Marisa Rampin, artista milanese dalla carriera poliedrica, ha lasciato un segno indelebile nel panorama dello spettacolo italiano, distinguendosi sia come cantante che come attrice. La sua ascesa nel mondo dello show business affonda le radici nei primi anni '80, precisamente nel celebre locale "Derby" di Milano, un vero e proprio trampolino di lancio per numerosi talenti. È proprio in questo contesto che la sua eccezionale spontaneità e il suo talento artistico furono notati da Gianfranco Funari, figura carismatica e talent scout di rara intuizione.

La Scoperta al Derby e l'Ingresso in Televisione
Il Derby di Milano, durante gli anni '80, non era solo un locale di spettacolo, ma un vero e proprio crogiolo di talenti emergenti. Marisa Rampin fu una delle figure più luminose di quel periodo, distinguendosi come l'unica donna comica presente sul palco dal 1980 al 1986. La sua presenza scenica e la sua capacità di intrattenere il pubblico con monologhi brillanti catturarono l'attenzione di Gianfranco Funari. Quando il Derby chiuse i battenti nel 1988, Funari, desideroso di omaggiare quel luogo che aveva segnato un'epoca, propose un programma su Raidue intitolato "Monte Rosa 84". Durante la visione dei filmati degli spettacoli passati, Funari rimase colpito dalla performance di Marisa Rampin, in particolare da un suo monologo.
La reazione di Funari fu immediata e appassionata: durante una conferenza stampa, alla presenza di numerosi giornalisti, espresse il suo stupore per il fatto che un talento come Marisa Rampin non avesse ancora trovato spazio in televisione, dichiarando con il suo inconfondibile stile: "Ma perché questa qui non lavora in televisione? Se non je piace a nessuno la piglio io". Questa audace dichiarazione segnò l'inizio di una nuova fase nella carriera di Marisa Rampin. In quel periodo, l'artista stava già lavorando alla serie televisiva "Don Tonino" su Italia Uno, ma l'opportunità offerta da Funari la proiettò in un contesto televisivo di grande rilievo, la Rai.
Il Successo in Rai e la Conduzione di "Mezzogiorno è"
L'approdo di Marisa Rampin in Rai, grazie a Gianfranco Funari, si rivelò un successo strepitoso. Funari, colpito dalla sua versatilità e dalla sua capacità di coinvolgere il pubblico, le affidò la conduzione di una rubrica di un'ora all'interno del suo programma "Mezzogiorno è". Prima di lei, la trasmissione ospitava Silvana Giacobini con "È nata una stella", ma fu la rubrica di Marisa Rampin, "Peccati di gola", a ottenere un successo "pauroso", come lei stessa lo descrive.
Le cifre di ascolto raggiunte da "Peccati di gola" erano impressionanti, arrivando a toccare il 38% di share a mezzogiorno. Questo risultato straordinario fu il frutto dell'originalità e della freschezza dei contenuti proposti da Marisa Rampin. L'artista ebbe l'intuizione di reinterpretare e cantare canzoni antiche, brani capaci di conquistare sia il pubblico femminile delle casalinghe che quello più giovane delle ragazze. La sua profonda conoscenza delle canzoni delle origini delle varie città italiane le permise di creare un repertorio unico e apprezzato.

La Sintonia Artistica e la Libertà Creativa
Ciò che rese particolarmente speciale la collaborazione tra Marisa Rampin e Gianfranco Funari fu la profonda sintonia artistica che li legava. Nonostante la mancanza di prove formali, l'intesa con il Maestro Dino Siani, direttore d'orchestra del programma, era "incredibile", come testimonia Marisa Rampin. Questa armonia si estendeva anche al rapporto con Funari, che le concedeva una libertà creativa quasi totale. "Tu puoi fare quello che vuoi, io con te non interverrò mai!", le diceva Funari, dimostrando una fiducia incondizionata nel suo talento.
L'unico consiglio che Funari le diede con fermezza fu: "Non prendere mai la tessera di un partito". Un consiglio che lui stesso seguiva scrupolosamente, come lei stessa scoprì in seguito. Questa autonomia le permise di sperimentare e di portare avanti la sua visione artistica, arricchendo il programma con la sua personalità unica.
Dalla Rai a Fininvest: Tra Successi e Difficoltà
Il legame con Gianfranco Funari non si interruppe con il passaggio del gruppo di lavoro dalla Rai a Fininvest. Quando Michele Freccero chiamò Funari a Italia Uno, all'epoca un canale con ascolti non ancora consolidati, l'intero team della trasmissione Rai fu scritturato. Tuttavia, il contesto di ascolti inizialmente bassi portò a un progressivo esautoramento dei vari professionisti dall'incarico. Marisa Rampin, insieme a colleghi come Enrico Mutti e Ossario, si ritrovò a perdere gradualmente il proprio spazio.
Di fronte a questa situazione, Funari decise di cambiare radicalmente la linea editoriale del programma, orientandosi maggiormente verso la politica. Marisa Rampin, tuttavia, non era disposta a rinunciare alla sua trasmissione e desiderava portare a termine il contratto. Nonostante ciò, capitava spesso di trovarsi in camerino, truccata e pronta, ma senza mai avere l'opportunità di apparire in scena per tutta la mattinata. Il programma, purtroppo, subì interruzioni e cambiamenti che ne compromisero la continuità.
Gianfranco Funari - Se uno è stronzo..non je posso dire stupidino..
Il Ricordo di Gianfranco Funari: Un Legame Indelebile
Nonostante le difficoltà incontrate in seguito, il legame di Marisa Rampin con Gianfranco Funari rimase profondo e sincero. Pur non avendolo visitato in ospedale nei suoi ultimi giorni di malattia per timore di un'accoglienza incerta, l'ha sempre "avuto nel cuore". Il ricordo di Funari è intriso di affetto e stima, testimoniato anche da un aneddoto significativo: Marisa Rampin gli portò una sigaretta al Monumentale, condividendo con lui un momento di complicità, poiché entrambi "fumavano come turchi".
Marisa Rampin ricorda Funari come una persona capace di raccontare "cose irripetibili, da censura", spesso legate a momenti della sua vita quotidiana, come quando andava in bagno. In queste circostanze, il Maestro Dino Siani interveniva con la sua maestria musicale, iniziando a suonare "Ohi Vita, Oh Vita mia!", una "chiosa" perfetta che provocava le risate più fragorose del pubblico.
L'Umorismo e l'Essenza Milanese di Funari
L'aneddoto della gita in montagna, dove Marisa Rampin si ammalò con 39 di febbre, rivela un altro aspetto della personalità di Funari: il suo modo diretto e a tratti burbero, ma sempre accompagnato da un fondo di divertimento e leggerezza. "Stammi lontana che se viene la febbre anche a me son rovinato," le disse, con un tono che, pur esprimendo preoccupazione, era tipico del suo modo di fare, facendola sentire in colpa per essersi ammalata.
Funari era una persona "molto divertente, ma a cui piaceva anche ridere molto". La sua capacità di mescolare la sua romanità con un umorismo pungente e autoironico, parlando "male di Roma e dei romani", lo rendeva particolarmente amato a Milano. La sua furbizia e il suo spirito irriverente, uniti a una profonda conoscenza del mondo dello spettacolo e della società, ne fecero una figura indimenticabile, capace di lasciare un'impronta duratura nel cuore di chi lo ha conosciuto e nel panorama televisivo italiano. Il suo modo di essere, "originale sin da subito", ha contribuito a definire un'epoca e a lanciare talenti come Marisa Rampin, la cui carriera è un esempio di come spontaneità, talento e la giusta opportunità possano portare al successo.

