La tetralogia "Il Mare della Fertilità" (Hōjō no umi) di Yukio Mishima rappresenta un'opera monumentale, un crocevia di cultura ancestrale e modernità invadente, un'esplorazione profonda dell'identità giapponese e della condizione umana. Quest'opera monumentale, che si conclude con il drammatico suicidio rituale dell'autore il 25 novembre 1970, poco dopo aver scritto le ultime parole, è stata oggetto di molteplici interpretazioni, offrendo una ricchezza di sfumature e interconnessioni che ne amplificano il significato.

Struttura e Concezione dell'Opera: Un Flusso Musicale e Karmico
"Il Mare della Fertilità" è concepito come un'opera lirica, un flusso musicale continuo che scandisce gli eventi che si snodano negli anni. La tetralogia è strutturata in un prologo, quattro atti (ciascuno corrispondente a uno dei romanzi: "Neve di primavera", "Cavalli in fuga", "Tempio dell'alba" e "La decomposizione dell'angelo") e un epilogo. Questa architettura musicale suggerisce una lettura quasi spartana, in attesa di essere "eseguita" dal lettore attraverso la sua immersione nelle vicende.
La presenza costante dell'avvocato Honda Shigekuni funge da contrappunto musicale, legando le diverse parti e offrendo un punto di vista privilegiato sull'evoluzione dei personaggi e del Giappone stesso. La tetralogia è stata interpretata come una narrazione karmica dell'arco di storia del Giappone moderno, che va dal periodo Meiji fino alla fine degli anni '60.
2. Storia dell'antropologia
Il Ciclo delle Reincarnazioni: La Dottrina Yuishiki e le Sue Implicazioni
Un asse portante dell'opera è la trasmigrazione, condivisa dai quattro protagonisti dei singoli romanzi. Questa concezione si basa sulla dottrina yuishiki (Sola Coscienza) della scuola buddista Hossō. Secondo questa dottrina, l'ottavo e più alto grado della coscienza è l'arayashiki (ālaya-vijñāna), la "coscienza deposito". Questa coscienza raccoglie e conserva l'energia potenziale per le manifestazioni mentali e fisiche dell'esistenza, fornendone la sostanza.
La critica letteraria e filosofica ha spesso letto questa dimensione karmica in chiave nichilista. Si è ipotizzato che i primi due romanzi delineassero un'ascesa etica e morale del Giappone, seguita da un decadimento nei romanzi successivi, dovuto all'ibridazione e alla corruzione dei costumi e all'indebolimento delle tensioni etiche di secolare tradizione.
"Neve di Primavera": L'Inizio di un Ciclo e il Conflitto Interiore
"Neve di primavera" (Haru no yuki) apre la tetralogia introducendo la figura di Kiyoaki Matsugae, un personaggio ultrasensibile, plasmato da un'educazione raffinata ma ingannevole. In contrapposizione, l'amico Honda Shigekuni è presentato come un uomo votato alla vita attiva, quasi sordo al richiamo dei sentimenti. La nevrotica incertezza di Kiyoaki ha come vittima l'enigmatica e splendida Satoko Ayakura, il cui amore disperato si spegnerà nella clausura.

In questo romanzo, Honda ha diciotto anni e rappresenta l'uomo completamente soggiogato dalla razionalità, al punto da escludere ogni realtà sentimentale. Le vicende dei personaggi sono calate in un preciso contesto storico e culturale, e per decodificarle è stata proposta una metodologia antropologica, nel tentativo di coglierne le variegate sfumature e le interconnessioni con il tessuto ontologico che ne ha favorito il nascere e lo svilupparsi.
"Cavalli in Fuga": Estremismo e Reincarnazione nell'Era Moderna
"Cavalli in fuga" (Honba no uma) è ambientato negli anni Trenta del Giappone, un periodo di pieno conflitto culturale, dove continue riforme creano terreno fertile per la fioritura di gruppi estremisti contrari alla modernizzazione del paese. In questo contesto, la vita tranquilla e abitudinaria di Honda Shigekuni, allora giudice della Corte di appello di Osaka, viene turbata dall'incontro con il giovane Isao Iinuma.
