L'allattamento è un periodo di profonde trasformazioni per la neomamma e di crescita esponenziale per il neonato. In questa fase cruciale, l'alimentazione e l'idratazione giocano un ruolo fondamentale per garantire il benessere di entrambi. L'acqua oligominerale emerge come una scelta privilegiata, offrendo benefici specifici sia alla madre che al bambino. Questo articolo esplora in dettaglio i benefici dell'acqua oligominerale durante l'allattamento, delineando le corrette abitudini alimentari per la madre e fornendo indicazioni precise sull'introduzione dell'acqua nella dieta del neonato.

L'Importanza dell'Idratazione Materna Durante l'Allattamento

Durante l'allattamento, il corpo della madre subisce un aumento del fabbisogno idrico. Il latte materno, composto per circa l'85-90% da acqua, rappresenta una fonte primaria di liquidi per il neonato. Pertanto, la madre deve reintegrare costantemente i liquidi persi per mantenere un buono stato di idratazione e assicurare una produzione di latte adeguata. Le indicazioni dell'EFSA suggeriscono un aumento di almeno 700 ml della dose quotidiana di acqua da bere durante l'allattamento, portando il fabbisogno a circa 2,5 litri al giorno.

Donna che allatta bevendo acqua

Bere abbondantemente è cruciale non solo per la produzione di latte, ma anche per la salute generale della madre. Una corretta idratazione aiuta a eliminare le tossine, favorisce la digestione, previene la ritenzione idrica e il gonfiore, sensazioni comuni nel post-parto. L'acqua oligominerale, con il suo basso contenuto di sodio, è particolarmente indicata per contrastare questi disturbi, contribuendo al benessere fisico della neomamma. Inoltre, un'adeguata idratazione supporta il corretto funzionamento degli organi, come reni e fegato, che durante la gravidanza e il post-parto possono essere sottoposti a un maggiore carico di lavoro.

Acqua Oligominerale: Una Scelta Ideale per la Neomamma

La scelta dell'acqua da bere durante l'allattamento è importante. Le acque oligominerali, caratterizzate da un basso residuo fisso e un ridotto contenuto di sodio, sono considerate ideali. Un basso contenuto di sodio è fondamentale per contrastare la ritenzione idrica e il gonfiore, spesso presenti in questo periodo. La leggerezza e la purezza di queste acque le rendono facilmente assimilabili, senza appesantire il lavoro degli organi.

Alcune acque oligominerali, come ad esempio Acqua Fontenoce o Acqua Sorgesana, sono state approvate dal Ministero della Salute per la preparazione degli alimenti per neonati, confermando la loro idoneità anche per le madri che allattano. Queste acque, grazie alla loro composizione equilibrata, apportano oligoelementi essenziali senza sovraccaricare l'organismo.

È consigliabile bere un bicchiere d'acqua a ogni poppata per facilitare il monitoraggio dell'assunzione di liquidi e assicurarsi di raggiungere il fabbisogno giornaliero. Vanno bene acqua del rubinetto (se potabile e di buona qualità), acqua minerale, infusi a base di erbe e frutta non zuccherati.

L'Alimentazione della Madre che Allatta: Equilibrio e Nutrizione

Se sei una mamma che allatta, non è necessario che tu segua particolari abitudini alimentari restrittive. L'obiettivo principale è garantire un apporto nutrizionale completo e bilanciato per sostenere la produzione di latte e il recupero post-parto.

Carboidrati e Fibre: Pane integrale, fiocchi integrali, riso integrale, pasta integrale, patate, frutta e verdura dovrebbero costituire più della metà della tua dieta. Sono tutti fonte di carboidrati complessi e fibre, essenziali per l'energia e la regolarità intestinale. I prodotti con cereali integrali sono ricchi di vitamine del gruppo B e magnesio.

Proteine: Per la produzione di latte, hai bisogno di più cibi ricchi di proteine. Per coprire questo maggiore fabbisogno, puoi scegliere latte, yogurt e formaggio, così come pesce e carne. Altrettanto utili sono le fonti proteiche vegetali, come i legumi.

Grassi: L'assenza di grassi vegetali è sconsigliata. Grassi sani, come quelli presenti nell'olio d'oliva, nella frutta secca e nel pesce, sono importanti per la salute generale e per il corretto sviluppo del neonato.

