Leonardo da Vinci, genio universale del Rinascimento, dedicò una parte significativa della sua insaziabile curiosità allo studio del corpo umano. I suoi disegni anatomici, oggi custoditi presso il Castello di Windsor, rivelano un’indagine profonda e pionieristica in molteplici discipline mediche, anticipando scoperte che sarebbero state formalizzate solo secoli dopo. Tra le sue aree di interesse, l’anatomia ostetrica e la riproduzione umana occupano un posto di rilievo, testimoniando la sua abilità nel rappresentare la complessità della vita in formazione, pur con alcuni limiti dettati dalle conoscenze e dalle possibilità del suo tempo.

La Ricerca Anatomica di Leonardo: Un Percorso Storico e Scientifico
Lo studio dell'anatomia umana, sebbene conosciuto fin dall'antica Grecia, subì un’evoluzione lenta nel corso dei secoli. La pratica della dissezione di cadaveri, osteggiata dalla Chiesa per motivi religiosi, vide un parziale rinnovamento nel 1215 con un decreto di Re Federico II di Svevia, volto a consentire tali pratiche a fini artistici e scientifici. Tuttavia, il divieto imposto da Bonifacio VIII nel 1299 con il suo "De Sepulturis" ripristinò una forte opposizione. Nonostante ciò, nel 1300, il medico Mondino de’ Liuzzi fondò a Bologna la prima scuola di anatomia umana in Europa, pubblicando nel 1316 "L'Anatomia", un testo che ebbe una notevole influenza, anche su Leonardo.
La pubblicazione del "De Humani Corporis Fabrica" (1543) da parte del medico fiammingo Andrea Vesalio segnò una svolta epocale, presentando una rappresentazione veritiera del corpo umano grazie allo studio diretto dei cadaveri dissezionati. Questa innovazione pose le basi per le successive deduzioni sulla "macchina-uomo" fatte da Leonardo, che aveva già intrapreso i suoi studi anatomici, probabilmente iniziati intorno al 2 aprile 1489.
Leonardo da Vinci concepì un ambizioso progetto di trattato di anatomia, che avrebbe dovuto essere suddiviso in 120 parti. Sebbene questo trattato completo non vide mai la luce, i suoi fogli anatomici, oltre un migliaio distribuiti in 119 fogli, costituiscono un patrimonio inestimabile. Questi appunti e disegni, raccolti e studiati nel corso di vent'anni di vita dedicati a questa disciplina, miravano a comprendere le funzionalità del corpo, riducendone la complessità a principi primi e unitari.

L'Utero e il Feto: Rappresentazioni Rivoluzionarie
Uno degli aspetti più sorprendenti degli studi anatomici di Leonardo riguarda l'embriologia e l'apparato riproduttivo femminile. Già in epoca classica, con Aristotele, vi era stato interesse per la formazione del feto nell'utero materno. Leonardo da Vinci, con la sua insaziabile curiosità, si avvicinò allo studio dell'apparato riproduttivo, prima analizzando quello dei bovini e poi quello umano.
Nel "Foglio 18" dei suoi "Quaderni di anatomia", Leonardo rappresenta per la prima volta nella storia della medicina la posizione del feto all'interno dell'utero in modo corretto. Questo è un contributo di valore inestimabile, che supera le rappresentazioni precedenti. Inoltre, per la prima volta, l'utero appare con una sola cavità, contraddicendo la teoria ippocratica, immutata per secoli, che attribuiva all'organo due cavità distinte.

L'Apparato Vascolare Uterino e Cervicale
La precisione di Leonardo si estende anche alla rappresentazione del sistema vascolare. Nei suoi disegni, l'arteria uterina e il sistema vascolare della cervice e della vagina sono disegnati con un'esattezza senza precedenti per l'epoca. Questa dettagliata osservazione della complessa rete di vasi sanguigni che irrorano questi organi dimostra una profonda comprensione della loro fisiologia.
La Placenta: Un Punto Critico e un Errore Comprensibile
Nonostante la straordinaria accuratezza in molti aspetti, lo studio di Leonardo sulla placenta presenta un'inesattezza significativa. Nel suo disegno, la placenta è raffigurata con formazioni bottoniformi interne alla parete uterina, i cosiddetti "cotiledoni". Questa rappresentazione è chiaramente quella della placenta di una mucca, non di quella umana.
Questo errore, secondo gli studiosi, è probabilmente dovuto al numero limitato di dissezioni di donne gravide che Leonardo poté eseguire. Si stima che Leonardo abbia eseguito un numero considerevole di autopsie per il suo tempo, affermando di averne condotte non meno di trenta. Tuttavia, la dissezione di un utero umano gravido con la sua placenta era un evento raro e complesso. La sua comprensione della placenta umana era quindi inadeguata, portandolo a proiettare le sue conoscenze acquisite da altre specie animali, come dimostrato dal disegno "lato A del foglio 19".

