
La storia di Poste Italiane è un affascinante viaggio attraverso oltre un secolo e mezzo di evoluzione della comunicazione, dei servizi finanziari e della vita sociale in Italia. Nata nel 1862, un anno dopo l'Unità d'Italia, con l'obiettivo di unificare e centralizzare i servizi postali del neonato regno, Poste Italiane si è trasformata da un'amministrazione statale monopolista a un complesso gruppo finanziario, assicurativo e di telecomunicazioni, profondamente radicato nel tessuto economico e sociale del Paese. La sua evoluzione riflette e, in molti casi, anticipa i cambiamenti che hanno plasmato l'Italia moderna.
Le Origini: L'Unificazione dei Servizi Postali
Dopo la proclamazione del Regno d'Italia, si rese necessaria una riforma del servizio postale per creare un sistema unificato ed efficiente. La legge n° 604 del 5 maggio 1862 segnò un punto di svolta cruciale, prevedendo l'accorpamento di tutti i vari servizi postali preesistenti sotto un'unica amministrazione centralizzata. Questa nuova entità, inizialmente posta alle dipendenze del Ministero dei lavori pubblici, ereditò l'assetto del Regno di Sardegna e ottenne la titolarità esclusiva per la gestione degli uffici deputati alla spedizione, al ricevimento e alla distribuzione delle corrispondenze. L'introduzione del concetto di servizio postale pubblico e l'adozione della tariffa unica su tutto il territorio nazionale, resa possibile dall'introduzione del francobollo, furono passi fondamentali per garantire l'accesso ai servizi su scala nazionale.
L'Innovazione e l'Espansione: Telegrafo, Risparmio e Nuovi Servizi
Il XIX secolo fu un periodo di grandi innovazioni che rivoluzionarono il mondo delle comunicazioni. L'avvento del telegrafo, in particolare, permise l'invio di messaggi in tempi brevissimi, superando le barriere geografiche. Le Regie Poste furono tra le prime amministrazioni statali ad abbracciare queste nuove tecnologie. Parallelamente, Poste Italiane iniziò a svolgere un ruolo sempre più importante nel promuovere il risparmio tra gli italiani. Per iniziativa dell'onorevole Quintino Sella, con la legge 27 maggio 1875, n. 2779, furono istituite le casse di risparmio postali. Successivamente, nel 1876, fecero il loro ingresso negli uffici postali i Libretti di Risparmio Postale, che si affermarono rapidamente come uno strumento decisivo per incoraggiare la propensione al risparmio della popolazione. Questi strumenti finanziari rappresentavano una novità significativa, offrendo un'alternativa sicura e accessibile ai cittadini.

Nel 1889, con il Regio decreto n° 5973, le direzioni generali delle poste e dei telegrafi vennero scorporate dal Ministero dei lavori pubblici per confluire nel nuovo Ministero delle poste e dei telegrafi. Questo nuovo dicastero ebbe il compito di dotare l'Italia di una rete capillare di uffici in grado di gestire non solo la posta ordinaria e telegrafica, ma anche di effettuare e ricevere chiamate telefoniche e di gestire operazioni finanziarie, come trasferimenti di denaro e la gestione del risparmio. Per un certo periodo, gli uffici postali operarono persino come sportelli per i nascenti servizi elettrici, dimostrando la loro crescente versatilità.
Un'altra pietra miliare fu l'introduzione, nel 1917, del servizio dei conti correnti postali, che in seguito, a partire dal 2000, sarebbe diventato comunemente noto come BancoPosta. Questo servizio rappresentò un ulteriore passo avanti nell'offerta di prodotti finanziari da parte delle Poste. Per alcuni anni, le Regie Poste disposero anche l'apertura di uffici postali italiani all'estero, estendendo la loro presenza oltre i confini nazionali.
Le Poste in Guerra e la Crescita del Ruolo Sociale
Le Poste Italiane hanno sempre avuto un ruolo cruciale nei momenti difficili della storia nazionale. Sia durante la Prima che durante la Seconda Guerra Mondiale, ovunque si trovassero le truppe, era presente un ufficio di Posta Militare da campo. I portalettere, con coraggio e dedizione, consegnavano la posta anche a rischio della propria vita. Lettere e cartoline spedite tramite il servizio postale costituivano un fondamentale sostegno morale e psicologico per i militari, aiutandoli a resistere allo stress della guerra e alle dure condizioni della vita di trincea. Questo aspetto sottolinea come le Poste non fossero solo un servizio logistico, ma un vero e proprio ponte emotivo tra i combattenti e i loro cari.