Vitamine e Minerali:

  • Ferro: Durante l'allattamento, il tuo corpo non ha bisogno di più ferro, ma devi reintegrare quanto prima le riserve consumate in gravidanza. È risaputo che la carne è ricca di ferro, ma anche gli alimenti vegetali, come miglio, avena e farro verde, e le verdure, come spinaci, bietole, valeriana e barbabietole rosse, sono ottime fonti di ferro. Poiché la vitamina C favorisce l'assorbimento del ferro vegetale, bevi ad esempio un bicchiere di succo d'arancia.
  • Calcio e Magnesio: Latte, yogurt e formaggio sono ottime fonti di calcio e magnesio. Questi minerali sono essenziali per la salute delle ossa della madre e per lo sviluppo osseo del bambino.
  • Iodio: Durante l'allattamento, il fabbisogno di iodio è decisamente più alto (260 µg / giorno). Il contenuto di iodio del latte materno dipende in gran parte dal tuo apporto di questa sostanza. Il consumo di pesce e frutti di mare, nonché di latte e latticini, contribuisce all'apporto di iodio, così come l'uso di sale iodato. Ecco perché a una donna che allatta si consiglia di mangiare, se possibile, pesce di mare una o due volte alla settimana. Sarebbe inoltre preferibile consumare pane e carne prodotti con sale iodato.
  • Acido Folico e Vitamina C: Le verdure verdi contengono abbondante acido folico, mentre la frutta in genere contiene molta vitamina C. Un mix equilibrato ti consentirà di assumere molte sostanze vegetali secondarie. Queste sostanze, pur non fornendo energia diretta, hanno effetti benefici sulla salute.

Piatto colorato con frutta, verdura e cereali integrali

Cosa Evitare e Cosa Sperimentare con Cautela

Rispetto alla gravidanza, ci sono solo alcuni divieti specifici durante l'allattamento:

  • Alcol e Nicotina: Evita del tutto alcol e nicotina poiché entrambi passano nel latte materno e possono essere dannosi per il neonato.
  • Grandi Pesci Predatori: Non tutti i tipi di pesce sono adatti. I grandi pesci predatori, come squalo, pesce spada e tonno, non dovrebbero rientrare nella tua dieta a causa dell'elevato contenuto di sostanze nocive (come ad es. mercurio). Prediligi pesci di taglia più piccola, come salmone, sgombro o sardine, che sono anche ricchi di acidi grassi omega-3.

Alimenti che possono causare reazioni:Non rinunciare inutilmente ad alcuni alimenti. Legumi, agrumi, cibi piccanti, ecc. possono passare nel latte e provocare flatulenza o irritare il sederino del bambino. Certo, può accadere, ma non per forza. Non eliminare tassativamente questi alimenti dalla tua dieta. Prova ad assumerne in piccole quantità, per vedere come il tuo bambino reagisce agli acidi della frutta o ai cibi piccanti. Alcuni neonati hanno il sederino irritato, mentre altri tollerano magnificamente questi alimenti. Anche se lo si continua a ripetere, non è vero: i bambini non soffrono di flatulenza solo perché la mamma mangia volentieri ceci o cipolle. Se mangi e tolleri gli alimenti che gonfiano e li hai mangiati anche in gravidanza, è difficile che facciano male al bambino: conosce questi ingredienti già dal liquido amniotico e li riconoscerà anche nel latte. Ancora una cosa: anche l'idea che l'anidride carbonica dell'acqua minerale possa passare nel latte materno è semplicemente sbagliata.

Protezione contro le Allergie

Anche se il tuo bambino presenta un rischio maggiore di allergie, non dovresti evitare determinati alimenti. L'allattamento è la migliore protezione contro le allergie e l'eliminazione di alimenti sani che potrebbero provocare allergie, come ad esempio il latte, crea più danni. In questo caso, infatti, a risentirne potrebbe essere l'apporto di calcio. Non ci sono prove scientifiche che consiglino di evitare possibili sostanze allergeniche durante l'allattamento. Al contrario, è dimostrato che il consumo di pesce di mare ricco di grassi riduce il rischio di malattie atopiche come asma, raffreddore da fieno e neurodermite. In casi molto rari, il neonato può essere allergico al latte di mucca consumato dalla mamma. Non ha senso però eliminare il latte e i latticini dalla tua alimentazione solo perché sospetti una possibile allergia.

