Il parto è un momento fisiologico cruciale nella vita di una cagna, un evento che porta gioia e l'espansione della famiglia, ma che può anche essere accompagnato da complicazioni che richiedono attenzione e prontezza d'intervento. La salute della madre e dei cuccioli nelle delicate ore e giorni successivi al parto è di primaria importanza, e una conoscenza approfondita dei potenziali problemi può fare la differenza tra un recupero rapido e complicazioni più serie, persino fatali.

La Temperatura Post-Parto: Un Indicatore Cruciale
La temperatura corporea normale di un cane si aggira tra i 38,5°C e i 39°C. Tuttavia, è importante notare che le cagne in gravidanza, durante il parto e nel periodo di allattamento possono presentare un range di temperatura leggermente differente. Una lieve piressia, ovvero un aumento della temperatura corporea, nei due giorni successivi al parto è considerata normale. Questo è un fenomeno fisiologico che il corpo della madre sperimenta per adattarsi ai cambiamenti e allo stress del parto. Tuttavia, se la temperatura supera i 39°C e persiste oltre questo lasso di tempo, o se la cagna appare depressa, letargica o mostra gonfiore addominale, è fondamentale indagare la causa sottostante, poiché potrebbe essere un sintomo di complicanze post-parto. La monitoraggio attento della temperatura corporea, insieme all'osservazione generale del comportamento e dello stato fisico della madre, costituisce il primo passo per identificare precocemente eventuali anomalie.
Metrite: Un'Infezione Uterina Pericolosa
La metrite è una grave infiammazione dell'endometrio, il rivestimento interno dell'utero, generalmente causata da un'infezione batterica. Questa condizione si manifesta tipicamente circa una settimana dopo il parto. I batteri responsabili possono diffondersi nel circolo sanguigno, dando origine a infezioni sistemiche che possono avere conseguenze devastanti. Una delle cause più frequenti di metrite è la ritenzione di materiale fetale o placentare all'interno dell'utero dopo il parto. Questo materiale residuo crea un ambiente fertile per la proliferazione batterica. In alcuni casi, la metrite può anche svilupparsi a seguito della morte di un cucciolo all'interno dell'utero o nel canale del parto, lasciando tessuti che vanno incontro a decomposizione.

Il sintomo più evidente della metrite è la perdita di secrezioni vaginali purulente, ovvero pus. Queste secrezioni possono essere abbondanti e avere un odore sgradevole. Oltre a ciò, la metrite si accompagna spesso a una serie di altri sintomi sistemici e locali che indicano la gravità dell'infezione:
- Febbre alta: La temperatura corporea della cagna può elevarsi significativamente.
- Disidratazione: A causa della febbre, della ridotta assunzione di liquidi e delle potenziali perdite, la cagna può disidratarsi.
- Infiammazione dell'addome: L'addome può apparire gonfio, teso e dolente alla palpazione.
- Letargia e anoressia: La cagna appare spenta, apatica, priva di energie e perde l'appetito.
- Diarrea e vomito: Questi sintomi gastrointestinali possono manifestarsi a causa dell'infezione sistemica.
- Riduzione della produzione di latte: L'infezione e lo stato di malessere generale compromettono la capacità della madre di produrre latte sufficiente per i cuccioli.
- Modifiche comportamentali: La cagna può trascurare la cucciolata, mostrare aggressività o disinteresse verso i propri piccoli, un comportamento del tutto anomalo per una madre in salute.
La metrite è una condizione potenzialmente fatale se non trattata tempestivamente. Può portare a shock settico, una risposta infiammatoria sistemica incontrollata che può causare insufficienza d'organo e morte. Inoltre, la metrite può compromettere la fertilità futura della cagna, rendendola sterile.