Isao è l'immagine, se non la reincarnazione, dell'antico amico di Honda, Kiyoaki Matsugae. A soli diciannove anni, Isao è un campione di kendo, un atleta che sprigiona energia e coraggio virili, ma anche un'anima pura e ingenua. I suoi ideali assoluti e inflessibili, basati sul rispetto del codice dei samurai, lo condurranno a cadere preda di quegli estremisti che ritengono gli industriali colpevoli di corrompere il paese e usurpare il potere dell'imperatore. Honda cercherà di proteggerlo, abbandonando la sua pacifica esistenza, per evitare che si ripeta il triste destino di Kiyoaki.
Il non più giovane Honda, oramai giudice in carriera, incontrerà Isao Inuma, giovane "cavallo in fuga", reincarnazione di Kiyoaki e votato al patriottismo fino alla morte.
"Tempio dell'Alba": La Ricerca Spirituale tra Guerre e Trasformazioni
Con l'avvicinarsi della Seconda Guerra Mondiale, Honda Shigekuni, ormai un brillante avvocato di successo, si reca in viaggio di lavoro a Bangkok. La trasferta d'affari è sconvolta dall'incontro con la giovanissima principessa Ying Chan, in cui Honda crede di riconoscere la reincarnazione di Isao Iinuma, il giovane protetto che non era riuscito a salvare da una morte drammatica.
Turbato dall'incontro e impossibilitato a esaudire il desiderio della principessa di partire per il Giappone con lui, Honda inizierà un'appassionata ricerca sulla reincarnazione tra Thailandia e India. Lo sguardo disinteressato di Honda traccia un quadro vivo e potente della vita in Giappone dall'inizio del conflitto mondiale all'immediato dopoguerra, un palcoscenico su cui si svolge il tragico anelito di un uomo ormai anziano alla ricerca della liberazione spirituale.
"La Decomposizione dell'Angelo": La Carne, la Decadenza e la Ricerca di Senso
"La decomposizione dell'angelo" (Tennin gokuraku) conclude la tetralogia, portando Honda Shigekuni, giudice in pensione, a confrontarsi con l'orfano Toru. In Toru, Honda vede l'ennesima reincarnazione del suo amato e perduto compagno di scuola Kiyoaki. La riflessione sulla carne, sulla decadenza e sulla vacuità dell'esistenza pervade questo ultimo romanzo.
La frase "Se la causa della decadenza è la malattia, allora la causa fondamentale di essa, la carne, è una malattia. L’essenza della carne è la decadenza. La funzione della carne, collocata nel trascorrere del tempo, è quella di testimoniare la distruzione e la decadenza" racchiude il senso di disfacimento che permea l'opera.

Honda, protagonista indimenticabile della tetralogia, si trova alle prese con un ragazzo diciottenne di nome Toru. La decomposizione dell'angelo, la cui ultima pagina è datata simbolicamente con lo stesso giorno del suicidio rituale dell'autore, anche se il libro fu terminato circa tre mesi prima, vede Honda confrontarsi con le implicazioni finali del ciclo karmico.
Una Grande Opera Romaznesca: Tra Critiche e Maestria Narrativa
Nonostante alcune critiche riguardo a scelte narrative, come il tentato suicidio di Toru, o al sostegno filosofico fornito alla teoria della metempsicosi, "Il Mare della Fertilità" è unanimemente riconosciuto come una grande opera romanzesca. Con oltre millesettecento pagine, l'impressione è che nulla sia di troppo: ogni personaggio, dai protagonisti alle comparse, è reso con la consueta maestria psicologica di Mishima, restituito come creatura individuale con un proprio posto nell'ordine simbolico della costruzione narrativa.
Ogni episodio, persino nelle interminabili pagine dedicate ai riti di corte in "Neve di primavera", appare necessario agli altri. Significati messi in connessione tra loro a centinaia, migliaia di pagine di distanza, e simboli potenti e indecifrabili si affollano sulla scena, dalle grandi descrizioni marine che aprono "La decomposizione dell'angelo" all'offerta di un barile pieno di ostriche.
