Un esito negativo al primo ciclo di procreazione medicalmente assistita (PMA) non rappresenta un ostacolo determinante per il successo di un secondo tentativo. Anzi, intervenire tempestivamente può aumentare di molto le probabilità di ottenere un embrione vitale e una gravidanza a termine. La ricerca ha voluto rispondere a una domanda cruciale per molte coppie che si trovano ad affrontare un percorso di procreazione medicalmente assistita: il fallimento di un primo ciclo di trattamento condiziona negativamente le possibilità di successo di un secondo tentativo? I dati raccolti sembrano indicare il contrario: i risultati del secondo ciclo sono indipendenti dagli esiti del primo. Questa prospettiva rivoluzionaria sta trasformando il modo in cui la PMA viene concepita, passando da un singolo evento a un progetto di genitorialità personalizzato e a lungo termine.

La Scienza Dietro il Successo: Indipendenza degli Esiti e Miglioramento dei Parametri

“Spesso sono le pazienti stesse a tirare le somme sulla base della loro esperienza - spiega il dott. Alberto Vaiarelli, ginecologo e responsabile medico-scientifico del centro Genera di Roma - pensando che se nel primo tentativo sono stati ottenuti, ad esempio, solo embrioni cromosomicamente anomali, allora anche i prossimi lo saranno. Abbiamo voluto dimostrare con evidenze scientifiche che gli esiti clinici del primo ciclo non predicono quello che succederà dopo.” Questa affermazione è supportata da uno studio retrospettivo che ha incluso 1.286 secondi cicli di PMA eseguiti tra il 2015 e il 2021. L’età media delle pazienti era di 39 anni e il valore mediano dell’ormone anti-Mülleriano (AMH) pari a 1,2 ng/ml.

I ricercatori hanno analizzato numerosi parametri del primo ciclo - dall’età materna alla causa d’infertilità, fino agli esiti embriologici - per comprendere se influenzassero il secondo tentativo. Le pazienti hanno intrapreso un secondo ciclo per diversi motivi: mancata formazione di blastocisti (41%), fallimento d’impianto (20%), aborto (5%), o per protocollo DuoStim (26%), che prevede due stimolazioni in un unico ciclo mestruale.

Dall’analisi dei dati è emerso che il 48% delle pazienti ha prodotto un maggior numero di ovociti al secondo tentativo. La competenza ovocitaria è migliorata nel 40% dei casi, con un aumento medio del 3% nel tasso di blastocisti per ovocita. Anche il numero di blastocisti è aumentato nel 43% dei cicli successivi. Il tasso cumulativo di nati vivi dopo il secondo ciclo è stato del 24%, indipendentemente dal risultato del primo ciclo.

Un aspetto chiave emerso è che il tempo trascorso tra un tentativo e l’altro incide negativamente: ogni mese di ritardo è associato a una leggera diminuzione delle probabilità di successo. Dai nostri dati viene confermato che “le coorti follicolari sono indipendenti fra di loro, anche se i parametri clinici come età e riserva ovarica restano invariati - aggiunge Danilo Cimadomo, Research Manager di Genera - Una paziente che ha avuto pochi ovociti o embrioni nel primo ciclo non è destinata a ottenere lo stesso risultato. Il 90% di chi non ottiene ovociti al primo ciclo li ottiene nel secondo, e il 60% riesce ad avere embrioni vitali.”

Diagramma del ciclo di fecondazione in vitro

Dalla Coltura all'Impianto: La Cruciale Scelta del Giorno del Trasferimento Embrionale

La decisione su quando effettuare il trasferimento embrionale, se al terzo o al quinto giorno di sviluppo, è uno degli argomenti più importanti e dibattuti nell’ambito della riproduzione assistita. La valutazione della qualità di un embrione si basa sul numero e sulla simmetria dei blastomeri e sulla quantità di frammenti presenti.

Il Giorno 3: Vantaggi e Svantaggi

Il trasferimento al terzo giorno presenta alcuni vantaggi. Innanzitutto, vi è un rischio ridotto di perdita embrionale, poiché si evita il cosiddetto “collo di bottiglia” embrionale, che si verifica tra il giorno 3 e il giorno 5. Tuttavia, gli svantaggi includono una minore capacità di selezione degli embrioni vitali, dato il tempo limitato per valutarne la vitalità. Di conseguenza, la probabilità di impianto può essere inferiore rispetto ai blastocisti del giorno 5.

