Il cinema e la musica sono da sempre intrecciati in un dialogo profondo, capaci di evocare emozioni, narrare storie e trasportare lo spettatore in mondi lontani. Il film "Passione" di John Turturro, uscito nelle sale il 22 ottobre 2010, rappresenta un esempio emblematico di questa sinergia, offrendo un affresco vibrante della musica napoletana, delle sue radici storiche e della sua evoluzione. La colonna sonora, pubblicata il 26 ottobre dello stesso anno, non è un semplice accompagnamento, ma un vero e proprio protagonista, un viaggio sonoro che esplora la ricchezza e la complessità della tradizione partenopea. In questo contesto, brani iconici e meno conosciuti si fondono, creando un tessuto narrativo che va oltre la diegesi cinematografica, per abbracciare la storia, la cultura e l'anima di Napoli.

Copertina del film

Le Melodie di "Passione": Un Mosaico Sonoro

"Passione" non è un film documentaristico nel senso stretto del termine, ma piuttosto un'opera che utilizza la musica come veicolo primario per esplorare l'identità napoletana. Il regista John Turturro, con la sua profonda ammirazione per la cultura italiana, ha raccolto una selezione di brani che spaziano attraverso secoli di storia musicale, offrendo interpretazioni che vanno dal tradizionale al contemporaneo. La diversità dei brani presenti nella colonna sonora riflette la poliedricità della musica napoletana, capace di abbracciare temi universali come l'amore, la malinconia, la protesta sociale e la sensualità.

Tra i brani che compongono questo ricco mosaico sonoro, spiccano interpretazioni che hanno segnato il film e la sua ricezione. "Era de maggio", una celebre poesia di Salvatore Di Giacomo del 1885, viene rivisitata dalla Piccola Orchestra Avion Travel con la preziosa collaborazione di Mísia, conferendo al brano una veste sonora contemporanea pur mantenendone l'essenza lirica. Un altro pezzo storico presente è "Comme facette mammeta", nato nel 1906 grazie al genio di Giuseppe Capaldo per il testo e Salvatore Gambardella per la musica. La sua inclusione nel film sottolinea la continuità della tradizione musicale napoletana, che attraversa epoche e generazioni.

"Maruzzella", un classico del 1954 composto da Renato Carosone per la musica e Enzo Bonagura per il testo, viene presentato nel film con un ritmo che ne esalta le qualità sensuali, romantiche e, in certi passaggi, erotiche, caratteristiche intrinseche del brano. "Malafemmena", considerata la canzone simbolo di Totò, viene proposta in un video interpretato da Massimo Ranieri. L'ambientazione, un palazzo storico di Napoli a Secondigliano, e la narrazione visiva, con Ranieri sorpreso dalla moglie Lina Sastri con un'altra donna, aggiungono un ulteriore livello di interpretazione drammatica al brano.

Non mancano brani che riflettono la contemporaneità e la sperimentazione. "Nun te scurdà", composto dagli Almamegretta nel 1995, rappresenta il pezzo più recente presente nel film, dimostrando l'apertura della colonna sonora a influenze musicali più moderne. "Don Raffaè", frutto della collaborazione tra Mauro Pagani per la musica e Massimo Bubola e Fabrizio De André per il testo, porta la firma di artisti che hanno contribuito in modo significativo al panorama musicale italiano.

La performance di James Senese nel brano "Passione" è un altro momento saliente. Il brano stesso è una poesia di Libero Bovio del 1934, musicata da Ernesto Tagliaferri e Nicola Valente. L'esibizione di Senese è anticipata da un'intervista in cui l'artista napoletano rievoca la sua infanzia e le difficoltà incontrate a causa del colore della sua pelle, aggiungendo una dimensione personale e sociale alla sua interpretazione. Il video associato al brano è girato in un ambiente chiuso, il "Bluestone", un club di musica dal vivo ormai chiuso, evocando un'atmosfera intima e malinconica.

Una strada caratteristica di Napoli

L'Eredità di "Tammurriata Nera" e Altri Tesori Musicali

"Tammurriata nera" si conferma come uno dei pezzi più potenti del film. L'interpretazione di Peppe Barra è particolarmente degna di nota, offrendo una rilettura personale di questa canzone napoletana del 1944, scritta da E. A. Mario (musica) ed Edoardo Nicolardi (testo). Il brano narra degli effetti del dopoguerra sulla nascita dei bambini di colore, frutto delle relazioni tra soldati americani e donne napoletane. L'esibizione è resa ancora più unica dalla fusione di "Tammurriata nera" con "Pistol Packin' Mama", creando un contrasto sonoro e narrativo affascinante, ambientato in un contesto scuro e chiuso.

