La possibilità di accedere tempestivamente alle cure mediche è un pilastro fondamentale del sistema sanitario nazionale. Tuttavia, i cittadini si trovano sempre più spesso di fronte a un muro di inefficienze e disservizi quando tentano di prenotare una visita specialistica attraverso il Centro Unico di Prenotazione (CUP). Le difficoltà nella fissazione degli appuntamenti, i sistemi informatici in tilt e le "agende chiuse" rappresentano un ostacolo concreto all'esercizio del diritto alla salute, sollevando interrogativi sulla gestione e sull'efficacia del servizio sanitario pubblico.
Il Blocco dei Sistemi di Prenotazione: Un Problema Diffuso
Recentemente, un nuovo intoppo ha colpito il centro unico di prenotazione regionale, rendendo impossibile prenotare una visita specialistica tramite il CUP online. Sia il sito web che l'applicazione dedicata sono andati in tilt, sommando questo disagio alle altre criticità già note del sistema sanitario. Questo "errore di sistema" ha scatenato proteste da parte di associazioni di cittadini e professionisti sanitari, che denunciano una situazione che "fa traboccare il vaso".

L'associazione CittadinanzAttiva ha espresso forte preoccupazione per questa situazione, evidenziando come la difficoltà nel prenotare visite sia un problema persistente e non una novità. Anche per chi possiede una ricetta urgente, le difficoltà non mancano. L'associazione dei medici di base Fimmg, attraverso la dottoressa Alessandra Taraschi, segnala problematiche anche nella prenotazione telefonica: "Molto spesso - spiega la dottoressa - per tanti pazienti mi è capitato di apporre la B di breve, 10 giorni perché la ritengo clinicamente una situazione da essere valutata in tempi brevi e invece i pazienti mi riferiscono che gli viene chiesto di apporre la D, cioè 30 o 60 giorni".
La direzione sanitaria regionale, tuttavia, smentisce queste segnalazioni, affermando di non aver ricevuto comunicazioni in tal senso e citando dati che indicherebbero un aumento delle prestazioni erogate con urgenza B a 10 giorni. Nonostante ciò, le testimonianze dei cittadini e dei medici di base suggeriscono una realtà ben diversa.
Le Cause del Blocco: Picco di Accessi o Inefficienze Strutturali?
Il Partito Democratico ha presentato un'interrogazione al Consiglio regionale per indagare le ragioni del blocco del sistema online. L'assessorato alla Sanità della Regione ipotizza che l'aumento degli accessi al sito web e all'app, stimato al 50% negli ultimi giorni, sia legato al picco dell'influenza stagionale. I tecnici sono al lavoro per risolvere il problema, e nel frattempo la Regione suggerisce di utilizzare il numero verde gratuito per le prenotazioni.
Tuttavia, questa spiegazione appare riduttiva di fronte alla complessità del problema. Le segnalazioni di "agende chiuse" e tempi di attesa interminabili per accedere a prestazioni sanitarie con il servizio pubblico sono arrivate alla redazione nel tempo, indicando che le difficoltà di prenotazione non sono un fenomeno recente o isolato, ma piuttosto un sintomo di criticità strutturali più profonde.

Dalle Liste d'Attesa Infinite alle Alternative Private: Il Divario tra Cittadini e Servizi
Il problema delle liste d'attesa infinite e della sanità senza risorse è un tema discusso da anni in tutto il Paese, e Bologna non fa eccezione. Provando a verificare la situazione, si riscontrano difficoltà concrete nel processo di prenotazione. Con due prescrizioni mediche, una per Esofagogastroduodenoscopia (gastroscopia) e una per RM Rachide Cervicale (risonanza magnetica), l'operatore del CUP ha fornito un "niet, non si prenota".
Di fronte a tali ostacoli, i cittadini si trovano a considerare alternative, come la prestazione in regime di "intramoenia", erogata cioè al di fuori del normale orario di lavoro dai medici in ospedale, in regime di libera professione. A titolo di esempio, una risonanza magnetica al rachide al Policlinico Sant'Orsola potrebbe essere effettuata nel giro di due settimane, con il primo appuntamento disponibile il 3 o 10 aprile, al costo di 320 euro. Un importo che, se paragonato al ticket massimo previsto dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) di 36,15 euro, risulta significativamente più elevato, quasi "uno zero in più".
