Può capitare di farci caso a occhio nudo, oppure al tatto, mentre accarezziamo il piccolo: la testa del neonato è piatta da un lato, un lato solo, è come se fosse schiacciata, e il bambino tende a dormire e riposare poggiandosi sempre su quel lato. L’effetto è un po’ quello di un pallone sgonfio che si appiattisce quando tocca il pavimento e non riesce a rotolare. I segnali di plagiocefalia riguardano, oltre alla deformità del capo, l’alterazione secondaria di altre parti del cranio. Perché ciò accade? L’incidenza della testa piatta del neonato, se posizionale, dipende dall’età, con un picco entro i primi 6 mesi di vita e una tendenza a diminuire fino ai 2 anni. Chiarite le dimensioni del fenomeno, cerchiamo di capire ora quali sono i motivi della testa piatta del neonato.

Le Radici del Torcicollo Miogeno Congenito

Le principali cause di plagiocefalia posizionale, spesso strettamente legata al torcicollo miogeno congenito, si possono inquadrare prima della nascita, o possono subentrare durante o dopo il parto. Prima del parto risulta di enorme peso la posizione assunta dal piccolo in utero, che contribuisce a plasmare la volta cranica già prima che il bimbo nasca. Non bisogna però dimenticare anche condizioni particolari come la presenza di una minore quantità di liquido amniotico, ovvero la sostanza in cui il feto è immerso nel sacco amniotico. Anche un parto distocico, con impiego di strumenti come il forcipe, può contribuire al modellamento della volta cranica che, va ricordato, in epoca neonatale è ancora plastica.

Dopo il parto, l’aspetto che più può causare la comparsa di plagiocefalia è il mantenimento della testa in una posizione orientata sempre da un lato. Molti elementi possono influenzare questo aspetto. La prematurità, ad esempio. I neonati che vengono al mondo prima del termine auspicabile sono più esposti a plagiocefalia posizionale. Innanzitutto perché la loro testa è più plastica e modellabile rispetto a quella dei bimbi nati a termine, poi perché stanno più tempo fermi, in quanto presentano un tono muscolare minore.

Anche il torcicollo miogeno, seppur non frequentissimo, influenza la plagiocefalia in questa fase. Si tratta di un’anomala contrattura, congenita o acquisita, di un muscolo chiamato sternocleidomastoideo, che si colloca lateralmente nel collo e, se contratto, lo fa inclinare. Avere il torcicollo miogeno comporta il fatto che il bimbo non possa voltare la testa da un lato finché il problema non scompare. Questa condizione è visibile già in ecografia secondo alcuni studi.

Ecografia fetale che mostra la posizione del feto nell'utero

Comprendere il Torcicollo Miogeno Congenito

Il torcicollo muscolare congenito, chiamato anche collo contorto o torcicollo, è una condizione in cui un bambino tiene la testa inclinata da un lato e ha difficoltà a girare la testa sul lato opposto. Nel torcicollo congenito, il muscolo che si estende lungo il lato del collo, il muscolo sternocleidomastoideo, è teso e accorciato. Il torcicollo muscolare congenito è presente alla nascita o si sviluppa subito dopo. Di solito si scopre nelle prime 6-8 settimane di vita, quando un neonato inizia ad acquisire un maggiore controllo sulla testa e sul collo.

La causa del torcicollo muscolare congenito è sconosciuta, tuttavia, può essere correlata a un posizionamento anormale (posizione podalica, ad esempio) o all'”affollamento” del bambino mentre si trova nell’utero, magari in un parto gemellare. Ciò si traduce in una lesione al muscolo del collo che cicatrizza mentre guarisce. La teoria più accreditata (teoria meccanica) sostiene che la malformazione sia correlata a una posizione del feto in utero non ottimale, che comporta una compressione dei vasi sanguigni che nutrono il muscolo sternocleidomastoideo. In assenza di nutrimento, le cellule muscolari quindi non riescono a sopravvivere e vengono sostituite da materiale fibroso, che forma una sorta di cicatrice. La fibrosi del muscolo provoca quindi una retrazione e un accorciamento del muscolo stesso.

Il torcicollo del neonato può anche essere causato da un trauma muscolare durante il parto, con conseguente formazione di un ematoma nel contesto delle fibre muscolari, che conduce a una situazione clinica con sintomi simili a quelli della forma congenita. La forma più comune è appunto il “torcicollo miogeno congenito“, una patologia malformativa con origine nella vita intrauterina. Essa colpisce il muscolo sterno-cleido-mastoideo, posto al lato del collo, che collega la regione mastoidea, dietro l’orecchio, con la clavicola e lo sterno, con un accorciamento che determina una inclinazione laterale del capo. Caratteristico atteggiamento del bambino con la testa inclinata verso il lato leso e ruotata verso il lato opposto.