"Catarì", una poesia di Salvatore Di Giacomo del 1892 musicata da Mario Costa nello stesso anno, viene interpretata da Fausto Cigliano, con la trascrizione per chitarra curata da Rino Alfieri. L'inclusione di Fausto Cigliano è significativa, poiché il suo nome è direttamente legato al tema di questo articolo.

Il film non trascura le forme più antiche e radicate della musica popolare. "Faccia Gialla", scritta da Enzo Avitabile, viene eseguita dallo stesso artista con i Bottari e gli Scorribanda, mostrando un legame con le tradizioni più autentiche. "Dove sta Zazà?", composta nel 1944 da Raffaele Cutolo per il testo e Giuseppe Cioffi per la musica, e "Indifferentemente", una canzone napoletana del 1963 musicata da Salvatore Mazzocco e scritta da Umberto Martucci, rappresentano ulteriori tasselli nel complesso mosaico della musica napoletana.

Il brano conclusivo del film, "Napule è", un celebre pezzo di Pino Daniele scritto nel 1977, sottolinea l'importanza di questo artista nel panorama musicale napoletano e italiano. Nonostante Pino Daniele non appaia nel film, la sua musica chiude il cerchio, unendo la tradizione con la modernità.

La scelta di girare il film in luoghi iconici di Napoli, come piazza San Domenico Maggiore, Castel dell'Ovo, Castel Sant'Elmo, Coroglio, lo spiazzale dinanzi alla cappella Pappacoda, e Palazzo dello Spagnolo, non è casuale. Questi scenari evocano la storia e l'anima della città, creando un legame indissolubile tra la musica, il paesaggio e l'identità culturale. La scena di "Caravan petrol", interpretata da Fiorello, ambientata alla Solfatara di Pozzuoli, nell'area flegrea, aggiunge un ulteriore elemento paesaggistico e storico.

Trio Partenope - O Sole mio - Posteggia Napoletana

Fausto Cigliano e la "Ninna Nanna": Un Legame Profondo

Il nome "ninna nanna fausto cigliano" suggerisce un legame diretto e profondo tra il celebre artista napoletano Fausto Cigliano e il genere della ninna nanna, forse in particolare in relazione al film "Passione" o ad altre sue produzioni. Fausto Cigliano, con la sua carriera pluridecennale, ha attraversato diverse fasi della musica italiana, spaziando dalla canzone melodica al genere più popolare, sempre con un'innata capacità interpretativa.

La presenza di "Catarì" interpretata da Fausto Cigliano nella colonna sonora di "Passione", con la trascrizione per chitarra di Rino Alfieri, evidenzia la sua versatilità e la sua profonda conoscenza della tradizione musicale napoletana. La sua interpretazione di brani classici, unita alla sua abilità con la chitarra, lo rende un artista capace di infondere nuova vita a melodie antiche.

La menzione di "Ninna Nanna" tra i brani di Fausto Cigliano, come indicato nella lista fornita, suggerisce che questo genere, spesso associato all'infanzia e alla tranquillità, possa aver trovato in Cigliano un interprete capace di trasmettere sfumature emotive particolari. Le ninne nanne, pur nella loro apparente semplicità, possono veicolare sentimenti di protezione, nostalgia e amore incondizionato. L'interpretazione di Cigliano potrebbe aver esplorato queste dimensioni con la sua consueta sensibilità.

Oltre a "Catarì", la lista dei brani di Fausto Cigliano include: "Adesso Si", "Watashidake No Jujika", "Was Ich Dir Sagen Will", "Shiroi Buranko", "Chitarra Suona Piu Piano", "Il Etait Une Plage", "Che Sara", "Shiroi Omoide No Nakade", "Ninna Nanna", "Dare Mo Inai Umi", "Il Venait D'Avoir Dex Huit Ans". Questa varietà di titoli, alcuni in italiano, altri in giapponese ("Watashidake No Jujika", "Shiroi Buranko", "Shiroi Omoide No Nakade") e francese ("Il Etait Une Plage", "Il Venait D'Avoir Dex Huit Ans"), testimonia una carriera internazionale e una predisposizione a esplorare diverse sonorità e lingue, pur mantenendo un forte legame con le proprie radici.

