Il Reddito di Cittadinanza (RDC) ha rappresentato una pietra miliare nel panorama delle politiche sociali italiane, volto a contrastare la povertà e promuovere l'inclusione lavorativa. Istituito a decorrere dall'aprile 2019, il sostegno mirava a fornire un aiuto economico a nuclei familiari in difficoltà, affiancato da percorsi di reinserimento nel mondo del lavoro. Tuttavia, il quadro normativo e le misure di sostegno al reddito hanno subito significative evoluzioni nel corso degli anni, portando all'introduzione di nuove denominazioni e requisiti.

L'Istituzione del Reddito di Cittadinanza e i Primi Requisiti

La bozza iniziale del Reddito di Cittadinanza prevedeva che il sostegno decorresse "dal mese successivo a quello della richiesta". La misura era concepita per essere erogata per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi, rinnovabile previa sospensione dell'erogazione per un mese prima di ciascun rinnovo.

I requisiti per accedere al beneficio, basati sui dati ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) relativi al 2017, indicavano una platea potenziale di oltre 1 milione e 375mila nuclei familiari, comprendenti anche stranieri residenti da almeno 5 anni e in possesso di permesso di soggiorno. Tra i criteri fondamentali vi era un valore ISEE complessivo entro i 9.360 euro. Inoltre, il reddito familiare non doveva superare i 7.560 euro annui, cifra elevata a 9.360 euro in caso di nucleo familiare in affitto.

grafico che illustra le soglie ISEE e i requisiti di reddito per il Reddito di Cittadinanza

Accanto al Reddito di Cittadinanza, era prevista l'istituzione della Pensione di Cittadinanza, destinata ai nuclei familiari composti interamente da persone con più di 65 anni. Anche in questo caso, la soglia ISEE era fissata a 9.360 euro, con un reddito familiare non superiore a 7.560 euro, elevabile a 9.360 euro per chi viveva in affitto.

Obblighi e Percorsi di Inclusione

Un aspetto centrale del Reddito di Cittadinanza era il coinvolgimento dell'intero nucleo familiare. Tutti i componenti in età lavorativa erano tenuti a rispettare obblighi connessi alla fruizione del beneficio. Erano previsti due percorsi possibili: il "Patto di inclusione sociale" e il "Patto per il lavoro", salvo per coloro che avevano compiti di cura di bambini entro i 3 anni o di persone disabili.

Al momento della domanda, il richiedente doveva dare immediata disponibilità al lavoro. Successivamente, gli altri componenti del nucleo familiare "tenuti a rispettare gli obblighi connessi alla fruizione" del reddito venivano individuati. Entro trenta giorni dal riconoscimento del beneficio, i beneficiari venivano convocati presso i centri per l'impiego, i servizi sociali comunali o le agenzie per il lavoro private per una valutazione dei bisogni del nucleo familiare e dei suoi componenti.

Tra gli obblighi, vi era quello di "accettare almeno una di tre offerte di lavoro congrue". Inoltre, i beneficiari dovevano dedicare un massimo di otto ore settimanali a progetti "gestiti dai comuni, utili alla collettività in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni". Il mancato rispetto di questi obblighi poteva comportare la "perdita del beneficio per l'intero nucleo familiare".

Ulteriori Paletti e Controlli

La bozza del Reddito di Cittadinanza introduceva ulteriori restrizioni. Oltre alla soglia ISEE di 9.360 euro, il reddito familiare non doveva superare i 6.000 euro per un single, con un aumento basato sulla composizione del nucleo familiare fino a un massimo di 12.600 euro.

Altri vincoli riguardavano il patrimonio: un valore immobiliare non superiore a 30.000 euro e un patrimonio mobiliare non oltre i 6.000 euro, elevabili fino a 10.000 euro per un nucleo di tre persone, con un ulteriore aumento di 1.000 euro per ogni figlio successivo al secondo, e 5.000 euro per ogni componente con disabilità.

Erano inoltre previste restrizioni sul possesso di veicoli: non potevano essere intestatari di auto nuove (immatricolate nei sei mesi precedenti la domanda) o di grossa cilindrata (sopra i 1600 cc), moto sopra i 250 cc e barche.

La manovra di bilancio ha confermato l'intenzione di rafforzare i controlli, sia ex ante sui requisiti di residenza e patrimoniali, sia ex post, per arginare abusi e irregolarità.

L'Evoluzione verso il Supporto per la Formazione e il Lavoro e l'Assegno di Inclusione

Con il passare del tempo, le politiche di sostegno al reddito hanno visto un'ulteriore evoluzione. Una nuova misura, inizialmente ipotizzata con nomi diversi, è stata poi denominata "Supporto per la Formazione e il Lavoro" (SFL). Questa misura è stata introdotta dal 1° settembre 2023, con l'obiettivo di attivare al lavoro le persone considerate occupabili e a rischio di esclusione sociale e lavorativa.

Il SFL si configura come una misura di attivazione tramite la partecipazione a progetti di formazione, qualificazione e riqualificazione professionale, orientamento, accompagnamento al lavoro e politiche attive del lavoro. Anche il servizio civile universale rientra in queste misure.

Il Supporto per la Formazione e il Lavoro è destinato ai componenti dei nuclei familiari di età compresa tra 18 e 59 anni, in condizioni di povertà assoluta, con un ISEE familiare non superiore a 6.000 euro annui, che non possiedono i requisiti per accedere all'Assegno di Inclusione (ADI). Può essere utilizzato anche da componenti di nuclei che percepiscono l'ADI, ma che non sono conteggiati nella scala di equivalenza.