Diagramma anatomico del muscolo sternocleidomastoideo

Segnali e Sintomi da Osservare

Come genitore, è importante prestare attenzione a questi segnali:

  • La testa del neonato è spesso inclinata o ruotata sempre dallo stesso lato.
  • Il bambino ha difficoltà a girare la testa in una direzione.
  • Difficoltà ad attaccarsi al seno.
  • Comparsa di una lieve asimmetria cranica (plagiocefalia, ovvero testa piatta), dovuta alla pressione costante su un lato della testa.
  • Disagio o irritabilità quando si cerca di posizionare la testa in modo diverso.
  • Una piccola massa può essere avvertita nel mezzo del muscolo del collo interessato (muscolo sternocleidomastoideo).
  • A questa patologia si può associare una asimmetria facciale e del cranio, che però spesso si risolve spontaneamente con la crescita.
  • Nel 20% dei casi i bambini con torcicollo congenito presentano anche displasia dell'anca.

Il torcicollo miogeno è una condizione comune tra i neonati, manifestandosi come una contrattura muscolare nella zona del collo e una rigidezza nella colonna vertebrale. Non è raro notare un neonato con la testolina inclinata su un lato; ciò non è una mera preferenza del bambino, ma è spesso un segnale di questo tipo di torcicollo. Osservando attentamente, è possibile notare che questi piccoli tendono a girare o inclinare la testa prevalentemente da un lato. Questo comportamento potrebbe non sembrare significativo all’inizio, ma è essenziale per chi si prende cura del neonato comprenderne la potenziale causa. Infatti, oltre a influenzare la postura del bambino, queste contratture potrebbero avere altri effetti collaterali.

Il torcicollo posizionale: esercizi per migliorarlo

Diagnosi e Gestione del Problema

Posta una diagnosi mediante valutazione clinica del bambino (basta una visita dal pediatra), si può pensare alla gestione del problema. La diagnosi differenziale tra le forme di torcicollo viene fatta con la valutazione clinica, sempre associata allo studio ecografico del muscolo e radiografia del rachide cervicale per escludere delle malformazioni vertebrali. Una visita medica completa del bambino, di solito mostra la tipica inclinazione della testa e la tensione del muscolo sternocleidomastoideo.

È innanzitutto importante il tempismo. Il cranio del neonato è plastico e agire in tempo permette di attuare un approccio più gentile e naturale. In generale, se il bambino presenta la forma posizionale sarà possibile effettuare un trattamento “conservativo”. Importantissimo è il cambio frequente di posizione.

Trattamenti e Interventi

Il trattamento di tale affezione dipende dalla gravità della stessa.

Approccio Non Chirurgico:

Nei casi più lievi, si utilizzano tutori che facciano dormire il bimbo sul fianco, in modo da favorire così l’inclinazione nella giusta direzione della testa, sfruttando la gravità. Possono essere utili esercizi di fisioterapia che può essere insegnata ai genitori e che quindi può essere eseguita anche in ambienti domestici. Spesso è utile associare anche un trattamento osteopatico. L’osteopatia pediatrica si rivela un valido supporto nella gestione del torcicollo miogeno. Attraverso tecniche manuali dolci e non invasive, l’osteopata può:

  • Rilasciare le tensioni muscolari: manipolazioni delicate mirano a rilassare i muscoli del collo e a migliorare la mobilità della testa.
  • Promuovere un equilibrio posturale: un approccio globale consente di valutare e correggere eventuali compensazioni posturali.
  • Stimolare la mobilità craniale: questo aiuta a prevenire o ridurre eventuali deformazioni craniche associate, come la plagiocefalia.
  • Fornire indicazioni ai genitori: l’osteopata insegna esercizi e posizioni da adottare a casa per favorire il miglioramento del bambino.

Per prima cosa l’osteopata si pone in osservazione del neonato verificando come il bambino posiziona il viso e come cerca di ruotare la testa. Successivamente, si passa alla fase palpatoria nel quale viene valutata l’entità della contrattura dello SCOM e degli altri muscoli coinvolti. Infine, viene verificata la muscolatura e il movimento articolare delle spalle e della colonna vertebrale dorsale e cervicale.

Trattamento Chirurgico:

L’intervento chirurgico è necessario nei casi più gravi e persistenti e consiste nell’eseguire incisioni muscolari per ottenere un allungamento della fascia e del tendine del muscolo in modo da risultare in un suo allungamento. Circa il 10% dei bambini con torcicollo muscolare congenito richiede un intervento chirurgico. L’operazione è in genere programmata una volta che il bambino raggiunge l’età prescolare. La procedura allungherà il muscolo sternocleidomastoideo corto e potrebbe essere eseguita in regime ambulatoriale.

