L'alimentazione del neonato è una delle maggiori preoccupazioni dei neogenitori, che si interrogano su cosa, quanto, per quanto tempo e in che misura nutrire il proprio piccolo. È fondamentale informarsi e scegliere serenamente l'alimentazione ritenuta più corretta, magari confrontandosi con gli esperti. L'allattamento al seno, in particolare, è ormai considerato non solo un semplice nutrimento, ma una reale e concreta occasione di contribuire alla crescita emotiva e cognitiva del bambino, oltre che un rafforzativo del legame mamma-figlio che contribuisce ad accrescere in lui fiducia e sicurezza nelle proprie competenze (empowerment). Già nel Primo Principio del Benessere si era parlato del bonding, il profondo legame mamma-figlio che inizia prima della nascita e che ha il suo primo importante rinforzo con l’allattamento.

Le Fondamenta del Benessere: Nutrimento e Legame
Il bambino manifesta da subito dei comportamenti istintivi innati, i "riflessi", come la suzione, che gli permettono di sopravvivere subito dopo la nascita. In questi primi mesi, il piccolo impara a conoscere i vari gusti, odori e consistenze, perfeziona l’attività muscolare e la deglutizione (e successivamente la masticazione). Contemporaneamente, sviluppa la maturità digestiva a livello gastrico e intestinale. È ormai scientificamente comprovato che il latte materno sia una risorsa preziosa per lo sviluppo e la crescita del bambino, capace di adattarsi con il passare dei mesi alle esigenze nutrizionali del piccolo.
Dal colostro dei primissimi giorni, povero di zuccheri e grassi ma ricco di sali minerali, vitamine e fagociti antibatterici e antimicotici, si arriva al latte di transizione in corrispondenza con la cosiddetta "montata lattea". Il latte materno ha un ruolo determinante per il sistema immunitario del bambino perché gli fornisce le difese necessarie per contrastare i patogeni, attraverso gli anticorpi (le immunoglobuline A - IgA).
Capire se il Bambino è Ben Nutrito: Oltre la Bilancia
Allattamento / Latte materno insufficiente o poco nutriente? Come capire se il neonato è sazio?
Cosa può fare allora il genitore per capire se il bambino si sta sufficientemente nutrendo? Il sistema della "doppia pesata" (pesare il piccolo prima e dopo la poppata) è stato dimostrato non essere attendibile. Un buon indicatore può essere il numero di pannolini consumati nel giorno. Tuttavia, la cosa migliore è fare affidamento ai controlli mensili del pediatra durante i quali vengono valutati tutti gli indicatori di crescita del piccolo.
Posizioni per un Allattamento Confortevole
La scelta della posizione durante l'allattamento è una decisione personale che spetta alla mamma e al bambino. Esistono diverse opzioni, ognuna con i propri benefici:
- Breast crawl: La mamma si appoggia con la schiena ad alcuni cuscini, posa il bambino sul suo petto, pancia contro pancia, in posizione verticale e lascia che sia lui a trovare il capezzolo e succhiare il latte.
- Presa di transizione: Consigliata soprattutto per le prime poppate, questa posizione consente alla mamma di controllare l’attacco e fa sentire il piccolo ben protetto, così che possa rilassarsi e pensare solo a mangiare.
- Posizione della lupa: Raccomandata in caso di dotti ostruiti o ingorghi mammari, in questa modalità il neonato è sdraiato supino e la mamma si colloca a quattro zampe sopra di lui per allattarlo dall’alto.
Qualunque sia la posizione prescelta, è bene verificare sempre che l’attacco del bambino al seno sia corretto: il nasino deve trovarsi esattamente di fronte al capezzolo, la bocca deve essere ben aperta e comprendere buona parte dell’areola, mai solo il capezzolo.
Sfatare Miti e Pregiudizi sull'Allattamento
Purtroppo è molto diffusa la credenza che non tutte le neomamme siano in grado di allattare in maniera esclusiva al seno: poco latte, non nutriente, il bambino si stanca e non mangia. Oggi si tende a parlare di "alimentazione complementare" anziché "svezzamento", proprio per suggerire che il latte materno non deve essere considerato un "vezzo da togliere", ma che invece costituisce ancora una parte fondamentale dell'alimentazione del piccolo.

