Il Ministero della Salute ha recentemente presentato una proposta di aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), un passo atteso da otto anni dal precedente aggiornamento del 2017. Questo documento, frutto del lavoro della Commissione nazionale LEA, integra le più recenti evidenze scientifiche, le istanze delle associazioni di pazienti e le raccomandazioni delle società scientifiche. Tra le innovazioni più significative, in particolare nell’ambito delle malattie rare e della salute materno-infantile, spicca l’introduzione del test prenatale non invasivo (NIPT) sul DNA fetale, destinato a migliorare lo screening delle principali trisomie fetali.

DNA fetale in esame

Ampliamento dello Screening Neonatale Esteso e Nuove Patologie Rare

Una delle novità di rilievo riguarda l’ampliamento del programma di screening neonatale esteso. Oltre all’inclusione della Atrofia Muscolare Spinale (SMA), il programma si arricchisce con l’identificazione di otto nuove patologie genetiche e metaboliche gravi. Queste includono le immunodeficienze combinate gravi (SCID), il deficit di adenosina deaminasi (ADA-SCID) e il deficit di purina nucleoside fosforilasi (PNP-SCID). Vengono inoltre aggiunte l’iperplasia surrenalica congenita da deficit della 21-Idrossilasi, la mucopolisaccaridosi tipo 1 (MPS I), l’adrenoleucodistrofia legata all’X (X-ALD), la malattia di Fabry, la malattia di Gaucher e la malattia di Pompe. Queste aggiunte rappresentano un progresso fondamentale per la diagnosi precoce e la gestione tempestiva di condizioni che, se non identificate precocemente, possono avere conseguenze significative sullo sviluppo del neonato.

Il Test Prenatale Non Invasivo (NIPT) sul DNA Fetale

Nell’ambito dell’assistenza specialistica ambulatoriale, l’introduzione del test prenatale non invasivo (NIPT) sul DNA fetale è una delle innovazioni più attese. Questo test analizza frammenti di DNA del feto che circolano nel sangue materno, offrendo una valutazione del rischio per le principali trisomie, come la sindrome di Down (trisomia 21), la sindrome di Edwards (trisomia 18) e la sindrome di Patau (trisomia 13). La sua esecuzione è possibile a partire dalla decima settimana di gravidanza. Il NIPT si basa sulla ricerca e l’analisi del DNA fetale libero circolante nel sangue materno, rappresentando una metodologia di screening sempre più diffusa grazie alla sua natura non invasiva e priva di rischi per la gravidanza.

Funzionamento, Indicazioni e Limiti del NIPT

Il test del DNA fetale (NIPT) funziona analizzando la frazione di DNA fetale presente nel sangue materno. Sebbene sia una metodica di screening con elevata sensibilità e specificità per le trisomie più comuni, è fondamentale comprendere i suoi limiti. Il NIPT non è uno strumento diagnostico definitivo, ma indica una probabilità che il feto presenti anomalie cromosomiche. Pertanto, si possono verificare esiti di falsi positivi (il test segnala un’anomalia che in realtà non è presente) o falsi negativi (il test non rileva un’anomalia effettivamente presente).

Per questo motivo, i risultati di un test del DNA fetale devono essere sempre accompagnati da un’accurata consulenza genetica e familiare, sia prima che dopo l’esecuzione del test. Questa consulenza è essenziale per individuare eventuali fattori di rischio materni e paterni che potrebbero incidere sullo sviluppo di anomalie cromosomiche. Un risultato negativo del test, infatti, non può escludere al 100% la presenza di anomalie, e un esito positivo richiede necessariamente il ricorso a procedure strumentali invasive per confermare o escludere in modo più attendibile la diagnosi.

Il momento ideale per eseguire il NIPT è tra la 10ª e la 13ª settimana di gravidanza, in linea con le indicazioni regionali. Un’esecuzione troppo precoce potrebbe comportare una frazione di DNA fetale insufficiente per un’analisi affidabile.

