecnica più standardizzata, basata su criteri visivi come dimensioni, numero di cellule, simmetria e frammentazione.
- Cinetica: Valuta gli embrioni in base ai loro tempi di divisione, utilizzando algoritmi per prevedere il potenziale di sviluppo.
- Genetica: Include test come la Diagnosi Genetica Preimpianto per le Aneuploidie (PGT-A), che analizza la presenza di alterazioni cromosomiche.
- Intelligenza Artificiale: Algoritmi avanzati analizzano immagini e banche dati per assistere nella selezione.

L'Esperienza sul Campo: La Realtà degli Embrioni "Meno Belli"
Nonostante le rigorose classificazioni di laboratorio, le esperienze condivise da donne che hanno affrontato cicli di PMA rivelano una realtà spesso più complessa. Molte hanno ottenuto gravidanze positive anche con embrioni classificati come "meno belli" (grado B o C), o caratterizzati da frammentazioni, mentre embrioni di alta qualità (grado A) non hanno portato al successo sperato.
Statistiche Personali e Risultati Inaspettati:
- Una prima ICSI con un embrione di classe A a 5 cellule (terza giornata) e due di classe B (2-3 cellule) ha portato a un esito positivo, suggerendo che anche embrioni apparentemente meno sviluppati o con classificazioni inferiori possono avere un potenziale di impianto.
- Al contrario, altri racconti evidenziano trasferimenti di 2 embrioni di 6 e 8 cellule (terzo giorno) che hanno avuto esito negativo, mentre in un altro ciclo, 2 embrioni di 4 cellule (seconda giornata) hanno portato a un esito ancora da definire.
- La variabilità dei risultati è ulteriormente sottolineata da esperienze come quella di una paziente che ha avuto un esito negativo con embrioni di 8 cellule e 16 cellule di 1° grado (terza giornata), ma un esito positivo (seppur terminato con aborto interno) con 3 embrioni di 6-7-9 cellule in un altro ciclo.
- Frammentazioni, spesso considerate un indicatore di scarsa qualità, non sempre precludono il successo. Un embrione da 5 cellule (terza giornata) e uno da 10 cellule (con frammentazioni, categoria B e C) hanno portato a beta positive, evolutesi poi in gravidanza extrauterina e biochimica, indicando che l'attecchimento è avvenuto.
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Fattori che Influenzano la Qualità Embrionale
La qualità morfologica degli embrioni può essere influenzata da diversi fattori, tra cui:
- Età della Donna: Con l'avanzare dell'età materna, aumenta la percentuale di ovociti con anomalie cromosomiche, che possono riflettersi nella qualità degli embrioni.
- Fattore Maschile: Anche l'età paterna può incidere sulla qualità degli spermatozoi e sulla frammentazione del DNA spermatico, contribuendo allo sviluppo di embrioni di scarsa qualità.
- Qualità degli Ovociti: La qualità intrinseca degli ovociti è un fattore determinante. Nei trattamenti di ovodonazione, dove si utilizzano ovociti di donatrici giovani e sane, si osservano generalmente embrioni di categoria morfologica migliore.
Embrioni Congelati e Embrioni a Mosaico
Il processo di congelamento e scongelamento (crioconservazione) non sembra influire sulla categoria morfologica degli embrioni. La vitrificazione, una tecnica di congelamento rapido, ha migliorato significativamente i tassi di sopravvivenza e successo degli embrioni congelati.
Un concetto più complesso è quello dell'embrione a mosaico. Questi embrioni contengono sia cellule normali che cellule con anomalie cromosomiche. La loro individuazione avviene tramite test genetici preimpianto (PGT-A). La decisione di trasferire un embrione a mosaico viene presa caso per caso, dopo attenta valutazione clinica e consulenza genetica, e solitamente non rappresenta la prima scelta se sono disponibili embrioni euploidi (geneticamente normali).
Il Ruolo della Coltura Prolungata e del Transfer a Blastocisti
La coltura prolungata degli embrioni fino allo stadio di blastocisti (D5/D6) è una pratica sempre più diffusa. Questo approccio permette una migliore selezione degli embrioni, identificando quelli con un maggiore potenziale di impianto. Tuttavia, non tutti gli embrioni raggiungono questo stadio, e la decisione di prolungare la coltura o trasferire in terza giornata dipende da diversi fattori, tra cui il numero di embrioni disponibili e le specifiche condizioni cliniche.
Alcuni studi suggeriscono che un embrione trasferito in terza giornata potrebbe beneficiare di un "effetto di recupero" nell'ambiente uterino che non si verifica nei laboratori di coltura prolungata. Pertanto, in presenza di pochi embrioni, potrebbe essere vantaggioso trasferirli precocemente. Al contrario, con un numero elevato di embrioni, la coltura a blastocisti offre una selezione più accurata.
Conclusioni Aperte: Ogni Embrione è una Storia a Sé
L'esperienza condivisa dalle donne nel campo della PMA dipinge un quadro in cui la classificazione degli embrioni, sebbene utile strumento di valutazione, non è l'unico fattore determinante per il successo. Embrioni definiti "meno belli" possono portare a gravidanze, mentre quelli di alta qualità non sempre garantiscono l'esito sperato. La complessità della biologia riproduttiva, unita a fattori individuali, rende ogni percorso unico. La perseveranza, informarsi e discutere apertamente con il proprio team medico sono passi fondamentali per affrontare questo viaggio con consapevolezza e speranza.

