Il Natale è un momento intriso di magia, attesa e profonda spiritualità, specialmente quando si celebra la nascita di Gesù Bambino. Le filastrocche natalizie, in particolare quelle dedicate a questa natività, rappresentano un tesoro inestimabile di tradizioni e sentimenti, capaci di evocare immagini vivide e commuovere i cuori di grandi e piccini. Attraverso versi semplici ma potenti, queste poesie ci trasportano nell'atmosfera della grotta di Betlemme, facendoci rivivere l'emozione di quel primo, sacro Natale.

L'Invito al Presepio: Un Cammino di Fede

L'invito al presepio si apre con un'esperienza interiore, quasi un sussurro divino nel cuore di un bambino. Un angelo lo spinge a mettersi in cammino, promettendogli di trovare il suo Signore "più radioso di una fiamma, sui ginocchi della mamma". Questo incipit pone immediatamente l'accento sulla purezza dell'infanzia e sulla centralità dell'amore materno nel contesto della natività. Il cammino del bambino, pur affrontando "piccoli dolori", è segnato da una crescente leggerezza e gioia, culminando nella scoperta della grotta, umile ma sacra. La scena si popola di figure iconiche: la Madonna con il suo Bambino, l'angelo, i pastori, e i tre re magi giunti da lontano. Non mancano l'asino e il bue, testimoni silenziosi che con il loro fiato scaldano il neonato, un dettaglio carico di tenerezza e significato. L'adorazione finale e la preghiera per un dono "anche per voi" estendono il sentimento natalizio a chi ascolta o legge.

bambino che guarda il presepe

Il Presepe: Un Mondo in Miniatura

Il presepe, descritto in un'altra filastrocca, si trasforma in un microcosmo affascinante. Vi si dipingono "monti scoscesi, nudi ed erti" e un cielo di carta azzurra punteggiato d'oro, a contrasto con le "snelle palme dei deserti" che convivono stranamente "tra la neve coi pini e con l’alloro". Questo connubio di elementi naturali diversi crea un paesaggio quasi surreale, ma profondamente evocativo. Il prato di muschio, le casette sparse, il ponticello e il laghetto alpino aggiungono dettagli pittoreschi. La presenza di pastori e pastorelle con i loro armenti, un elefante e tante pecorelle, che si dirigono verso la "capannuccia del messia", dipinge un quadro di vita e movimento. La santa capanna, illuminata da una stella solitaria, attira una folla di fedeli in adorazione, inclusi i re magi ai piedi di Gesù. La scena si conclude con il Bambino che sorride, "stende le braccia a tutti quei fedeli", mentre angeli e cherubini scendono dal cielo, sottolineando la universalità dell'evento e la benevolenza divina.

L'Asinello di Gesù: Un Dono di Umiltà

La filastrocca sull'asinello di Gesù introduce un personaggio umile ma fondamentale. L'asinello, lasciando il suo gregge e la sua routine, si incammina verso il presepe, superando ostacoli come "strade senza siepi" e "pruni zuccherini". La scena è arricchita da dettagli naturali come "fiorire per le fratte" e fontane che "danno latte", e dalla presenza di "cherubini". Nonostante il suo aspetto "irsuto, bigio, brutto", l'asinello non porta doni materiali, ma il suo contributo è prezioso: "riscalderà col fiato il signore del creato". Questo sottolinea come anche le creature più umili possano partecipare a un evento sacro, offrendo ciò che possiedono, in questo caso, calore e presenza.

asinello nel presepe

La Notte Santa e la Nascita Divina: Luce e Meraviglia

Diverse filastrocche si concentrano sull'evento della nascita stessa, enfatizzando la luce e la meraviglia che essa porta. In "Presepio", una "notte fredda e serena" con la luna piena è illuminata dall'accendersi di una stella. La discesa degli angeli annuncia la nascita del "divino figliolo". Il Natale è descritto con un "dolce bimbo con la sua mamma" e un padre dal volto sereno che riempie la mangiatoia di fieno. Il freddo e il gelo sono contrastati dal calore offerto dall'asino e dal bue.

"E’ nato" dipinge un "fantolino più bello", vispo come un uccello, con "tutto il cielo negli occhi". La sua nascita in una grotta, "tra un asinello ed un bue", non sminuisce la sua regalità.

"Notte santa" evoca scintille d'argento nel cielo e un firmamento azzurro. Le campane invitano con "mistiche note arcane". Nella chiesetta, i ceri sacri brillano come gemme per il "bimbo di Betlemme", e il redentore invita al presepio, dove la preghiera sale "come un fiore".

"E’ nato, alleluia alleluia" è un inno gioioso che celebra la nascita del "sovrano bambino". La notte buia risplende di un "astro divino". Cornamuse, sonate e campane invitano tutti - pastori, massaie, genti vicine e lontane - a celebrare quest'ora attesa da "quattro mill’anni".

"Notte di prodigio" descrive il Cristo bambino con occhi acquamarina che si aprono al mattino. Le sue guance di melagrana, i suoi capelli brillanti di luce intrecciati con rosmarino, i polsi adorni di violette, e il profumo d'incenso che riempie la stanza quando respira, creano un'immagine di bellezza e purezza soprannaturale. La sua futura gloria è anticipata dalle vesti di broccato, blu e oro, tempestato di pietre.

La storia del Natale per bambini, il racconto della nascita di Gesù

Canti di Natale: Speranza e Rinascita

I "Canti di Natale" portano con sé messaggi di speranza e rinnovamento.

"Canto di Natale del ciliegio" menziona Giuseppe e Maria che cercano ciliegie e mele, con Maria che chiede qualcosa a Giuseppe, suggerendo un momento di vita quotidiana che precede l'evento sacro.