Diagramma del test NIPT

Accessibilità del NIPT e Nuove Prestazioni Specialistiche

L’aggiornamento dei LEA prevede che il NIPT venga offerto gratuitamente alle gestanti. I criteri di accesso per la valutazione del rischio delle Trisomie 13, 18, 21, X e Y sono stabiliti nel documento: il test sarà offerto gratuitamente nell'ambito di tutte le gravidanze in cui sia stato individuato un rischio compreso tra 1/11 e 1/1000, a seguito di una prima valutazione effettuata con le prestazioni di "HCG Frazione Libera e PAPP-A" e "Ecografia Ostetrica per lo studio della traslucenza nucale". Questo rappresenta un passo avanti significativo verso una maggiore equità nell’accesso a tecnologie di screening avanzate.

Oltre al NIPT, l’aggiornamento dei LEA introduce altre importanti prestazioni specialistiche ambulatoriali. Tra queste figurano nuovi test genetici oncologici per la medicina di precisione, il dosaggio dell’enzima ADAMTS13 per la diagnosi della porpora trombotica trombocitopenica, la terapia psicoeducazionale per i disturbi dell’alimentazione e l’elastografia epatica, volta a ridurre la necessità di biopsie invasive in caso di epatopatie croniche. Viene inoltre introdotto il test genetico CYP2C9 per la farmacogenomica nella sclerosi multipla, un esempio di come la genetica stia diventando fondamentale nella personalizzazione delle terapie.

Assistenza Protesica e Sorveglianza Oncologica

In ambito protesico, i nuovi LEA reinseriscono ausili su misura e dispositivi pronti all’uso precedentemente esclusi, come gli "Ausili per comunicazione e informazione - orologio tattile" per persone non vedenti, che erano presenti nel nomenclatore del 1999. Inoltre, i nuovi LEA introducono un programma di sorveglianza attiva per le donne portatrici delle varianti genetiche BRCA1 e BRCA2, identificate come a rischio di sviluppare tumori al seno o alle ovaie. Questo programma prevede una serie di controlli specialistici (visite senologiche, mammografie, ecografie, risonanze e consulenze oncologiche e ginecologiche) che entreranno nei LEA, con un target stimato di oltre 10.000 donne all'anno.

Diagnosi Prenatale Non Invasiva: l'importanza della consulenza psicologica

Nuove Malattie Croniche e Invalidanti e Aggiornamenti Normativi

L’aggiornamento dei LEA vede anche l’inserimento di nuove malattie croniche e invalidanti, tra cui la fibromialgia severa, l’idrosadenite cronica suppurativa allo stadio III e la malattia polmonare da micobatteri non tubercolari. Vengono inoltre introdotte nuove patologie nell’elenco delle malattie esenti, con modifiche di nomenclatura e allargamento di gruppi di patologie esistenti. Tra queste, si segnalano le encefalopatie di sviluppo ed epilettiche, le dermatosi acantolitiche autosomiche dominanti, le malattie autoimmuni del fegato, la malattia di Kawasaki (limitatamente a specifiche classi di rischio), la sindrome sistemica da aumentata permeabilità capillare (malattia di Clarkson), la spina bifida (forme di meningocele e mielomeningocele) e l’insufficienza intestinale cronica benigna (limitatamente a forme cliniche specifiche).

Il percorso di approvazione del DPCM che aggiorna i LEA prevede passaggi cruciali: valutazione di sostenibilità economica da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, approvazione in Conferenza Stato-Regioni e infine un parere dalle Commissioni parlamentari competenti. La proposta, una volta approvata, porterà un impatto economico stimato di circa 149,5 milioni di euro l’anno sul Servizio Sanitario Nazionale.

È importante sottolineare che alcune regioni, come l'Emilia-Romagna, hanno già iniziato a offrire il NIPT gratuitamente come parte del percorso nascita regionale, con l'obiettivo di estendere l'offerta a livello nazionale. In Lombardia, ad esempio, è stata prevista una fase propedeutica di sei mesi con il Policlinico di Milano come centro di riferimento, prima che lo screening prenatale venga offerto a regime a tutte le donne in gravidanza. Questo approccio regionale, seppur con tempistiche e modalità variabili, mira a garantire un accesso più diffuso a queste importanti tecnologie di screening.

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