Il Giorno 5: La Blastocisti e i Suoi Benefici

Il trasferimento al quinto giorno, allo stadio di blastocisti, offre numerosi vantaggi. Si osserva un alto tasso di impianto, grazie allo sviluppo più avanzato dell’embrione. Naturalmente, gli embrioni raggiungono l’utero proprio in questa fase. La selezione embrionale è migliorata, poiché si hanno maggiori informazioni e capacità di osservare quali embrioni si sono bloccati nel loro sviluppo.

Tuttavia, vi è anche il rischio che alcuni embrioni non raggiungano lo stadio di blastocisti o si arrestino prima di raggiungerlo. Il blastocisti è una fase naturale e fondamentale dello sviluppo embrionale, che si raggiunge intorno al quinto o sesto giorno dopo la fecondazione. In questo momento, l’embrione ha già evoluto da un insieme di cellule simili tra loro a una struttura organizzata, con diversi tipi di cellule e funzioni differenziate. Il blastocisti è composto da due parti principali: la massa cellulare interna, che darà origine al futuro bambino, e il trofoectoderma, che formerà la placenta e le membrane che proteggeranno l’embrione. Tra queste due parti si trova una cavità piena di liquido, nota come blastocele.

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Coltura Prolungata e Selezione Embrionale

La coltura prolungata degli embrioni fino allo stadio di blastocisti, che presso l’Instituto Bernabeu si attesta intorno al 60% (circa il 70% con donazione di ovuli), permette di selezionare in maniera più efficace gli embrioni che hanno maggiori potenzialità di attecchire nell’utero. Conservando gli embrioni fino al 5º giorno, si è certi di quali possiedono la capacità di sviluppo adeguata ed si evitano trasferimenti futili al 3º giorno di embrioni destinati a morire.

Oltre alla selezione dell’embrione, il trasferimento al 5º giorno presenta un altro vantaggio: la sincronizzazione endometrio-embrione. Se ci concentriamo sulle biopsie embrionali, la realizzazione del processo al 5º giorno presenta numerosi vantaggi rispetto a quella effettuata al 3º giorno. Verranno sottoposti a biopsia solo gli embrioni che realmente raggiungeranno la fase di blastocisto. In poche parole, la coltura fino al 5º giorno di sviluppo embrionale è un processo complesso che permette di migliorare la selezione dell’embrione da trasferire, evitando gravidanze gemellari e ottenendo buoni risultati di gravidanze sane.

Personalizzazione del Trattamento FIV: Un Approccio Su Misura

La personalizzazione del trattamento FIV è fondamentale per aumentare le probabilità di successo. Ogni paziente è diverso e necessita di un approccio adattato alle sue esigenze e condizioni specifiche. Presso centri come Vida Fertility, si effettua un’analisi approfondita per determinare il miglior giorno per il trasferimento embrionale.

Domande Frequenti sul Trasferimento Embrionale

Cosa si può fare dopo due trasferimenti negativi?È fondamentale rivedere la storia clinica ed effettuare test aggiuntivi come quelli relativi alla ricettività endometriale, l’analisi della frammentazione del DNA spermatico a doppio filamento o lo screening delle aneuploidie (PGS) per identificare possibili cause sottostanti.

Ho avuto aborti ripetuti, quale giorno è migliore per effettuare il trasferimento embrionale?È più naturale effettuare il trasferimento al giorno +5, per i vantaggi già visti in precedenza. In caso di aborti ripetuti, sarebbe consigliabile effettuare alcuni test come il PGS, test immunitari o ematologici. In questo modo si riuscirebbe a massimizzare la vitalità dell’embrione.

È meglio il trasferimento dell’embrione il giorno 3 o 5?La scelta dipende da molti fattori. Lo sviluppo embrionale è migliorato con l’evoluzione scientifica della riproduzione assistita e della coltura embrionale. Questa evoluzione ha permesso di acquisire più informazioni sugli embrioni per poterli selezionare al meglio per il trasferimento. In genere, quando si aveva un numero basso di embrioni, si tendeva a trasferire al giorno +3, mentre attualmente possiamo continuare lo sviluppo con garanzie fino al giorno +5, massimizzando le possibilità grazie a maggiori informazioni, capacità di selezione e stabilendo una sincronizzazione più naturale con l’endometrio.

Posso effettuare il trasferimento embrionale al giorno 3 se i miei embrioni sono sottoposti a DGP?Nel Vida Fertility Institute, il DGP o PGT viene eseguito allo stadio di blastocisto, quindi lo si effettua al giorno +5 o +6 a seconda dello sviluppo degli embrioni. In questo senso, non si potrebbe effettuare il trasferimento al giorno +3.