Implicazioni a Lungo Termine e Prevenzione

Se dopo i 4 mesi di vita la plagiocefalia non si è risolta o non è migliorata, alcuni studi sostengono trattamenti personalizzati più mirati, come ad esempio il ricorso a un “elmetto” creato su misura con un materiale termoplastico che aiuta il rimodellamento del cranio del neonato compensando l’asimmetria tipica della plagiocefalia (va detto che è comunque raro che si debba ricorrere a questo strumento).

Il torcicollo miogeno non trattato tempestivamente può avere conseguenze sullo sviluppo motorio e sulla postura del bambino. Se le opzioni non chirurgiche non correggono il torcicollo, il medico può suggerire un intervento chirurgico. Sebbene sia difficile sapere dove può condurre negli anni un torcicollo congenito non risolto, ci sono delle relazioni abbastanza dirette che ormai possono essere segnalate come attendibili:

  • Scoliosi: nel momento in cui il bambino guadagna la posizione ortostatica e si mette in piedi (ma già prima con la posizione seduta), lo squilibrio posizionale e funzionale presente a livello cervico-craniale saranno automaticamente “compensati” dal resto del corpo, in primis dal rachide che attuerà delle strategie per poter permettere alla piccola persona di mantenere l’equilibrio, deambulare e svolgere tutte le funzioni vitali, relazionali, cinetiche ritenute normali. In questo modo sarà frequente trovare bambini con un torcicollo inizialmente ben visibile che poi riusciranno a ridurre l’eccesso di lateralizzazione e rotazione della testa “aiutandosi” con altre regioni della colonna vertebrale e della gabbia toracica (meccanismo di compensazione).
  • Salute degli occhi e funzione visiva: una condizione di alterato equilibrio del posizionamento cranico condurrà ad un notevole sforzo gli occhi per poter vedere al meglio.
  • Problemi di allattamento: può causare difficoltà nella fase di avvio dell'allattamento al seno. Infatti, tenderà a staccarsi spesso, ad addormentarsi facilmente al seno, a crescere a rilento e a preferire un seno all'altro.
  • Contratture muscolari: possono essere presenti anche alla mandibola, oltre che al collo. Contratture a carico della muscolatura della bocca che portano il bambino ad aprirla poco. Contratture a carico del collo portano il lattante ad avere una suzione debole e poco nutritiva.

Infografica che mostra le possibili conseguenze a lungo termine del torcicollo miogeno non trattato

Intervenire con tempestività aiuta a risolvere in maniera più veloce le problematiche e diminuisce le probabilità che si creino altre complicazioni. Come abbiamo visto, il torcicollo miogeno è congenito. Quindi, bisognerà indagare su cause precedenti la nascita del bimbo. La prematurità è un fattore di rischio, poiché i neonati pretermine hanno una testa più plastica e un tono muscolare minore.

Consigli Pratici per i Genitori:

Oltre al trattamento specifico, ci sono alcune accortezze che i genitori possono adottare:

  • Variare la posizione del bambino: durante il sonno o i momenti di veglia, alternare il lato su cui appoggia la testa.
  • Stimolare il movimento del collo: posizionare giochi o stimoli visivi sul lato opposto rispetto alla posizione preferita dal neonato, ma soprattutto posizionarsi personalmente dal lato in cui il bambino non guarda mai: il genitore è il principale “oggetto d’interesse” per il piccolo, ancora più dei giochi. Anche i giochi sospesi sopra la culla andranno spostati da un lato.
  • Evitare posture prolungate: limitare il tempo trascorso su seggiolini auto (in caso di viaggio lungo andrebbero fatte delle soste ogni 40 minuti\un’ora), ovetti o sdraiette.

Il torcicollo miogeno può essere affrontato con successo grazie a un approccio multidisciplinare che includa l’osteopatia pediatrica. Se sospetti che il tuo bambino possa avere questo problema, rivolgiti a un professionista esperto per una valutazione. È consigliabile chiedere una valutazione all’osteopata prima possibile (già nei primi giorni di vita). Ricordiamo che la valutazione osteopatica non si sostituisce a quella del pediatra ma ne va a supporto e completamento soprattutto in quei casi molto specifici e complessi che possono nascondere “diverse sfaccettature” proprio come il torcicollo congenito. Il torcicollo miogeno è una patologia sotto diagnosticata. Questo dovrebbe essere individuato dal pediatra nelle visite dei primi giorni di vita del bambino tramite osservazione e palpazione.

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