L'Evoluzione dell'Alimentazione: Dai 5 Mesi in Poi
Molti genitori si interrogano sulla frequenza e quantità delle poppate quando il bambino raggiunge i 5 mesi. A 5 mesi, un bambino allattato esclusivamente al seno può mostrare cambiamenti nelle abitudini alimentari. Alcuni bambini possono richiedere poppate più frequenti ma meno abbondanti. Un bambino di 5 mesi può poppare anche ogni 2-3 ore. La quantità di latte assunta ad ogni poppata può variare. Se il bambino cresce bene e bagna un numero adeguato di pannolini al giorno, è probabile che stia assumendo abbastanza latte. È comune che i bambini rigurgitino un po’ di latte dopo la poppata; questo di solito non è motivo di preoccupazione, a meno che il bambino non mostri altri sintomi come difficoltà respiratorie o irritabilità eccessiva.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l’allattamento esclusivo al seno fino ai 6 mesi. Tuttavia, in alcuni casi, può essere necessario iniziare lo svezzamento un po’ prima, sotto la guida del pediatra. Se possibile, è preferibile evitare l’introduzione di tettarelle e biberon, soprattutto se si desidera continuare ad allattare al seno. NoiMamme.it ricorda che ogni bambino è diverso e ha le proprie esigenze.
L'Introduzione dei Cibi Solidi: Un Percorso Graduale
Superati i 6 mesi, le riserve di Ferro accumulate dal bambino durante la gravidanza iniziano a esaurirsi, così come l'apporto energetico. Fondamentale è allora passare all’alimentazione complementare. A 6 mesi, il bambino è capace di stare seduto in maniera eretta e inizia a sviluppare la muscolatura idonea per deglutire piccole quantità di cibo in forma semiliquida. Dai 6 agli 8 mesi, le linee guida dell’OMS raccomandano di introdurre 2-3 piccoli pasti al giorno di alimenti complementari, continuando intanto ad allattare a richiesta.
Quando il bambino inizia a mangiare in posizione eretta è bene dotarsi di un seggiolone e successivamente di seggiolino da tavolo; questi prodotti aiutano l’autonomia e permettono la condivisione del pasto stando tutti seduti presso la stessa tavola.
Molte linee guida locali sono eccessivamente prescrittive e si basano su tradizioni culturali più che sull’evidenza scientifica. Non è importante introdurre prima il riso o la tapioca, il pollo o il vitello, né pesare al milligrammo gli ingredienti. Anche per le dosi è difficile dare linee guida rigide, poiché il bambino "deve essere incoraggiato a riconoscere il senso di sazietà e non deve necessariamente finire tutto quello che ha nel piatto".
Solitamente i primi alimenti diversi dal latte vengono presentati al bambino sotto forma di passati, brodini e pappe e somministrati col cucchiaino senza un coinvolgimento attivo del piccolo. In linea teorica, questa modalità consentirebbe di stimolare l’autonomia e la capacità di auto-regolazione del bambino, e lo abituerebbe fin da subito ad una maggiore varietà di sapori e consistenze. In realtà non esistono ancora evidenze scientifiche che avvalorino questa tesi; sono diverse invece le voci dei pediatri preoccupati che l’auto-svezzamento possa portare a più alte possibilità di soffocamento e di malnutrizione.

Allergeni e Glutine: Nuove Prospettive
Studi recenti hanno completamente ribaltato la convinzione che alcuni alimenti associati alle allergie come il pomodoro, il pesce, il rosso d’uovo, noci e nocciole, possano essere introdotti non prima dei 12-15 mesi. Ad oggi è stato infatti provato che “l’esposizione a potenziali allergeni o al glutine dopo i 4 mesi di vita non aumenta la probabilità di insorgenza di allergie o celiachia nei bambini in generale e nemmeno in quelli ad alto rischio (quelli con familiari allergici).” Anzi, ci sarebbe anche un lieve calo del rischio che questo avvenga.
Latte Materno vs. Latte Artificiale: Un Confronto
L’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Ministero della Salute affermano che, sebbene possa essere introdotto in piccole dosi già a partire dai 6 mesi, è bene che il latte di mucca non costituisca l’alternativa del latte materno o del latte in formula. Questo perché, pur essendo un alimento ricco di energia, proteine e calcio, è più povero di ferro del latte umano ed è meno digeribile a livello intestinale.
L'Esperienza Personale: Tra Sfide e Soluzioni
Le esperienze delle mamme possono variare notevolmente. Paola, ad esempio, ha affrontato un parto difficile e una montata lattea assente, ricorrendo inizialmente al tiralatte e al latte artificiale. Dopo tre mesi di grande impegno, con l’aiuto di una consulente de La Leche League, ha scoperto il DAS (dispositivo di allattamento integrativo supplementare). Sebbene inizialmente avesse letto che fosse consigliato soprattutto per neonati prematuri, l'uso del DAS ha reso Anna molto più tranquilla, permettendole di addormentarsi serenamente. Nonostante l'impegno iniziale nel montaggio e pulizia, questo sistema si è rivelato un valido supporto.

Le Raccomandazioni dell'OMS e del Ministero della Salute
Le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e ribadite dal Ministero della Salute sull’alimentazione infantile sono le seguenti:
- Iniziare l’allattamento alla nascita.