È consigliabile effettuare un trasferimento di due embrioni di buona qualità al giorno 3?Presso il Vida Fertility Institute, si effettua il trasferimento al giorno +5 dello sviluppo, consigliando il trasferimento di un unico embrione. Il trasferimento di un embrione riduce il rischio di gravidanza multipla e quindi, di un aumento delle complicazioni associate alla gravidanza.

Il trasferimento degli embrioni può essere effettuato al quarto giorno?Non è comune effettuare il trasferimento al giorno 4, poiché generalmente si attende un giorno in più per ottenere le informazioni sul completamento dello sviluppo. In questo modo, si effettua una migliore selezione dell’embrione da trasferire. In ogni caso, il trasferimento di una morula (embrione al giorno +4) di buona qualità morfologica ha risultati comparabili a quelli di un blastocisto.

Diagramma comparativo dello sviluppo embrionale al giorno 3 e giorno 5

Trasferimento di Embrioni Freschi vs. Crioconservati: Una Valutazione Equilibrata

In passato si riteneva che fosse preferibile l’impianto dell’embrione fresco. Tuttavia, i dati oggi disponibili permettono di affermare che non vi sono differenze rilevanti tra le due diverse tecniche. I risultati ottenuti con embrioni congelati sono dunque molto simili a quelli che si conseguono con embrioni freschi.

I vantaggi del trasferimento di embrioni crioconservati includono la possibilità di sottoporre la donna a un unico ciclo di stimolazione ovarica, dalla quale si cerca di fecondare un maggior numero di ovociti. Inoltre, gli embrioni in sovrannumero si possono conservare anche quando l’organismo di una donna non è pronto all’impianto per diverse motivazioni di tipo medico. Dei 29.226 embrioni scongelati nel 2017, 27.528 sono sopravvissuti allo scongelamento con un tasso di sopravvivenza del 94,2%.

Il Ruolo Cruciale dell’Endometrio e la Finestra d’Impianto

In qualsiasi gravidanza, l’endometrio svolge un ruolo fondamentale. Affinché questo si possa impiantare nel modo corretto, secondo alcuni studi, quest’ultimo deve raggiungere uno spessore compreso tra 7 e 10 millimetri, e questo si ottiene grazie alla somministrazione di estrogeni e progesterone. La finestra d’impianto è rappresentata da un intervallo temporale ben preciso che si colloca tra i 6 e i 10 giorni dopo il picco dell’ormone LH.

Il ciclo mestruale della donna viene monitorato, secondo tempi prefissati, per seguire la proliferazione dell’endometrio e individuare l’ovulazione. In caso di protocolli su ciclo naturale, l’utilità dell’assunzione di progesterone è dibattuta. Questi protocolli sono ovviamente basati sull’uso di farmaci, due in particolare: estrogeni e progesterone. Questi protocolli hanno un costo maggiore e sono potenzialmente associati ad eventi avversi legati alla supplementazione estrogenica. La prima parte del protocollo prevede la somministrazione di estrogeni per via orale o vaginale o transdermica. L’aggiunta di ormoni agonisti GnRH agli estrogeni può prevenire ovulazioni spontanee.

La PMA come Progetto Familiare: Una Strategia Multiciclo

Secondo gli esperti, i dati suggeriscono la necessità di un cambiamento di prospettiva: non bisogna considerare la PMA come un singolo trattamento, ma come un progetto di genitorialità personalizzato, con obiettivi di medio-lungo periodo. “E’ necessario considerare la PMA come una strategia multiciclo - conclude Vaiarelli - utile non solo per ottenere una gravidanza, ma per realizzare un vero e proprio progetto familiare, che può prevedere uno o più figli. I centri specializzati e all’avanguardia basano il loro lavoro su un miglioramento continuo del trattamento e delle tecnologie a disposizione e su un counseling precoce e personalizzato, già dal primo colloquio. L’unica vero consiglio che possiamo dare, di fronte a un primo tentativo andato male, è che dobbiamo andare avanti, senza giudicare un esito negativo iniziale, dato che nei successivi cicli le chance di successo aumentano progressivamente.”

La PMA, attraverso un approccio scientifico rigoroso e una visione a lungo termine, si configura sempre più come un percorso di realizzazione del desiderio di genitorialità, offrendo speranza e concrete possibilità di successo anche dopo un primo tentativo negativo. La comprensione approfondita delle fasi dello sviluppo embrionale e la personalizzazione dei trattamenti sono chiavi fondamentali per massimizzare le possibilità di una gravidanza sana e serena.

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