La storia dell'educazione infantile è un percorso affascinante, costellato di idee innovative, esigenze sociali emergenti e figure illuminanti che hanno plasmato il modo in cui oggi concepiamo la cura e l'istruzione dei più piccoli. Il termine latino "AXYLUM", che originariamente designava genericamente un ospizio o ricovero per persone incapaci di provvedere a sé stesse, ha visto il suo significato progressivamente restringersi, a partire dal XIX secolo, alle istituzioni dedicate all'infanzia, ampliando la sua valenza da un mero assistenzialismo a una dimensione intrinsecamente educativa.
Le Radici del Pensiero Educativo per l'Infanzia
Già nel XVII secolo, il pedagogista boemo Jan Amos Comenio, nella sua opera fondamentale "Didactica Magna", aveva anticipato il concetto di "scuola materna". Comenio immaginava un'istituzione per bambini dai tre ai sei anni, da realizzarsi idealmente in ogni casa, ponendo una basilare importanza al rapporto affettivo. La sua visione abbracciava l'intera prima età, iniziando dall'atto del concepimento e estendendosi ai primi sei anni di vita. Per questo periodo, disegnò la "scuola del grembo materno", o scuola materna, concepita per supportare i genitori attraverso un "Informatorium scholae maternae". Tuttavia, è cruciale sottolineare che il pensiero di Comenio apparteneva alla pedagogia dell'infanzia in senso lato, non a una scuola dell'infanzia tecnicamente strutturata per accogliere bambini al di fuori del nucleo familiare. Il suo argomentare era rivolto alla coscienza educativa che doveva permeare la famiglia, in particolare la figura materna, depositaria del compito di allevare il bambino e trasmettere le basi dell'insegnamento morale, intellettuale, etico e religioso.

L'Evoluzione verso la Scuola dell'Infanzia come Istituzione
L'idea di una scuola per l'infanzia iniziò a prendere forma quando emersero due esigenze sociali distinte: la necessità di provvedere ai bambini in assenza della famiglia e il desiderio di supportare i bambini le cui madri erano impegnate in lavori extradomestici. La seconda metà dell'era industriale segnò una profonda rottura nella funzionalità della famiglia tradizionale. Le madri iniziarono a lavorare fuori casa, e i bambini vennero spesso impiegati nel lavoro minorile. Questo scenario rese indispensabile l'istituzione delle prime "sale di custodia", gestite da spiriti caritatevoli. Queste istituzioni miravano a sottrarre i bambini allo sfruttamento del lavoro precoce o a sopperire alla mancanza di cure necessarie, dovuta all'assenza prolungata dei genitori. Le sale di custodia, tuttavia, enfatizzavano prevalentemente la dimensione assistenziale piuttosto che quella educativa. È importante notare che l'affermazione che queste scuole ebbero dapprima uno scopo quasi esclusivamente assistenziale per poi evolvere verso una finalità educativa non implica una netta separazione temporale. Spesso, all'interno della stessa scuola dell'infanzia, i due momenti si sono sviluppati in stretta successione. All'idea primitiva di raccogliere, assistere e nutrire, seguì rapidamente la questione di come occupare proficuamente i bambini.
Pionieri dell'Educazione Infantile: Orbelin e Owen
La fondazione di istituti con un duplice scopo assistenziale-educativo è legata a figure di grande rilievo. Johann Friedrich Oberlin (1740-1825), parroco di Ban-de-la-Roche, un'area montuosa tra Alsazia e Lorena, rimase colpito dalle condizioni di vita dei villaggi sperduti nei Vosgi. Convinto che la rigenerazione umana passasse attraverso la sottrazione all'ignoranza, alla superstizione e alla corruzione fin dall'infanzia, aprì nel 1770 la prima "Salle d'Asile" (da lui definita anche scuola materna) per i bambini in età prescolare, figli dei lavoratori locali. Nelle sale d'asilo di Oberlin, i bambini non venivano solo custoditi, ma anche istruiti ed educati. I più piccoli erano intrattenuti con giochi e attività ricreative a contatto con la natura, come la coltivazione di aiuole e giardini. I più grandi, dopo i cinque anni, ricevevano istruzioni sulla storia sacra, con temi e personaggi che esaltassero la bontà e la gioia del lavoro, le soddisfazioni derivanti dalla coltivazione dei campi, partendo sempre dall'osservazione diretta e dall'illustrazione prima della denominazione.
Un'altra istituzione fondamentale, sorta con il duplice scopo di custodia ed educazione, fu la sezione dell'"Istituto per la formazione del carattere giovanile" fondato da Robert Owen (1771-1858) a New Lanark, in Scozia. Owen, animato dall'idea di migliorare le condizioni di vita delle classi povere e lavoratrici, promosse la riduzione dell'orario lavorativo nelle sue fabbriche, il sorgere di cooperative e casse mutue, e la creazione di scuole per i bambini lavoratori o figli di lavoratori. Il suo obiettivo era una riforma sociale che includesse l'educazione dei fanciulli del popolo. Convinto che ignoranza e cattiva educazione fossero alla radice di vizi e miseria, Owen si oppose all'insegnamento astratto, ai premi e ai castighi, favorendo un'istruzione che sviluppasse l'intelligenza infantile e esaltasse la libertà di coscienza e morale. Inizialmente, non prevedeva né libri né maestri, ma semplici operai capaci di amare l'infanzia. Tuttavia, James Buchanan, inviato a Londra, fondò nel 1820 una "Enfant's School", reintroducendo l'insegnamento religioso, premi e castighi, affiancato da Wilderspin, che introdusse un crescente conformismo scolastico. Il suo programma prevedeva l'apprendimento dell'alfabeto, della scrittura, della lettura, dei numeri e delle prime nozioni di geometria.

