La fecondazione assistita, un insieme di tecniche mediche volte ad aiutare le coppie con problemi di infertilità a realizzare il desiderio di genitorialità, rappresenta un campo in continua evoluzione e di fondamentale importanza per la salute riproduttiva. A Tricase, come in altre realtà, i percorsi di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) sono oggetto di attenzione e sviluppo, con l'obiettivo di offrire soluzioni efficaci e accessibili. Questo articolo esplora le diverse sfaccettature della PMA nella zona, analizzando le procedure, le strutture coinvolte, le sfide attuali e le prospettive future, con un focus particolare sui servizi offerti dalla Casa di Cura Prof. Petrucciani e sulle dinamiche regionali pugliesi.
Diagnosi e Percorsi Individualizzati per l'Infertilità
Prima di intraprendere un percorso di fecondazione assistita, è cruciale una diagnosi accurata delle cause di infertilità. Presso strutture dedicate, come la Casa di Cura Prof. Petrucciani, vengono eseguiti esami diagnostici ginecologici specifici per comprendere a fondo la situazione. Questi includono la conta dei follicoli antrali, fondamentale per valutare la riserva ovarica; il monitoraggio dell’ovulazione, per identificare eventuali irregolarità nel ciclo; l’endometriocultura, per escludere infezioni uterine che potrebbero ostacolare l'impianto; e test specifici, mirati a indagare problematiche più complesse.

Inoltre, la struttura è collegata a un'unità di ginecologia che, in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN), esegue interventi ginecologici strettamente correlati all'infertilità. Tra questi, l'isteroscopia, che permette di visualizzare l'interno dell'utero per identificare anomalie come polipi o fibromi; la laparoscopia, una tecnica chirurgica mininvasiva per esplorare la cavità addominale e pelvica, utile ad esempio per diagnosticare e trattare l'endometriosi o le aderenze tubariche; e la laporotomia, un intervento chirurgico più invasivo quando necessario.
Parallelamente, vengono affrontate le cause andrologiche di infertilità maschile. L'azoospermia, l'assenza di spermatozoi nel liquido seminale, può essere indagata e trattata attraverso la biopsia testicolare, una procedura mirata al recupero di spermatozoi direttamente dai testicoli. Altre condizioni come l'oligo-asteno-terato-spermia, caratterizzata da una bassa concentrazione, ridotta motilità e morfologia anomala degli spermatozoi, possono essere gestite efficacemente, spesso anche in regime di convenzione con il SSN.
Livelli di Assistenza PMA: dall'IUI alla FIVET/ICSI
La Procreazione Medicalmente Assistita si articola in diversi livelli di complessità, definiti in base alle tecniche impiegate. La Casa di Cura Prof. Petrucciani eroga PMA di secondo livello, essendo riconosciuta come Livello Essenziale di Assistenza (LEA). Questo significa che, grazie al supporto della Regione Puglia, questi servizi sono disponibili in convenzione con il SSN, un passo fondamentale per garantire a tutte le coppie il diritto alla maternità, indipendentemente dalle proprie condizioni economiche.
Inseminazione Intrauterina (I livello)
L'inseminazione intrauterina (IUI) rappresenta il primo livello di PMA. Questa tecnica può essere effettuata su ciclo ovulatorio spontaneo, ovvero quando la donna ovula naturalmente, o mediante una leggera stimolazione farmacologica finalizzata a ottimizzare la crescita follicolare. Il giorno dell'inseminazione, il campione di liquido seminale raccolto dal partner viene processato in laboratorio. Attraverso tecniche specifiche come lo "swim-up" (che sfrutta la motilità degli spermatozoi per separarli dal liquido seminale) o la separazione su gradiente di densità (che utilizza soluzioni a diversa densità per isolare gli spermatozoi migliori), si ottiene un preparato arricchito di spermatozoi con migliore motilità e morfologia. Questo preparato viene poi delicatamente introdotto nell'utero della donna, in prossimità del periodo ovulatorio.