- Allattare esclusivamente per 6 mesi completi, quando possibile.
- Dopo i primi 6 mesi di vita, introdurre gli alimenti complementari.
- Proseguire l’allattamento al seno parziale e occasionale fino ai 2 anni di vita e oltre, in base al desiderio comune di mamma e bambino.
È importante non avere fretta di svezzare troppo presto. Se il bambino rifiuta i primi cucchiaini di pappa, è necessario avere pazienza. Il piccolo deve imparare innanzitutto a deglutire. Pertanto, è opportuno iniziare con piccoli assaggi di pappa e dargli il tempo necessario per prendere confidenza con il nuovo modo di nutrirsi.
Allattamento Prolungato: Benefici per Bambino e Mamma
La scienza ci dice che l’allattamento materno riduce il numero di morti improvvise del lattante, le cosiddette morti in culla, addirittura del 73%, diminuisce le possibilità di sviluppare il diabete di tipo 2 di quasi il 40% e riduce del 26% il rischio di sviluppare sovrappeso e obesità. L’allattamento prolungato non danneggia né la mamma né il bambino, anzi, apporta numerosi guadagni di salute sia per il piccolo sia per la mamma. Inoltre, il bambino allattato a lungo non sarà un "mammone" per sempre; anzi, quando sarà pronto a staccarsi, avrà un bagaglio importante di sicurezza e autonomia.
Il latte materno non perde sostanza con il passare dei mesi e degli anni, ma continua a essere un importante apporto di liquidi e nutrienti. Non esiste un’età precisa in cui i bambini devono abbandonare il seno; lo fanno quando sono pronti o quando la mamma deciderà che è il momento, e lo fanno tutti. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda l’allattamento al seno fino al sesto mese di vita compiuto, quando diventa necessario introdurre gli alimenti del divezzamento, ma l'allattamento può proseguire anche oltre i due anni.

I Primi 1000 Giorni: Un Periodo Cruciale
Le raccomandazioni dell’OMS sono sostenute da un recente interesse delle ricerche sui primi 1000 giorni di vita dei bambini, dal concepimento al secondo compleanno. Gli scienziati hanno scoperto che un’alimentazione sana e altri fattori esercitano un impatto molto profondo sulla crescita e sulla salute a lungo termine durante questo periodo. I dati dimostrano inequivocabilmente che l’allattamento al seno offre vantaggi straordinari nel corso di questi 1000 giorni. L'allattamento al seno può essere considerato allo stesso tempo un alimento, un medicinale e un segnale. Inoltre, questi triplici benefici non vengono meno una volta oltrepassati i due anni.
Vantaggi Nutrizionali dell'Allattamento al Seno Prolungato
Anche quando il bambino inizia a consumare alimenti complementari, il latte materno è una fonte nutritiva importante. Durante l'allattamento esclusivo al seno il bambino consuma solitamente 750-800 ml di latte al giorno. A 9-12 mesi può ancora assumere circa 500 ml al giorno, che equivalgono a circa la metà del suo fabbisogno calorico giornaliero. A 18 mesi probabilmente assumerà circa 200 ml al giorno, ovvero circa il 29% delle calorie necessarie.
Anche nel secondo anno di vita il latte materno fornisce quantità significative di altre sostanze nutritive fondamentali, apportando circa il 43% delle proteine del bambino, il 60% della vitamina C, il 75% della vitamina A, il 76% del folato e il 94% della vitamina B12.
Vantaggi per la Salute dell'Allattamento al Seno dopo i Sei Mesi
Continuare ad allattare dopo i sei mesi riduce le possibilità di contrarre malattie in età infantile e adulta, e se il bambino si ammala ne favorisce una più rapida guarigione. Più a lungo lo si allatta, più a lungo lo si protegge. L'allattamento al seno protegge il bambino da infezioni e malattie, a tal punto da essere considerato una forma di "medicina personalizzata", con potenziali effetti permanenti. È stato dimostrato che allattare al seno per più di sei mesi protegge il neonato da alcuni tumori infantili, come leucemia linfatica acuta e linfoma di Hodgkin; riduce le sue possibilità di sviluppare il diabete di tipo 1 e 2, eventuali problemi alla vista e ai denti, nonché l'obesità.
Il latte materno può anche ridurre il rischio di nausea e diarrea, gastroenterite, raffreddore e influenza, mughetto e infezioni all'orecchio, alla gola e ai polmoni. Questo aspetto è particolarmente utile man mano che il bambino cresce e inizia a interagire con gli altri bambini o ad andare all'asilo nido, dove i germi possono essere dilaganti. L'allattamento al seno può anche salvare la vita; nei paesi a basso e medio reddito, i bambini che non sono allattati al seno hanno il doppio delle probabilità di morire di infezione rispetto a quelli allattati al seno, anche parzialmente.