"Natale" nelle sue varie forme sottolinea la discesa dello spirito del mondo sulla terra, l'accensione di "mille fiaccole" che rischiarano la notte, e il risveglio della natura e del cuore umano. Lo spirito discende anche nell'uomo, accendendo "una fiamma d'amore e una speranza".

"Salus mundi" presenta una stalla bassa e oscura dove giace un neonato, ignorato dagli uomini ma conosciuto dai buoi. È la salvezza futura del mondo, abbandonato ai suoi rischi.

"Natale" (L.) contrappone la tristezza dell'inverno e del cielo spento alla fioritura di un "fiore eterno" tra il gelo, portando parole di pace e la rinascita del sole per chi sa vedere.

"Natale" (J.) descrive Maria tranquilla sulla paglia, Giuseppe che veglia il bambino, le ombre che danzano sulla porta della stalla. L'asino sbuffa, il gallo canta, le sagome dei pastori si stagliano sulla collina. L'aria è pervasa da "vita nuova" che copre il profumo di mirra.

"Natale" (E.) celebra la nascita del bambino nella capanna, la veglia di Giuseppe e Maria, la nuova stella che annuncia la "gran novella". Gli angeli cantano, invitando l'uomo a risorgere e sperare, a far nascere il bambino nel proprio cuore per ricevere luce e amore.

"Natale…che neve, che sera!" evoca una trasformazione magica: una stella che fa sembrare primavera, una siepe brulla che fiorisce, una melodia celestiale, il grido del pastore contento, un coro di fanciulli, il fruscio del vento. La cometa, il folleggiare della neve, il battere d'ali, il richiamo dell'angelo trionfale, la lanternina che illumina la stalla, il bove quieto, il ciuchino, il bimbo sulla paglia gialla, Maria che ammira il bambino, Giuseppe con la sua barba incanutita, e i re Magi che giungono dalle steppe, tutto contribuisce a creare un'atmosfera di incanto. Il coro celestial canta: "Auguri! Oggi è Natale!".

"Natale" (D.) racconta di un momento di sospensione del tempo: l'aria e il cielo immobili, gli uccelli fermi, gli operai sdraiati, il cibo a mezz'aria, le pecore e i capretti bloccati nei loro movimenti. Questo prodigio si conclude con la ripresa del movimento e il suono di un vagito: Gesù è nato.

"Natale" (S.) vede un angelo volare sotto le stelle, annunciando la nascita in un castello e poi presso tre pastori in una corte. I pastori si mettono in cammino con i loro greggi, e per la prima volta Gesù Bambino appare a "tre pastori poverelli".

"Natale" (D.) descrive un poveretto che non ha doni materiali da offrire al bambino, ma la sua faccia si illumina di cielo. Nella notte bianca, nonostante il sentiero aspro, si affretta alla capanna. Non avendo nulla da donare, scuote i suoi stracci, e "una cascata di gemme trabocchi", un dono inaspettato e prezioso.

"Natale" (G.) celebra la chiesetta del monte con la sua pastorale, l'apparizione della stella del Santo Natale e di un "angelico stuolo". Il Figlio di Dio è nato per "tutta la gente". La filastrocca interattiva chiede "Che ti ha portato il Bambino?" e elenca doni materiali come un aeroplano, arance, un burattino, libri, un vestito e un berretto. Ma il dono più grande, sentito solo nel cuore, è "la voglia di esser più buono".

"Natale" (M.) descrive un abete con una campana, un uccellino, una trombetta. Poi, nel silenzio, mentre annottava, si trovò una grotta. Maria accetta l'evento con un "Così sia". Sulla paglia, sognava la nascita di Gesù, e al suo risveglio lo vede in un mare di luce. Il bambino, piccolo come un uccellino, con le sue manine e piedini, viene scaldato dall'asino e dal bue. Giuseppe, rapito, adora in silenzio.

"Il vecchio Natale" arriva con la neve che forma un merletto sulla siepe e la campana che suona. Bussa a tutte le porte, portando a ogni bimbo un presepe, e alle mamme "virgulti" e oggetti che adornano ogni piccola cosa: "ninnoli, nastri, sfere, ceri attorti". Il vecchio cammina senza sosta, cantando le dodici ore che sussurrano "E’ nato!".

"Natale" (D.) ripete la scena della sospensione del tempo e della ripresa del movimento, culminando nella nascita di Gesù.

"Natale" (T.) descrive una terra bianca e un cielo grigio, campane a festa per la nascita. La Vergine è china sul bimbo, che giace sulla paglia fredda e viene scaldato dall'asino e dal bue. Angioletti in tunica bianca cantano ai greggi: "E’ Natale!".

"Quieta notte" dipinge un'atmosfera di pace e silenzio, dove solo la "diletta coppia santa" veglia, mentre il bel bimbo dorme in pace. Il primo annuncio ai pastori, con il cantico degli angeli, proclama che "Gesù il salvatore è qui!". L'amore sorride sulla bocca divina, e l'ora salvatrice risuona nel Natale di Cristo.

"Serenità natalizia" afferma che è Natale, e un angioletto si scalda presso il cuore della mamma. Nessun male deve far piangere i bambini; anche gli orfani e i tapini passino lieto questo giorno. L'angelo scende come neve, portando a tutti "i bei doni dell’amor!".

"La sacra famiglia" descrive scene di vita quotidiana: Maria che lava al ruscello con il canto degli uccellini, San Giuseppe che stende i panni sui rami, mentre l'acqua del ruscello scorre sorridendo.

Queste filastrocche, con la loro varietà di immagini e sentimenti, offrono uno spaccato profondo della tradizione natalizia legata alla nascita di Gesù Bambino, celebrando l'umiltà, la speranza, la luce e l'amore che questo evento continua a ispirare.

tags: #filastrocche #natale #gesu #bambino