Il servizio di posta militare durante la Grande Guerra
Le Poste sono state, fin dalle loro origini, la "cassaforte" degli italiani. Oltre al Vaglia, già ampiamente diffuso su tutto il territorio nazionale, l'introduzione dei Libretti di Risparmio Postale nel 1876 rappresentò uno strumento decisivo per favorire il risparmio della popolazione. Questa funzione di intermediario finanziario si rafforzò ulteriormente nel tempo, rendendo le Poste un pilastro dell'economia popolare.
Il Fascismo e la Riorganizzazione del Sistema delle Comunicazioni
Durante il periodo fascista, nel 1924, il Ministero delle poste e dei telegrafi, che aveva ideato l'abbreviazione "PT", fu trasformato nel Ministero delle comunicazioni. Questa riorganizzazione conferì alle Poste un ruolo centrale e un notevole potere, anche grazie alla loro capacità di informazione diretta ai cittadini. La rete di servizio fu potenziata attraverso l'acquisizione e la realizzazione di nuove strutture logistiche. In questo contesto, nel 1921, fu fondata la Compagnia italiana dei cavi telegrafici sottomarini, che sarebbe poi diventata Italcable, per la posa e l'esercizio dei collegamenti internazionali sottomarini. Due anni dopo, nel 1923, nacque Italo Radio, dedicata all'installazione e alla gestione delle stazioni radiotelegrafiche verso l'estero.
Il Dopoguerra e la Modernizzazione
Dopo il secondo conflitto mondiale (1940-1945), le Poste conobbero una significativa crescita in termini di valore delle operazioni finanziarie. I servizi di risparmio, attraverso i libretti e l'emissione di titoli, furono ulteriormente incrementati. Le Poste assunsero un ruolo sempre più preponderante nell'ambito dei pagamenti e delle riscossioni statali, diventando di fatto un concorrente sempre più agguerrito per il sistema bancario tradizionale. Negli anni '50, la RAI utilizzò persino la rete postale per la trasmissione delle trasmissioni televisive, evidenziando la pervasività e l'infrastruttura delle Poste.

Un passo importante verso la razionalizzazione del servizio fu l'introduzione, nel 1967, del Codice di Avviamento Postale (CAP). Questo sistema permise di accelerare il processo di automazione del sistema logistico, necessario per far fronte all'aumento esponenziale dei volumi postali. Furono realizzati nuovi Centri di Meccanizzazione Postale (CMP) e introdotte tecnologie avanzate, come la lettura ottica degli indirizzi, per migliorare l'efficacia dello smistamento della corrispondenza.
La Trasformazione in Società per Azioni: Risanamento e Riforme
Gli anni '80 furono caratterizzati da un crescente disavanzo di bilancio e da un aumento dei costi del personale, che nel 1986 assorbivano circa il 93% delle entrate correnti. L'evidente divario nella qualità dei servizi postali italiani rispetto agli standard europei spinse verso un intervento di riforma strutturale. Il decreto-legge 1° dicembre 1993, n. 487, convertito dalla legge 29 gennaio 1994, n. 71, segnò la trasformazione di Poste Italiane da azienda autonoma a ente pubblico economico, con l'obiettivo di una successiva trasformazione in società per azioni entro il 1996. Questa trasformazione fu poi attuata il 28 febbraio 1998.
L'obiettivo principale di queste riforme era il risanamento del bilancio aziendale, costantemente in deficit, attraverso politiche di riduzione dei costi di produzione, un aumento dei ricavi derivanti dalla vendita di servizi alla pubblica amministrazione e un riordino del sistema tariffario. Queste misure portarono, nel 2001, a un risultato netto positivo. La direttiva Prodi del novembre 1997 assegnò a Poste Italiane il compito di migliorare la qualità del servizio e raggiungere il pareggio dei costi di gestione della rete postale.