Il trattamento della metrite mira a eradicare l'infezione e a stabilizzare le condizioni generali della madre. L'alimentazione con latte artificiale per i cuccioli è auspicabile per evitare la trasmissione dell'infezione attraverso il latte materno e per proteggere i neonati dagli effetti potenzialmente nocivi degli antibiotici somministrati alla madre. Il trattamento d'elezione per la metrite, una volta che la cagna è stata stabilizzata e se non si prevedono ulteriori gravidanze, è l'ovarioisterectomia, ovvero la rimozione chirurgica di utero e ovaie. Questa procedura elimina la fonte dell'infezione e previene recidive.
Mastite: L'Infiammazione delle Ghiandole Mammarie
La mastite è l'infiammazione delle ghiandole mammarie, che si manifesta tipicamente nel periodo post-parto, ma può verificarsi anche in casi di pseudogravidanza. La causa più comune è un'infezione batterica, spesso da stafilococchi, o un'ostruzione dei dotti mammari che impedisce il corretto deflusso del latte.
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Una o più ghiandole mammarie possono essere interessate. Si presentano gonfie, arrossate, calde al tatto e molto sensibili, causando dolore alla cagna. In casi più gravi, possono svilupparsi ascessi, raccolte di pus all'interno della ghiandola, o addirittura gangrena, una necrosi dei tessuti che può portare a una colorazione scura e a un odore sgradevole. Le secrezioni dal capezzolo possono essere emorragiche (con sangue) o purulente. Oltre ai sintomi locali, la mastite può causare segni clinici sistemici quali febbre, anoressia, vomito e, nei casi più severi, shock settico.
Se viene diagnosticata mastite, specialmente in presenza di ascessi o mastite gangrenosa, o se la cagna è in terapia antibiotica, l'allattamento al seno deve essere interrotto. I cuccioli dovranno essere nutriti con latte artificiale per garantire che ricevano nutrimento senza essere esposti a latte infetto o a residui di farmaci. Il trattamento della mastite prevede l'uso di antibiotici appropriati, la gestione del dolore e, se presenti, il drenaggio di eventuali ascessi.
Eclampsia: La "Febbre del Latte" e il Pericolo dell'Ipocalcemia
L'eclampsia, nota anche come "febbre del latte" o tetania puerperale, è una grave malattia metabolica che colpisce le femmine durante la gravidanza o, più frequentemente, nelle prime tre settimane successive al parto. Questa condizione è il risultato di una drastica diminuzione della concentrazione di calcio nel sangue (ipocalcemia). L'elevata richiesta di calcio per la produzione di latte nei cuccioli, specialmente in caso di cucciolate numerose o diete sbilanciate, può portare a un deficit significativo.
Le cagne in stato di eclampsia mostrano sintomi neurologici e comportamentali allarmanti. Possono manifestare irrequietezza, nervosismo, rigidità alle zampe e alle articolazioni, e difficoltà respiratorie. La temperatura corporea può aumentare notevolmente, da cui il nome "febbre del latte". Il sintomo più caratteristico e drammatico sono le convulsioni, contrazioni muscolari involontarie che coinvolgono tutto il corpo e si ripetono a intervalli ravvicinati.

L'eclampsia è un'emergenza medica che richiede un trattamento immediato. Se non gestita, la cagna può morire entro 10-12 ore dall'insorgenza dei sintomi a causa di spossamento o arresto cardiaco. Il trattamento consiste nella somministrazione endovenosa di gluconato di calcio, un sale di calcio, che agisce rapidamente per ripristinare i livelli ematici e alleviare i sintomi. La gravità della condizione determina se la somministrazione sarà per via endovenosa o sottocutanea.
Le cause principali dell'eclampsia sono un'alimentazione inadeguata durante la gravidanza o un eccesso di integrazione di calcio nel periodo gestazionale, che può sopprimere i meccanismi naturali di regolazione del calcio del corpo. Per prevenire l'eclampsia, è fondamentale garantire alla cagna una dieta di alta qualità, completa e bilanciata, che soddisfi le sue esigenze nutrizionali e quelle dei cuccioli in crescita. Questa dieta deve offrire una proporzione ottimale di calcio, fosforo e vitamina D, elementi essenziali per un adeguato sviluppo osseo sia della madre che della prole. Alimenti specifici formulati per cagne in allattamento, come ADVANCE MOTHER DOG & INITIAL, sono particolarmente indicati per fornire il supporto nutrizionale necessario.