Il Suicidio e la Tetralogia: Inseparabili Legami tra Vita e Opera
Il 25 novembre 1970, Mishima scrive la parola fine a "La decomposizione dell'angelo" e poco dopo compie il suo spettacolare suicidio rituale. Questo evento, strettamente connesso alla scrittura dell'opera, solleva interrogativi sulla relazione tra l'azione e la parola, tra il regno della scrittura e quello della materia.
Mishima, nel suo gesto estremo, sembra negare il senso stesso dell'azione che sta per compiere, svuotando di significato la scrittura che precede. Questa contraddizione insanabile tra scrittura e azione è un elemento chiave per comprendere l'opera e la figura dell'autore. La tetralogia e il suicidio di Mishima sono inseparabili, concepiti parallelamente.
Un Ponte tra Occidente e Oriente: L'Opera-Mondo e il Pensiero Buddista
Ciò che rende "Il Mare della Fertilità" particolarmente contemporaneo e importante è il tentativo di unire la forma dell'opera-mondo, culmine dell'arte occidentale del romanzo, con il sistema di pensiero buddista e l'idea di vacuità. Questa unione, per molti interpreti, è senza precedenti.
A differenza della narrativa occidentale, dove la descrizione della terra desolata è spesso contrapposta a una dimensione trascendente o accompagnata da nostalgia, nel buddismo non vi è trascendenza. La desolazione descritta ne "Il Mare della Fertilità" è letteralmente tutto ciò che sembra esistere.
Il romanzo contemporaneo, nelle sue forme colte, ha assunto una dimensione spesso "massimalista", esplodendo in una vasta allegoria della multiforme varietà del mondo e del caos che vi pullula. Opere come "Infinite Jest", "2666" o "Europe Central" intrecciano vicende che si disperdono per giustapposizione, seppellendo l'ultima possibilità di una struttura coerente e gerarchica del mondo.

Tuttavia, "Il Mare della Fertilità" acquista retrospettivamente senso attraverso una riflessione non sulle cose in sé, ma su ciò che lega le cose tra loro e sulla natura della nostra percezione del mondo. Questo è reso possibile dal vuoto evocato da Satoko, che è insieme ciò che rende possibile l'esistenza delle figure del romanzo-mandala e che ne denuncia la loro inconsistenza.
La Grandezza di Mishima: Tra Fragilità e Contraddizione
La grandezza di Mishima non risiede nei suoi proclami politici o nella sua immolazione, ma nella dimensione tragica di uomo di lettere perennemente fuori posto nei suoi tentativi di influenzare la realtà. Il suo suicidio, un tentativo di sottrarsi all'imbalsamazione della parola scritta, lo ha tuttavia congelato nella posa del samurai fuori tempo massimo.
Questa contraddizione, pur invalidando in una certa misura il lavoro di Mishima come scrittore nel suo impatto, lo trasforma in un'icona della fragilità della posizione dell'uomo di lettere nel mondo contemporaneo. Mishima rimane il ragazzo debole e dubbioso, divorato da un'autocoscienza cannibalica, incapace di dimenticare la distanza che lo separa dal mondo, ma al contempo preda dell'ansia incessante di interagirvi.
Un Capolavoro Implacabile: La Letteratura alla Massima Potenza
La solidità della costruzione romanzesca, la precisione mimetica, la ricchezza dei dettagli e l'atmosfera implacabile di decadenza che si ritrova in ogni descrizione e in ogni gesto degli ultimi due romanzi confermano "Il Mare della Fertilità" come letteratura alla sua massima potenza. La tetralogia restituisce la storia di mezzo secolo di Giappone in tutte le sue più varie declinazioni, mettendo in scena il confronto disperato tra due modi opposti di concepire l'esistenza. E, soprattutto, è un'opera che, messa in relazione alla vita e alla morte di Yukio Mishima, acquista una profondità e una risonanza uniche.