L'Era Moderna: Innovazione, Digitalizzazione e Diversificazione
Nel febbraio 1998, Corrado Passera fu nominato amministratore delegato della neo-formata Poste Italiane SpA. Il suo piano industriale, dal 1998 al 2002, previde un significativo taglio del personale, ma anche un'attenzione alla precarizzazione dei contratti e al benessere dei lavoratori, come evidenziato da alcune rappresentanze sindacali. Dal punto di vista aziendale, il Fondo Solidarietà rappresentò un risparmio sul costo del lavoro e abbassò l'età media del personale.
Nel 2000, Poste Italiane, attraverso la sua controllata SDA Express Courier, acquisì una quota del 20% di Bartolini, dando vita al Consorzio Logistica Pacchi per lo smistamento di pacchi a livello nazionale. Questo accordo, sebbene oggetto di contestazioni legali, si concluse a favore del consorzio.
Nel maggio 2002, Massimo Sarmi fu nominato amministratore delegato, e successivamente confermato per tre volte. Sotto la sua guida, l'azienda puntò sulla modernizzazione dell'infrastruttura tecnologica e logistica e sull'ampliamento della gamma di prodotti e servizi. L'elevato tasso di redditività collocò il Gruppo Poste Italiane ai vertici degli operatori postali europei. Vennero identificate nuove aree di business, come le telecomunicazioni con PosteMobile, un operatore virtuale di telefonia mobile che offre anche servizi di pagamento in mobilità.

A partire dal 1° gennaio 2003, il monopolio di Poste Italiane fu progressivamente ridotto, inizialmente agli invii con peso inferiore a 100 grammi, e poi a quelli inferiori a 50 grammi dal 1° gennaio 2006. Nonostante queste riduzioni, la corrispondenza epistolare di peso inferiore a 50 grammi rappresentava ancora la maggioranza del traffico.
Il 2003 vide l'introduzione della carta prepagata Postepay, che riscosse un enorme successo, soprattutto tra i giovani, diventando leader in Europa. A Postepay si affiancarono nel tempo altre versioni dedicate a specifici segmenti di clientela. L'azienda ampliò ulteriormente la sua offerta finanziaria, proponendo il conto BancoPostaClick (online e senza costi fissi), il conto BancoPostapiù, il conto corrente di Base per l'inclusione finanziaria, mutui, prestiti personali e fondi comuni di investimento, oltre ai tradizionali libretti di risparmio e buoni postali fruttiferi. Il gruppo Poste Vita consolidò la sua presenza nel settore assicurativo con un'ampia gamma di prodotti.
Nel 2012, in occasione dei 150 anni dalla nascita delle Poste in Italia, fu organizzata la mostra celebrativa "150 anni dedicati al futuro", inaugurata a Roma alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
La Quotazione in Borsa e le Sfide Future
Il 27 ottobre 2015, Poste Italiane è sbarcata in Borsa, con un flottante di circa il 35% del capitale. Questa operazione ha segnato un passaggio fondamentale nella storia dell'azienda, trasformandola in una società quotata con una maggiore apertura al mercato. Attualmente, Poste Italiane S.p.A. è strutturata in cinque divisioni: Corrispondenza, Logistica e Pacchi, Bancoposta, Filatelia e Rete Territoriale.
L'azienda ha continuato a espandere le sue attività, stringendo accordi internazionali con Russia, Egitto, Albania e Libano. Nel 2012, il Boston Consulting Group indicò Poste Italiane come modello di sviluppo per le Poste Russe. Nel 2013, fu siglato un accordo con la Postal Savings Bank of China per facilitare i trasferimenti di denaro dei cittadini cinesi residenti in Italia.
Dal 2018 è attivo il modello di recapito Joint Delivery, che offre maggiore flessibilità nella consegna di pacchi e spedizioni e-commerce, basandosi sulle caratteristiche territoriali.

La storia di Poste Italiane è una testimonianza di resilienza, adattamento e innovazione. Da semplice gestore di corrispondenza, si è evoluta in un attore poliedrico nell'economia italiana, offrendo una vasta gamma di servizi che vanno ben oltre la posta tradizionale, abbracciando il digitale, la finanza, le assicurazioni e le telecomunicazioni, e continuando a svolgere un ruolo fondamentale nella vita quotidiana degli italiani. La sua capacità di reinventarsi e di rispondere alle mutevoli esigenze della società ne ha garantito la longevità e il successo nel corso di oltre 160 anni.