Fecondazione in Vitro (II livello)
Le tecniche di fecondazione in vitro (FIVET e ICSI) rappresentano il secondo livello di PMA e prevedono un percorso più articolato.
Stimolazione Ovarica Controllata: Questa fase mira a indurre lo sviluppo di più follicoli ovarici, aumentando così le probabilità di ottenere ovociti maturi. Il monitoraggio della crescita follicolare avviene tramite ecografia transvaginale e analisi dei livelli ematici di estradiolo, un ormone prodotto dalle ovaie. Quando si osservano almeno tre follicoli di diametro superiore a 17 mm, si interrompe la stimolazione e si induce la maturazione finale degli ovociti mediante la somministrazione di gonadotropina corionica umana (hCG).
Prelievo Ovocitario (Pick-up): Eseguito in sala operatoria circa 36 ore dopo la somministrazione di hCG, il prelievo ovocitario consiste nell'aspirazione transvaginale dei follicoli ovarici sotto controllo ecografico. La procedura viene condotta in sedazione profonda per garantire il comfort della paziente. Il liquido follicolare aspirato viene immediatamente trasferito in laboratorio.
Inseminazione in Vitro: In laboratorio, sotto stereomicroscopio, l'embriologo identifica gli ovociti nel liquido follicolare. Circa 4 ore dopo il prelievo, si procede all'inseminazione. Esistono due tecniche principali:
- FIVET (Fecondazione in Vitro con Embryo Transfer): Gli ovociti vengono posti in una piastra di coltura contenente spermatozoi selezionati. La fecondazione avviene spontaneamente, con uno spermatozoo che penetra l'ovocita. Le indicazioni per la FIVET includono infertilità da fattore tubarico (quando le tube di Falloppio sono ostruite o danneggiate), infertilità inspiegata (quando non si identifica una causa precisa), fallimento di tre precedenti cicli di IUI, infertilità maschile lieve o moderata, e precedente fallimento di uno o più tentativi di FIVET.
- ICSI (Iniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo): Questa tecnica è riservata ai casi di grave fattore maschile, come severa oligo-asteno-teratospermia, o azoospermia con recupero di spermatozoi mediante tecniche di terzo livello (come il recupero testicolare). L'ICSI prevede l'iniezione diretta di un singolo spermatozoo selezionato all'interno di ciascun ovocita maturo, utilizzando una micropipetta.
TECNICHE DI FECONDAZIONE IN VITRO - FIVET E ICSI
- Coltivazione Embrionaria e Trasferimento Embrionario (ET): Dopo l'inseminazione (FIVET o ICSI), gli ovociti fecondati vengono posti in speciali terreni di coltura che ne supportano lo sviluppo. La coltura può essere prolungata fino allo stadio di blastocisti (circa 5-6 giorni di sviluppo), una fase embrionale avanzata che offre maggiori possibilità di impianto. L'utilizzo della tecnica "Time-Lapse" consente di monitorare continuamente lo sviluppo embrionario all'interno di un incubatore speciale, senza la necessità di estrarre l'embrione, preservandone al massimo le caratteristiche biologiche e le potenzialità di una gravidanza. La scelta degli embrioni da trasferire in utero si basa su criteri di morfologia e sul timing di divisione cellulare, valutati attentamente dall'embriologo. Il trasferimento in utero (ET) avviene solitamente 3 o 5 giorni dopo il prelievo ovocitario.
La Sfida del Centro PMA di Nardò e il Contesto Pugliese
La situazione della PMA in Puglia presenta criticità significative, come emerso da recenti indagini. Il centro di Procreazione Medicalmente Assistita di Nardò, che stoccava circa 300 campioni biologici, è stato chiuso nel 2019 per carenze strutturali. La prospettiva di trasferire questi campioni nella nuova struttura di Lecce si è rivelata complessa, evidenziando una disorganizzazione nella pianificazione regionale.

Il caso del centro di Nardò solleva interrogativi sulla gestione dei centri pubblici e sulla necessità di strutture adeguate. L'unica struttura pubblica di PMA del Salento doveva essere trasferita presso l'ospedale "Fazzi" di Lecce, ma la mancanza di spazi sufficienti ha rallentato il processo. La Regione ha richiesto un cronoprogramma al commissario straordinario della ASL, ma i tempi si misurano in mesi, creando incertezza per i pazienti.
Questo scenario porta a una situazione in cui la PMA in Puglia è, di fatto, affidata prevalentemente a strutture private. Si parla di un sistema che favorisce "consulenti" che indirizzano le coppie verso centri all'estero, come in Spagna. La programmazione regionale è rimasta, in molti casi, sulla carta. Attualmente, i centri pubblici attivi in Puglia sono solo due (a Bari e Conversano), e nessuno è ancora pienamente abilitato per il terzo livello di PMA (tecniche più complesse e avanzate). Il Policlinico di Bari dovrebbe attivare il terzo livello nel 2023, mentre per Lecce e Foggia i tempi sono ancora incerti. A completare la rete ci sono diverse strutture private di primo e secondo livello, alcune delle quali necessitano di ri-certificazione.
Le indagini condotte dal Nucleo degli ispettori della sanità hanno messo in luce ulteriori problematiche, tra cui presunte irregolarità amministrative e un presunto sistema di favori. L'inchiesta ha coinvolto anche la Sanitaservice, una società in-house della ASL salentina, in relazione all'acquisto di ambulanze.
Supporto e Tutela della Fertilità
Nonostante le sfide strutturali e organizzative, l'obiettivo primario rimane quello di offrire un supporto completo alle coppie. Presso la Casa di Cura Prof. Petrucciani, i percorsi di PMA sono caratterizzati da un'attenzione particolare alla persona. Il momento che precede l'avvio del percorso è dedicato allo studio accurato del caso clinico, con esami, acquisizione dei consensi e raccolta di tutta la documentazione indispensabile. I dubbi e le incertezze che possono sorgere vengono prontamente chiariti durante il colloquio con un'ostetrica specializzata.
Un aspetto sempre più rilevante è la tutela della fertilità, soprattutto per le donne che desiderano posticipare la ricerca di una gravidanza. La crioconservazione ovocitaria offre la possibilità di preservare la propria fertilità, conservando gli ovociti a basse temperature per un utilizzo futuro.
Durante l'intero percorso di PMA, i pazienti non sono mai soli. La partecipazione emotiva e l'attenzione alla persona sono considerate elementi fondamentali per fare la differenza, poiché la ricerca di una gravidanza può essere un'esperienza estremamente stressante. L'inclusione delle Associazioni di Pazienti nelle discussioni e nella definizione dei percorsi è un ulteriore tassello importante per garantire che le esigenze e le aspettative delle coppie siano al centro dell'offerta assistenziale.
La PMA rappresenta un campo complesso ma vitale, che richiede un impegno costante per garantire l'accesso a cure di qualità, l'aggiornamento delle strutture e la formazione del personale, con l'obiettivo finale di realizzare il sogno di tante famiglie.
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