L'Allattamento come Segnale: Benefici per lo Sviluppo
Il fatto di essere vicina al tuo bambino, di rispondere immediatamente alle sue esigenze e avere spesso un contatto visivo con lui si traduce in un invio di segnali tra di voi. Gli scienziati ritengono che questi segnali influenzino molti aspetti dello sviluppo del tuo bambino, dall'appetito alle prestazioni accademiche. Più a lungo lo si allatta, più probabili saranno gli esiti positivi in futuro.
Il latte materno contiene migliaia di molecole attive, dagli enzimi che aiutano a digerire i grassi agli ormoni che regolano l'appetito, alle molecole immunitarie che promuovono lo sviluppo del sistema immunitario. Ogni giorno il bambino ingerisce da milioni a miliardi di cellule viventi, come le cellule staminali. Ognuna di queste cellule ha un compito specifico per il mantenimento della salute del bambino.
È risaputo che l'allattamento al seno prolungato influisce positivamente sul QI dei bambini. Gli studi dimostrano un vantaggio di ben tre punti nel QI dei bambini allattati al seno rispetto a quelli che non lo sono mai stati. Inoltre, l'allattamento al seno oltre i sei mesi è stato collegato a una quantità inferiore di problemi comportamentali nei bambini in età scolare e al miglioramento della salute mentale nei bambini e negli adolescenti.
Latte Materno vs. Latte in Polvere: Un Confronto Approfondito
Sebbene sulla confezione dei latti artificiali vengano riportati vantaggi per la salute apparentemente notevoli, non esiste latte migliore del tuo per il tuo bambino. Nessun latte artificiale contiene tutti gli anticorpi, le cellule vive, i fattori di crescita, gli ormoni e i batteri utili, né la serie di enzimi, aminoacidi e micronutrienti presenti nel latte materno. Il tuo latte si modifica per fornire al tuo bambino più anticorpi anti-infettivi e globuli bianchi quando è malato, cosa che il latte artificiale non può fare.
I Vantaggi dell'Allattamento al Seno per le Mamme
L'allattamento al seno prolungato non è vantaggioso soltanto per il tuo bambino, ma lo è anche per te. Continuando ad allattare oltre i sei mesi riduci il rischio permanente di sviluppare malattie cardiache, diabete di tipo 2 e tumori al seno, alle ovaie e all'utero. Inoltre, spesso le mamme che allattano non subiscono la ricomparsa del ciclo per molti mesi e, in alcuni casi, per un periodo di due anni.
Uno studio ha dimostrato che l'indice di massa corporea della madre (BMI) si riduce dell'1% per ogni sei mesi di allattamento al seno. Per non parlare del fatto che dopo i sei mesi l'allattamento al seno è molto comodo. Il tuo seno, infatti, produce la giusta quantità di latte quando necessario; così, non sei costretta a pulire l'attrezzatura né a portarti dietro nulla quando sei fuori casa.
Allattamento e Nuove Gravidanze
Non è necessario interrompere l'allattamento anche in caso di una nuova gravidanza, come spiegato nell'articolo sull'allattamento in gravidanza. La natura ha creato un meraviglioso meccanismo grazie al quale tutti i mammiferi si nutrono, per un periodo della loro vita variabile a seconda della specie, con un alimento unico, completo, ecologico e formulato specificamente per le necessità di crescita del piccolo. Solo dopo e gradualmente tutti i piccoli mammiferi iniziano a nutrirsi di altri cibi e diventano autonomi, abbandonando il latte della mamma.

Neonati Prematuri e Allattamento
La natura è sempre generosa e protegge ancora di più i bambini più a rischio; il neonato prematuro, infatti, beneficia del latte della propria mamma in modo speciale, attraverso la riduzione di malattie anche mortali come la setticemia o l’enterocolite necrotizzante. I pretermine che ricevono latte materno, inoltre, avranno a distanza un miglior sviluppo neurologico. L’allattamento materno è di grande aiuto anche per la madre: le restituisce infatti il suo naturale ruolo primario e la fa sentire indispensabile per il suo piccolo. La montata lattea, pur condizionata negativamente dallo stress della nascita pretermine, può presentarsi a qualunque età gestazionale. Le quantità di colostro prodotte, anche se minime, sono il più delle volte sufficienti ad iniziare una minima precocissima alimentazione, fondamentale per i neonati “critici”.
In conclusione, l'allattamento al seno, sia nei primi mesi che in un'ottica di allattamento prolungato, rappresenta una risorsa inestimabile per la salute, lo sviluppo e il benessere del bambino e della madre. La scelta informata e il sostegno adeguato sono fondamentali per permettere a ogni madre di intraprendere il proprio cammino, guidata dall'amore e dalla consapevolezza.
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