Altre Innovazioni Anatomiche di Leonardo
L'indagine anatomica di Leonardo non si limitò all'apparato riproduttivo. I suoi studi sul cuore sono eccezionali, mettendo in evidenza l'endocardio, le corde tendinee, le trabecole intraventricolari e il fascio moderatore del ventricolo destro, oggi noto come corda di Leonardo. Scoprì anche la presenza del cosiddetto foro di Botallo nell'adulto, un'osservazione che precedette quella di Botallo stesso.
Nel sistema respiratorio, Leonardo disegnò con accuratezza l'albero bronchiale e l'insieme dei polmoni, dimostrando correttamente che i bronchi terminano a fondo cieco e che l'aria non passa direttamente nel cuore.
Il cervello fu un altro organo di grande interesse. Leonardo lo sezionò in tagli seriali, disegnandone la base con le origini apparenti dei principali nervi cranici. Utilizzando la tecnica della cera fusa, riempì le cavità cerebrali, ottenendo modelli tridimensionali che gli permisero di studiare la complessa rete nervosa.
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La Tecnica e gli Strumenti di Leonardo
La pratica della dissezione ai tempi di Leonardo era osteggiata e non priva di rischi. È probabile che Leonardo fosse costretto a condurre le sue ricerche in segreto, durante la notte, rischiando infezioni dai cadaveri in putrefazione. Per superare le limitazioni degli strumenti dell'epoca, Leonardo creò egli stesso particolari strumenti chirurgici, dimostrando una notevole ingegnosità tecnica.
La tecnica della cera fusa, impiegata per riempire le cavità di organi come cervello, cuore e arterie, gli permise di studiare meglio le loro strutture interne. Questa tecnica fu fondamentale anche per la sua osservazione sull'arteriosclerosi e sull'ispessimento delle pareti dei vasi sanguigni con l'avanzare dell'età.
L'Intento Artistico e Scientifico
Inizialmente, lo studio dell'anatomia per Leonardo ebbe uno scopo prevalentemente artistico: ricreare con autenticità la forma e il movimento del corpo umano nelle sue opere. La sua profonda conoscenza della muscolatura e delle ossa è evidente in dipinti come il "San Girolamo" (circa 1480), dove i tendini del collo e la muscolatura del braccio sono resi con maestria. Lo studio delle articolazioni gli permise di esprimere con unicità le emozioni e la tensione nei suoi personaggi, come nelle mani della Madonna ne "La Vergine delle Rocce" o quelle della Monna Lisa.
Tuttavia, con il progredire delle sue ricerche, Leonardo sviluppò una vera e propria passione per gli studi anatomici, trasformandoli da mezzo a fine. Approfondì la fisiognomica, studiando le espressioni facciali e ipotizzando una correlazione tra cuore, emozioni e carattere. I suoi studi di fisiologia umana sistematizzarono canoni di misura del corpo basati su specifici rapporti. Criticò apertamente lo stile muscolare esasperato di Michelangelo, ritenendolo privo di conoscenze fisiologiche.
Anatomia Patologica e Studi sulla Longevità
Leonardo si dedicò anche all'anatomia patologica, studiando la crescita dell'individuo dall'infanzia alla vecchiaia e indagando le cause della morte. Durante un soggiorno a Firenze, visitò l'ospedale di Santa Maria Nuova, dove ebbe modo di raccogliere l'anamnesi di un ultranovantenne in fin di vita, scoprendo che la causa del decesso era stata un blocco vascolare. Intuì che il funzionamento corporeo dipendesse dalla respirazione e dalla circolazione sanguigna.
La Sede dell'Anima e il "Sensus Communis"
Nel contesto dell'Umanesimo e del Rinascimento, Leonardo si interrogò sulla sede dell'anima. Attraverso i suoi studi sul cervello, riempito con cera fusa, e l'analisi dei nervi collegati al midollo spinale, ipotizzò una connessione con il "sensus communis", da lui localizzato nel cervello e inerente all'anima umana.
L'Occhio e la Visione
Leonardo studiò anche l'occhio e le sue funzioni, identificandone componenti come la retina e il cristallino, sebbene non ne cogliesse appieno il corretto funzionamento. Si rese conto che la visione umana non si limitava a una linea retta centrale, ma includeva una visione laterale, che permetteva di percepire oggetti non direttamente frontali.
L'Eredità e il Silenzio dei suoi Studi
Sebbene Leonardo da Vinci abbia compiuto errori di valutazione, come nella contrazione muscolare, le sue scoperte furono straordinarie. Intuì funzioni oculari anticipando studi successivi e comprese il comportamento di tendini e nervi sotto stimolo. La sua straordinaria abilità artistica, unita a una profonda comprensione delle proporzioni architettoniche e a un'intuizione ingegneristica, ci sono pervenute sotto forma di disegni, quadri e affreschi, testimonianza di un'armonia di forme, colori e sfumature.
Tuttavia, il suo contributo anatomico rimase in gran parte "silenzioso" per molto tempo, poiché i suoi scritti rimasero celati. Un esempio emblematico è la scoperta del seno paranasale sottorbitario da parte del medico inglese Highmore nel 1651, scoperta già studiata e rappresentata da Leonardo più di un secolo prima nei suoi disegni.
Gli studi anatomici di Leonardo, inclusi quelli ostetrici, rappresentano un contributo di valore incommensurabile alla comprensione del corpo umano, dimostrando la sua capacità di osservazione, analisi e rappresentazione, nonostante i limiti imposti dal suo tempo.

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