Distocia: Difficoltà nel Parto
La distocia è definita come l'incapacità di espellere il feto dall'utero e dal canale del parto al momento previsto. Si tratta di un'emergenza che richiede attenzione immediata per ridurre i rischi per la madre e per i cuccioli. Le cause più comuni di distocia includono un'ostruzione pelvica, un feto di dimensioni eccessive rispetto al canale del parto, una presentazione anomala del feto (ad esempio, podalica o con le zampe anteriori piegate all'indietro) o la morte del feto, che può causare edema e gonfiore rendendone difficile il passaggio.
Se una parte del feto sporge dalla vulva, si può tentare una rimozione manuale con lubrificante sterile e una leggera trazione, indossando guanti sterili. In molti casi di distocia, è essenziale correggere eventuali squilibri di liquidi, elettroliti, calcio e glucosio. L'ossitocina può essere utilizzata per stimolare le contrazioni uterine, ma il suo dosaggio deve essere attentamente controllato per evitare contrazioni tetaniche e improduttive, distacco della placenta e ipossia fetale. È fondamentale identificare preventivamente la causa della distocia prima di somministrare ossitocina.

Piometra: Un'Infezione Uterina Post-Calore
Sebbene la piometra sia un'infezione uterina che si verifica tipicamente nel periodo successivo al calore, è importante menzionarla in quanto può manifestarsi anche nel periodo post-parto in alcune circostanze, soprattutto se vi sono state complicazioni durante o dopo il parto che hanno compromesso la normale involuzione uterina. La piometra è un'infezione batterica dell'utero che si sviluppa a causa di alterazioni ormonali, in particolare l'azione del progesterone, che prepara l'utero per una potenziale gravidanza. Queste alterazioni possono creare un ambiente favorevole alla crescita batterica.
La piometra può essere a cervice aperta, con pus che fuoriesce dalla vagina, o a cervice chiusa, con accumulo di pus all'interno dell'utero, una forma più pericolosa in quanto meno facilmente diagnosticabile. I sintomi includono letargia, inappetenza, sete e minzione eccessive, vomito, diarrea e, nei casi a cervice aperta, perdite vaginali purulente o emorragiche. Senza trattamento, la piometra è sempre mortale a causa degli effetti tossici dei batteri sul corpo. La diagnosi si basa su esami del sangue, ecografia e, talvolta, radiografie. Il trattamento d'elezione è l'ovarioisterectomia d'urgenza.
Gestione dei Cuccioli Neonati
Oltre alle complicazioni materne, è fondamentale prestare attenzione alla salute dei cuccioli neonati. Essi sono estremamente fragili e richiedono cure costanti. I rischi più comuni includono:
- Ipoglicemia e ipotermia: I cuccioli non sono in grado di regolare autonomamente la loro temperatura corporea e i livelli di zucchero nel sangue. Hanno bisogno di un ambiente caldo e di poppate frequenti per sopravvivere.
- Infezioni neonatali: Ambienti non igienici o un sistema immunitario compromesso possono esporre i cuccioli a malattie gravi.
- Sindrome del cucciolo che svanisce (Fading Puppy Syndrome): Un cucciolo apparentemente sano inizia a indebolirsi, smette di alimentarsi e rischia di morire. L'osservazione quotidiana è la chiave per identificare precocemente questi problemi.
La prontezza d'intervento, l'esperienza e un attento monitoraggio sono essenziali per garantire il benessere della madre e dei suoi piccoli durante questo periodo critico. In caso di dubbi o segnali di allarme, è sempre consigliabile consultare tempestivamente un veterinario.