L'Impronta Francese e Italiana: Pastoret, Cochin e Aporti
La Francia vide un notevole impulso nell'assistenza all'infanzia grazie ad Adélaïde Piscatory de Pastoret (1776-1842). Nel 1801, fondò a Parigi un ambiente dedicato all'assistenza completa dei bambini della prima infanzia, accogliendo inizialmente dodici lattanti e bambini piccoli, le cui madri potevano visitarli durante il giorno. Questa iniziativa, più simile a una sala di custodia, si ampliò nel tempo. Nel 1826, la Pastoret fondò un comitato per l'assistenza infantile, che, grazie alla cooperazione delle autorità e di privati, arrivò a prendersi cura di settanta-ottanta bambini. L'attività assistenziale-educativa si diffuse a Parigi con la fondazione di diverse "Salle d'Asile", e la stessa Pastoret studiò analoghe iniziative inglesi. Madame Eugenia Millet fu inviata a Londra per analizzare l'esperienza di New Lanark, e le sue osservazioni contribuirono a dare impulso all'esperienza francese, portando all'istituzione di un corso di preparazione alla direzione delle "Salle d'Asile".
Il lavoro della Pastoret fu proseguito e valorizzato nel 1827 da Denys Cochin (1786-1841). Divenuto sindaco di Parigi, Cochin si trovò a soccorrere numerosi bambini abbandonati. Iniziò a raccoglierne alcuni in due stanze, improvvisando un metodo educativo semplice e ingegnoso. Nel suo "Manual des Salles d'Asile" (1833), Cochin raccomandava un metodo sicuro e un programma preciso per rendere proficua la giornata di ogni bambino.
In Italia, la figura di Ferrante Aporti (1791-1858) assume un ruolo centrale. Nato a San Martino dell'Argine, dopo gli studi filosofici e teologici e l'ordinazione sacerdotale, si recò a Vienna dove ebbe modo di ascoltare le lezioni di pedagogia di Vincent Milde. Nel 1821, a Cremona, gli fu affidata la direzione della scuola elementare maggiore maschile. Nel 1828, la lettura della traduzione tedesca del libro di Samuel Wilderspin sull'educazione infantile, che descriveva le teorie e i metodi della prima "Infant's School" diretta da James Buchanan, rappresentò per Aporti l'occasione e l'impulso per fondare scuole infantili in Italia sulla scia di quelle inglesi. Aporti comprese che non bastava custodire il bambino, ma era necessario educarlo, vedendo nella custodia un'opportunità per l'educazione. La sua visione era quella di un'educazione infantile integrale e armonica, simultaneamente fisica, morale e intellettuale. Il tempo infantile non doveva essere solo un tempo da non perdere, ma un'età preziosa da valorizzare attivamente per lo sviluppo della persona e per le sorti sociali. Aporti può essere considerato un educatore sociale e popolare, che pose alla base dell'educazione l'elevazione dei poveri, restituendo dignità ai più diseredati. Egli sosteneva che nell'asilo il ricco imparava ad accostarsi al povero, e non viceversa. Nella sua opera "Guida per le scuole infantili di carità" (1836), Aporti delineò l'importanza di insegnare al povero la capacità di guadagnare con il proprio lavoro e l'obbligo della società di fornire aiuto quando il guadagno fosse insufficiente.