Acqua ai Neonati: Quando e Come

Una delle domande più frequenti che si pone ogni neomamma è: “i neonati possono bere acqua?”. La risposta è: non prima dei cinque-sei mesi, salvo specifiche indicazioni mediche.

Perché non si dà acqua ai bambini piccoli: L'acqua di cui hanno bisogno i neonati è già contenuta nel latte materno o nel latte artificiale. Non c'è alcuna differenza tra allattamento materno o artificiale perché, in entrambi i casi, il pasto è composto principalmente da acqua (circa l'88% nel latte materno e il 95% nel latte artificiale). La razione quotidiana essenziale di liquidi è quindi assicurata e non serve aggiungere altro.

Da quando si può dare acqua ai neonati: Se non ci sono situazioni cliniche che rendano necessaria una idratazione massiccia (ad esempio, in caso di seri problemi gastrointestinali), si può iniziare a offrire piccole quantità di acqua, da 30 a 50 ml, durante i pasti a partire dai 5-6 mesi di vita, in concomitanza con l'inizio dell'alimentazione complementare.

Acqua ai neonati allattati al seno e artificialmente: Come già detto, sia il latte materno che quello artificiale forniscono l'idratazione necessaria. L'integrazione con acqua non è necessaria nei primi mesi di vita.

Qual è l’acqua migliore per i neonati: Se è arrivato il momento di svezzare i bambini, è consigliabile chiedere consiglio al pediatra. In generale, è meglio preferire acque oligominerali, naturali e con un basso contenuto di sodio e nitrati. Le acque con un residuo fisso intorno ai 50 mg/l o superiori, concentrazioni di sodio inferiori ai 20 mg/l e di solfato minori di 200 mg/l sono considerate adatte. L'acqua del rubinetto può essere utilizzata se è dichiarata potabile e la si beve regolarmente, altrimenti è meglio optare per acqua imbottigliata o bollirla e farla raffreddare.

Biberon con acqua e un neonato

Quali bevande si possono dare ai neonati: Così come non è il caso di dare acqua ai neonati sotto i 5-6 mesi, la stessa cosa vale per altre bevande, come tè, tisane o camomilla, in particolare se sono zuccherate, perché andrebbero a interferire con la routine alimentare del bambino. Con l’assunzione di liquidi diversi dal latte, lo stomaco del piccolo si dilaterebbe, facendo venir meno il senso di fame e senza apportare nessuna quota nutritiva. Dopo i 6 mesi, con l'inizio dello svezzamento, si può iniziare a proporre acqua.

L'Acqua Oligominerale nel Percorso di Crescita

Le acque minerali si distinguono in base al "residuo fisso", un valore che indica il contenuto di sali minerali.

  • Nei primi sei mesi di vita: Il latte materno o artificiale supplisce alle richieste di acqua. Si sconsiglia di dare acqua, salvo eccezioni. Per diluire il latte artificiale si usano acque minimamente mineralizzate (< 50 mg/l) o oligominerali (50-500 mg/l) con basso contenuto di sodio, nitrati e assenza di nitriti e ammoniaca.
  • Dallo svezzamento all’età infantile (dai 6 mesi in poi): Si può iniziare a offrire acqua, preferibilmente oligominerale, con basso residuo fisso, basso contenuto di sodio e nitrati. Queste acque sono leggere e insapori, adatte al gusto dei più piccoli.
  • Bambini e adolescenti: Nella fase di accrescimento, aumenta il fabbisogno di calcio. Sono consigliate acque oligominerali o mediominerali, meglio ancora quelle "bicarbonato-calciche", con un contenuto di calcio superiore a 150 mg/l.

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Considerazioni Finali

Con l'allattamento devi misurarti con tante nuove mansioni. Cerca di ritagliarti un po' di tempo per un'alimentazione sana. Preparare un piatto variopinto ogni giorno è più importante che pensare nel dettaglio alle calorie e alle singole sostanze nutritive. Ricorda che la tua salute e il tuo benessere sono fondamentali per prenderti cura del tuo bambino. Scegliere un'acqua oligominerale di qualità, come quelle approvate per l'uso neonatale, rappresenta un piccolo ma significativo passo verso un allattamento sereno e salutare per te e per il tuo piccolo.

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