La ninna nanna è un canto ancestrale, antico quanto la parola stessa, che nasce da un bisogno primordiale dell'essere umano: quello di cullare, rassicurare e accompagnare nel sonno i propri piccoli. Presente a tutte le latitudini e in tutte le epoche, questa forma di espressione vocale è un dolce richiamo che unisce generazioni e culture. Il canto ripetitivo, con la sua cadenza ipnotica, non solo placa il bambino, avviandolo lentamente verso il mondo dei sogni infantili, ma infonde anche pace nell'animo di chi lo produce, creando un legame profondo e quasi magico. Le ninne nanne, in quanto nenie, possiedono la capacità di addentrarsi nell'animo, toccando corde nascoste e facendole vibrare. I Latini distinguevano tra "nenia" e "cantilena", riservando il primo termine a canti funebri o a un linguaggio magico. Questo dualismo, tra il consolare e il misterioso, si ritrova anche nelle ninne nanne che, pur con differenti sfumature, riflettono un universo complesso di emozioni e significati.

Culla con neonato che dorme

L'Ombra nelle Melodie: Un'Analisi delle Ninne Nanne Tradizionali

Qualche anno fa, mentre si aggirava nei dintorni di Granada, Federico García Lorca udì una popolana cantare una ninna nanna per addormentare il suo bambino. Questa esperienza è narrata all'inizio di un libretto, "Sulle ninne nanne", pubblicato da Salani Editore nel 2005. La pubblicazione è, in realtà, la trascrizione di una conferenza tenuta dal grande poeta andaluso alla fine degli anni Venti o all'inizio degli anni Trenta del secolo scorso, incentrata sulle ninne nanne nella tradizione popolare spagnola.

Peregrinando per la Spagna con un orecchio teso verso i canti delle mamme e delle balie, García Lorca scopre una verità che si applica con sorprendente fedeltà anche alle nenie per bambini cantate in Italia, e che spesso risultano angoscianti e incomprensibili. Le canzoni e le filastrocche che dovrebbero accompagnare i bimbi tra le braccia di Morfeo sono, infatti, intrise di immagini inquietanti, oscure e spaventose. Se in Spagna si pretende di rilassare i bambini con storie di gitane malvagie, tori furiosi e mostri dalle sembianze indefinite, le mamme italiane cercano da decenni di far scivolare nel sonno i propri figli minacciandoli di abbandonarli tra le grinfie di orride befane, lupi cattivissimi e uomini neri.

Ma non si tratta solo di minacce esplicite. Spesso, il tentativo di conciliare il sonno avviene raccontando di ciotole vuote e di mense reali dove scarseggia persino l'insalata. Una ricerca sommaria rivela, nell'ordine, cagne che rubano la pappa per portarla ai propri cuccioli - un'evidente ossessione italica per il cibo che si manifesta anche in questo contesto - bambini costretti ad assopirsi perché passi loro "la bua", piccoli mutanti con stelle al posto degli occhi e strane vecchie che si stagliano tremolanti sulle culle mentre i piccoli fanno la nanna.

La tradizione napoletana, sebbene appena conosciuta, invoca persino la Vergine Maria perché prenda con sé il bambino (se per poi restituirlo alla legittima madre, questo non è chiaro). Soprattutto, ci regala l'intramontabile classico del lupo che mangia la povera pecorella - quanto la cultura popolare del lupo cattivo avrà influito sul destino, quello sì crudele, che sta piombando addosso a questi splendidi predatori?

Illustrazione di un lupo cattivo e una pecora

Il culmine di questa peculiarità si ritrova, forse, nella commovente "Ninna nanna" di Angelo Branduardi, mutuata da una ballata scozzese del Sedicesimo secolo ("Mary Hamilton", celebre nella delicatissima versione di Joan Baez). Questo brano narra di una serva costretta ad abbandonare il suo bambino, nato da una relazione illecita con il re di Scozia. Nel brano, la culla con il piccolo addormentato viene affidata al mare, e sua madre piange fino all'alba per il dolore della perdita (nella versione originale, poiché nel testo di Branduardi il rimpianto materno non è così esplicito). Una narrazione che fa impallidire persino la storia di Mosè.