L'Asilo Infantile di Lumellogno e Pagliate: Un Esempio Storico Novarese
La storia delle istituzioni educative per l'infanzia si intreccia con le realtà locali. Un esempio significativo proviene da Novara, dove un lettore ha condiviso notizie sull'inaugurazione di un "Asilo Infantile" a Lumellogno e Pagliate. L'inaugurazione avvenne il 15 novembre 1903, come riportato dal giornale della Diocesi di Novara, "Cronaca di Novara" (poi "L'Azione"). L'articolo dell'epoca descriveva l'evento con uno stile che offre uno spaccato dei "bei tempi andati", evidenziando il tipo di divertimenti pubblici offerti per l'occasione: una sfilata ciclistica, intrattenimenti ginnastici, un'altalena, concerti musicali, un albero della cuccagna e il "magico grammofono" dei Fratelli Sormani. L'articolo invitava calorosamente gli abitanti della città e dei dintorni a partecipare, sottolineando la gioia e la solennità dell'evento per i "terrieri" di Lumellogno. Oltre ai divertimenti, si tenevano discorsi ufficiali di apertura e un grandioso banco di beneficenza con oggetti raccolti da filantropi. Questo evento, per quanto piccolo, rappresenta una testimonianza della storia di una comunità legata al proprio passato e desiderosa di rendere omaggio a coloro che hanno contribuito al suo lustro.

La Scuola Speciale "Paolo e Larissa Pini": Un Percorso di Inclusione
La storia dell'educazione infantile include anche percorsi dedicati a bambini con particolari esigenze. La Scuola Speciale "Paolo e Larissa Pini" di Novara nacque nel 1947 come sezione staccata della Scuola Speciale Treves-De Santis. Inizialmente, ospitava bambini e ragazzi affetti da gravissime forme di epilessia, che fino ad allora venivano istituzionalizzati o ricoverati in ospedali psichiatrici. Nel 1964, la scuola si trasferì nella sede attuale di Via Stefanardo da Vimercate, assumendo il nome di Scuola Speciale "Paolo e Larissa Pini" per alunni disritmici. La scuola comprendeva i tre ordini di scuola: materna, elementare e media, e per lungo tempo offriva laboratori di maglieria, falegnameria, cartonaggio e taglio e cucito per l'avviamento professionale. Nel corso degli anni, la scuola ha subito profonde trasformazioni, evolvendosi da una struttura medico-assistenziale a un centro per l'apprendimento, l'inserimento e l'integrazione.
L'Asilo Infantile Borgo San Paolo: Un Patrimonio Architettonico ed Educativo
L'Asilo Infantile Borgo San Paolo, a Torino, rappresenta una delle strutture più antiche e significative per la storia del quartiere. Costruito nel 1901 ispirandosi ai canoni architettonici dell'epoca, divenne Ente Morale nello stesso anno. La sua fondazione, avvenuta con il concorso del Governo, del Municipio e di privati, ne sottolinea la valenza comunitaria. La descrizione delle moderne strutture per il nido comunale e la scuola d'infanzia statale, realizzate su più piani e dotate di ascensori, rampe, spazi comuni, biblioteche e laboratori, evidenzia la continua evoluzione delle infrastrutture dedicate all'infanzia. L'apertura di queste nuove scuole rientra in un più vasto progetto di recupero e riqualificazione del complesso San Paolo, finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, un esempio di come la valorizzazione del patrimonio edilizio possa andare di pari passo con l'offerta di servizi educativi all'avanguardia.

L'Importanza della Custodia e dell'Educazione Integrale
La storia dell'educazione infantile ci mostra un percorso evolutivo che, partendo da un'esigenza prevalentemente assistenziale, ha gradualmente abbracciato una dimensione educativa più profonda e complessa. Figure come Comenio, Oberlin, Owen, Pastoret, Cochin e Aporti hanno, con le loro visioni e azioni, contribuito a definire i principi fondamentali dell'educazione prescolare. La consapevolezza che non basta custodire il bambino, ma è necessario educarlo in modo integrale e armonico, considerando lo sviluppo fisico, morale e intellettuale come un processo simultaneo e interconnesso, rappresenta il lascito più prezioso di questi pionieri. Le scuole dell'infanzia, dalle loro umili origini come "sale di custodia" fino alle moderne istituzioni, continuano a svolgere un ruolo cruciale nella formazione delle future generazioni, offrendo non solo un luogo sicuro e stimolante, ma anche un ambiente in cui i bambini possono sviluppare appieno le loro potenzialità e costruire le basi per una vita serena e produttiva.

