Il dottor Giorgio Colarieti, figura di spicco nel campo della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) e fondatore del centro dedicato presso l'Ospedale Ruggi di Salerno, ha recentemente rassegnato le dimissioni. Questa decisione, motivata da ragioni etiche e professionali, segna un punto di svolta non solo per la sua carriera, ma solleva anche interrogativi importanti sul futuro della sanità pubblica e sulla gestione delle eccellenze mediche.
Le Motivazioni di un Medico: Cura Contro Burocrazia
Le parole del dottor Colarieti risuonano con forza, delineando un profondo disagio nei confronti di quella che percepisce come una crescente burocratizzazione del sistema sanitario. "La medicina è cura e non burocrazia", afferma con determinazione, esprimendo un sentimento condiviso da molti professionisti che vedono snaturata la missione originaria dell'ospedale: mettere il paziente al centro. Colarieti ha sempre rifiutato l'idea di essere considerato un semplice "dipendente di un'Azienda", preferendo sentirsi parte di una comunità ospedaliera dedicata alla salute delle persone.

La sua visione della medicina è incentrata su "cura, presenza, ascolto", concetti che contrastano nettamente con un "processo burocratico o un ingranaggio amministrativo". Questa filosofia ha guidato il suo operato fino all'ultimo giorno, con la ferma convinzione che il malato debba sempre essere la priorità assoluta.
La Nascita e lo Sviluppo di un Centro d'Eccellenza
Il dottor Colarieti lascia un'eredità tangibile: una struttura di Procreazione Medicalmente Assistita costruita con anni di "lavoro, sacrifici, gioie, notti insonni e, sì, anche lotte mediatiche". Questo centro, oggi riconosciuto e solido, vanta un tasso di gravidanze superiore alla media nazionale, testimonianza concreta dell'efficacia della dedizione e della competenza quando messe nelle giuste condizioni operative.

Il successo del centro PMA non è attribuito unicamente al suo fondatore, ma è il risultato delle "storie, delle lacrime, dei sorrisi e della determinazione di chi ha creduto in noi". Colarieti tiene a sottolineare che questo traguardo appartiene a tutti coloro che hanno contribuito, dai pazienti al personale.
Un Addio che Solleva Preoccupazioni: La Fuga delle Eccellenze
Le dimissioni del dottor Colarieti, sebbene presentate con effetto immediato e in anticipo rispetto al pensionamento previsto per il 1° dicembre 2025, non rappresentano un semplice passaggio di consegne. Come sottolineato da Pino Bicchielli, deputato salernitano di Forza Italia, questa scelta "testimonia un disagio profondo e ormai non più ignorabile". La sua uscita è vista come una "perdita pesante per la sanità salernitana" che si aggiunge a una "lunga serie di professionisti che negli ultimi anni hanno abbandonato il Ruggi, impoverendo il capitale umano di un presidio che dovrebbe essere il cuore dell’assistenza territoriale".

Questo fenomeno viene definito un "campanello d’allarme che non può più essere ignorato". Quando medici di tale calibro decidono di andarsene, non si tratta di una scelta individuale, ma del "sintomo di un sistema che non funziona". La sanità salernitana, secondo Bicchielli, "merita rispetto, programmazione e capacità di trattenere le proprie eccellenze".
Il Centro PMA: Un Faro di Speranza per Migliaia di Coppie
Il Centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) del Ruggi d'Aragona di Salerno, fondato e guidato dal dottor Colarieti, è diventato un punto di riferimento per migliaia di coppie che affrontano il difficile percorso verso la genitorialità. Nonostante le dimissioni del suo fondatore, la struttura continua a operare, rappresentando un'eccellenza nel settore pubblico campano e servendo un bacino d'utenza stimato in circa un milione di abitanti.

Il successo del centro è stato celebrato anche con la nascita del primo bambino concepito tramite PMA presso la struttura ospedaliera, un evento che simboleggia la speranza e la realizzazione dei sogni per molte famiglie. Negli anni, il dottor Colarieti ha portato in alto il nome del Ruggi, facendone conoscere il presidio ospedaliero a livello nazionale e internazionale per la sua eccellenza nel campo della PMA.
Il Futuro Professionale di Colarieti: Continuità nella Passione
Nonostante le ragioni che lo hanno spinto a lasciare l'ospedale pubblico, il dottor Colarieti non intende abbandonare la professione medica. Ha infatti dichiarato che la sua attività professionale "continuerà, con lo stesso impegno e la stessa passione, presso altre strutture di prestigio che hanno scelto di credere nel mio modo di essere medico". Questa scelta sottolinea il suo impegno incrollabile verso la cura dei pazienti e la sua determinazione a perseguire un modello medico basato sull'umanità e sull'ascolto.
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Un abbraccio sincero è rivolto alle sue pazienti, definite "amiche" e "compagne di viaggio", che sono state e continuano ad essere "la forza, il coraggio e il senso più profondo del suo lavoro".
La Replica dell'Azienda Ospedaliera Ruggi
In una nota stringata, la Direzione Strategica del Ruggi ha precisato che il dottor Colarieti ha rassegnato le dimissioni in data 26 agosto, con tre mesi di preavviso e rinunciando all'intrattenimento in servizio, una precisazione che mira a delineare i termini formali della sua uscita. Tuttavia, questa replica non attenua le preoccupazioni sollevate dalle motivazioni etiche e professionali addotte dal ginecologo.
Un Sistema da Riformare: L'Urgenza di Valorizzare le Eccellenze
La vicenda del dottor Colarieti non è un caso isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio di professionisti di alto calibro che scelgono di lasciare le grandi aziende ospedaliere pubbliche per ragioni etiche e per il crescente contrasto con la burocrazia. Come affermato da Andrea De Simone, ex presidente della Provincia e senatore, "Nella struttura pubblica si premiano i mediocri obbedienti e si lasciano andar via i professionisti seri".
La fuga silenziosa dei migliori professionisti potrebbe rivelarsi drammatica per la qualità dell'assistenza sanitaria e per il ruolo strategico degli ospedali sul territorio. È necessaria un'azione immediata e lucida per riportare al centro la missione autentica della medicina: cura, ascolto e vicinanza, garantendo che le eccellenze mediche vengano valorizzate e trattenute all'interno del sistema sanitario pubblico.
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