Ora, sarà anche vero che, come ha fatto notare un nipote, i bimbi piccoli non possono comprendere il significato letterale di quello che cantiamo loro. Tuttavia, è quanto meno singolare che si cerchi di far dormire i bambini spaventandoli con immagini cupe e storie tristi, spaventose e persino anti-ecologiche.

Le Spiegazioni Possibili: Tra Disagio e Amore Materno

Federico García Lorca offre una serie di spiegazioni che potrebbero valere anche per la tradizione italiana, sebbene non sia certo che siano stati condotti studi approfonditi in merito. Molte ninne nanne potrebbero essere state inventate da popolane sfortunate, per le quali i figli erano sempre troppi, troppo precoci, o da mogli infelici che cantavano i loro amori fedifraghi ai piccoli avuti dai mariti che detestavano.

Quel che è certo, come scrive Concita De Gregorio nel suo libro "Una madre lo sa", è che addormentare un bambino è talvolta un compito estenuante. Può essere un'esperienza tanto frustrante quanto catartica. Una ninna nanna, per essere efficace, deve rilassare, certo. Il problema è che, per ottenere questo effetto, si ricorre solitamente a musiche piatte, monotone, insomma noiose, che non gratificano i genitori, anzi, spesso li vedono addormentarsi insieme ai loro piccoli, con buona pace di ogni progetto serale.

D'altra parte, una buona ninna nanna non può essere nemmeno troppo eccitante, aggressiva o interessante, altrimenti viene meno al suo scopo primario: consegnare i bambini fra le braccia di Morfeo. Uscire da questo impasse sembra difficile.

Ninne nanne e storia della buonanotte con l’ippopotamo 🌙🎵 | Avventure divertenti @BabyTVIta

L'Innovazione "DJ Nanna": Un Ponte tra Classici e Sonno Sereno

Il merito di aver trovato una soluzione innovativa va ai creativi dell'agenzia T-Rex & Bros, che hanno avuto l'idea di utilizzare per lo scopo le melodie dei grandi interpreti della musica italiana. Da questa intuizione è nato il progetto "DJ Nanna", una serie di CD arrangiati e suonati dal vivo. I musicisti Jean Charles Carbone e Marco Fasolo hanno interpretato questi brani "in punta di piedi", dilatando i ritmi, rallentando i tempi, addolcendo gli strumenti, utilizzando suoni soffici e le voci della natura (il calmo scorrere dell'acqua di un ruscello, il gracchiare lontano dei ranocchi, il vento fra le canne, lo sciabordio delle onde del mare).

Sono stati privilegiati strumenti acustici e le registrazioni sono state effettuate dal vivo. Il risultato? Melodie graziose per le orecchie dei bambini, un caldo invito a un sonno sereno; ma anche un momento di piacevole ascolto per i papà e le mamme impegnati nell'arduo compito dell'addormentamento.

Ninne Nanne d'Autore e Classici Intramontabili

Chi non ricorda la ninna nanna che qualcuno, con amore, cantava accanto al proprio lettino? Chi, vedendo un bambino che scivola lentamente nel sonno, non sente l'impulso di sussurrare una nenia che affiora alla memoria con dolcezza? La ninna nanna è uno strumento antico, un ponte tra il mondo della veglia e quello onirico, un accompagnamento che addolcisce la necessaria separazione tra genitore e figlio.

La tradizione delle ninne nanne è comune a tutti i popoli e a tutte le culture. Si possono incontrare ninne nanne diverse, ma con la stessa musica e testo differente, oppure filastrocche in cui tutto fila così alla perfezione che è difficile alterare qualcosa.