La presenza di brani in lingue diverse potrebbe indicare collaborazioni, tour all'estero o un interesse personale di Cigliano verso culture musicali differenti. La "Ninna Nanna" in particolare, se interpretata da Cigliano, potrebbe aver assunto connotazioni uniche, forse arricchita da elementi stilistici che riflettono la sua personalità artistica.

Un'antica chitarra napoletana

Il Contesto Cinematografico e Musicale

Il film "Passione" ha ricevuto riconoscimenti importanti, tra cui il premio Capri Cult Movie Award nel 2010 per la mostra "Capri, Hollywood festival", il Festival internazionale del cinema di Salerno e il premio Città di Loano. Questi premi attestano la qualità artistica dell'opera e la sua capacità di valorizzare la cultura musicale napoletana a livello internazionale.

La colonna sonora, con la sua vasta gamma di brani, non solo accompagna le immagini del film, ma le arricchisce, offrendo allo spettatore un'esperienza multisensoriale. La scelta di includere brani che coprono un arco temporale così ampio, dal XIII-XIV secolo fino agli anni '90 e oltre, dimostra un intento preciso: quello di presentare la musica napoletana come un organismo vivo, in continua evoluzione, capace di reinventarsi pur rimanendo fedele alle proprie origini.

La presenza di brani strumentali come quelli della serie "DALLAS M." (ad esempio, "DALLAS M. 10 - Triste - Lento - Suspence", "DALLAS M. 27 - Suspence", "DALLAS M. 12 - Colore armonica a bocca", "DALLAS M. 14 - Brano Texano - Paesaggi Texani", "DALLAS M. 18 - Cool Jazz", "DALLAS M. 19 - Arioso - Campestre", "DALLAS M. 24 - Sentimentale - Triste", "DALLAS M. 5 - Blues - Sorpresa - Ricordi", "DALLAS M. 3 - Cool Jazz (solo piano)", "DALLAS M. 9 - Blues Night - Solo piano", "DALLAS M. 29 - Suspence", "DALLAS M. 11 - Lento - Triste - Tormento", "DALLAS M. 8 - Drammatico - Crimine - Orrore", "DALLAS M. 31 - Mistero - Inseguimento e delitto", "DALLAS M. 15 - Suspence - Crimine (con effetti respiro)", "DALLAS M. 1 - Suspence - Crimine (con effetti respiro)", "DALLAS M. 18b - - Suspence - Crimine (con effetti respiro)", "DALLAS M. 33 - - Suspence - Crimine - Mistero-Orrore (con effetti respiro)") all'interno di un contesto che celebra la musica vocale e tradizionale, potrebbe suggerire un utilizzo di questi brani per creare atmosfere specifiche, sottolineare momenti di tensione, riflessione o evocare paesaggi sonori particolari. Questi brani strumentali, con le loro descrizioni emotive e di genere ("Triste", "Suspence", "Cool Jazz", "Drammatico", "Mistero"), aggiungono una dimensione cinematografica e narrativa ulteriore alla colonna sonora, dimostrando la versatilità della musica nel costruire mondi sonori complessi.

L'inclusione di brani come "I HAD A GIRL" (con le sue varianti "I HAD A GIRL - Blues Night", "I HAD A GIRL - Arioso - Sentimentale") e "TAKE MY BANJO - Ritmo texano" suggerisce un'ulteriore apertura a generi diversi, forse per creare contrasti o per esplorare influenze musicali esterne che si sono integrate nel panorama napoletano. Il "Ritmo texano" in particolare, applicato a un banjo, evoca immagini di sonorità americane, che potrebbero essere state rielaborate in chiave locale.

La menzione di "TU NON SEI L'ALTRA" suggerisce un brano che affronta temi di relazioni e sentimenti, un tema ricorrente nella musica napoletana. La combinazione di questi elementi - la musica tradizionale, le interpretazioni d'autore, i brani strumentali evocativi e le incursioni in generi diversi - rende la colonna sonora di "Passione" un'opera ricca e stratificata, un vero e proprio tributo alla vitalità e alla profondità della musica napoletana.

Il legame con Fausto Cigliano, in particolare attraverso la sua interpretazione di "Catarì" e la presenza di una sua "Ninna Nanna", rafforza l'idea di un artista che ha saputo interpretare e tramandare la tradizione, adattandola al proprio stile e contribuendo così alla sua perpetuazione. La sua carriera, caratterizzata da una profonda musicalità e da un'eclettica discografia, si inserisce perfettamente nel contesto di un film che celebra la ricchezza e la diversità della musica napoletana.

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