LA SANITA': IL CUP
La Risposta delle Aziende Sanitarie e le Nuove Misure Governative
In merito alle difficoltà di prenotazione delle risonanze magnetiche, l'Azienda Sanitaria Locale (AUSL) di Bologna ha precisato che la maggior parte della produzione di tali esami è garantita dai Centri Privati Accreditati. In questo frangente, con l'entrata in vigore di nuove tariffe ministeriali, si è registrato un ritardo nella disponibilità a causa dell'incertezza sulle tariffe di remunerazione delle prestazioni. Questo impatta anche su altre prestazioni per le quali il privato accreditato integra l'offerta delle aziende sanitarie. L'AUSL sottolinea comunque che il sistema di presa in carico (PIC) rimane a supporto della prenotazione del cittadino.
Sul tema delle attese per visite e prestazioni sanitarie, il Governo ha annunciato misure per contrastare il problema. Nella Legge di Bilancio 2024, è stato stanziato un aumento di 11,2 miliardi di euro al fondo sanitario in tre anni per ridurre le liste d'attesa. Sono stati rifinanziati i piani operativi delle Regioni con l'obiettivo di incrementare la tariffa oraria per le prestazioni aggiuntive di medici e infermieri (100 euro per i medici; 60 euro per gli infermieri, raddoppiando l'attuale tariffa di 30 euro), per una spesa complessiva di 280 milioni di euro. È inoltre previsto il rifinanziamento dei piani operativi per l’abbattimento delle liste d’attesa, con le Regioni che possono utilizzare una quota non superiore allo 0,4% del livello di finanziamento indistinto del fabbisogno sanitario nazionale standard per l’anno 2024, pari a 520 milioni di euro.
Le Vie Legali per Richiedere una Prestazione
Se l'appuntamento per una visita non viene fissato nei tempi stabiliti dalla legge o dalle indicazioni cliniche, i cittadini hanno a disposizione strumenti per far valere i propri diritti. È possibile scrivere alla Direzione Generale della propria struttura sanitaria di riferimento (generalmente le ASL o AUSL, ma in Lombardia le ASST), mettendo in copia conoscenza l'URP (Ufficio Relazioni col Pubblico) e il RUA (Referente Unico per l’Accesso), e, ove presente, l'Ufficio di Pubblica Tutela (UPT).
Nella comunicazione, si deve richiedere l'individuazione di una struttura in grado di offrire la prestazione entro i tempi indicati nell'ambito territoriale dell'ASL di competenza. Qualora non si trovasse disponibilità entro la classe di priorità indicata nell'impegnativa, si deve richiedere che venga garantita la prestazione in regime di solvenza, come previsto dal D.Lgs. 124/1998 e dalle delibere regionali di recepimento del Piano Nazionale Governo-Livelli Essenziali di Assistenza (PNGLA). In questo caso, si dovrà provvedere al pagamento unicamente del ticket, se previsto.
In regione Lombardia, è importante fare riferimento anche alle deliberazioni regionali DGR 7766/2018, DGR 1865/2019 e alle successive determinazioni volte alla riduzione delle liste d'attesa.
È fondamentale ricordare che gli enti erogatori non hanno la facoltà di chiudere la disponibilità delle agende di prenotazione; queste ultime devono rimanere sempre aperte. La chiusura delle agende di prenotazione è infatti vietata dalla Legge 266/2005 (Finanziaria 2006, art. 1, comma 267).
L'Importanza della Partecipazione Civica e del Sostegno alle Associazioni
La lotta per garantire un accesso equo ed efficiente al sistema sanitario richiede un impegno collettivo. Associazioni come Medicina Democratica svolgono un ruolo cruciale nell'informare i cittadini sui propri diritti e nell'organizzare iniziative di sensibilizzazione e protesta. Il sostegno a queste associazioni, anche attraverso piccole donazioni, è fondamentale per permettere loro di continuare la loro opera di difesa del diritto alla salute per tutti.
I cittadini che ritengono importanti le iniziative di associazioni come Medicina Democratica e apprezzano il loro lavoro sono invitati ad aiutarle cliccando sui banner di supporto o effettuando una piccola donazione. Unire le forze è essenziale per affrontare le sfide del sistema sanitario e assicurare che il diritto alla salute sia garantito a ogni cittadino, senza distinzioni o impedimenti burocratici.
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