Ma la ninna nanna è stata anche oggetto di composizione classica. Infatti, le due ninne nanne più famose e usate dai genitori per far addormentare i loro piccoli sono la "Ninna nanna" di Brahms e quella di Mozart. Tra le ninne nanne più celebri, vengono utilizzate anche "Fra' Martino Campanaro" e "Alla Fiera dell'Est", brani resi famosi da Angelo Branduardi.

Anche i cantanti famosi si sono cimentati nello scrivere e musicare ninne nanne, che possono essere impiegate per far addormentare il proprio piccolino. Lasciare acceso il telefono su una compilation di ninne nanne è un espediente comune per consentire ai genitori di allontanarsi, ma una ninna nanna veramente efficace è quella cantata dalla mamma (o dal papà), insomma da una voce familiare che il neonato o il bambino piccolo sente affine.

Diverse sono le ninne nanne d'autore che hanno segnato la storia della musica, offrendo diverse prospettive sull'amore genitoriale e sul rapporto con i figli.

  • The Beatles - "Good Night" (1968): Scelta per concludere il "White Album", questa canzone, idealmente scritta da John Lennon per suo figlio Julian, fu interpretata da Ringo Starr. La sua ambiguità tra ninna nanna e commiato la rende un brano affascinante, capace di evocare sentimenti complessi.

  • Carole King - "Child of Mine" (1970): Tratta dall'album "Writer", questa canzone è un inno alla purezza dell'amore materno. Con un testo immediato e un significato profondo, esprime la tenerezza e il legame eterno che una madre promette al proprio bambino, guardando il futuro attraverso i suoi occhi.

  • "Everything's Alright" da "Jesus Christ Superstar" (1970-1973): Sebbene non sia una ninna nanna nel senso stretto, questo brano dell'opera rock di Tim Rice e Andrew Lloyd Webber, interpretato da Maria Maddalena, trasmette un messaggio di conforto e pace in mezzo al caos, offrendo un parallelo tematico con il desiderio di serenità nel sonno del bambino.

  • James Taylor - "Sweet Baby James" (1970): Nata durante un viaggio per conoscere il nipotino appena nato, questa canzone è un tenero omaggio al piccolo "dolce James", evocando un sentimento di protezione e affetto paterno.

  • Tom Waits - "Midnight Lullaby" (1973): Contenuta nell'album di debutto "Closing Time", questa canzone cattura l'essenza della malinconia e del desiderio, esplorando le profondità delle emozioni umane e il conforto che può nascere dall'incontro tra solitudini.

  • Bruce Springsteen - "Pony Boy" (1992): Inserita in "Human Touch", questa canzone risale alle melodie che la nonna di Springsteen gli cantava. Il cantante l'ha rielaborata per raccontare la delicata esplorazione del mondo da parte di un padre con il proprio bambino, trasformandola in un inno all'amore paterno.

  • Billy Joel - "Lullabye (Goodnight, My Angel)" (1993): Scritta per la figlia Alexa, questa ninna nanna nasce dal desiderio di rassicurare la bambina durante un periodo difficile, spiegandole che, anche di fronte alla separazione o alla perdita, l'amore e il ricordo rimangono eterni. Billy Joel voleva trasmettere alla sua bambina che ci sarebbe sempre stato per lei, con amore incondizionato e senza tempo.

Copertina di un album di ninne nanne classiche

La ninna nanna, dunque, si rivela essere molto più di una semplice melodia per far dormire i bambini. È un veicolo di emozioni, un riflesso della cultura e delle esperienze umane, un ponte tra il passato e il presente, e un inestimabile strumento di amore e connessione familiare. Che siano tradizionali, d'autore o reinterpretate in chiave moderna, le ninne nanne continuano a svolgere il loro ruolo fondamentale nel cullare i sogni dei più piccoli, offrendo un rifugio di pace e serenità nel delicato passaggio tra la veglia e il sonno.

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