SUPPORTO PER LA FORMAZIONE ED IL LAVORO : REQUISITI E DOMANDA

L'interessato è tenuto a rilasciare la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro. A seguito della stipulazione del patto di servizio, può ricevere offerte di lavoro, servizi di orientamento e accompagnamento, o essere inserito in specifici progetti formativi. Può anche individuare autonomamente progetti formativi ai quali essere ammesso.

In caso di partecipazione a programmi formativi e progetti utili alla collettività, per una durata massima di dodici mensilità, l'interessato riceve un beneficio economico, quale indennità di partecipazione, pari a 350 euro mensili.

Parallelamente, è stato introdotto l'Assegno di Inclusione (ADI), entrato in vigore dal 1° gennaio 2024, che sostituisce il Reddito di Cittadinanza. L'ADI è destinato ai nuclei familiari in difficoltà in cui sia presente almeno un componente minore, disabile, ultrasessantenne, o una persona a cui sia stato riconosciuto l'assegno per l'invalidità civile.

L'importo dell'ADI è di 500 euro al mese (aggiornato alla scala di equivalenza), integrato fino a 280 euro mensili come contributo per l'affitto, per un totale di 780 euro. Il sussidio è erogato per 18 mesi.

Dettagli e Nuove Proposte di Riforma

Le simulazioni elaborate dal Movimento 5 Stelle prevedevano importi variabili per i nuclei familiari in base alla loro composizione. Ad esempio, 780 euro per nuclei di un solo componente (500 euro di reddito più 280 di contributo all'affitto), 880 euro per nuclei con un adulto e un minorenne, e 980 euro per nuclei con due adulti o con un adulto e due minorenni. Una coppia con due figli avrebbe potuto ricevere 1.180 euro, mentre con tre figli minorenni si arrivava a 1.280 euro. La soglia massima ipotizzata era di 1.330 euro per famiglie con quattro adulti o tre adulti e due minorenni.

Per quanto riguarda la Pensione di Cittadinanza, l'assegno per un over 67 senza casa di proprietà poteva arrivare fino a 780 euro: 630 euro di integrazione al reddito e 150 euro di contributo all'affitto.

Il primo Rapporto del Comitato scientifico per la valutazione del Reddito di Cittadinanza, nato a marzo scorso al Ministero del Lavoro, ha avanzato dieci proposte per una revisione più strutturale della misura. Tra queste, la revisione della scala di equivalenza per equiparare i minori agli adulti e far salire l'assegno per le famiglie numerose. Si è inoltre proposta la riduzione della soglia di partenza per i nuclei di una persona da 6.000 a 5.400 euro e la differenziazione del contributo per l'affitto in base alla dimensione del nucleo.

Per quanto riguarda gli stranieri, è stata proposta la riduzione del periodo di residenza in Italia necessario per ricevere il Reddito di Cittadinanza da 10 a 5 anni, considerata una proposta "ragionevole e in linea con l'Ue".

Un punto critico sollevato dal Comitato scientifico è che "oggi ad un percettore del Rdc 'lavorare non conviene'". Per questo, si è sostenuto che il reddito da lavoro debba essere considerato per il 60% e non per l'80% nel calcolo dell'importo del Rdc.

Misure di Contrasto agli Abusi e Innovazioni

La lotta ai "furbetti" del reddito si è intensificata con l'introduzione di sanzioni penali: da 1 a 3 anni per chi non ha comunicato all'INPS le variazioni del proprio reddito e patrimonio, anche se derivanti da lavoro in nero.

La bozza del decreto di riforma del Reddito di Cittadinanza prevedeva anche la "Prestazione di accompagnamento al lavoro" per i beneficiari del Rdc che, al momento della scadenza del sussidio, abbiano sottoscritto un patto per il lavoro e siano inseriti in misure di politica attiva. Questa prestazione, richiedibile dal 1° settembre, vale 350 euro al mese.

Per favorire l'occupazione, sono stati previsti sgravi contributivi: uno sgravio del 100% per due anni, fino a un massimo di ottomila euro l'anno, in caso di contratto a tempo indeterminato. Se il contratto è a termine o stagionale, lo sconto contributivo è del 50%, per un massimo di quattromila euro l'anno. La relazione tecnica ipotizzava 20.000 assunzioni a tempo indeterminato e 50.000 a termine o stagionali all'anno.

infografica che confronta i requisiti e i benefici del Reddito di Cittadinanza, Supporto per la Formazione e il Lavoro e Assegno di Inclusione

Altre misure introdotte o prorogate includono: la proroga al 2025 per i contratti di espansione, la semplificazione delle comunicazioni per i datori di lavoro sportivi, la maggiorazione dell'assegno unico universale in caso di un solo genitore deceduto, l'adozione di misure per la sicurezza sul lavoro con estensione delle tutele INAIL a studenti in attività formative, docenti e lavoratori domestici, e l'aumento degli sgravi contributivi e previdenziali per i datori di lavoro domestici.

L'evoluzione normativa ha quindi trasformato il Reddito di Cittadinanza in un sistema più articolato, con misure distinte per differenti categorie di beneficiari e un'enfasi crescente sull'attivazione lavorativa e sul contrasto alle frodi.

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